Manovra, cresce la tensione nella maggioranza. Regioni e sindacati chiedono modifiche, FI incalza il Mef sulle coperture
Si è aperta alla Camera la sessione di bilancio, mentre aumentano le pressioni sul Governo per modificare alcune disposizioni della manovra da 26 miliardi di euro. Le critiche arrivano dalle Regioni, comprese quelle amministrate dal centrodestra, dai Comuni, dal settore dell'editoria e delle librerie per le nuove modalità di produzione dei testi scolastici, dal personale sanitario e dalle forze dell'ordine. In agitazione anche il comparto scolastico, mentre sul fronte previdenziale cresce la preoccupazione per la riduzione della rivalutazione delle pensioni superiori a quattro volte il trattamento minimo. Il Governo ha convocato i sindacati a Palazzo Chigi per il 13 novembre, in un clima di crescente mobilitazione. Le tensioni riguardano soprattutto la maggioranza, con Lega e Forza Italia intenzionate a intervenire sulle disposizioni previdenziali. Dopo i confronti con Cisl e Confsal, il leader di FI Antonio Tajani ha aperto alla possibilità di modificare la manovra attraverso emendamenti parlamentari o interventi concordati tra gli alleati. Il partito chiede di rivedere la rivalutazione delle pensioni, cancellare i tagli al personale scolastico e reperire 48 milioni di euro annui per la previdenza dedicata alle forze dell'ordine. Su quest'ultimo punto è stata coinvolta anche la Ragioneria dello Stato, mentre Maurizio Gasparri incontrerà i sindacati di polizia il 12 novembre. FI valuta inoltre una modifica della exit tax, limitandola alle plusvalenze maturate in Italia e tutelando i trasferimenti di residenza all'interno dell'Ue, e chiede al Mef di contribuire all'individuazione delle coperture.
La Lega insiste sulla possibilità di pensionamento anticipato a 64 anni, incontrando la resistenza di Fratelli d'Italia, che difende gli equilibri della manovra. La proposta ha provocato uno scontro in Lombardia tra l'assessore al Welfare Guido Bertolaso, favorevole a destinare le relative risorse alla sanità, e gli esponenti regionali della Lega. Restano divergenze anche sul contributo richiesto alle banche, con il partito di Salvini favorevole a un maggiore coinvolgimento degli istituti di credito e FI contraria a ulteriori aggravi fiscali. Il confronto coinvolge anche la scelta del relatore leghista in Commissione Bilancio, con Alberto Gusmeroli che potrebbe essere preferito a Silvana Comaroli. Il ministro dell'Economia Giancarlo Giorgetti ribadisce la priorità della tenuta dei conti pubblici, considerando che le risorse disponibili per gli emendamenti ammontano a soli 120 milioni di euro per il 2027 e altrettanti per il 2028. Tra le misure di contenimento della spesa figura inoltre una riduzione di 1,2 miliardi nel triennio delle dotazioni per pubbliche calamità del soccorso civile, con ripristino dal 2030. Tra le possibili modifiche emerge l'ipotesi di riaprire i termini del condono edilizio, soprattutto in Campania, su iniziativa di esponenti di FdI e dei coordinatori regionali della maggioranza. La proposta, che riprende un tentativo avanzato nella precedente manovra su impulso di Edmondo Cirielli, potrebbe confluire in un emendamento, senza escludere un'estensione della sanatoria ad altri territori. L'ipotesi ha suscitato le critiche delle opposizioni.
Particolarmente acceso il confronto sulla sanità, con la Conferenza delle Regioni e delle Province autonome che ha giudicato all'unanimità insufficienti le risorse previste, chiedendo maggiori finanziamenti e l'eliminazione dei vincoli sul personale sanitario. Per il 2027 le Regioni avevano richiesto 6,5 miliardi aggiuntivi, mentre la manovra ne prevede 2,4, oltre al miliardo già stanziato. Il Governo rivendica invece l'incremento del finanziamento del Servizio sanitario nazionale, con il Fondo sanitario previsto a 146,3 miliardi nel 2027. Le critiche coinvolgono anche amministrazioni di centrodestra, tra cui Marche e Abruzzo. Il presidente della Conferenza Massimiliano Fedriga ha segnalato il rischio di un maggiore indebitamento dei territori, mentre il presidente dell'Emilia-Romagna Michele de Pascale ha prospettato un possibile ricorso alla Corte costituzionale. L'assessore lombardo Guido Bertolaso ha denunciato un impatto negativo stimato in quasi 500 milioni di euro, con conseguenze sulla riduzione delle liste d'attesa. Secondo le stime riportate, le riduzioni ammonterebbero inoltre a 220 milioni per la Puglia e 426 milioni per l'Emilia-Romagna. Le Regioni contestano anche l'insufficienza delle risorse per compensare inflazione e rincari energetici: a fronte di una richiesta di 3,48 miliardi, sono previsti 138 milioni. La premier Giorgia Meloni, il ministro della Salute Orazio Schillaci e il sottosegretario Marcello Gemmato respingono le accuse di tagli. Anche i Comuni, attraverso il presidente dell'Anci Gaetano Manfredi, chiedono correttivi soprattutto su scuola ed energia.
Sul fronte scolastico, il ministro Giuseppe Valditara ha annunciato di voler cancellare i tagli al personale. Secondo la Cgil, le misure comporterebbero la perdita di oltre 14mila posti tra docenti e Ata in tre anni. Le organizzazioni sindacali hanno programmato manifestazioni per l'11 novembre, assemblee negli istituti il 16 novembre e uno sciopero della Flc Cgil il 20 novembre, esteso a università e ricerca. Anche i sindacati di polizia minacciano mobilitazioni per la previdenza dedicata. L'Ance contesta invece l'assenza di fondi contro il caro materiali e la ripartizione su dieci anni degli ultimi crediti del Superbonus.Sul piano parlamentare, la Commissione Bilancio, presieduta da Giuseppe Mangialavori (FI), dovrà definire gli stralci delle disposizioni estranee alla materia di bilancio, completare il calendario delle audizioni, previste dal 9 novembre, e fissare la scadenza per gli emendamenti, ipotizzata tra il 17 e il 18 novembre. L'obiettivo resta l'approvazione in Aula tra il 21 e il 23 dicembre. Le opposizioni hanno intanto avviato il confronto con le parti sociali, con il Pd che ha già incontrato Legacoop e Ance.
Decreto bollette, nuovo rinvio in Cdm. Possibile approvazione il 9 novembre
Slitta ancora l'approvazione del decreto bollette, con cui il Governo intende ridurre i costi energetici di famiglie e imprese, anche attraverso l'introduzione di un tetto al prezzo del gas destinato alla produzione elettrica. Dopo il confronto con la Commissione europea, il ministro dell'Ambiente Gilberto Pichetto Fratin ha illustrato il provvedimento in Consiglio dei ministri, senza tuttavia ottenere il via libera definitivo. L'esecutivo punta ora all'approvazione lunedì 9 novembre. Il testo ha alimentato tensioni nel mondo industriale. Elettricità Futura ha contestato il contributo da 700 milioni richiesto alle società energetiche dalla manovra e il prezzo massimo del gas per la produzione elettrica. Prima del Cdm, la premier Giorgia Meloni ha incontrato il presidente di Confindustria Emanuele Orsini, che ha riconosciuto la necessità di ridurre i costi dell'energia, sottolineando tuttavia i sacrifici richiesti ai produttori. Resta quindi aperto il confronto sulle ricadute economiche delle misure per il settore energetico.
Elezioni Usa, vittoria dei democratici alle midterm. Le opposizioni attaccano Meloni sui rapporti con Trump
La netta affermazione dei democratici alle elezioni di midterm negli Stati Uniti, che ha segnato una sconfitta politica per Donald Trump, ha riaperto il confronto sui rapporti tra il Governo italiano e l'amministrazione americana. La premier Giorgia Meloni ha preferito non commentare il risultato, mentre il ministro degli Esteri Antonio Tajani ha confermato la continuità delle relazioni con Washington, respingendo l'identificazione del Governo con il movimento Maga e sostenendo che le vicende elettorali americane non condizionano gli equilibri politici italiani. Il vicepremier Matteo Salvini ha invece auspicato che la sconfitta repubblicana favorisca una riduzione dell'interventismo americano e un'accelerazione verso la conclusione dei conflitti in Iran e Ucraina.
Il risultato ha alimentato le critiche delle opposizioni, che hanno contestato la vicinanza politica della premier a Trump e le successive prese di distanza di Tajani. Pd, M5S, Avs e Italia Viva hanno accusato il Governo di eccessiva subordinazione alle politiche americane. La segretaria del Pd Elly Schlein ha interpretato la vittoria democratica come un segnale favorevole alle forze progressiste, sottolineando il ruolo dell'elettorato femminile. Giuseppe Conte e Matteo Renzi hanno rilanciato la prospettiva di un'alternativa unitaria al centrodestra in vista delle elezioni politiche del 2027.
Il Governo impugna la legge sul fine vita del Veneto. Nomine alla Consob e all'Anac
Il Consiglio dei ministri ha deciso di impugnare la legge sul fine vita approvata dalla Regione Veneto, amministrata dalla Lega. Nella stessa riunione sono state decise due nomine ai vertici delle autorità nazionali, con la scelta del deputato leghista Giulio Centemero come componente della Consob e di Nuccio Altieri come nuovo presidente dell'Autorità nazionale anticorruzione (Anac). Le nomine hanno suscitato le critiche delle opposizioni, mentre la Lega le ha rivendicate come un risultato politico all'interno della maggioranza.
Lega, sfiducia al capogruppo Romeo. Si acuisce lo scontro interno dopo il congresso
Nuove tensioni nella Lega, con una raccolta firme promossa dai senatori del partito per chiedere le dimissioni del capogruppo a Palazzo Madama Massimiliano Romeo. L'iniziativa avrebbe raccolto l'adesione di quasi tutti i 29 senatori leghisti, esclusi Romeo, Matteo Salvini e alcuni assenti. La richiesta segue mesi di contrasti tra la leadership nazionale e l'area dei nordisti, critica verso il calo dei consensi e la concentrazione delle decisioni ai vertici del partito. Romeo, insieme al presidente lombardo Attilio Fontana, è stato tra gli esponenti più critici e, per il momento, non intende dimettersi. La vicenda si inserisce negli equilibri emersi dal recente congresso straordinario, nel quale Massimo Garavaglia, sostenuto anche da Romeo, ha ottenuto il 24% dei voti nella sfida per la segreteria. Garavaglia ha criticato la raccolta firme, considerandola un segnale di chiusura verso la minoranza interna, nonostante l'invito di Salvini a partecipare alla nuova squadra dirigente. Lo scontro potrebbe compromettere anche il suo ingresso nella segreteria politica. In assenza di un quorum regolamentare specifico per la sfiducia al capogruppo, la questione sarà affrontata in una possibile assemblea dei senatori. Tra i successori di Romeo circolano i nomi di Marco Dreosto e Andrea Paganella. Un primo passaggio potrebbe arrivare al Consiglio federale del 6 novembre a Milano, chiamato anche a discutere la nomina dei nove segretari politici destinati ad affiancare Salvini. La crisi interna si intreccia con il confronto sulla manovra, sulla quale la Lega intende rafforzare il proprio peso nella maggioranza.
Campo largo, prima prova di unità sul palco della Cgil. Restano le distanze su patrimoniale e primarie
Il campo largo ha mostrato un primo segnale di unità all'assemblea programmatica della Cgil, che ha riunito Elly Schlein, Giuseppe Conte, Angelo Bonelli, Nicola Fratoianni, Maria Elena Boschi e Riccardo Magi. L'iniziativa ha rappresentato una prima uscita pubblica quasi al completo della coalizione che intende sfidare il centrodestra alle politiche del 2027, in attesa del coinvolgimento delle altre forze centriste. Nel confronto, moderato da Marco Damilano, i rappresentanti delle opposizioni hanno ribadito la volontà di costruire un programma condiviso, partendo dal lavoro parlamentare comune. Sulla sicurezza è emersa una convergenza sulla necessità di superare i decreti del Governo Meloni, mentre sono rimaste sullo sfondo le divergenze sull'Ucraina. Il principale terreno di confronto resta quello delle politiche fiscali. Il segretario generale della Cgil Maurizio Landini ha rilanciato una patrimoniale dell'1% sui redditi superiori a 2 milioni di euro, che interesserebbe, secondo le sue stime, circa 500mila persone. La proposta ha ottenuto il sostegno di Avs, mentre Pd e M5S hanno mantenuto una posizione prudente. Nicola Fratoianni aveva già avanzato l'ipotesi di un'imposta sulle ricchezze superiori a 5,4 milioni di euro, rispetto alla quale il responsabile Organizzazione del Pd Igor Taruffi ha mostrato disponibilità al confronto, richiamando la necessità di reperire risorse per le politiche sociali e salariali. +Europa, attraverso Riccardo Magi, propone invece la legalizzazione della cannabis, che secondo il partito potrebbe generare entrate tra 4 e 7 miliardi di euro, chiedendo di tradurre la proposta in emendamenti alla manovra. Il confronto programmatico coinvolgerà Pd, M5S, Avs, Italia Viva, +Europa, Progetto Civico e Più Uno, mentre è stata esclusa Rifondazione Comunista. Ogni partito sarà rappresentato da due esponenti: Italia Viva ha già indicato Maria Elena Boschi e Raffaella Paita. Il lavoro partirà dalla risoluzione unitaria sul Documento programmatico di bilancio, articolata in 21 punti, dal congedo paritario alla riduzione della spesa per la difesa. I tavoli prenderanno il via il 7 novembre e proseguiranno fino alla fine del mese, indicata come termine per la presentazione del programma. Prosegue anche il confronto sulla scelta del candidato premier. Igor Taruffi e la vicepresidente del M5S Paola Taverna hanno avviato le interlocuzioni sulle primarie di coalizione, che secondo il Pd dovrebbero svolgersi a gennaio 2027, con modalità da definire in base al numero dei candidati. L'obiettivo è individuare rapidamente una leadership condivisa.
Autonomia differenziata, i rilievi dei tecnici della Camera riaprono lo scontro. Le opposizioni chiedono nuove audizioni
Torna al centro del confronto politico l'autonomia differenziata, dopo la pubblicazione di un dossier dei tecnici della Camera sulle intese tra il Governo e le Regioni Veneto, Lombardia, Liguria e Piemonte. I quattro accordi, per i quali Montecitorio punta all'approvazione entro gennaio 2027, prevedono il trasferimento di ulteriori competenze regionali. Il documento solleva diversi profili da approfondire, richiamando anche la necessità di garantire al Parlamento un ruolo che non si limiti alla semplice approvazione o bocciatura delle intese senza possibilità di modificarle. Le materie coinvolte comprendono protezione civile, professioni, previdenza complementare e integrativa, oltre a funzioni relative alla tutela della salute e al coordinamento della finanza pubblica. Sulla protezione civile il dossier segnala il rischio di sovrapposizioni con le competenze statali, mentre sulle professioni chiede di chiarire gli effetti del riconoscimento delle qualifiche a livello regionale e la loro eventuale validità nazionale. Particolare attenzione è riservata alla sanità, poiché le intese prevedono la cessazione dell'efficacia di alcune disposizioni statali nelle Regioni interessate. I tecnici chiedono di individuare più precisamente le norme coinvolte, soprattutto rispetto alla gestione autonoma delle risorse per l'edilizia sanitaria.
I rilievi hanno provocato la reazione delle opposizioni, con Avs che ha chiesto di sospendere i lavori parlamentari e il campo largo che ha sollecitato nuove audizioni. In particolare, è stata avanzata la richiesta di ascoltare i presidenti di Calabria, Basilicata, Marche, Abruzzo, Lazio, Molise, Campania, Puglia e Sardegna, per valutare gli effetti delle nuove competenze sui territori non direttamente coinvolti nelle intese.
I sondaggi della settimana
Nei sondaggi realizzati dall’Istituto SWG il 2 novembre Fratelli d’Italia è in calo al 29,0%. In seconda battuta, il Partito Democratico è stabile al 20,6%. Terza forza nazionale il Movimento 5 Stelle che sale al 12,6%. Tra le altre forze del centrodestra, Forza Italia scende al 7,2%, la Lega sale al 5,5% e Noi Moderati sale all’1,1%. Nel campo largo, AVS è in calo al6,2%, Italia Viva è in calo al 2,2% e +Europa è in calo all’1,3%. Fuori da ogni coalizione Azione resta stabile e si attesta al 3,1%e infine, Futuro Nazionale cresce attestandosi al 5,8%.

La stima di voto vede la coalizione di centrodestra (FdI, Lega, FI, Noi Moderati) in calo al 42,8%. Il centrosinistra (Pd, M5S, All. Verdi Sinistra, Italia Viva, Più Europa) scende al 42,9% delle preferenze; fuori da ogni alleanza, Azione si attesta al 3,1%, e Futuro Nazionale è in crescita al 5,8%.

- Manovra, cresce la tensione nella maggioranza. Regioni e sindacati chiedono modifiche, FI incalza il Mef sulle coperture
- Decreto bollette, nuovo rinvio in Cdm. Possibile approvazione il 9 novembre
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