Trump attacca nuovamente. Meloni vede Zelensky: non divedere Occidente
Giorgia Meloni ha ricevuto a Palazzo Chigi Volodymyr Zelensky e ribadisce che “un'Occidente diviso e un'Europa spaccata sarebbero un regalo”, a Mosca. Ma per la premier il concetto ha un significato più generale, a maggior ragione in questi giorni in cui Donald Trump l'ha attaccata per aver definito “inaccettabili” le parole da lui pronunciate nei confronti di Papa Leone. Il numero uno della Casa Bianca ha ribadito le critiche anche ieri: “È stata negativa. Chiunque ci abbia rifiutato supporto su questa questione iraniana, non avrà più lo stesso tipo di rapporto con noi”. La presidente del Consiglio non ha replicato direttamente ma ha rilanciato la sua convinzione che l'unità del mondo occidentale, e dunque delle due sponde dell'Atlantico, sia una scelta inevitabile.
Poi a intervenire sono i vari Ministri. Nei rapporti tra Italia e Stati uniti devono prevalere “lealtà e rispetto” e l'amicizia non esclude la possibilità di dire con chiarezza ciò che si pensa anche quando non si è d'accordo, spiega il vicepremier e Ministro degli Esteri Antonio Tajani arrivando a Berlino per la conferenza umanitaria sul Sudan. Il responsabile delle Politiche agricole Francesco Lollobrigida ribadisce che Meloni come sempre difende l'interesse del Paese ma si dice anche sicuro che i rapporti con gli Stati Uniti resteranno buoni perché “è interesse europeo, italiano e anche statunitense difendere la democrazia e le economie democratiche”. Di certo a Palazzo Chigi sono ben consapevoli di quanto il giudizio negativo serpeggiante nell'opinione pubblica nei confronti di Donald Trump e delle sue scelte stia pesando in termini di consenso su chi, come Meloni, sin dall'inizio si è ritagliata un ruolo d’interlocutore privilegiato. Ma se le recenti prese di distanza possono portare vantaggio sotto questo aspetto, resta la necessità di mantenere un approccio pragmatico.
“L'instabilità sta diventando pian piano la nostra nuova normalità” ma “è soprattutto in momenti come questi che l'amicizia fra popoli fratelli, che si sono dati una mano nei momenti più difficili della propria storia, fa la differenza”, spiega la presidente del Consiglio durante le dichiarazioni congiunte con Zelensky. Nell'incontro la premier ha ribadito il sostegno all'Ucraina, così come ha rilanciato l'appoggio a un ingresso nell'UE “al pari delle altre nazioni europee che hanno da tempo avviato questo cammino”. Ma la vera novità sta nell'annuncio di un rafforzamento della cooperazione in materia di difesa: “L'Italia in particolare è molto interessata a sviluppare una produzione congiunta soprattutto sulla materia dei droni”.
Su Hormuz scendono in campo i volenterosi. Altolà di Teheran
Un piano di sminamento pronto da mettere in campo, soprattutto se la tregua tra Iran e Stati Uniti sarà prolungata. La cosiddetta coalizione dei Volenterosi di Hormuz, formata da oltre 40 Paesi, tornerà a riunirsi domani e, questa volta, sembra davvero vicina al passare all'azione. Il vertice dei leader convocato a Parigi da Emmanuel Macron e Keir Starmer, al quale Giorgia Meloni parteciperà, probabilmente, in presenza, è stato preceduto da un incontro tra gli addetti militari per fare il punto sulla situazione nello Stretto. L'obiettivo è comunque il ritorno alla libertà di navigazione. La partita resta in salita per il ruolo degli Usa e l'atteggiamento di Teheran, che per la prima volta si è mossa con netta contrarietà rispetto al piano dei Volenterosi. “Qualsiasi mossa o interferenza a Hormuz non farebbe altro che complicare la situazione”, ha sottolineato il portavoce del ministero degli Esteri iraniano Esmaeil Baghaei, rimarcando: “La sicurezza dello stretto è garantita da decenni e, con l'aiuto degli Stati regionali, l'Iran è in grado di assicurare la navigabilità della via, a condizione che cessino le interferenze e l'attuale guerra”.
Per Teheran, insomma, è necessario innanzitutto tornare alla situazione pre-guerra. Ma l'Occidente, e non solo gli Usa, non si fida dell'Iran. Teheran, per rispondere al blocco navale americano, ha già minacciato di voler “chiudere” il Mar Rosso, presumibilmente con l'aiuto degli Houthi e nei giorni scorsi i Pasdaran hanno avanzato la proposta del pedaggio per le navi che passano attraverso lo Stretto, che gli europei, oltre a considerare iniquo, ritengono totalmente contrario al diritto internazionale. Su tutto questo a Parigi i leader della coalizione faranno il punto ma sul tavolo avranno già le prime ipotesi d’intervento per sminare lo Stretto.
L’Fmi stima la crescita del debito. Giorgetti in Usa stempera la tensione
Il Fmi vede il deficit dell'Italia in calo nel 2026, al 2,8% (contro il 3,1% “preliminare” del 2025, soggetto a revisione la prossima settimana) e al 2,6% nel 2027, nonché un rapporto debito/Pil in rialzo quest'anno al 138,4%, dal 137,1% del 2025 fino al 138,8% del 2027. Il Ministro dell'Economia Giancarlo Giorgetti, a Washington per i lavori di Fmi/Banca mondiale, ha rimarcato che “un approccio prudente ai conti pubblici non è un'opzione ma una necessità, soprattutto in un contesto d’incertezza e volatilità”, in cui l'Italia ha mostrato “una solida resilienza” a fronte degli scenari nefasti del conflitto in Medio Oriente. Tuttavia, gli scenari all'orizzonte non promettono bene. L'impatto della guerra sul Pil italiano varia dello 0,2-0,4%, a seconda del riavvio o meno dei traffici petroliferi nello Stretto di Hormuz, dove transita il 20% circa del greggio globale. L'Ufficio parlamentare di bilancio (Upb), nella Nota sulla congiuntura di aprile 2026, ha stimato nel primo trimestre dell'anno un Pil in crescita dello 0,1-0,2%, “con ampi margini d'incertezza”.
Quanto all’Outlook, ha preso in esame due scenari: in caso di consolidamento della tregua e di progressiva riapertura dello stretto, si determinerebbe la normalizzazione graduale di forniture e prezzi dell'energia; la crescita del Pil registrerebbe un peggioramento rispetto allo scenario pre-conflitto dello 0,2% sia nel 2026 sia nel 2027, mentre l'inflazione avrebbe un aumento quest'anno dell'1,3% e uno nel prossimo dello 0,5%. Con tensioni più persistenti ma senza escalation militare, invece, la riduzione della crescita del Pil italiano sarebbe di poco meno di mezzo punto sia nel 2026 sia nel 2027, mentre l'inflazione salirebbe dell'1,3% nel 2026 e dell'1,1% nel 2027. Giorgetti, intanto, ha parlato di “contesto internazionale difficile, caratterizzato da condizioni finanziarie più restrittive e rallentamento del commercio globale” nel suo intervento al Wilson Center, un evento dedicato ai 165 anni di relazioni bilaterali Italia-Usa. Giorgetti ha colto l'occasione per ribadire che le relazioni tra Italia e Stati Uniti sono “eccellenti”, perché “diplomatiche, economiche e scientifiche”: in tutte le relazioni ci sono momenti più intensi e un po' meno, ma “sta a noi navigare nelle situazioni”, assicurando che “le radici delle nostre relazioni affondano nei valori comuni”. Giorgetti ha incontrato inoltre il segretario al Tesoro Usa Scott Bessent.
Conte chiede programma e regole per le primarie
C'è un bel pezzo di campo largo alla presentazione del libro di Giuseppe Conte. Davanti Elly Schlein, Angelo Bonelli e Nicola Fratoianni. Il leader del Movimento usa toni da “federatore”, ribadisce che le primarie vanno fatte per “rispondere alla domanda di partecipazione” e che proprio per evitare che diventino laceranti è necessario partire dal “programma” e dalle “regole”, per far sì che gli elettori delle varie forze del centrosinistra si riconoscano nel vincitore, chiunque sia. Ad ascoltarlo ci sono diversi suoi ex Ministri e esponenti di governo: Roberto Speranza, Roberto Gualtieri, Dario Franceschini, Carlo Fraccaro, Francesco Boccia, Alfonso Bonafede, Stefano Buffagni, Lorenzo Guerini. Ci sono anche, ovviamente, tanti esponenti M5S, da Roberto Fico a Pasquale Tridico, passando per Vittoria Baldino e Mariolina Castellone. In prima fila è seduto anche Alessandro Onorato, uno dei tanti “operai” del cantiere moderato. Assenti, invece, Iv e Più Europa. Conte, anche ieri, non ha seguito Schlein che ha offerto solidarietà a Giorgia Meloni per gli attacchi di Donald Trump.
Il leader M5S affonda il colpo: “Giorgia Meloni ha dovuto constatare il fallimento della sua politica estera”, afferma e accusa la premier di praticare un “sovranismo domenicale”, perché a suo giudizio per la premier “l'affinità ideologica viene prima dell'interesse nazionale”. Nega di essere stato a sua volta “tiepido” nei confronti del presidente Usa e assicura: “La filosofia Maga non mi è mai appartenuta, semmai l'ho declinata come Miga, Make Italy great again”. Poi, inevitabili, arrivano le domande sul centrosinistra e sulle primarie. Prima sembra minimizzare: “Non l'avessi mai detto, da quando l'ho detto ogni giorno mi chiedete delle primarie. È una tradizione più del Pd, noi del M5S non le facciamo in questi termini”. Ma poi ribadisce che possono “essere una possibilità per dare uno sfogo a questa grande voglia di partecipazione dei giovani”.
Però “dobbiamo costruire un progetto condiviso. E non stiamo partendo da zero, c'è già una base di programma, che adesso dobbiamo completare e definire in modo più compiuto”. Il rischio di una divisione andando alla conta delle primarie esiste, per questo “dobbiamo costruire delle regole per consentire ai nostri rispettivi elettorati di potersi sentire pienamente protagonisti di questo progetto”. Le primarie, ammette, possono essere un momento di divisione e proprio per questo è fondamentale partire da “regole” e “programma” per fare in modo che al termine della competizione non ci siano “più personalismi divisivi. Il percorso per arrivarci ci consentirà di poter definire un progetto che rimarrà unitario, a dispetto di qualsiasi interprete che possa prevalere nelle primarie”.
Alla Camera
L’Assemblea della Camera tornerà a riunirsi alle 9.30 per la discussione del decreto-legge sul ciclone Harry. A seguire esaminerà il ddl costituzionale su Roma Capitale.
Per quanto riguarda le Commissioni, la Affari Costituzionali esaminerà il ddl sul contrasto all’antisemitismo. La Giustizia si confronterà sul ddl per la riforma dell’ordinamento forense. La Affari Esteri, con la Difesa, dibatterà sullo schema di DM sulla cessione a titolo gratuito di Nave Garibaldi a favore della Marina militare della Repubblica d'Indonesia. La Attività Produttive proseguirà le audizioni nell’ambito dell’indagine conoscitiva sul settore tessile, dell’indagine conoscitiva sulla capacità competitiva del sistema Italia e dell’indagine conoscitiva sull’impatto dell’ora legale permanente sul territorio nazionale. Tutte le altre Commissioni torneranno, invece, a riunirsi la settimana prossima.
Al Senato
Dopo che ieri ha approvato definitivamente, con voto di fiducia, il decreto-legge sul PNRR, nella giornata di oggi l’Assemblea del Senato tornerà a riunirsi alle 10.00 per la discussione del e sul DL sulla sicurezza pubblica.
Per quanto riguarda le Commissioni, la Giustizia svolgerà audizioni sui ddl sulla crisi da sovraindebitamento, esaminerà lo schema di Dlgs sulla repressione della tratta di esseri umani e la protezione delle vittime e il ddl sulla riforma della disciplina degli ordinamenti professionali. Si confronterà sul ddl sulle indagini informatiche, sul ddl sui furti d’auto e sul ddl sui detenuti sottoposti a regime speciale in aree insulari. Dibatterà sul ddl sull’allontanamento del minore, sul ddl sulla detenzione domiciliare dei tossicodipendenti e alcoldipendenti, sui ddl sul reato di apologia della criminalità organizzata e sui ddl sui beni confiscati alla criminalità organizzata. Discuterà sui ddl sul cognome del figlio, svolgerà audizioni nell’ambito dell’indagine conoscitiva sull’impatto dell'intelligenza artificiale nel settore della giustizia.
La Bilancio si confronterà sullo schema di Dlgs sul Autorità Garante nazionale dei diritti delle persone con disabilità, sullo schema di Dlgs sulla revisione del sistema degli incentivi e sullo schema di Dlgs sui tributi regionali e locali e di federalismo fiscale regionale. Infine, esaminerà lo schema di Dlgs sul riordino delle sanzioni previste dal TUF e lo schema di Dlgs per la prevenzione e la repressione della tratta di esseri umani e la protezione delle vittime. La Finanze svolgerà audizioni sul DL fiscale, sul DL carburanti e sul DL carburanti-bis. Si confronterà sullo schema di DM sulle lotterie nazionali da effettuare nell'anno 2026.
La Industria proseguirà l’esame dello schema di Dlgs sulla revisione del codice degli incentivi e proseguirà l’esame dell’affare assegnato sulle aree di crisi industriale complessa in Italia. Discuterà sul ddl per l’introduzione della rete delle Città madri del made in Italy, sul ddl sul registro nazionale dei pizzaioli professionisti, sui ddl per la riduzione dello spreco alimentare e sul ddl sull’attività di acconciatore ed estetista. La Affari Sociali esaminerà il ddl per il potenziamento della medicina di genere del SSN e i ddl sull’inserimento lavorativo di persone con il disturbo dello spettro autistico. Dibatterà sui ddl sulla salute mentale e sui ddl sulla sostituzione mitocondriale. Infine, dibatterà sullo schema di Dlgs sull’istituzione dell'Autorità Garante nazionale dei diritti delle persone con disabilità.

