Meloni chiede le scuse da Israele sulla flotilla e valuta provvedimenti
Gli attivisti della Flotilla, non solo sono stati sequestrati in acque internazionali, ma hanno subito in Israele “un trattamento incivile” guidato da un Ministro del governo Netanyahu di “livello infimo”. Arriva a metà pomeriggio la durissima presa di posizione del presidente Sergio Mattarellache, dopo aver guardato con attenzione il video pubblicato dal Ministro della sicurezza nazionale Ben Gvir e letto le dichiarazioni del Governo, non ha voluto contenere lo sdegno e ha condannato senza mezzi termini la condotta israeliana nei confronti degli attivisti detenuti nel centro di Ashdod. La presa di posizione è in sintonia quindi con il Governo che lo aveva preceduto convocando alla Farnesina l'ambasciatore israeliano a Roma per spiegazioni. L'Italia pretende le scuse di Israele, ha detto in sostanza la premier Giorgia Meloni mentre l'opposizione attaccava già dura chiedendo all'esecutivo un’informativa urgente su quanto successo. Le scuse in serata non erano ancora arrivate anche se il premier Netanyahu è stato costretto a intervenire con una blanda dissociazione dal suo Ministro, ma confermando a tutto tondo la bontà delle sue scelte rispetto alla Flotilla.
Dopo il video nel quale si vedeva con chiarezza come i militari israeliani avessero sparato dei proiettili di gomma contro le imbarcazioni prima degli abbordaggi, ieri Giorgia Meloni ha ritenuto che la misura era colma: “Le immagini del ministro israeliano Ben Gvir sono inaccettabili. È inammissibile che questi manifestanti, fra cui molti cittadini italiani, vengano sottoposti a questo trattamento lesivo della dignità della persona”, ha scritto la premier in una dichiarazione congiunta con il titolare della Farnesina Antonio Tajani, che ha annunciato che saranno prese altre iniziative: “Quello che è accaduto è inaccettabile, ci sono diverse opzioni, studieremo quella più proporzionata ed efficace”. Il concetto è stato ribadito in serata all'ambasciatore israeliano dalla Farnesina: “Il Governo italiano si riserva di valutare le iniziative politiche più opportune da prendere anche in sede europea”, ha confermato una nota del ministero.
Anche se sembra riduttivo imputare tutte le scelte a Ben Gvir è su di lui che si concentrano le polemiche che sono ben definite dal Ministro della Difesa Guido Crosetto che proprio a lui si rivolge su X: “Noi ci vantiamo di altro, ministro. Ci vantiamo di aver sempre trattato con rispetto i suoi connazionali e non abbiamo l'abitudine di arrestare le persone in acque internazionali ma semmai di soccorrerle se ne hanno bisogno. Non penso che con atteggiamenti di questo tipo si faccia il bene di Israele”. In questo clima le opposizioni attaccano il Governo e chiedono conto alla premier Meloni sulle iniziative concrete da prendere: ora faccia scattare le sanzioni e lavori in Europa per arrivare alla chiusura dell'accordo Ue-Israele, chiedono all'unisono.
Meloni e Modi firmano il partenariato strategico tra Italia e India
“Italia e India sono più vicine che mai”. Giorgia Meloni può dirlo con convinzione, forte della dichiarazione congiunta firmata ieri a Villa Pamphilj che ha elevato le relazioni bilaterali tra i due paesi al rango di partenariato strategico speciale: un accordo in 11 settori, dalla difesa all'innovazione al commercio con l'obiettivo “alla portata” di raggiungere 20 miliardi di interscambio entro il 2029 e il lancio nel 2027 dell'anno della cultura e del turismo Italia-India. La presidente del Consiglio non nasconde il ruolo che ha avuto la sua “amicizia sincera” con il leader indiano con cui ha avuto sette incontri in tre anni e mezzo, un'amicizia che fa impazzire i social network dove la coppia soprannominata “Melodi” raccoglie milioni di like. Si dipana così, tra il colore e la sostanza, la missione di Modi, iniziata martedì sera con l'accoglienza da parte della Meloni al Pincio per una cena a Casina Valadier e proseguita con la visita notturna al Colosseo con la presidente del Consiglio a fare da guida anche nei sotterranei dell'anfiteatro Flavio. Ieri l'editoriale a doppia firma sul Corriere della Sera pubblicato, oltre che in Italia, su più di cento testate indiane e in tutte le 27 lingue riconosciute ha affermato che Italia e India “hanno una visione comune del futuro”.
“E' una giornata che io non considero riduttivo definire storica”, afferma Meloni al termine del bilaterale a Villa Pamphilj, anche perché “colma un vuoto” lungo 26 anni. Da tanto tempo, dal 2000, mancava una missione bilaterale Italia-India a Roma. Per la premier “questa visita sancisce l'apice di un percorso che in questi anni abbiamo costruito con costanza e determinazione per riannodare i fili del rapporto fino a portarlo al livello più alto di sempre”. Nei 39 punti della dichiarazione congiunta i due leader hanno ribadito il loro impegno a cooperare sul Corridoio Economico India-Medio Oriente-Europa (IMEC) incoraggiando la prima riunione ministeriale dell'IMEC ad adottare misure concrete per promuovere questa iniziativa nel 2026; hanno inoltre sottolineato “l'urgente necessità di riformare le Nazioni Unite per renderle più rappresentative e adatte alle realtà odierne” e “l'importanza di collaborare in seno alle Nazioni Unite e in altre piattaforme globali, tra cui il G20, per proteggere il multilateralismo e sostenere un ordine internazionale basato sulle regole”.
Tra i temi del bilaterale anche la situazione internazionale, il conflitto in Ucraina e in Iran dove “l'auspicio comune è che il negoziato di pace possa andare avanti, trovare una conclusione positiva in un contesto che sappiamo essere precario: entrambi lavoriamo al ripristino della libertà di navigazione nello stretto di Hormuz”. Dopo il bilaterale, un pranzo con i vertici di alcune aziende: partecipano il presidente di Almaviva Alberto Tripi, il presidente di Maire Fabrizio Di Amato, l'Amministratore Delegato e Direttore Generale di Fincantieri Pierroberto Folgiero, l'Amministratore Delegato di Ferrovie dello Stato Italiane Stefano Antonio Donnarumma, l'Amministratore Delegato e Direttore Generale di Leonardo Lorenzo Mariani e il Direttore Generale del Crea Maria Chiara Zaganelli. Quindi la firma di 7 accordi tra il Governo italiano e quello indiano.
Salvini evoca il voto anticipato e poi ritratta
Il governo arriva a fine legislatura? “Non so...”. Anzi no, come non detto: “L'obiettivo è arrivare all'autunno del 2027”, cambia così la versione di Matteo Salvini. E il tutto nel giro di poche ore: in mattinata a Trento la possibilità di chiudere il quinquennio “dipende anche dai fattori economici”; nel pomeriggio a Venezia ogni dubbio rientra: “Il nostro obiettivo è arrivare assolutamente a fine legislatura” Cosa sia successo nell'intervallo tra le due dichiarazioni non si sa, se sia arrivata una richiesta di correggere la rotta come dice Giuseppe Conte. Fatto sta che la retromarcia è netta: “Ne approfitto per una precisazione perché ho visto che qualche vostro collega ha scritto da Trento”. Certo, “è sempre colpa di chi si spiega mai di chi scrive”, concede il segretario della Lega, ma “ho semplicemente detto che la situazione economica mondiale non rende semplice il nostro lavoro”.
E tuttavia “non penso minimamente a perdere neanche un giorno rispetto a quello che gli italiani ci hanno delegato per governare. Per me si vota all'ultimo giorno utile per andare a votare”. Nel frattempo, erano arrivate le parole di Antonio Tajani: “La legislatura arriverà a scadenza naturale, sono assolutamente convinto. È chiaro che ci sono dei problemi che non dipendono da noi perché la crisi di Hormuz è una crisi provocata da altri ma devo dire che l'Italia sta reagendo in maniera positiva”. Il tentativo è frenare le conseguenze delle parole di Salvini, il primo esponente di maggioranza a parlare esplicitamente di voto anticipato non per riportare le elezioni prima dell'estate, come pure si è più volte ipotizzato, ma a causa della “situazione economica”, parole che stridono con la narrazione governativa sui risultati ottenuti e con l'obiettivo mai nascosto di Giorgia Meloni di essere il primo Governo a reggere per l'intera legislatura. Dalle opposizioni subito incalzano: “La Lega terremotata da Vannacci vede nelle elezioni l'unica via d'uscita.
“Dopo Tajani che ha parlato di manovra correttiva, oggi Salvini arriva a evocare una fine anticipata della legislatura per i problemi economici. Come al solito usano le istituzioni per risolvere questioni interne”, attacca la capogruppo dem Chiara Braga offrendo una lettura non dissimile da quella che arriva da FdI e da FI. Quale che sia stato l'effettivo intento di Salvini, tutti convergono sull'idea che invece alla maggioranza convenga tenere duro: “Se la situazione internazionale migliora e le crisi rientrano, avremo solo da guadagnarci”, è la speranza. Ma al di là della situazione in politica estera, restano tutte le tensioni interne, con Fi e Lega che si danno battaglia su diversi terreni: le ultime polemiche sulla cittadinanza sono solo la punta dell'iceberg di un conflitto che si svela nelle varie nomine che da mesi il Governo non riesce a varare: lo stallo annoso sulla Rai e quello più recente sulla Consob ne sono la testimonianza.
Il Governo è al lavoro sui fondi per il taglio delle accise-Tir e sulle nomine
Il Governo prosegue il lavoro di ricerca delle risorse per sostenere la nuova proroga del taglio delle accise sui carburanti e il credito di imposta per il settore degli autotrasportatori. Il Mef si starebbe muovendo soprattutto a caccia di risorse interne e nelle prossime ore potrebbe essere più chiara l’entità dei fondi a disposizione. Molto dipenderà anche dall'andamento del negoziato in corso con la Ue, con l'Italia che ha chiesto di ampliare all'energia la possibilità di attivare il meccanismo di salvaguardia previsto per i fondi sulla difesa. Parallelamente, l'esecutivo lavora anche alla selezione dei profili dei vertici di Consob e Antitrust, scaduti nelle ultime settimane, al centro negli ultimi giorni di alcuni brevi incontri tra i leader della maggioranza. “Il decreto sulle accise è pronto. Venerdì abbiamo convocato le associazioni degli autotrasportatori e in coda ci sarà il Cdm. Li abbiamo convocati non per fare due chiacchiere ma per mettere a terra i primi interventi”, spiega il vice premier e Ministro dei Trasporti Matteo Salvini.
Il decreto attualmente in vigore sul prezzo dei carburanti scade venerdì 22 maggio, lo stesso giorno è in agenda un Cdm pomeridiano. Nelle prossime ore potrebbe divenire più chiaro il quadro delle risorse a disposizione per il rifinanziamento della misura. Dal 18 marzo è in vigore un taglio delle accise che, attualmente, vale 20 centesimi al litro sul gasolio e 5 centesimi al litro sulla benzina e pesa per circa 120 milioni di euro a settimana. La difficoltà maggiore nel modulare i rinnovi del decreto resta l'incertezza sulle prospettive di pace in Iran e conseguentemente su quali previsioni a lungo termine formulare. Sempre il 22 maggio è in programma un incontro a Palazzo Chigi tra governo e rappresentanti dei Tir, organizzato con l'obiettivo di scongiurare lo sciopero dell'autotrasporto indetto dal 25 al 29 maggio. Gli autotrasportatori dopo quasi tre mesi di conflitto, con conseguenti rincari dei prezzi, sono pronti a bloccare per quasi una settimana la filiere della distribuzione delle merci.
La partita con la UE su energia e difesa resta aperta. Martedì al Senato l'iniziale richiesta al Governo di rivedere le spese per la difesa della Nato ha creato un cortocircuito poi risolto, la prossima settimana alla Camera la maggioranza non dovrebbe avere problemi a presentare una mozione per chiedere una deroga al patto di stabilità. La posizione nella coalizione è unanime. La discussione generale sui testi da presentare è iniziata lunedì, ci sono quelli dell'opposizione ma il centrodestra ne presenterà uno proprio: s’impegnerà il Governo sulla scia della lettera inviata dal presidente del Consiglio Giorgia Meloni alla presidente della Commissione Ue Ursula von der Leyen.
L'interlocuzione con Bruxelles continua, come ha spiegato il responsabile dell'Economia Giancarlo Giorgetti. “Penso che sarà inevitabile la richiesta italiana di derogare il patto stabilità e di crescita chiedendo di fare per l'energia quello che possiamo giù fare per la difesa e le armi”, argomenta sempre Matteo Salvini. Intanto il Governo prova a stringere anche sulla partita delle nomine nelle Authority. Dopo il passo indietro del sottosegretario al Mef Federico Freni, della Lega, si studiano nuove ipotesi per la guida della Consob; tra i nomi che vengono ipotizzati gli economisti Donato Masciandaro e Marco Fortis ma anche l'attuale Commissario Federico Cornelli. Per l'Antitrust il nome forte sarebbe quello di Saverio Valentino, già componente dell'Agcm.
Alla Camera
Dopo che ieri ha approvato definitivamente il decreto-legge fiscale, l’Assemblea della Camera tornerà a riunirsi martedì prossimo alle 11.00 per la discussione sul ddl di delega al Governo per la riforma dell'ordinamento forense, sulla pdl per la programmazione dell'edilizia residenziale pubblica, sulla pdl materia di terapie digitali, sulla pdl per la tutela delle vittime di reato e sulla pdl di delega al Governo in materia di energia nucleare sostenibile. Anche le Commissioni riprenderanno i propri lavori la settimana prossima.
Al Senato
L’Assemblea del Senato tornerà a riunirsi martedì 4 giugno alle 16.30 per la discussione sul ddl in materia di morte volontaria medicalmente assistita, sul ddl Valditara in materia di consenso informato in ambito scolastico e sul decreto-legge rimpatri volontari assistiti. Le Commissioni riprenderanno i propri lavori la settimana prossima.

