No del Colle sul dl sicurezza ma ci sono problemi sull’emendamento di modifica
Altolà del Colle sul decreto sicurezza e il Governo cerca di correre ai ripari con un emendamento di modifica. Sotto i riflettori c'è la norma che prevede un incentivo da 615 euro per gli avvocati che seguono una pratica di rimpatrio volontario. Da giorni è acceso il faro del Quirinale e la sola ipotesi che Sergio Mattarella avrebbe potuto non controfirmare il provvedimento in assenza di modifiche sostanziali a questa disposizione è bastata ad imprimere una svolta. La maggioranza inizia a lavorare senza sosta a un ventaglio di possibilità per superare l'impasse: il sottosegretario alla presidenza del Consiglio Alfredo Mantovano è salito al Colle per incontrare il capo dello Stato, molto contrariato per le norme sui rimpatri.
Alla fine, in extremis, spunta l'idea di un emendamento in Commissione per modificare la disposizione incriminata. I tempi tecnici ci sarebbero con la possibilità di votare il provvedimento con l'emendamento in questione alla Camera tra giovedì e venerdì e chiudere la partita al Senatoentro sabato 25, il giorno in cui il decreto decadrebbe senza il varo definitivo del Parlamento. Il timing è strettissimo ma non impossibile. Nelle triangolazioni tra Parlamento, Palazzo Chigi e Quirinale, fino alla fine erano rimaste sul tappeto anche altre possibilità come un nuovo decreto che si limiti ad abrogare il punto contestato o la leva dei decreti attuativi.
A testimoniare il fatto il centrodestra fosse già cosciente delle criticità contenute nella norma sugli avvocati c'è la mossa del capogruppo di Forza Italia a Montecitorio Enrico Costa, che in un'intervista aveva preannunciato un odg a riguardo. Il decreto Sicurezza “non entrerà in vigore senza regole attuative”, aveva spiegato l'azzurro”, quindi FI “presenterà un ordine del giorno che potrà essere viatico per l'ascolto delle parti in causa e per un intervento normativo all'esito del confronto. Non si può non tener conto delle osservazioni arrivate dai vari ambiti in queste ore, è evidente”. Ma l'iniziativa non viene considerata per nulla sufficiente a dissipare i dubbi del Quirinale, di cui anzi appare chiara l'irritazione. Le opposizioni attaccano durante la riunione delle Commissioni Affari Costituzionali e Giustizia di Montecitorio: “Una buffonata” prevedere “tempistiche talmente rigide da non poter svolgere il nostro lavoro”, dice per prima la pentastellata Valentina D'Orso. Di “uccisione del Parlamento” e “degrado e degenerazione della democrazia” parla Riccardo Magi di Più Europa.
E il dem Matteo Mauri gli dà ragione: “Così è impossibile svolgere il nostro lavoro”. Alcuni parlamentari del centrosinistra chiamano in causa anche il presidente della Camera Lorenzo Fontana: “Come si fa a consentire un'umiliazione tale della Camera che si presiede?”, le parole di Laura Boldrini. “La possibilità di svolgere il nostro mandato non è garantita. Il presidente della Camera dovrebbe intervenire. Noi chiediamo che tutti i nostri (dell'opposizione) 1200 emendamenti vengano discussi e votati”, le fa eco Filiberto Zaratti di Avs. Le richieste di sospendere i lavori in Commissione sono continue; alla fine, nel tardo pomeriggio, quando Mantovano sale al Colle, vengono accolte. “Il centrodestra è in stato confusionale” attacca Elly Schlein “Dopo la sonora sconfitta referendaria, incurante del voto degli italiani, il Governo ci riprova sulla giustizia. Va ricordato a Meloni che gli avvocati sono chiamati a difendere i diritti e gli interessi del proprio assistito, e non del Governo di turno”.
In serata però il Governo rinuncia all’emendamento sui rimpatri assistiti rendendo il pasticcio un vero e proprio caso politico. Il tema dell’emendamento pare sia quelle coperture. Quando Palazzo Chigi inoltra l’emendamento alla Ragioneria dello Stato, diventa evidente ai tecnici il problema: la misura prevede oneri aggiuntivi. La ragioniera generale dello Stato Daria Perrotta legge la formulazione e si rivolge al Viminale, chiedendo una relazione tecnica per poter “pesare” i costi della misura sulle casse pubbliche. Senza coperture, niente bollinatura. Questa mattina vedremo come la maggioranza intenderà procedere e se troverà una soluzione percorribile in tempi strettissimi.
La maggioranza cerca una quadra su Consob e sottosegretari. Nodo Terna
Se ne parla da settimane, ma potrebbe non essere nemmeno questa la settimana buona per chiudere con il riassetto dell'esecutivo e coprire almeno alcune delle caselle del sottogovernorimaste vacanti, salite a cinque dopo il referendum. E pure la Consob sarebbe ancora in alto mare, con il nome del sottosegretario al Mef Federico Freni che entra ed esce dal borsino delle nomine. Giorgia Meloni è concentrata su “altre priorità”, sta lavorando sull'aggiornamento del quadro macroeconomico in arrivo con il Documento di Finanza pubblica, sul nuovo decreto lavoro in vista del 1°maggio e sull'annunciato Piano casa. Tanto che le quotazioni di giuramenti già nei prossimi giorni sarebbero in deciso calo, nonostante i Cdm in programma tra oggi e domani.
A complicare la situazione, peraltro, si è aggiunto anche il caso di Giuseppina Di Foggia e dell'indennità di fine mandato da circa 7 milioni di euro cui non vorrebbe rinunciare in uscita da Terna, che ha guidato negli ultimi tre anni. La sua destinazione sarebbe Eni, dove dovrebbe succedere a Giuseppe Zafarana alla presidenza, ma buonuscita e nuovo incarico non sarebbero compatibili per un passaggio infragruppo, come ha fatto notare con malcelato fastidio il Mef in una nota domenica. E di questo avviso, si racconta in ambienti della maggioranza, sarebbe anche la premier, decisamente irritata per la situazione. L'invito alla manager sarebbe quindi quello di lasciare Terna senza particolari condizioni. La questione va risolta entro il 6 maggio, data dell'assemblea di Eni: per accettare la presidenza Di Foggia dovrebbe dimettersi da Terna, come ha già fatto un altro consigliere, Stefano Cappiello, indicato dal Tesoro nel prossimo cda di Eni. Se alla fine la manager scegliesse di rinunciare al nuovo incarico, l'azionista di maggioranza, cioè il Mef, dovrebbe indicare un nuovo nome tanto che ha ricominciato a circolare quello di Emma Marcegaglia, già in passato alla presidenza dell'Eni.
La partita dei sottosegretari incrocia invece gli equilibri di maggioranza. Oramai tutti danno per certo che Paolo Barelli, dopo essersi dimesso da capogruppo di FI, sarà sottosegretario o viceministro, con ogni probabilità ai Rapporti con il Parlamento. Ma questa soluzione non avrebbe contribuito a sbloccare la presidenza della Consob. Non ci sarebbe il via libera sul nome di Freni, indicato dalla Lega, e in alternativa si continua a fare quello di Federico Cornelli, attualmente Commissario dell'Autorithy, che non dispiacerebbe al partito guidato da Antonio Tajani. Un altro dei posti vacanti dovrebbe andare a Mara Bizzotto, indicata fin dall'inizio dalla Lega per sostituire al Mimit Massimo Bitonci, che ha lasciato a fine 2025 per seguire Alberto Stefani nella Giunta veneta. Coperti invece i potenziali nuovi sottosegretari in quota FdI anche se c'è chi suggerisce di guardare al Sud.
Crosetto: se serve, a Hormuz anche senza il mandato Onu
C'è una battuta del ministro della Difesa Guido Crosetto che solo qualche giorno fa in pochi si sarebbero aspettati: tre parole, “Macron ha ragione”, che hanno dato il senso di un cambio di rotta. Col governo francese, quello italiano ha sempre avuto rapporti altalenanti. Ma la riunione dei volenterosi, la scorsa settimana a Parigi, ha segnato una svolta e il vertice informale a Cipro fra i leader Ue, giovedì e venerdì, potrà consolidarla. Potrebbe cioè segnare un nuovo passo del cammino avviato dalla presidente Giorgia Meloni con la presa di distanza da Donald Trump, una linea che ha portato a un potenziale impegno dell'Italia per lo stretto di Hormuz. Alla presentazione del libro del segretario di Azione Carlo Calenda, Crosetto prima ha dato ragione a Macron che aveva detto: “Per essere liberi bisogna essere temuti”. E infatti, ha rimarcato Crosetto: “La deterrenza non si fa a parole. Un dittatore non si ferma di fronte a un cartello”.
E poi il Ministro della Difesa ha confermato la linea del Governo. Per l'invio ad Hormuz di navi militari anche italiane servono due condizioni: la fine delle ostilità e il via libera del Parlamento. Ma attenzione, ha chiarito: “Se devo scegliere pragmaticamente”, metto “in sicurezza Hormuz con una coalizione internazionale con 30 o 50 nazioni, senza un mandato dell'Onu. Lo vorrei a tutti i costi, ma magari viene bloccato dalla Russia per qualche motivo”. Già nei prossimi giorni, l'operazione verrà valutata in un incontro fra i vertici militari di diversi Paesi europei. Una delle opzioni potrebbe prevedere una missione Ue sul modello Aspides nata per proteggere dagli attacchi dei ribelli houthi le navi mercantili in transito davanti allo Yemen. L'ipotesi di una missione ad Hormuz senza l'ombrello Onu rischia però di creare spaccature in Parlamento.
Alla Camera
L’Assemblea della Camera tornerà a riunirsi alle 9.00 per l’esame, in seconda lettura, del decreto-legge sulla sicurezza pubblica.
Per quanto riguarda le Commissioni, la Affari Esteri proseguirà l’indagine conoscitiva sull’impegno dell’Italia nella Comunità internazionale per la promozione e tutela dei diritti umani e contro le discriminazioni e l’indagine conoscitiva sulle dinamiche geopolitiche dell’Artico. La Ambiente con la Trasporti proseguirà l’esame del ddl sulla valorizzazione della risorsa mare. La Trasportiascolterà l’amministratore delegato di Poste italiane Spa Matteo Del Fante e il Ministro delle imprese e del made in Italy Adolfo Urso nell’ambito dell’esame dello schema di contratto di programma tra il Ministero delle imprese e del made in Italy e la società Poste italiane Spa per il quinquennio 2026-2031. La Attività Produttive esaminerà lo schema di Dlgs sulle norme per i mercati interni del gas rinnovabile, del gas naturale e dell’idrogeno. La Affari Sociali svolgerà audizioni sul ddl sul servizio civile universale. La Agricoltura svolgerà audizioni sulle pdl sugli equidi e il loro riconoscimento come animali di affezione.
Al Senato
L’Assemblea del Senato tornerà a riunirsi alle 16.30 per l’esame in prima lettura del decreto-legge sui carburanti e successivamente per l’approvazione definitiva del decreto-legge sul ciclone Harry.
Per quanto riguarda le Commissioni, la Affari Costituzionali si confronterà sul ddl sui piccoli martiri di Gorla, sul ddl sulle Assemblee di Dio in Italia e sul ddl sullo statuto speciale per il Trentino-Alto Adige/Südtirol.
La Giustizia svolgerà audizioni ed esaminerà i ddl sui beni confiscati alla criminalità organizzata, lo schema di Dlgs sulla repressione della tratta di esseri umani e la protezione delle vittime e i ddl sul reato di manipolazione psicologica e mentale. Si confronterà sui ddl sulla riforma degli ordinamenti professionali, dibatterà e svolgerà audizioni sul ddl sull’allontanamento del minore e sul ddl sulla detenzione domiciliare dei tossicodipendenti e alcoldipendenti. Discuterà sui ddl sul reato di apologia della criminalità organizzata, sui ddl sul cognome ai figli ed esaminerà e svolgerà audizioni sui ddl sui consulenti tecnici d’ufficio. Inizierà l’esame del ddl sul condominio negli edifici, del ddl sulle professioni pedagogiche ed educative, del ddl sul patrocinio a spese dello Stato per i genitori delle vittime di femminicidio.
La Affari Esteri e Difesa si confronterà sul ddl sull’accordo Italia-Emirati Arabi Uniti per la cooperazione nel settore della difesa ed esaminerà la relazione sulle operazioni autorizzate e svolte per il controllo dell'esportazione, importazione e transito dei materiali di armamento, relativa all'anno 2025. La Politiche dell’Ue ascolterà il Presidente della Commissione per i diritti umani e i mezzi di informazione pubblica dell’Assemblea della Repubblica di Albania on. Jorida Tabaku sugli ulteriori sviluppi delle prospettive di adesione dell’Albania all’Ue.
La Bilancio si confronterà sullo schema di Dlgs sul Autorità Garante nazionale dei diritti delle persone con disabilità, sullo schema di Dlgs sulla revisione del sistema degli incentivi e sullo schema di Dlgs sui tributi regionali e locali e di federalismo fiscale regionale. Infine, esaminerà lo schema di Dlgs sul riordino delle sanzioni previste dal TUF e lo schema di Dlgs per la prevenzione e la repressione della tratta di esseri umani e la protezione delle vittime. La Finanze esaminerà il DL carburanti, il DL fiscale e il DL carburanti-bis. La Cultura ascolterà il Ministro per lo sport e i giovani Andrea Abodi sull’affare assegnato sulle prospettive di riforma del calcio italiano. Con la Sanità dibatterà sul ddl sulla promozione salute nelle scuole e Giornata prevenzione e promozione salute e corretti stili di vita.
La Ambiente esaminerà il DL sul ciclone Harry e svolgerà audizioni e ascolterà l’amministratore delegato di Poste italiane Spa Matteo Del Fante e il Ministro delle imprese e del made in Italy Adolfo Urso nell’ambito dell’esame dello schema di contratto di programma tra il Ministero delle imprese e del made in Italy e la società Poste italiane Spa per il quinquennio 2026-2031. Si confronterà sul DL sui Commissari straordinari e sulle concessioni, e sulla proposta di decadenza dell'ingegnere Luca Desiata dall'incarico di componente della Consulta dell'Ispettorato nazionale per la sicurezza nucleare e la radioprotezione (ISIN). Discuterà sulla nomina del Presidente del Consorzio dell'Oglio e sul ddl sul Parco nazionale dell'Etna.
La Industria proseguirà l’esame dello schema di Dlgs sulla revisione del codice degli incentivi e proseguirà l’esame dell’affare assegnato sulle aree di crisi industriale complessa in Italia. Discuterà sul ddl per l’introduzione della rete delle Città madri del made in Italy, sul ddl sul registro nazionale dei pizzaioli professionisti, sui ddl per la riduzione dello spreco alimentare e sul ddl sull’attività di acconciatore ed estetista.
La Affari Sociali svolgerà audizioni sul ddl sulla farmaceutica e sul ddl sul potenziamento dell’assistenza sanitaria. Esaminerà il ddl per il potenziamento della medicina di genere del SSN e i ddl sull’inserimento lavorativo di persone con il disturbo dello spettro autistico. Dibatterà sui ddl sulla salute mentale e sui ddl sulla sostituzione mitocondriale. Infine, dibatterà sullo schema di Dlgs sull’istituzione dell'Autorità Garante nazionale dei diritti delle persone con disabilità e sull’atto Ue per il monitoraggio e controllo dei precursori di droghe.

