In questo lavoro ci poniamo l’obiettivo di capire come le disposizioni emergenziali introdotte dal Dl. n. 18/2020 (cd. “Cura-Italia”), nello specifico dagli artt. 67 e 68, vanno ad impattare su una procedura ricorrente quanto delicata come quella relativa alla verifica degli inadempimenti nei confronti dell’Agente della riscossione per i pagamenti ai fornitori della Pa oltre Euro 5.000,00 prevista dall’art. 48-bis del Dpr. n. 602/1973. 

Andiamo di seguito ad analizzare il contenuto delle norme sopra menzionate, specie in correlazione con l’interpretazione che l’Agenzia delle Entrate-Riscossione ha dato delle stesse.

Il contenuto degli artt. 67 e 68, del Dl. “Cura-Italia

Il Decreto “Cura-Italia” (Dl. n. 18/2020) è intervenuto anche sulla gestione degli Uffici degli Enti impositori, disciplinando all’art. 67 la sospensione dei termini relativi alle attività di liquidazione, di controllo, di accertamento, di riscossione e di contenzioso, a favore degli Uffici degli Enti impositori dall’8 marzo al 31 maggio 2020.

Il successivo art. 68 ha disposto, con riferimento alle entrate tributarie e non tributarie, la sospensione dei termini dei versamenti scadenti nel periodo dall’8 marzo al 31 maggio 2020 derivanti da cartelle di pagamento emesse dagli Agenti della riscossione, nonché dagli avvisi di accertamento emessi dall’Agenzia delle Entrate e dagli avvisi di addebito emessi dagli enti previdenziali per il recupero delle somme di propria competenza; la norma si applica anche agli atti esecutivi degli Enti territoriali.

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