Meloni apre al dialogo ma al Senato è scontro aperto con le opposizioni
Le “porte del Governo e le mie personali” sono “aperte” purché l'intenzione sia quella di “confrontarsi nel merito”. Giorgia Meloni si presenta al premier time in Senato da una parte con un’offerta di dialogo verso l'opposizione e dall'altra con toni da campagna elettorale. In fondo, di mezzo c'è stato un referendum sulla giustizia che ha cambiato tutto, a cominciare dalle priorità e dall'assetto comunicativo della presidente del Consiglio. Il ramoscello d'ulivo, infatti, dura giusto il tempo di un’interrogazione, quella rivolta da Carlo Calenda in cui si sollecita il Governo a costituire una cabina di regia a Palazzo Chigi in cui mettere attorno tutte le forze politiche per affrontare le grandi sfide che attendono il Paese, a cominciare da quella energetica e industriale. La premier ribadisce che il momento “facile non è” e che le “tensioni geopolitiche” attuali “incideranno, come già stanno incidendo, sulla crescita, sui costi energetici, sulla competitività delle imprese, sul potere d'acquisto delle famiglie”.
Allo stesso tempo però si dice aperta a dialogare, purché poi l’eventuale convocazione non venga bollata pubblicamente come “una passerella”. “Devo ricordare che quando finora abbiamo provato a fare delle proposte in questo senso la risposta da parte della grande maggioranza dei partiti dell'opposizione non è stata di disponibilità”. La premier non la cita mai, ma l'ultima, in ordine di tempo, è quella relativa alla riforma della legge elettorale. Tocca a Matteo Renzi e cambia tutto: il leader di Iv descrive il Governo alla stregua della “famiglia Adams” e la presidente del Consiglio replica che s’invoca la presenza del capo dell'esecutivo in Parlamento “ma al netto di accuse e insulti, c'è oggettivamente poco”. Le scintille nella sostanza si ripetono quando a prendere la parola è il capogruppo del Pd Francesco Boccia, in particolare su tasse e fisco.
L'esponente dem l’accusa di aver trasformato Palazzo Chigi “in una bolla che la protegge dalla realtà” e per dimostrarlo tira fuori la classica domanda tarata sulla famosa “casalinga di Voghera”: “Da quanto tempo non fa la spesa per ascoltare quello che accade un supermercato?”. Un tentativo di pungerla sul vivo, che ovviamente Meloni non lascia scorrere. “Sono andata a fare la spesa al supermercato sabato scorso. Non rinuncio a stare in mezzo alla gente e a fare una vita normale”. Nel mezzo, c'è anche l'immancabile scontro con il M5S sul Superbonus che il Governo finirà di pagare nel 2027 “cioè quando sarà finito il nostro mandato”. Tra un’interrogazione e l'altra la premier rivendica anche il Piano Casa varato due settimane fa e annuncia che entro l'estate sarà approvata la legge delega e saranno adottati i decreti attuativi “per il quadro giuridico necessario alla ripresa della produzione nucleare in Italia”; poi bolla come false le accuse su un aumento delle tasse, “Con l'eccezione di quelle alle banche, alle assicurazioni e alle società energetiche”, ironizza.
Sabato Meloni sarà allo Europe-Gulf Forum
Fonti di Palazzo Chigi smentiscono alcune ricostruzioni di stampa sulla presenza di Giorgia Meloniallo “Europe-Gulf Forum”, organizzato sabato in Grecia dall'Atlantic Council e da Antenna Group, il gruppo editoriale greco che ha acquisito recentemente “La Repubblica”: all'incontro saranno presenti “solo politici e rappresentanti delle istituzioni”. Ovvero, “non sono coinvolti gruppi quali BlackRock o JP Morgan”, come pure apparso sulla stampa. Queste ricostruzioni hanno portato a una interrogazione presentata da AVS, cui è seguita la smentita di Palazzo Chigi: “Nessun vertice segreto questo fine settimana in Grecia”. Meloni “ha sempre sostenuto l'importanza di creare un forum di dialogo strutturato tra Mediterraneo e Golfo”, con l'obiettivo di “una nuova cooperazione capace di unire Occidente e Oriente, Europa, Africa e Asia”, tanto più utile nell'attuale quadro geopolitico.
Anche per questo la premier aveva già sostenuto l'iniziativa dello Europe-Gulf Forum in un intervento in video in occasione del suo lancio ufficiale nel settembre 2025. Nessuna sorpresa, dunque, nel fatto che Meloni sarà uno dei due relatori che apriranno il forum, insieme al Primo Ministro del Qatar, un Forum di natura informale, viene sottolineato, che sarà occasione per parlare con alcuni leader della regione ma anche con altri per uno scambio di idee a 360 gradi sulle situazioni di crisi e l'attualità internazionale. Al confronto parteciperanno infatti anche il presidente finlandese Alexander Stubb, oltre ai leader di Qatar, Kuwait e alcuni capi di Stato e di governo del Sud Europa, sia vertici di alcune istituzioni finanziarie sia la direttrice Fmi sia la presidente BCE.
Non decolla il dialogo sulla legge elettorale. All'indomani del tentativo della maggioranza alla Camera con i loro omologhi dell'opposizione, al tavolo si siedono soltanto Azione, il Partito Liberaldemocratico di Luigi Marattin e le autonomie. E il giudizio sulla proposta di riforma del centrodestra non è positivo: “Esorto Meloni a prendere la legge elettorale, metterla in un cestino, tanto è per metà incostituzionale, e lavorare su ciò che conta”, il giudizio di Carlo Calenda. Il confronto a questo punto sarà in commissione Affari Costituzionali alla Camera dove proseguono dal 28 aprile le audizioni. Il timing immaginato dal presidente Nazario Pagano (FI) è di concludere le audizioni la settimana prossima per poi procedere all’esame della riforma con l'adozione di un testo base, che con molta probabilità sarà la proposta del centrodestra allargata al voto all'estero e ai fuori sede, e la fase emendativa che porterà sicuramente a dei cambiamenti. Il centrodestra sta studiando delle modifiche in modo particolare sull'entità del premio di maggioranza e sulla soglianecessaria per raggiungerlo. Il testo all'esame stabilisce che, alla Camera, non sia possibile per la coalizione che si aggiudica il premio di governabilità (un massimo di 70 seggi) superare la cifra limite di 230 seggi su 384.
A questi 230 poi dovranno essere aggiunti i seggi eventualmente ottenuti dalla lista aggiudicataria del premio nelle circoscrizioni Estero, Valle d'Aosta e Trentino-Alto Adige (16 in tutto) con l'eventualità di raggiungere una maggioranza definita dagli esperti eccessiva e a rischio di censura da parte della Corte Costituzionale. Questo tetto massimo potrebbe essere abbassato ma il partito della premier Meloni sarebbe intenzionato invece a lasciarlo com'è al Senato che quindi resterebbe di 114. Altra modifica allo studio della maggioranza sarebbe l'innalzamento al 42 della soglia del 40% dei voti necessaria a ottenere il premio. Se da un lato infatti il premio potrebbe risultare eccessivo, dall'altro non è esclusa l'ipotesi in cui la coalizione vincente non avrebbe i seggi sufficienti per la maggioranza assoluta. Con ogni probabilità il centrodestra metterà mano anche alla previsione del ballottaggio tra le due liste o coalizioni che superino il 35% nel caso nessuno abbia raggiunto il 40% che serve a far scattare il premio. Poi ci sarà il tema delle preferenze.
Dopo le tensioni Freni rinuncia alla Consob. Ira della Lega
Federico Freni rinuncia alla corsa per la presidenza della Consob. La partita per assegnare la guida dell'Authority resta aperta e continua ad agitare la coalizione di Governo. Il passo indietro del leghista, sottosegretario al Mef, arriva dopo un braccio di ferro durato mesi, con il favorito di via Bellerio bloccato dai veti di Forza Italia. “Ha prevalso la linea del segretario Antonio Tajani, serve un nome terzo e di alto profilo”, dice un big azzurro in Transatlantico. Invece il leader del Carroccio Matteo Salvini evita di rispondere alle domande sul tema e scuro in volto taglia corto: “Oggi non parlo”. Il silenzio con il passare delle ore viene riempito dalla “grande amarezza” che filtra dalle file del partito. Tra i leghisti, il messaggio è chiaro: “Escludiamo che possa essere accettato un candidato di Forza Italia”, un iroso avvertimento che lascia presagire un muro contro muro di difficile risoluzione e che suona come uno stop netto alle voci sull'attuale Commissario Consob Federico Cornelli come figura preferita dagli azzurri per la presidenza.
Ora sono i leader a dover trovare la via d'uscita a un'impasse che inizia a pesare nei rapporti tra alleati. Giorgia Meloni, due settimane fa, aveva assicurato una soluzione alle porte ma così non è stato. Una nuova occasione di confronto, anche acceso, potrebbe essere il Cdm in programma nelle prossime ore, dove la premier sarebbe chiamata a mediare tra i due fronti avversi per trovare una sintesi. Al momento, però, l'intesa non sembra essere all'orizzonte e il clima in maggioranza fa intravedere una strada in salita. Freni, intanto, avrebbe spiegato ai suoi più vicini le ragioni della sua rinuncia, evitare uno stallo dannoso per tutti: “Ho fatto prevalere il dovere istituzionale. Non voglio creare problemi al Governo, alla Consob e al Paese”, spiega poi in un'intervista a Repubblica, che ha anticipato la notizia del passo indietro. Il ministro dell'Economia Giancarlo Giorgettiminimizza: “Sono decisioni sue, io sono contento così almeno rimane a lavorare con noi”.
Alla Camera
Dopo che ieri è stata approvata la mozione sulla strategia nazionale delle aree interne, nella giornata di oggi l’Assemblea della Camera tornerà a riunirsi alle 9.30 per l’esame del ddl sulla riforma dell'ordinamento della Polizia locale e per la votazione delle pregiudiziali sul decreto-legge sul Piano casa. A seguire dibatterà sul ddl per la riforma dell'ordinamento forense, sulla pdl sulla programmazione dell'edilizia residenziale pubblica, sul ddl sulle terapie digitali, sul ddl costituzionale sulla tutela delle vittime di reato e sulla pdl sulla pubblicità delle sentenze di assoluzione o proscioglimento.
Per quanto riguarda le Commissioni, la Affari Costituzionali svolgerà audizioni sulle pdl sulla riforma della legge elettorale e discuterà sulla pdl sul riconoscimento della professione di avvocato. La Giustizia discuterà sulla pdl sulla protezione dei minori in contesti di criminalità organizzata. La Affari Esteri ascolterà Kevin Roberts, presidente di Heritage Foundation. La Cultura svolgerà audizioni sulla pdl sull’insegnamento dell’educazione musicale negli asili nido. La Ambiente, con la Attività Produttive, esaminerà il ddl sul nucleare sostenibile. La Lavoroesaminerà e svolgerà delle audizioni sul decreto-legge primo maggio.
Al Senato
L’Assemblea del Senato tornerà a riunirsi alle 9.30 per la discussione del decreto-legge fiscale. Alle 15.00 svolgerà, infine, le interrogazioni a risposta immediata.
Per quanto riguarda le Commissioni, la Giustizia esaminerà il ddl sulla detenzione domiciliare dei tossicodipendenti e alcoldipendenti, lo schema di Dlgs sulla repressione della tratta di esseri umani e la protezione delle vittime, il ddl sulla riforma degli ordinamenti professionali e il ddl sulle indagini informatiche. Si confronterà sul ddl sui furti d’auto, sui ddl sul cognome dei figli e sui ddl sui CTU. Dibatterà sui ddl sulla crisi da sovraindebitamento, sul ddl sui detenuti sottoposti a regime speciale in aree insulari, sul ddl per il gratuito patrocinio in favore delle famiglie vittime di femminicidio, sul ddl sulle professioni pedagogiche ed educative e sul ddl sulla libertà dell’imputato durante l’udienza. Infine, svolgerà audizioni sul ddl sull’allontanamento del minore.
La Affari Esteri e Difesa ascolterà il Direttore dell'Unità per le autorizzazioni dei materiali di armamento (UAMA) del MAECI min. plen. Giorgio Aliberti sulla relazione sulle operazioni autorizzate e svolte per il controllo dell'esportazione, importazione e transito dei materiali di armamento, relativa all'anno 2025. La Politiche dell’Ue incontrerà una il Rappresentante permanente d'Italia presso l'Unione europea Ambasciatore Vincenzo Celeste.
La Bilancio si confronterà sullo schema di DM sulle capacità fiscali per singolo Comune delle Regioni a statuto ordinario, sullo schema di Dlgs sui tributi regionali e locali e di federalismo fiscale regionale e sullo schema di Dlgs per l’istituzione dell'Autorità Garante nazionale dei diritti delle persone con disabilità. Infine, esaminerà lo schema di Dlgs sulla revisione del sistema degli incentivi e lo schema di Dlgs sui mercati interni del gas rinnovabile, del gas naturale e dell'idrogeno e lo schema di Dlgs sul TUIR. La Finanze esaminerà il DL carburanti-bis e lo schema di Dlgs sul TUIR.
La Cultura esaminerà i ddl sulle banche dati per le opere audiovisive e per i fonogrammi, il ddl sulla miniera di Montecatini Val di Cecina, il ddl sulla valorizzazione delle abbazie e degli insediamenti benedettini medievali e i ddl sulla la valorizzazione dell'architettura. Si confronterà sul ddl sui caduti di Marcinelle e delibererà sulla proposta di indagine conoscitiva sulla tutela e la valorizzazione del patrimonio culturale della Nazione. Dibatterà sul ddl sul servizio prestato presso le scuole paritarie, sui ddl sull’inclusione degli studenti universitari con DSA e sui ddl sui corsi di primo soccorso nelle scuole. Infine, proseguirà l’esame del ddl sulle tradizioni religiose italiane e con la Sanità l’esame del ddl sulla promozione salute e corretti stili di vita.
La Industria esaminerà lo schema di Dlgs sulla revisione del sistema degli incentivi e discuterà sul ddl sui proventi derivanti dalla vendita di prodotti. Infine, proseguirà l’esame del ddl sulle reti delle città madri del made in Italy, del ddl sul registro nazionale dei pizzaioli, del ddl sullo spreco alimentare e del ddl sull’attività di acconciatore ed estetista. La Affari Sociali dibatterà sul ddl sul registro dei dispositivi medici. Esaminerà il ddl per il potenziamento della medicina di genere del SSN, il ddl sulla delega farmaceutica e i ddl sull’inserimento lavorativo di persone con il disturbo dello spettro autistico. Dibatterà sui ddl sulla salute mentale, sui ddl sulla sostituzione mitocondriale e sui ddl sull’esercizio fisico come strumento di prevenzione e terapia. Si confronterà sullo schema di Dlgs sull’istituzione dell'Autorità Garante nazionale dei diritti delle persone con disabilità.

