Dopo i blocchi dei Tir il Governo convoca un Cdm: pronto un decreto

Non si placa al Sud la protesta dei Tir contro il caro carburante, nonostante gli interventi annunciati a sostegno dell'autotrasporto. Il governo sceglie la linea dura, con identificazioni e denunce per blocco stradale e contemporaneamente mette a punto un decreto: le misure saranno al centro di un Cdm convocato dalla premier Giorgia Meloni per interventi sull'autotrasporto e risorse per l'agricoltura. Davanti al dilagare della protesta, fonti di Palazzo Chigi hanno sottolineato che “il rispetto delle regole, la libertà di circolazione e la tutela delle attività economiche devono restare priorità imprescindibili”. Il ministero dell'Interno ha così avviato un'azione a tappeto per l'identificazione di quanti stanno attuando “in forma illegale presidi stradali” che intralciano la circolazione, soprattutto in Campania.

Sono centinaia i soggetti già controllati: 1.339 identificati, 71 denunciati, 242 sanzionati sul piano amministrativo. Il Viminale ha anche disposto la scorta di numerosi mezzi di trasporto, 500 solo in Campania, per garantire il regolare svolgimento delle attività di carico e scarico. Sul fronte degli aiuti al settore, il viceministro al Mit Edoardo Rixi ha ribadito che i fondi per gli autotrasportatori “vengono erogati da oggi, poi ci sarà un decreto-legge. Richiediamo, ovviamente, di smobilitare i blocchi”. I blocchi in corso stanno aggravando le difficoltà per imprese e cittadini delle Regioni interessate, al punto che i sindaci di Napoli e Bari Gaetano Manfredi e Vito Leccese parlano di “città paralizzate e sommerse dai rifiuti” e chiedono al ministro Matteo Salvini di anticipare il confronto al Mit con gli autotrasportatori, previsto per il prossimo 27 ottobre.

Tutto il Campo largo chiama la Meloni in Aula: “L'Italia si sta fermando”

Le opposizioni portano le ragioni della protesta degli autotrasportatori, degli agricoltori e degli studenti nell'Aula della Camera e chiamano in causa la premier Giorgia Meloni in persona. “L'Italia si sta fermando”, “venga a riferire sulla crisi economica e sociale”, dice Giuseppe Conte: “La circolazione è in tilt, gli scaffali dei supermercati si stanno svuotando, i distributori di carburanti sono a secco. E la risposta del governo è totalmente inadeguata: oltre 1.300 identificati, una serie di misure di polizia, minacce di arresti. Avete varato 7 decreti sicurezza, inasprito pene e c'è insicurezza dappertutto”. L'affondo del centrosinistra arriva con una serie di interventi al termine della seduta della Camera. Alla richiesta di informativa della presidente del Consiglio avanzata da Conte si associano Pd, Avs e Iv.

La segretaria dem Elly Schlein: Meloni venga in Aula a spiegare “come intenda rispondere al caro carburanti, al caro vita e al caro affitti che stanno bloccando il paese. Ci sono agricoltori, autotrasportatori e pescatori che in tutto il Sud stanno protestando perché non riescono più a fare il pieno. Come risponde il governo agli studenti che hanno piantato le tende nelle città a partire da piazza Montecitorio?”. La leader del Pd cita anche gli scontri di Milano: “Abbiamo condannato con nettezza i gravi episodi di violenza”, ha aggiunto, “agli agenti va la nostra vicinanza. Ma non si usino i violenti per silenziare la voce di decine di migliaia di persone in tutta Italia che civilmente vi stanno dicendo che in questo Paese non riescono più a campare. La risposta solo repressiva è inefficace”.

Lunedì ci sarà un vertice sulla manovra che sarà in Parlamento entro fine mese

In attesa di novità da parte di Bruxelles, chiamata a esprimersi entro il 9 novembre sulla richiesta italiana di ottenere flessibilità di bilancio (in particolare su energia e difesa), il governo di Giorgia Meloni esprime “compattezza” e “sicurezza” su quella che ormai non può più definirsi una manovra elettorale ma l'ultima di un esecutivo che si appresta, a meno di un anno dalla fine della legislatura, a essere giudicato dagli elettori. In programma lunedì sera un nuovo vertice tra la premier e i leader della maggioranza: “dovremo rivederci”, ma “non ci sono problemi”, sottolinea il vicepremier Antonio Tajani, annunciando inoltre che la Legge di Bilancio arriverà in Cdm la prossima settimana e ribadendo la posizione di FI di “allargare i contributi a tutto il settore finanziario”.

Per Tajani “più si allarga e meglio è”, anche se le compagnie petrolifere “hanno già fatto la loro parte”, spiega il vicepremier a margine del question time alla Camera, “scaricando” infine l'onere sul Ministro dell'Economia Giancarlo Giorgetti: “Sta vedendo il da farsi, poi ne parliamo”. Come preventivato, dunque, la riunione del Cdm, conferma il ministro per i Rapporti col Parlamento Luca Ciriani, si terrà la prossima settimana e “entro la fine del mese la manovra sarà in Parlamento”. Sul nodo irrisolto di come e quanto le banche e assicurazioni dovranno contribuire, prosegue il botta e risposta a distanza tra governo e sistemi finanziari; il tema, inevitabilmente, sarà al centro del dibattito nell'esecutivo ed è destinato a proseguire nei prossimi giorni.

Meloni rilancia sulla stretta ai social per i minori; c'è testo bipartisan

Dopo le devastazioni di Milano istigate anche via social si riapre in Parlamento il tema della regolamentazione del rapporto tra i minori e web. Non si tratta, d'altra parte, della prima volta che la politica si pone la questione anche sull'onda di eventi di cronaca. Ma questa volta a dare il là è la premier Giorgia Meloni che si dice “non contraria a vietare i social per gli under 14”. In entrambi i rami del Parlamento, tra l'altro, esistono molte proposte di legge in materia di diversi partiti, compreso quello della premier. “Credo importante che si debba dare seguito all'invito del Presidente del Consiglio Giorgia Meloni che il Parlamento riprenda il lavoro fin qui fatto in Senato per approvare la legge”, sottolinea la senatrice Lavinia Mennuni di FdI, prima firmataria della proposta di legge bipartisan in materia depositata a Palazzo Madama ma ferma da giugno scorso. E dall'opposizione arriva alla maggioranza la richiesta di sbloccarne l'iter.

Non solo, non manca chi propone di utilizzare il veicolo del decreto sicurezza con un emendamento che possa, in tempi più rapidi, far entrare in vigore una nuova normativa. “Casa Riformista” sottolinea Marianna Madia, firmataria di una proposta di legge in materia che risale addirittura al 2022 “presenterà subito un emendamento all'ultimo decreto sicurezza e chiederà di firmarlo a tutti gli altri gruppi parlamentari. Capiremo allora quale sarà la vera disponibilità della presidente Meloni”. “Lavorerò per convergere su un testo comune”, sottolinea da Noi Moderati Mara Carfagna, mentre da Azione Carlo Calenda, ricordando la proposta del 2023, rilancia lo stop totale a Tik Tok. Attualmente è già fissata a 14 anni dal Codice della privacy l'età per poter dare autonomamente il consenso al trattamento dei dati personali per i social e al di sotto il trattamento dei dati è lecito solo se autorizzato da genitori o tutori. Ma la normativa, di fatto non troppo stringente, viene comunque sistematicamente aggirata. Sulle misure spiega di essere al lavoro anche il sottosegretario all'Editoria Alberto Barachini.

Garavaglia ottiene le firme e sfida Salvini; nordisti riuniti in una mozione

La battaglia contro la burocrazia è vinta. Servivano almeno 80 firme per candidarsi e, con una in più, Massimo Garavaglia è in corsa per guidare la Lega, al fotofinish e tra parecchi ripensamenti e altrettante pressioni. Nel fine settimana il senatore sfiderà Matteo Salvini al congresso straordinario voluto dal leader a Milano, nella sua mossa del cavallo che ha spiazzato tutti un mese fa a Pontida. Per Salvini ha firmato il 70% dei delegati lombardi (120 su 170), annuncia fiera una delegazione di deputati della regione. Per il rivale outsider si sono schierati il governatore lombardo Attilio Fontana e il capogruppo al Senato Massimiliano Romeo, i più esposti nella crociata per il nord e per una leadership più allargata rispetto alla linea salviniana. Né per l'uno né per l'altro avrebbe firmato Giancarlo Giorgetti, il ministro che di Garavaglia è amico storico, fedele alla neutralità spesso tenuta. Sulla carta, i circa 700 delegati chiamati a votare riconfermeranno il “Capitano”. Poche le chances di Garavaglia, se non fosse per il voto segreto che potrebbe tentare malpancisti e delusi. Parallelamente nordisti e governatori, che finora hanno chiesto un rinnovamento, non corrono da soli, non tanto come candidati ma neppure con le mozioni.

Così da Fontana al friulano Massimiliano Fedriga, passando per il trentino Maurizio Fugatti e l'ex “Doge” Luca Zaia, nessuno ha presentato una mozione comune, ma, compatti e con altri 200 del nord, hanno aderito all'unica mozione centrata sulla questione settentrionale (definita “irrinunciabile”) proposta da Riccardo Molinari, il capogruppo leghista alla Camera. Il testo insiste anche sulla “piena attuazione” dell'autonomia e del federalismo fiscale e le Zes nelle aree produttive del Nord. Ma alcuni “nordisti” più scettici non nascondono, a bassa voce, che la scelta di firmare era quasi obbligata. Difficile non sostenere quelle bandiere storiche e forse ancor di più esporsi con un proprio cahiers de doléances. Non si esclude però che le istanze più federaliste, basate sulle 3 macroregioni della Lega, potrebbero confluire nel programma di Garavaglia. L'ex ministro del governo Draghi e oggi senatore, ammette di essere “strasoddisfatto” per la raccolta firme: “un ottimo risultato avendo avuto poco tempo e senza strumenti”. E va al sodo: “Per me la questione settentrionale è stata un po' surreale, la necessità è recuperare i consensi che non mi pare stiano andando bene”. Poi condensa in tre parole il cuore del suo programma: “Un sano pragmatismo liberale” puntando a “meno ideologie, più pragmatismo e, in economia, risposte molto serie di stampo liberale e una Lega dei territori”.

Alla Camera

Dopo che ieri ha approvato definitivamente il ddl sulla protezione civile, nella giornata di oggi l’Assemblea della Camera tornerà a riunirsi alle 9.30 per esaminare la pdl sul patrocinio a spese dello Stato per le persone offese da reati commessi con violazione delle norme per la prevenzione degli infortuni sul lavoro, il ddl sulla responsabilità professionale degli esercenti le professioni sanitarie, la pdl sull’acquisto e la revoca della cittadinanza, la pdl sulla liquidazione del trattamento di fine servizio dei dipendenti delle amministrazioni pubbliche e la pdl per il registro nazionale degli orfani per crimini domestici.

Per quanto riguarda le Commissioni, la Affari Costituzionali esaminerà lo schema di Dlgs sui Vigili del fuoco e la pdl sull’elezione dei candidati delle liste di minoranza linguistica collegate, per la regione Valle d’Aosta, nelle elezioni dei membri del Parlamento Ue spettanti all’Italia. La Affari Esteri svolgerà audizioni sulla relazione sullo stato di attuazione del Piano Mattei. La Ambiente svolgerà audizioni sul decreto-legge per il rafforzamento delle istruttorie ambientali, la gestione dei problemi climatici, l’economia circolare e le bonifiche.

Con la Attività Produttive esaminerà lo schema di Dlgs per rafforzare l’ecosistema europeo di produzione delle tecnologie a zero emissioni nette e con la Trasporti proseguirà l’esame del DL sui veicoli diesel EURO V. Dibatterà sulla pdl sui consorzi di gestione e tutela del territorio e delle acque irrigue, sulla pdl sulla detenzione e commercializzazione delle borse di plastica e sul ddl per l’adozione del codice dell’edilizia e delle costruzioni. Discuterà sullo schema di Dlgs sulla qualità dell’aria e con la Attività Produttive inizierà l’esame in seconda lettura del DL sulle infrastrutture e attività energetiche strategiche. La Politiche dell’Ue svolgerà audizioni sulla proposta di regolamento Ue sulla disponibilità degli alloggi e sulla loro accessibilità economica, e sulla proposta di regolamento Ue per rafforzare l'ecosistema europeo del cloud e dell'IA. Tutte le altre Commissioni riprenderanno i propri lavori la settimana prossima.

Al Senato

L’Assemblea del Senato tornerà a riunirsi martedì della settimana prossima alle 16.30 per esaminare il ddl in materia di giovani e servizio civile universale, il ddl sul cambio della denominazione dell'Archivio centrale dello Stato in quella di Archivio nazionale, il ddl in materia di pubblicità delle sentenze di assoluzione o proscioglimento, il ddl per la tutela delle vittime di reato e sul ddl per i diritti delle persone con disabilità.

Per quanto riguarda le Commissioni, la Affari Costituzionali svolgerà audizioni sul ddl su Roma Capitale. La Politiche dell’Ue esaminerà il ddl delegazione europea 2026 e sulla la relazione programmatica sulla partecipazione dell'Italia all'Ue per l'anno 2026 e la relazione consuntiva per il 2025. Dibatterà sull’affare assegnato relativo agli aspetti istituzionali della strategia commerciale dell'Ue. Tutte le altre Commissioni riprenderanno i propri lavori la settimana prossima.

  1. Dopo i blocchi dei Tir il Governo convoca un Cdm: pronto un decreto
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  3. Lunedì ci sarà un vertice sulla manovra che sarà in Parlamento entro fine mese
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