Serve un flash back. Oltre 5 mesi fa, cioè lo scorso 24 aprile 2020, il Consiglio dei Ministri approvò il “Documento di economia e finanza” (“Def 2020”). Come sappiamo, si tratta di un Documento fondamentale, previsto dalla “Legge di contabilità e finanza pubblica” (Legge n. 196/2009). Il CdM deliberò, ovviamente, anche la Relazione al Parlamento predisposta ai sensi dell’art. 6 della Legge n. 243/2012, da presentare alle Camere, ai fini dell’autorizzazione dell’aggiornamento del Piano di rientro verso il cosiddetto “Obiettivo di medio termine” (“Omt”). 

Ma di acqua sotto i ponti, dalla scorsa primavera all’attuale autunno, ne è passata tantissima. Vorticosa e assai distruttiva. A maggior ragione se pensiamo alla pandemia, allora ancora agli inizi. E attualmente, ahinoi, in piena espansione mondiale. Senza poter avere ancora oggi certezza su quando terminerà o, almeno, messa sotto controllo. Davvero una situazione, non solo dolorosa per le tantissime vite umane perse, ma difficilissima sotto un profilo economico e finanziario.

Comunque, per rinfrescare la memoria, a livello europeo il 20 marzo scorso la Commissione Europea aveva disposto l’attuazione della cosiddetta general escape clause per il 2020. Ciò per poter garantire agli Stati membri l’imprescindibile spazio di manovra fiscale, nell’ambito del proprio rispettivo bilancio, per sostenere le spese sanitarie doverose per fronteggiare la gravissima emergenza epidemiologica e per contrastare il più possibile i disastrosi effetti economici di natura recessiva. L’applicazione della clausola europea consente agli Stati dell’Unione di deviare provvisoriamente dal rispettivo percorso di aggiustamento verso l’Omt. Come a suo tempo approvato nelle relative sedi nazionali. Ma la Commissione Europea consentì l’utilizzo della straordinaria clausola a condizione che non venisse pregiudicata la sostenibilità fiscale nel medio periodo.

In Italia, sentita la Commissione europea, le cifre del “Def 2020” per poter ricorrere all’indebitamento nell’anno 2020 erano di Euro 55,0 mld. E poi inizialmente oscillante, salvo stabilizzarsi: Euro 24,8 mld nel 2021; Euro 32,7 mld nel 2022; 33,0 mld nel 2023; Euro 33,1 mld nel 2024; Euro 33,2 mld dal 2025 al 2031 e Euro 29,2 mld dal 2032. Viceversa, come si può vedere scorrendo la “Nadef 2020”, questi importi stanno lievitando in misura notevolissima. Il dramma della pandemia, non solo miete vite umane, ma sta mettendo in pericolo gli equilibri della nostra finanza pubblica.

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