Le Commissioni Agricoltura di Camera e Senato hanno concluso ieri l’esame, in sede consultiva, della proposta di regolamento del Parlamento europeo e del Consiglio che modifica il regolamento (UE) n. 1306/2013 per quanto riguarda la disciplina finanziaria a decorrere dall'esercizio finanziario 2021 e il regolamento (UE) n. 1307/2013 per quanto riguarda la flessibilità tra i pilastri per l'anno civile 2020 (COM(2019) 580 definitivo).

 

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La Commissione Agricoltura della Camera ha approvato il documento finale predisposto dal presidente e relatore Filippo Gallinella (M5S).

Il documento approvato sarà trasmesso oltre che al Governo, anche al Parlamento europeo, al Consiglio dell'Unione europea ed alla Commissione europea.

La Commissione Agricoltura del Senato ha approvato la risoluzione (Doc. XVIII, n. 18) predisposta dalla relatrice Rosa Silvana Abate (M5S).

Patrizio Giacomo La Pietra (FdI) ha fatto notare come la risoluzione metta in evidenza l'esistenza di molteplici aspetti problematici per gli interessi nazionali legati alla nuova PAC. Ha affermato di trovare pertanto contraddittorio che la Commissione si esprima in senso favorevole pur in presenza di tali criticità. A suo parere, darebbe maggior forza anche al Governo, in sede di negoziato in ambito comunitario, approvare da parte della Commissione un parere contrario in cui venissero evidenziate le diverse problematiche che possono derivare all'Italia dalla nuova PAC per il periodo 2021-2027. Ha sottolineato in conclusione che, poiché la proposta di regolamento comunitario non tutela gli interessi italiani, la Commissione dovrebbe dare un mandato chiaro al Governo a contrastare l'andamento del negoziato in sede europea così come si sta evolvendo.

Mino Taricco (PD) ha ricordato che la Commissione non sta in realtà esaminando i regolamenti che riformano la PAC per il periodo 2021-2027 ma sta solo affrontando un regolamento transitorio, che peraltro non entra nel merito dei contenuti della PAC ma affronta sostanzialmente solo il tema delle risorse. Ha quindi espresso apprezzamento per il lavoro di sintesi compiuto dalla relatrice e ha ricordato che sono sostanzialmente due le esigenze che il Governo italiano in sede di negoziato sulla proposta di regolamento deve ribadire, ossia la richiesta di maggiore attenzione per quanto concerne le risorse finanziarie, anche nel periodo transitorio, e la necessità di prolungare la durata del periodo di transizione ad almeno due anni.

Il sottosegretario per le politiche agricole Giuseppe L’Abbate ha ribadito l'impegno del Governo nell'affrontare le tematiche segnalate nella risoluzione nelle sedi europee, ricordando che sarà soprattutto nei prossimi mesi che verranno prese le decisioni più importanti. Ha fatto presente che per la conclusione dell'iter previsto per la revisione della PAC si prospettano tempi piuttosto lunghi e probabilmente non prima del secondo semestre del 2020 si arriverà alla chiusura delle trattative. Ha segnalato inoltre che con la riforma della PAC cambieranno anche le tempistiche previste per le attività di controllo e che, pertanto, per l'AGEA sarà necessario rimodulare le modalità con cui vengono attualmente effettuati tali controlli. Ha ricordato infine come il ministro Bellanova, nel recente Consiglio europeo Agricoltura e pesca del 16 e 17 dicembre 2019, abbia ribadito la volontà italiana di non prevedere tagli al budget della PAC.

Giorgio maria Bergesio (Lega) ha ringraziato la relatrice per il lavoro svolto e per aver integrato nella proposta di risoluzione anche alcune proposte del Gruppo della Lega. Ha concordato con il senatore Taricco sul fatto che le esigenze primarie per l'Italia siano quella di mantenere invariate le risorse a disposizione e di intervenire sulla tempistica di riforma delle procedure e ha preannunciato il proprio voto favorevole sulla risoluzione.

Francesco Battistoni (FI) ha affermato di condividere le perplessità manifestate dal senatore La Pietra nonché di ritenere prioritario per l'Italia che vengano mantenute le risorse finanziarie attualmente previste. Ha invitato poi il Governo a porre particolare attenzione alla tematica dei dazi, soprattutto in vista delle future trattative: ha sottolineato infatti che i dazi, nel corso dell'anno, hanno finito per incidere in maniera significativa sulla redditività degli agricoltori italiani ed è pertanto indispensabile un impegno netto del Governo in questo senso.

DOCUMENTO FINALE APPROVATO DALLA XIII COMMISSIONE CAMERA

  La Commissione XIII,
   esaminata, ai sensi dell'articolo 127, comma 1, del Regolamento, la proposta di regolamento del Parlamento europeo e del Consiglio che modifica il regolamento (UE) n. 1306/2013 per quanto riguarda la disciplina finanziaria a decorrere dall'esercizio finanziario 2021 e il regolamento (UE) n. 1307/2013 per quanto riguarda la flessibilità tra i pilastri per l'anno civile 2020 (COM (2019)580 final);
   richiamato il parere espresso in data 18 dicembre 2019 dalla XIV Commissione Politiche dell'Unione europea;
   preso atto delle considerazioni emerse durante le audizioni svolte in Commissione;
   apprezzato che, la Commissione europea, nelle more dell'approvazione dei provvedimenti relativi alla riforma della politica agricola comune (PAC) 2021-2027, sui quali sono in corso negoziati, ha deciso di adottare alcune iniziative volte a definire un regime di carattere transitorio;
   considerato altresì che l'obiettivo perseguito è quello di garantire la continuità del sistema sino all'entrata in vigore della riforma, in coerenza con le risorse che saranno assegnate nell'ambito del Quadro finanziario pluriennale (QFP) 2021-2027 dell'Unione europea;
   tenuto conto che, in siffatto ambito, la proposta di regolamento in oggetto, nel modificare i regolamenti (UE) n. 1306/2013 e n. 1307/2013, introduce alcune modifiche alla disciplina finanziaria, ai massimali di spesa e alla flessibilità tra i pilastri;
   considerato, in particolare, che attraverso le modifiche proposte si intende fissare regole per l'erogazione delle risorse del Fondo europeo agricolo di garanzia (FEAGA) e del Fondo europeo agricolo per lo sviluppo rurale (FEASR) con riferimento all'anno 2020, con effetti finanziari sull'anno 2021;
   preso atto che la proposta di regolamento, come si evince chiaramente dalla relazione trasmessa dal Governo, ai sensi dell'articolo 6, comma 4, della legge 24 dicembre 2012, n. 234, contempla disposizioni di natura strettamente tecnica, prive di qualsivoglia effetto sostanziale sul quadro normativo complessivo della PAC, limitandosi a modificare disposizioni già previste dai due richiamati regolamenti allo scopo di assicurare la continuità su alcuni aspetti finanziari nella fase di transizione dall'attuale periodo di programmazione (2014-2020) al prossimo periodo di programmazione (2021-2027), attualmente ancora oggetto di esame presso le istituzioni europee;
   considerato altresì che tale proposta di regolamento, che sta seguendo una procedura d'urgenza per essere approvata entro la fine di dicembre 2019, è completata dalla proposta di regolamento che stabilisce disposizioni transitorie relative al sostegno da parte del Fondo europeo agricolo per lo sviluppo rurale (FEASR) e Pag. 200del Fondo europeo agricolo di garanzia (FEAGA) nell'anno 2021 e che modifica i regolamenti (UE) n. 228/2013, (UE) n. 229/2013 e (UE) n. 1308/2013 per quanto riguarda le risorse e la loro distribuzione nell'anno 2021 e i regolamenti (UE) n. 1305/2013, (UE) n. 1306/2013 e (UE) n. 1307/2013 per quanto riguarda le loro risorse e la loro applicabilità nell'anno 2021 (COM(2019)581), che sta seguendo la procedura legislativa ordinaria, con la finalità di raggiungere un accordo prima dell'estate 2020,

  esprime

NULLA OSTA

  all'ulteriore corso del negoziato.

RISOLUZIONE APPROVATA DALLA 9ª COMMISSIONE SUL PROGETTO DI ATTO LEGISLATIVO DELL'UNIONE EUROPEA

  1. COM(2019) 580 DEFINITIVO

(Doc. XVIII, n. 18)

La 9ª Commissione,

            esaminata, ai sensi dell’articolo 144, commi 1 e 6, del Regolamento, la proposta di regolamento del Parlamento europeo e del Consiglio che modifica il regolamento (UE) n. 1306/2013 per quanto riguarda la disciplina finanziaria a decorrere dall'esercizio finanziario 2021 e il regolamento (UE) n. 1307/2013 per quanto riguarda la flessibilità tra i pilastri per l'anno civile 2020 COM (2019) 580;

            considerato che la Commissione europea, nelle more dell’approvazione dei provvedimenti relativi alla riforma della politica agricola comune (PAC) 2021-2027, sui quali sono in corso negoziati, ha deciso di adottare alcune iniziative volte a definire un regime di carattere transitorio;

            considerato altresì che l’obiettivo perseguito è quello di garantire la continuità del sistema sino all’entrata in vigore della riforma, in coerenza con le risorse che saranno assegnate nell’ambito del Quadro finanziario pluriennale (QFP) 2021-2027 dell’Unione europea;

            tenuto conto che, in tale ambito, la proposta di regolamento in oggetto, nel modificare i regolamenti (UE) n. 1306/2013 e n. 1307/2013, introduce alcune modifiche alla disciplina finanziaria, ai massimali di spesa e alla flessibilità tra i pilastri;

            considerato, in particolare, che attraverso le modifiche proposte si intendono fissare regole per l'erogazione delle risorse del Fondo europeo agricolo di garanzia (FEAGA) e del Fondo europeo agricolo per lo sviluppo rurale (FEASR) con riferimento all'anno 2020, con effetti finanziari sull'anno 2021;

            preso atto che la proposta di regolamento, come si evince dalla relazione trasmessa dal Governo, ai sensi dell’articolo 6, comma 5, della legge 24 dicembre 2012, n. 234, contempla disposizioni di natura strettamente tecnica, prive di impatto sostanziale sul quadro normativo complessivo della PAC, e che non si prefigurano pertanto prospettive negoziali di carattere rilevante a tutela degli interessi nazionali;

            considerato altresì che tale proposta di regolamento, che sta seguendo una procedura d’urgenza per essere approvata entro la fine di dicembre 2019, è completata dalla proposta di regolamento che stabilisce disposizioni transitorie relative al sostegno da parte del Fondo europeo agricolo per lo sviluppo rurale (FEASR) e del Fondo europeo agricolo di garanzia (FEAGA) nell'anno 2021 COM (2019) 581, che sta seguendo la procedura legislativa ordinaria, con la finalità di raggiungere un accordo prima dell’estate 2020;

            tenuto conto del parere espresso in data 17 dicembre 2019 dalla 14a Commissione Politiche dell’Unione europea;

            esprime parere favorevole, impegnando il Governo, ai sensi dell'articolo 7 della legge n. 234 del 2012, ad adoperarsi affinché, in sede di negoziato nelle sedi europee, siano rappresentate le seguenti questioni:

            data l'attuale situazione di incertezza finanziaria dovuta al ritardo dell'approvazione del QFP, a prolungare l'attuale periodo transitorio almeno sino al 31.12.2022 al fine di avere i tempi necessari sia per il raggiungimento degli accordi per una buona modifica della proposta attualmente alla attenzione di Parlamento europeo e Commissione, sia per il conseguente recepimento di Stati e Regioni, e comunque per un periodo di tempo congruo a fornire l'adeguata sicurezza finanziaria che garantisca stabilità all'intero comparto agricolo;

            in sede di negoziato sulle proposte legislative per la nuova PAC, ad assicurare il mantenimento di adeguate risorse finanziarie, o quantomeno analoghe al precedente quadro finanziario pluriennale dell'Unione Europea, al fine di tutelare gli interessi nazionali, in grado di garantire un equo reddito ai produttori agricoli e, al contempo, misure in grado di sostenere la competitività del settore;

            a continuare nel perseguire politiche volte al sostegno degli agricoltori anche attraverso misure di anticipo dei pagamenti per i regimi di sostegno degli aiuti diretti della domanda unica;

            ad assumere iniziative, nel corso del procedimento di individuazione delle misure relative alla Politica Agricola Comune per il periodo 2021-2027, volte a superare le criticità emerse in relazione al sistema degli incentivi a favore degli agricoltori, e, in particolare, alla condizionalità, sub specie di criteri di gestione obbligatori (CGO) e buone condizioni agronomiche e ambientali (BCAA), in termini di ottimizzazione procedimentale del predetto meccanismo al fine di assicurarne l'efficienza e l'efficacia, e perseguendo un’adeguata remunerazione degli obblighi aggiuntivi previsti, ed evitando un incremento degli oneri burocratici connessi alla gestione e al controllo dei pagamenti, anche per non determinare ulteriori ingiustificati ritardi nella liquidazione degli incentivi;

            ad operare affinché, in linea generale, le nuove linee di riforma della Politica Agricola Comune garantiscano:

  1. a) una maggiore efficacia degli interventi, in maniera da conseguire gli obiettivi del Trattato; in particolare l’aumento della produzione e della produttività e redditi equi e stabili per gli imprenditori agricoli;
  2. b) una efficace capacità di intervento in maniera da superare la volatilità dei mercati e contrastare le emergenze, anche in maniera da garantire maggiore fiducia negli operatori;
  3. c) una effettiva semplificazione nelle procedure di programmazione e gestione delle misure.{user_group}


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