Il Governo vara l’ultima manovra della legislatura
Vale circa 26 miliardi e, tra le pieghe dei conti, prova a far convivere le priorità degli alleati, la prudenza del Mef e le promesse agli elettori. La manovra 2027 del governo di Giorgia Meloni spazia dalla sanità all'Irpef, dai congedi parentali al salvadanaio per i neonati. La Lega mette la firma sull'allargamento della flat tax e su un fondo per le pensioni, mentre l'abolizione del bollo diventa definitiva per le auto meno potenti. E c'è anche una concessione alla fantasia degli automobilisti: targhe personalizzate. A finanziare il pacchetto saranno soprattutto la flessibilità negoziata con Bruxelles e i contributi chiesti a banche, assicurazioni e major dell'energia. Si aggiunge un miliardo di tagli alle spese dei ministeri e di Palazzo Chigi.
Sanità: arrivano 5 miliardi. Il Fondo sanitario nazionale cresce di 3,4 miliardi, raggiungendo quota 146,3 miliardi nel 2027. Parte delle risorse andrà agli stipendi dei medici di pronto soccorso. Arriva anche un voucher da 300 euro per gli over 75 con pensioni fino a 28mila euro annui, destinato a spese sanitarie non coperte dal Ssn, come quelle dentistiche. La misura vale 1,6 miliardi e interessa 5,5 milioni di persone.
Irpef e ceto medio: Il secondo scaglione al 33% si estende da 50mila a 55mila euro, con un risparmio massimo di 500 euro l'anno, che sale a 1.200 se si considerano i tagli dal 2022. Portare la soglia a 60mila euro sarebbe costato 2,7 miliardi, contro gli 1,2 stanziati.
Famiglie, congedi e bonus alla nascita: Un mese in più di congedo parentale retribuito all'80%, per un totale di quattro mesi, che diventano cinque per il secondo figlio e sei dal terzo. Per ogni neonato l'Inps aprirà inoltre un salvadanaio con 100 euro versati dallo Stato ogni anno, alimentabile dai familiari e utilizzabile dai 18 anni per studi, attività o previdenza complementare. Le somme saranno esentasse e non pignorabili. Dopo il 2027 la misura dovrà tuttavia essere rifinanziata.
Under 30 e premio in busta paga: Per i giovani lavoratori arrivano 2.500 euro tassati all'1%, erogabili in un'unica soluzione o in dodici mensilità.
Affitti e sconto fiscale sui giovani: La cedolare secca sui contratti a canone concordato scende dal 10% al 5%, fino all'1% per chi affitta agli under 35. Debutta anche quella sugli immobili commerciali, al 21%.
Pensioni: Un fondo da 850 milioni rafforzerà la flessibilità in uscita per i lavoratori nel sistema contributivo. I dettagli, compresa l'ipotesi sostenuta da Matteo Salvini del pensionamento a 64 anni, saranno definiti nel percorso parlamentare.
Partite iva: La soglia di ricavi e compensi sale da 85mila a 100mila euro. Per estendere anche l'esenzione Iva servirà il via libera europeo.
Risorse al sud, sconti su assunzioni e rinnovi contratti: La Zes unica ottiene 2,4 miliardi, mentre un miliardo finanzierà energia a prezzi più sostenibili per le Pmi. La superdeduzione del costo del lavoro sale al 140% per le assunzioni di giovani e al 180% per quelle delle madri lavoratrici. Rinviate di sei mesi sugar tax e plastic tax. Riconfermate invece le agevolazioni sui rinnovi contrattuali e sui premi di risultato.
Casa: Prorogate le detrazioni per le ristrutturazioni al 50% per la prima casa e al 36% per le altre. Confermato anche il bonus mobili fino a 5mila euro.
Scuole: La flessibilità europea sull'energia finanzierà la mobilità ferroviaria sostenibile ma soprattutto climatizzatori e pompe di calore negli istituti scolastici, oltre all'efficientamento energetico di università, ospedali e impianti sportivi. Bandi nel 2027, risorse dal 2028.
Auto, bollo e targhe su misura: Diventa strutturale l'esenzione del bollo per le vetture fino a 80 kilowatt e per le moto, pari al 70% dei veicoli circolanti. Gli automobilisti potranno inoltre personalizzare la targa a pagamento.
Coperture: Circa 12 miliardi arrivano dai margini di spesa ottenuti con la flessibilità europea. Altri 5,5 miliardi dal settore finanziario e dalla Tobin tax: l'Ires sale al 30,5% per le banche e al 27% per le assicurazioni, escluse le banche di credito cooperativo e le popolari. Si aggiungono 700 milioni dalle società energetiche, altrettanti dai giochi e un miliardo di tagli ai ministeri e a Palazzo Chigi.
Meloni tratta con l'Ue sulla flessibilità, spunta il jolly Pnrr
Aveva dato a tutti una deadline perentoria: varare la legge di Bilancio “al massimo” entro il 28. E ha azionato “al massimo” tutte le leve, anche nella trattativa con l'Ue, per spuntare più margini possibile per quella che sarà l’ultima manovra della legislatura del governo guidato da Giorgia Meloni. “Vediamo, dipenderà dagli elettori”, si schernisce la premier in conferenza stampa, dopo che per 20 minuti, ha elencato e rivendicato tutte le misure, segno, è il sottotesto, di una maggioranza che sa ritrovare compattezza quando serve, nonostante la battaglia tra Matteo Salvini e Antonio Tajani sul contributo delle banche. La misura preferita della premier è il salvadanaio per i nuovi nati, ideata da Giancarlo Giorgetti. Ma a Meloni stava parecchio a cuore l'idea di intervenire sul ceto medio.
A Mef e Ragioneria, in un gioco di sponda tra Roma e Bruxelles, ha chiesto uno sforzo in più per arrivare a dare almeno “un segnale”. E così è stato, anche grazie al lavoro portato avanti sottotraccia nelle ultime settimane con il ministro Tommaso Foti e gli uffici della Commissione, forti anche delle competenze del vicepresidente esecutivo italiano Raffaele Fitto, che anche a Bruxelles, insieme a Valdis Dombrovskis, ha il Pnrr nel suo portafoglio. Alla fine, si è riusciti a ottenere il disco verde alla proposta italiana di fare rientrare nella flessibilità per l'energia un pacchetto di misure del Piano nazionale di ripresa e resilienza(per circa 3,4 miliardi): complesso schema, frutto dell'accordo con Bruxelles, che, come risultato, consente di liberare risorse e finanziare le priorità senza sforare il tetto della traiettoria di spesa netta concordata con l'Ue.
Alla fine, la manovra arriva a 26 miliardi, grazie a ritocchi alle varie voci di copertura, con scintille tra il leader di FI e quello della Lega che si sarebbero trascinate fin sulla soglia del Cdm. Salvini avrebbe voluto incidere di più sugli istituti di credito e magari spuntare ancora qualcosa per le partite Iva, anziché sull'Irpef, una delle battaglie degli azzurri. Ma Tajani avrebbe continuato a opporre un “perché sempre le banche?”, con cui era stato fatto appena un anno fa un accordo triennale. Ridiscuterlo, è il suo pensiero, minerebbe la credibilità del sistema. Alla fine, il punto di caduta c'è per tutti, meno tasse al ceto medio, un po' più di flat tax per le partite Iva, diversi miliardi dalle banche. Dopo il Cdm, e non è accaduto troppo spesso in questi 4 anni, Giorgia Meloni ha portato tutti davanti ai cronisti, insieme a Giancarlo Giorgetti per illustrare coralmente i contenuti della manovra.
Le opposizioni vanno all'attacco, è una manovrina elettoralistica
Le opposizioni vanno all'attacco sulla nuova legge di bilancio varata dal governo. Una “manovrina” la definisce più di qualcuno nel centrosinistra parlando di misure prettamente “elettoralistiche” in vista delle prossime politiche. La bolla come un’operazione “di fine legislatura” il responsabile economico del Pd Antonio Misiani che osserva: “Ognuno degli alleati di Giorgia Meloni ha la sua bandierina da sventolare, ma il conto lo pagherà il Paese”. E la segretaria Dem Elly Schlein promette: “Lavoreremo noi per ascoltare le persone che nelle piazze stanno gridando che non ce la fanno più a campare in questo Paese”. Si tratta di un “pacchettino misero”, secondo il vice segretario M5s Mario Turco, con “una giungla di micromisure, bonus e agevolazioni per platee sempre più ristrette” in pratica, una “lotteria di Stato” in cui “per ottenere qualche euro bisogna rispettare combinazioni surreali di requisiti”. La nuova legge di Bilancio, per Nicola Fratoianni di Avs, si caratterizza, soprattutto per “la bolletta di guerra che gli italiani dovranno pagare, mentre ci sarebbe bisogno, come noi proponiamo, di una bolletta sociale a difesa dei ceti più deboli”.
“Sotto la propaganda niente”, commenta la capogruppo di Iv al Senato Raffella Paita: “A sentire Salvini sembra che da domani si andrà in pensione a 64 anni. È l'ennesima menzogna, la Fornero continuerà a esserci. Forza Italia rivendicherà diminuzioni fiscali inventate, visto che la pressione fiscale è al 43% e il costo della vita in 5 anni è cresciuto del 30%. Sono in campagna elettorale, ognuno vuole mettere il proprio tassello, ma non c'è quasi nulla per nessuno”. “Meloni festeggia ma gli italiani sono sempre più poveri”, sottolinea la sua omologa alla Camera Maria Elena Boschi. “Il governo Meloni”, attacca il segretario di +Europa Riccardo Magi, “finge di fare una manovra per i giovani ma poi prevede quota 100 per i 64enni: praticamente con una mano dà con qualche timida misura, ma con i prepensionamenti toglie alle nuove generazioni. Un gioco delle tre carte per nascondere il fatto che si preannuncia già una legge di bilancio elettorale, cioè uno sconsiderato assalto alla diligenza”. Nessun commento, almeno per il momento, arriva dai vannacciani.
È scontro tra Meloni e i giudici sul caso Siher
Youssef Siher torna libero. Il gip di Milano Tiziana Landoni ha rigettato la richiesta di convalida del fermo dell'amministratore del canale Telegram Movimento 17 ottobre perché con suoi messaggi non ha incitato alla violenza né intimidito la popolazione, ma ha evocato “azioni di 'disobbedienza civile” esercitando la “libera espressione delle proprie opinioni”. Un'ordinanza che la premier Giorgia Meloni ha immediatamente commentato con un duro attacco: è una “decisione vergognosa”, ha detto in un video postato sui social, “una mortificazione del lavoro di coloro che si adoperano per difendere la gente perbene”. E la risposta dell'Anm non si è fatta attendere: quello della premier è un “attacco scomposto”, la “consueta intimidazione”. Ma non solo, dai vertici del tribunale di Milano è arrivata una lunga, durissima, nota. Le dichiarazioni di “esponenti politici di rilievo” anche con cariche “istituzionali”, “sono irricevibili ed evidenziano una scarsa conoscenza, reale o mascherata, degli istituti giuridici di uno Stato di diritto. La vergogna riguarda altre categorie della vita sociale, non il responsabile e difficile esercizio della giurisdizione”.
Dopo tre giorni, l'esponente dei Giovani Palestinesi d'Italia ha lasciato San Vittore accolto da familiari, amici e sostenitori che hanno formato un cordone attorno al 30enne, accompagnandolo fino all'auto per proteggerlo dai numerosi giornalisti. Secondo l'indagine lampo della pm Francesca Crupi e del procuratore Marcello Viola, i suoi messaggi avrebbero potuto “dar corso (...) a un progetto rivoluzionario (...) con finalità eversive al fine (...) di ingenerare terrore nella popolazione”. Per i pubblici ministeri i follower sarebbero stati “istigati” da Siher a scendere in piazza per replicare i disordini della settimana prima attraverso “comunicati” del 23 e il 24 ottobre con indicazioni su come muoversi per eludere le forze dell'ordine e annunciando i luoghi di ritrovo, disordini che grazie all'intervento degli inquirenti e degli investigatori, la contemporanea chiusura della chat e lo spiegamento massiccio di forze dell'ordine ed Esercito, sono stati evitati. Una ricostruzione “estremamente motivata” per il ministro della Giustizia Carlo Nordio, che si è detto “sorpreso” dalla decisione della giudice Landoni. Per lei si è trattato di una “modalità di protesta” contro le “attuali politiche governative” portata avanti evocando “azioni di 'disobbedienza civile'“, ma senza incitare alla violenza o “arrecare grave danno allo Stato”. Da qui l'assenza dei gravi indizi di colpevolezza che ha cancellato i reati contestati, l'aggravante della finalità del terrorismo e il pericolo di fuga. Da qui le reazioni di maggioranza e opposizioni.
Alla Camera
Dopo che ieri ha approvato ddl sulla responsabilità professionale degli esercenti le professioni sanitarie, nella giornata di oggi l’Assemblea della Camera non si riunirà. L’Aula di palazzo Montecitorio riprenderà i propri lavori domani alle 9.30 con lo svolgimento delle interpellanze urgenti. Per quanto riguarda le Commissioni, la Affari Esteri ascolterà l’amministratore delegato e direttore generale di Cassa Depositi e Prestiti sulla relazione sullo stato di attuazione del Piano Mattei. La Cultura svolgerà audizioni sulle pdl sull’accesso ai corsi di laurea magistrale a ciclo unico in medicina e chirurgia. Tutte le altre Commissioni torneranno riprenderanno i propri lavori la settimana prossima.
Al Senato
Dopo che ieri ha approvato definitivamente il ddl sul cambio della denominazione dell'Archivio centrale dello Stato in quella di Archivio nazionale, il ddl sulla pubblicità delle sentenze di assoluzione o proscioglimento e in seconda lettura il ddl sulla tutela delle vittime di reato, nella giornata di oggi l’Assemblea del Senato tornerà a riunirsi alle 10.00 per lo svolgimento delle interrogazioni e alle 15.00 per quello delle interrogazioni a risposta immediata.
Per quanto riguarda le Commissioni, la Affari Costituzionali svolgerà audizioni sul ddl sulla trasparenza dei programmi elettorali. La Giustizia esaminerà il ddl sulla legittima difesa e proseguirà l’indagine conoscitiva sull’utilizzo dell’intelligenza artificiale nel settore della giustizia. Si confronterà sul ddl sulle professioni pedagogiche ed educative e sul ddl per il rilascio degli immobili. Dibatterà sul ddl sull’allontanamento del minore e svolgerà audizioni sui ddl sulla disciplina del condominio negli edifici. La Affari Esteri e Difesa esaminerà il ddl sulla difesa nazionale. La Politiche dell’Ue svolgerà audizioni sulla proposta di regolamento Ue sul cloud e l’IA. La Ambiente con la Industria svolgerà audizioni sullo schema di Dlgs sulla produzione delle tecnologie a zero emissioni nette e sullo schema di Dlgs sulle macchine. La Industria con la Affari Sociali svolgerà audizioni sul DL ILVA.


