Dal G7 Meloni ribadisce: pronti a fare nostra parte con ok Parlamento
Il memorandum d’intesa firmato da Usa e Iran nel giorno dell'ottantesimo compleanno di Donald Trump piomba gioco forza sull'agenda dei leader che da ieri e fino a domani sono a Evian per il G7 a presidenza francese. Inevitabile che la soddisfazione per lo spiraglio che si apre dopo oltre tre mesi di guerra si mescoli a una certa cautela. È così anche per Giorgia Meloni che di prima mattina sigla una nota che, nella sostanza, ricalca la dichiarazione concordata a caldo con i Paesi del formato E4, dopo un giro di contatti con i leader di Francia, Germania e Regno Unito. La presidente del Consiglio esprime il suo “forte apprezzamento” e parla di “occasione di pace che va colta” ribadendo che “l'Italia, come già in passato, è pronta a sostenere il processo diplomatico verso un accordo complessivo”. Meloni spiega che il nostro Paese può “contribuire a una presenza navale internazionale per accompagnare la piena riapertura dello Stretto di Hormuz”, che resta una priorità insieme a quella di una fine delle ostilità anche in Libano.
“Siamo pronti, insieme agli altri partner”, sottolinea, aggiungendo una postilla già esplicitata in passato: “Fermo restando la necessaria autorizzazione parlamentare”. Non basterà dunque una semplice informativa: il percorso già studiato dal Governo prevede infatti che si tenga una comunicazione cui seguirebbero dei voti su delle risoluzioni. La stessa tempistica di questo passaggio, tuttavia, dipenderà da come e con quale rapidità si scioglieranno una serie di nodi, tra cui, per esempio, quello del tipo di ombrello internazionale che accompagnerà la missione, così come di chi ne dovrebbe assumere il comando. Il contributo dell'Italia dovrebbe essere principalmente quello dei due cacciamine Rimini e Crotone aggregati ad Aspides, che già da qualche settimana si trovano a Gibuti, poi ci dovrebbero essere navi di supporto logistico. Ma, come in tutta questa vicenda, ancora una volta a pesare potrebbe essere la posizione di Donald Trump. Il presidente americano, che ha avuto un lungo bilaterale con il presidente francese dopo il suo arrivo ad Evian, solo pochi giorni fa era tornato ad accusare l'Europa di irrilevanza rispetto alla crisi in MO e ieri, seduto accanto a Macron, non si è fatto alcun problema nel ridimensionare l'offerta europea.
“Non credo che avremo bisogno di molto aiuto, ma non credo sia una cattiva idea avere là una o due navi di alcuni Paesi”. D'altra parte, l'imprevedibilità del capo della Casa Bianca è di per sé una delle variabili di questo summit. Giorgia Meloni l’ha rivisto dopo mesi di freddezza e di botta e risposta pubblici, e, dicono fonti diplomatiche, il summit è stato occasione per l'atteso disgelo. Tra i due, viene riferito, ci sono state battute e una chiacchierata veloce. Quanto basta, viene sottolineato, per dimostrare che “non ci sono muri e ostilità” perché la franchezza, pur nella ruvidità, permette di salvare l'amicizia. L'occasione è stata la cena di lavoro in cui tutti i leader si sono trovati da soli attorno allo stesso tavolo, senza staff. Questa mattina si terrà una sessione di lavoro appositamente dedicata a questo, alla quale è atteso anche il presidente Zelensky.
Iniziano i voti sulla legge elettorale. Rebus preferenze
Scure su circa 250 emendamenti alla legge elettorale. Dopo la scrematura preliminare da 771 a 731 proposte fatta dagli uffici della Camera, il presidente della Commissione Affari Costituzionali della Camera Nazario Pagano ha informato i deputati che andranno in discussione solo 479 emendamenti: gli altri sono stati dichiarati inammissibili o dal “contenuto meramente formale”. Da oggi, entrerà nel vivo la maratona del voto in Commissione, con i lavori che potrebbero protrarsi anche nel weekend, per portare il testo in Aula il 26 giugno, anche se non è escluso che, alla fine, il testo possa arrivare in assemblea senza mandato al relatore. In questo quadro, mentre si moltiplicano i rumours sulla possibilità di elezioni anticipate nella primavera del 2027, s’inserisce un sondaggio di SWG che per la prima volta certifica l'aggancio di Futuro Nazionale del generale Roberto Vannacci alla Lega: secondo il sondaggio FN guadagna mezzo punto in una settimana e raggiunge al 5,3% la Lega.
Ieri, comunque, il responsabile dell'organizzazione di FdI Giovanni Donzelli è stato piuttosto diplomatico sul generale: “Vannacci ha tante idee, le ascolto. Su alcune dico: Beh sentiamo, non dice cose sbagliate ma poi vedo che vota contro il primo Governo di destra della storia e quindi”. Per ora la maggioranza si concentra sulla legge elettorale: ha presentato solo 4 emendamenti rimanendo orientata a bocciare tutte le modifiche avanzate da centrosinistra e vannacciani, preferendo affrontare il nodo delle preferenze direttamente nell'emiciclo di Montecitorio dove il voto segreto potrebbe segnare la loro fine. Da parte sua, l'opposizione non sembra intenzionata ad abbassare il muro eretto contro una proposta considerata irricevibile; le parole della segretaria del Pd Elly Schlein lo confermano: “In un Paese in cui ci sono 6 milioni di italiani che rinunciano a curarsi e gli stipendi sono tra i più bassi d'Europa, è incredibile che la priorità di questo Governo sia quella di cambiare la legge elettorale per preservare il proprio potere”.
La reintroduzione delle preferenze divide non solo le coalizioni ma anche diversi partiti anche al loro interno. FdI e Noi Moderati sono a favore e hanno più volte annunciato di volerle riproporre tramite emendamenti in Aula. FI e Lega sono molto più scettici, se non contrari. “È una legge che va bene perché evita che domani mattina Vannacci si allei con Cinque Stelle e Avs”, punge il vicepresidente della Camera Giorgio Mulè (FI) che bolla come “superato” il tema delle preferenze: “Da parte mia se ci sono o non ci sono va bene uguale”. Non la pensa così Alessandro Onorato, fondatore di Progetto Civico Italia, che, “dopo aver superato le 10 mila firme per chiedere l'introduzione delle preferenze”, si dice pronto “ad andare a protestare davanti al Parlamento”. “Sono sempre stato contrario. Ci sarebbero altri strumenti” come “il ballottaggio, i collegi”, taglia corto il segretario di Più Europa Riccardo Magi, che definisce “una schifezza” il progetto del centrodestra.
Prove di Terzo Polo a Milano tra Calenda, Picerno e Marattin
La convinzione è che ci sia “un grande spazio” lasciato libero dai principali schieramenti, con una “offerta politica credibile, seria, democratica, europeista”. Al Teatro Parenti di Milano si ritrovano Pina Picierno e Carlo Calenda, Luigi Marattin e Andrea Marcucci, con la benedizione di Mario Monti e Carlo Cottarelli: l'occasione è l'iniziativa di Piercamillo Falasca e Daniele Nahum, il movimento Europeisti.eu che nasce con l'obiettivo di “hackerare” l'attuale bipolarismo. Il ragionamento è ormai noto: “Sempre di più vediamo uno scontro tra il campo largo e la destra che governa questo Paese, che è uno scontro molto ideologico, molto identitario, molto rissoso”.
“Noi vogliamo aprire uno spazio politico pubblico nel quale si discuta di cose serie”, ha spiegato la Picierno, per la quale “possiamo costruire un polo democratico europeista in Italia: quello che tanti italiani ci chiedono, è esattamente quello che vogliamo fare”. Le fa eco Carlo Calenda: “Questo è il cantiere della costruzione di un Polo che non si presenterà né con la destra né con la sinistra, che avranno coalizioni che andranno da Vannacci a Tajani, da Renzi a Potere al Popolo e noi dobbiamo dare un'alternativa a questo scempio, altrimenti l'Italia tra gli estremismi opposti semplicemente a un certo punto imploderà”.
I bersagli sono “il populismo con la pochette” di Giuseppe Conte da un lato, “il cripto-fascismo putiniano” di Roberto Vannacci dall'altro. Sono loro i “virus” che infettano le coalizioni di centrodestra e centrosinistra e che espongono l'Italia “all'attacco potentissimo della disinformazione e della propaganda del Cremlino e dei suoi alleati”, due virus agevolati dalla legge elettorale quella attuale ma anche da quella di cui si discute. E allora, aggiunge la Picierno, “c'è la volontà di lavorare insieme ad Azione, insieme a tutti i partiti, alle personalità che hanno già dato vita a iniziative raccontando della necessità di un polo europeista e democratico e quindi lavoreremo senza dubbio insieme. L'iniziativa di oggi serve a tenere insieme tutte queste persone superando i tanti personalismi che ci sono stati”.
Alla Camera
L’Assemblea della Camera tornerà a riunirsi oggi alle 11.00 per la discussione delle interrogazioni. Dalle 14.00 esaminerà il decreto-legge, già approvato dal Senato, sui rimpatri volontari assistiti e il DL sui prezzi petroliferi connessi al protrarsi della crisi dei mercati internazionali.
Per quanto riguarda le Commissioni, la Affari Costituzionali esaminerà il ddl sulla legge elettorale. La Giustizia svolgerà audizioni sullo schema di DM per il conseguimento e il mantenimento del titolo di avvocato specialista. La Difesa discuterà sulla proposta nomina dell'ammiraglio di squadra (ris.) Giuseppe De Giorgi a presidente della Lega navale italiana e sulla proposta nomina del generale di divisione dell'Arma dei carabinieri Paolo Aceto a presidente della Cassa di previdenza delle Forze armate. La Bilancio esaminerà lo schema di Dlgs sulla coltivazione, promozione, commercializzazione, valorizzazione e incremento della qualità e dell'utilizzo dei prodotti del settore florovivaistico. La Finanze inizierà l’esame del DL sul prezzo dei carburanti.
La Cultura esaminerà la proposta di nomina del Presidente, dell’Ad e del CdA di Sport e Salute e con la rispettiva del Senato ascolterà Marco Mezzaroma, Diego Nepi Molineris, Rita Di Quinzio, Fabio Caiazzo e Maria Spena nell’ambito dell’esame delle proposte di nomina rispettivamente a presidente, ad amministratore delegato e a componenti del consiglio di amministrazione della società. Discuterà sul ddl sulla revisione delle modalità di accesso, valutazione e reclutamento del personale ricercatore e docente universitario. La Ambiente discuterà sulla pdl sui consorzi di gestione e tutela del territorio e delle acque irrigue, sulle proposte di risoluzioni sulla finanza di progetto e sul DL sul piano casa. La Trasporti svolgerà audizioni sul ddl sulla governance portuale e rilancio degli investimenti in infrastrutture strategiche di trasporto marittimo di interesse generale. La Agricoltura proseguirà l’esame del ddl sull’agricoltura.
Al Senato
L’Assemblea del Senato tornerà a riunirsi alle ore 16.30 per esaminare i ddl sui proventi derivanti dalla vendita di prodotti e il ddl sull’adozione del Piano triennale di prevenzione e promozione della salute nelle scuole nonché istituzione della Giornata nazionale della prevenzione e della promozione della salute e dei corretti stili di vita in memoria di Umberto Veronesi.
Per quanto riguarda le Commissioni, la Affari Costituzionali svolgerà audizioni sugli schemi di intese preliminari per l'attribuzione di ulteriori forme e condizioni particolari di autonomia riferiti alle regioni Liguria, Lombardia, Piemonte e Veneto, proseguirà l’esame del ddl sui LEP e del ddl sulla tutela delle vittime di reato. Discuterà sul ddl sul riconoscimento dell’inno nazionale e sul ddl sulle guardie giurate.
La Giustizia con la Sanità svolgerà audizioni e discuterà sul ddl sul fine vita. Svolgerà audizioni e inizierà l’esame del ddl sulla riforma dell’ordinamento forense e proseguirà l’esame del ddl sulla riforma degli ordinamenti professionali, il ddl sull’allontanamento del minore, lo schema di DM sul mantenimento del titolo di avvocato specialista, il ddl sull’allontanamento del minore e il ddl per il gratuito patrocinio in favore delle famiglie vittime di femminicidio. Dibatterà sul ddl sulla libertà dell’imputato durante l’udienza, sul ddl sulle professioni pedagogiche ed educative, su cui svolgerà anche audizioni, e sul ddl sui detenuti sottoposti a regime speciale in aree insulari.
La Affari Esteri e Difesa ascolterà i rappresentanti dell'Associazione delle Organizzazioni Italiane di Cooperazione e Solidarietà Internazionale (AOI), di LINK 2007 e del Coordinamento Italiano delle ONG internazionali (CINI) nell'ambito della Relazione analitica sulle missioni internazionali in corso e sullo stato degli interventi di cooperazione allo sviluppo a sostegno dei processi di pace e di stabilizzazione, riferita all'anno 2025, anche al fine della relativa proroga per l'anno 2026. La Politiche dell’Ue esaminerà la relazione programmatica sulla partecipazione dell'Italia all'Unione europea per l'anno 2026 e per il 2025 e dibatterà sull’affare assegnato relativo agli aspetti istituzionali della strategia commerciale dell'Unione europea.
La Bilancio si confronterà sullo schema di Dlgs sui tributi regionali e locali e di federalismo fiscale regionale, sullo schema di Dlgs sui mercati interni del gas rinnovabile, del gas naturale e dell'idrogeno e sullo schema di Dlgs sulla coltivazione, promozione, commercializzazione, valorizzazione e incremento della qualità e dell'utilizzo dei prodotti del settore florovivaistico e della filiera florovivaistica. La Cultura svolgerà audizioni e discuterà sulle proposte di nomina del Presidente, dell’Ad e del CdA di Sport e Salute. Esaminerà il ddl sulle banche dati per le opere audiovisive e per i fonogrammi, i ddl per la promozione della formazione del personale docente in materia di educazione al rispetto e alle relazioni e il ddl sulla Vespa Piaggio. Discuterà sullo schema di DM per il riparto del Fondo ordinario per gli enti e le istituzioni di ricerca per l'anno 2026.
La Ambiente esaminerà il ddl sulla proroga del termine per la riforma della circolazione stradale e i ddl sulle isole minori. Dibatterà sul documento strategico pluriennale della mobilità ferroviaria di passeggeri e merci e sullo schema di Dlgs sui mercati interni del gas rinnovabile, del gas naturale e dell'idrogeno. Si confronterà sui ddl sulla tutela dei minori nella dimensione digitale, sul ddl sull’efficientamento dell'illuminazione pubblica e degli edifici pubblici e sui ddl sulla giornata riciclo della carta. Discuterà sulla proposta di risoluzione sui contratti fiume e sui ddl sulla riforma della RAI.
La Industria svolgerà audizioni ed esaminerà lo schema di Dlgs sul settore florovivaistico e l’affare assegnato sulle aree di crisi industriale complessa in Italia. Infine, proseguirà l’esame del ddl sulle reti delle città madri del made in Italy, del ddl sul registro nazionale dei pizzaioli, del ddl sullo spreco alimentare e del ddl sull’attività di acconciatore ed estetista. La Affari Sociali esaminerà il ddl per il potenziamento della medicina di genere del SSN, il ddl sulla delega farmaceutica, il ddl sul potenziamento dell’assistenza sanitaria e i ddl sull’inserimento lavorativo di persone con il disturbo dello spettro autistico. Dibatterà sui ddl sulla salute mentale, sui ddl sulla sostituzione mitocondriale e sui ddl sull’esercizio fisico come strumento di prevenzione e terapia. Si confronterà sul ddl sul registro dei dispositivi medici e sul ddl sulla tutela delle vittime dell’amianto. Infine, dibatterà su decreto-legge “primo maggio” sul salario giusto.
- Dal G7 Meloni ribadisce: pronti a fare nostra parte con ok Parlamento
- Iniziano i voti sulla legge elettorale. Rebus preferenze
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