Dopo 20 giorni, via libera con tagli e ritocchi al decreto sicurezza
Si chiamerà “annotazione preliminare” l'atto con cui il pm procederà nell'indagine su un reato commesso “in presenza di una causa di giustificazione”, ma in caso di incidente probatorio scatterà l'iscrizione nel registro degli indagati. È il cosiddetto “scudo” contenuto nel decreto sicurezza che, a venti giorni dal varo in Cdm il 5 febbraio, è stato bollinato dalla Ragioneria e firmato dal presidente della Repubblica Sergio Mattarella, prima della pubblicazione in GU con cui diventa operativo. Dopo una serie di aggiustamenti tecnici e di coperture, arriva quindi il testo definitivo. E qualche modifica, rispetto alle bozze pre-Cdm, riguarda l'altra norma fortemente contestata dalle opposizioni, il fermo preventivo.
Salta poi il fondo da 50 milioni per contrastare gli illeciti sulla rete ferroviaria e sono ridotti gli stanziamenti (48 milioni, solo per il 2026) per interventi di sicurezza urbana. Per quanto riguarda lo “scudo”, “un filtro tecnico prima della formale iscrizione a modello 21, cioè sul registro degli indagati”, come lo definisce il viceministro alla Giustizia Francesco Paolo Sisto, il decreto prevede che entro 60 giorni il ministro della Giustizia adegui il Codice di procedura penale introducendo il modello per le annotazioni preliminari. L'annotazione (che dovrebbe durare fino a massimo 150 giorni) garantisce pari diritti e garanzie di chi è iscritto nel registro degli indagati. Nel caso di iscrizione tra gli indagati in un secondo momento, i termini per le indagini preliminari decorrono dal momento dell'annotazione. Tra le misure contro le violenze di piazza, il fermo preventivo consiste nell'accompagnare e trattenere i sospetti, fino a 12 ore, negli uffici di Pubblica sicurezza per accertamenti, con immediata comunicazione al pm che ordina il rilascio se non ricorrono le condizioni di pericolo per l'ordine pubblico.
Parte della strategia del Governo che ha posto la sicurezza in cima alle priorità del 2026, il decreto era stato varato dopo una serie di casi di cronaca eclatanti, inclusi le violenze al corteo per Askatasuna a Torino e l'episodio di Rogoredo, per il quale ora Elly Schlein ha esortato Giorgia Meloni e Matteo Salvini a “scusarsi con i familiari dell'uomo ucciso, con i giudici e con le forze dell'ordine” dopo essersi “buttati a strumentalizzare un fatto tragico”. Sul decreto ci sono state lunghe interlocuzioni con il Quirinale e dopo il varo del Cdm le coperture sono state al vaglio della Ragioneria, in particolare sugli aumenti degli organici delle forze di polizia.
Alla tal fine si prevedono due concorsi straordinari, nel 2026 per 1.800 posti ispettori superiori della Polizia di Stato e nel 2027 per 2.400. Si autorizza la spesa di 7,6 milioni per il 2027, 4,8 milioni per il 2035, e per gli straordinari degli agenti 4,8 milioni all'anno dal 2028 al 2034 e a decorrere dal 2036. Non ci sono i 50 milioni previsti nelle bozze per potenziare i sistemi tecnologici di controllo delle reti ferroviarie, ma le lesioni a capotreni e controllori a bordo, così come a docenti, presidi e arbitri vengono equiparate a quelle contro pubblici ufficiali. È confermata la stretta sulle armi da taglio, inclusi il divieto di vendita ai minori e le sanzioni amministrative per i genitori dei minori che lo violano. A differenza delle bozze, però, il testo bollinato non prevede l'obbligo di registrazione delle vendite.
Nonostante l’intervento di Mattarella i toni sul referendum non si abbassano
È battaglia senza esclusione di colpi sul referendum. A infiammare di nuovo lo scontro è una punzecchiatura del sottosegretario alla presidenza del Consiglio Giovanbattista Fazzolari. A chi chiede cosa voterebbe Vladimir Putin al referendum, risponde: “In Russia non c'è la separazione delle carriere, quindi probabilmente voterebbe no”. “Una battuta in una chiacchierata informale con i cronisti” ma tanto basta per suscitare la dura reazione della segretaria del Pd Elly Schlein, che sul palco di Latina lancia la controffensiva: “Spiace che l'autorevole appello di Mattarella sia stato così poco ascoltato. Hanno detto che avrebbero abbassato i toni, ma oggi Fazzolari arriva a dire che Putin voterebbe no alla riforma. Alla faccia della non politicizzazione del referendum e dell'abbassamento dei toni”. La leader dem incalza: “Proprio oggi che ricorre l'anniversario della criminale invasione dell'Ucraina”, dice con rammarico, “Evidentemente non hanno molti argomenti”.
Ma da Fazzolari arriva una replica stizzita: “Spiace constatare che quella battuta sia stata travisata e che una polemica surreale e infondata abbia finito per distogliere l'attenzione dall'anniversario”. La contesa si aggiunge a un battibecco sui toni della campagna elettorale, cominciato a prima mattina con l'intervento del presidente del Senato Ignazio La Russa che, riconoscendo l'inasprirsi del dibattito, ribadisce l'impegno a stare nel merito della riforma. E poi stuzzica: “Tutto il resto sono argomenti che creano confusione e falli di reazione che rendono più complicata la decisione dei cittadini”. Ma le opposizioni non ci stanno: questo clima “nasce da una precisa scelta politica”, afferma Francesco Boccia, che punta il dito verso il centrodestra. E dal palco Schlein rincara la dose: “Trovo molto grave la continua delegittimazione della magistratura, basta guardare la pagina social di FdI”.
“Questa è una riforma di potere che vuole assoggettare i magistrati al Governo e Nordio è tornato a dirlo ieri”. Poi assicura: “Vinceremo le prossime elezioni, ma quando saremo al governo vogliamo essere controllati”. Sull'attacco ai giudici torna anche il presidente dell'Anm Cesare Parodi, secondo cui se dovesse vincere il sì “ci sarà una democrazia diversa da quella che conosciamo”. Dallo stesso fronte del no, il leader del M5S Giuseppe Conte difende “l'autonomia delle toghe” e tiene alta l'allerta sui “pieni poteri” all'esecutivo. Poi lancia la sfida in vista del confronto con Carlo Nordio a Palermo. Sul fronte del sì, invece, i più stretti collaboratori della premier Giorgia Meloni minimizzano sugli effetti del voto: “Non sono preoccupato” dice Fazzolari “il nostro dovere lo abbiamo fatto presentando ai cittadini la possibilità di una scelta giusta. Mi auguro che questa scelta non influisca sul Governo”.
Il centrodestra accelera sulla legge elettorale
Il centrodestra ha fretta, quantomeno FdI, e il tavolo di confronto oramai, dicono anche gli alleati, è “permanente”. Ma è possibile che si faccia un punto nelle prossime ore, per cercare di chiudere anche nei “dettagli tecnici” la proposta di nuova legge elettorale da depositare a brevissimo con l'obiettivo, dichiarato esplicitamente anche in tv dal partito di Giorgia Meloni per voce di Francesco Filini, di arrivare a una prima approvazione entro la pausa estiva. Se l'impianto generale oramai è consolidato, superamento dei collegi uninominali in favore di un sistema proporzionale con premio alla coalizione che supera il 40%, è proprio dei dettagli che si starebbe ancora discutendo nella maggioranza. E non solo sulle preferenze (s’ipotizzano però capilista bloccati, che garantiscono almeno ai partiti più piccoli il controllo delle candidature) che alimentano i capannelli un po' di tutti i partiti ma anche sulla suddivisione dei posti dei listini legati al premio di maggioranza, che sarebbe fisso, 70 seggi alla Camera e 35 al Senato, scomputati dall'assegnazione proporzionale e con una soglia massima che non farebbe superare il 60%.
FI e Lega avrebbero chiesto di stabilire fin da ora le quote, in modo da avere le giuste “garanzie” dato l'addio ai seggi uninominali. Ancora sub iudice anche l'ipotesi di introdurre un ballottaggio se nessuna coalizione supera il 40%, mentre i seggi sarebbero attribuiti con il proporzionale puro se nessuna va oltre il 35%. I partiti di maggioranza stanno tutti facendo le loro simulazioni e se ne dovrebbe discutere oggi tra gli sherpa (Giovanni Donzelli per FdI, Stefano Benigni e Alessandro Battilocchio per FI e Andrea Paganella e Roberto Calderoli per la Lega), anche se formalmente non ci sono convocazioni ufficiali. Così come non ci sono interlocuzioni ufficiali con le opposizioni, come conferma la segretaria del Pd Elly Schlein: “Non ci sono novità, non abbiamo ricevuto nessuna proposta dalla maggioranza, siamo concentrati sul referendum”, dice la segretaria Dem. Ma la proposta, con ogni probabilità, sarà depositata prima della consultazione popolare in Parlamento (sia alla Camera, sia al Senato), già entro la settimana.
Meloni non arretra sull’Ucraina nel quarto anniversario
Nel quarto anniversario della guerra in Ucraina, l'Italia rivendica la scelta di campo fatta nel 2022 e da allora, sostanzialmente, mai messa in discussione, un posizionamento al fianco del popolo ucraino “per la difesa della propria libertà e indipendenza”, rivendica Palazzo Chigi che sottolinea “il costante e convinto sostegno” a Kiev “insieme agli alleati europei e occidentali”. La linea, dunque, non cambia: il nostro Paese “partecipa agli sforzi internazionali per promuovere una pace giusta e duratura” seguendo due direttrici: l'accompagnamento del processo negoziale promosso dagli Stati Uniti e la partecipazione alle attività della Coalizione dei volenterosi “per la definizione di solide garanzie di sicurezza per l'Ucraina”. Ieri la premier Giorgia Meloni è intervenuta in video-collegamento alla riunione dei volenterosi; l'obiettivo è “creare le condizioni affinché la popolazione ucraina possa vivere in pace nel pieno rispetto della sovranità e dell'integrità territoriale”. Intanto, FdI in Senato ha organizzato un convegno cui prende parte anche il sottosegretario alla presidenza del Consiglio Giovanbattista Fazzolari: “È chiaro che finché l'ipotesi di pace sul campo è solo un'Ucraina che deve piegarsi alle richieste russe e arrendersi, non è percorribile”, parole al centrodestra, in cui le sensibilità sul tema sono diverse.
Roberto Vannacci? Chi vuole stare nella coalizione “deve condividere il programma di centrodestra” in cui compare anche il “sostegno all'Ucraina”, risponde seccamente. Entrambe le Camere promuovono iniziative per la ricorrenza. A Montecitorio i deputati intervengono in massa portando in Aula le posizioni dei partiti. Il Pd chiede una pace “giusta e sicura”; la Lega, che guarda a Trump, chiede una tregua; “Perché continuare a inviare armi e soldi, causando ancora ulteriore morte e distruzione?”, si chiede il M5S; “Serve ridare forza al diritto internazionale” dice Avs. Istanze diverse l'una dall'altra, che continuano ad alimentare malumori in entrambi gli schieramenti: Azione punta il dito contro i pentastellati sulle armi, i riformisti dem s’indignano per le posizioni degli alleati a sinistra; i vannacciani accusano la Lega d’ipocrisia. Intanto oggi il Senato darà il via libera al decreto Ucraina.
Alla Camera
Nella giornata di oggi l’Assemblea della Camera a partire dalle 15.00 svolgerà esclusivamente le interrogazioni a risposta immediata (question time). Per quanto riguarda le Commissioni, la Affari Costituzionali esaminerà le pdl sull’acquisto e di revoca della cittadinanza, il ddl di modifica dello statuto speciale per il Trentino-Alto Adige/Südtirol e la pdl in materia di incompatibilità tra la carica di assessore della Regione Siciliana e l'ufficio di deputato regionale. La Esteri svolgerà audizioni sul corridoio IMEC, proseguirà l’indagine conoscitiva sulle dinamiche geopolitiche dell’Artico e terrà delle audizioni nell’ambito dell’indagine conoscitiva sull’impegno dell’Italia nella Comunità internazionale per la promozione e tutela dei diritti umani. La Bilancio esaminerà il decreto-legge PNRR. Tutte le altre Commissioni non terranno seduta.
Al Senato
L’Assemblea del Senato tornerà a riunirsi domani alle 16.30 per l’esame del decreto-legge Ucraina e del decreto-legge Milleproroghe.
Per quanto riguarda le Commissioni, la Affari Costituzionali inizierà l’esame del DL Milleproroghe, dibatterà sul ddl per il contrasto dell'antisemitismo e sul ddl sullo sviluppo della carriera dirigenziale e valutazione delle performance del personale delle pubbliche amministrazioni. Infine, si confronterà sull’istituzione di una Commissione d’inchiesta sulla diffusione delle fake news.
La Giustizia si confronterà sui ddl sul contrasto alla violenza sessuale, sullo schema di Dlgs sulla tutela penale dell’ambiente e sul ddl per le variazioni di reddito per l’ammissione al patrocinio a spese dello Stato. Esaminerà il ddl per la riforma degli ordinamenti professionali e il ddl sulle indagini informatiche. Discuterà sul ddl sulla detenzione domiciliare dei tossicodipendenti e alcoldipendenti e si confronterà sul ddl sull’apologia della criminalità organizzata. Con la Finanze, esaminerà lo schema di Dlgs recante attuazione della delega per la riforma organica delle disposizioni in materia di mercati dei capitali. La Affari Esteri e Difesa incontrerà una delegazione parlamentare del Gruppo di amicizia Italia-Serbia.
La Politiche dell’Ue dibatterà sull’affare assegnato relativo agli aspetti istituzionali della strategia commerciale dell'Unione europea. La Bilancio esaminerà lo schema di Dlgs sui tributi regionali e locali e di federalismo fiscale regionale e lo schema di Dlgs sul riordino della disciplina degli Istituti di ricovero e cura a carattere scientifico.
La Finanze dibatterà sullo schema di Dlgs per facilitare l'accesso delle piccole e medie imprese ai capitali, sul ddl per il sostegno alle edicole. Discuterà sul ddl sugli incentivi fiscali per il rientro in Italia dei pensionati e sul ddl sul demanio marittimo al comune di Praia a Mare.
La Cultura proseguirà l’indagine conoscitiva sulla dispersione scolastica e discuterà sulla nomina del Generale di brigata Giovanni Capasso a Direttore generale per il supporto all'attuazione dei programmi dell'Unità Grande Pompei. Successivamente, esaminerà lo schema di DM sul Fondo per la tutela del patrimonio culturale e con la Affari Sociali si confronterà sul ddl per il sostegno delle attività educative e sul ddl per la promozione della salute e dei corretti stili di vita. Proseguirà l’esame dei ddl sulla valorizzazione sussidiaria dei beni culturali, dei ddl sui corsi di primo soccorso nelle scuole, del ddl sulla formazione degli insegnanti e del ddl sull’utilizzo degli impianti sportivi scolastici da parte delle società sportive.
La Ambiente esaminerà i ddl sull’istituzione del Parco Nazionale del fiume Ofento, il ddl sull’esame della patente in lingua inglese e il ddl sull’illuminazione pubblica e degli edifici pubblici. Dibatterà sullo schema di Dlgs regolamento sul ripristino della natura proseguirà, sul ddl sulla valorizzazione della risorsa mare, sui ddl di riforma della RAI e sui ddl sulla rigenerazione urbana. La Attività Produttive discuterà sul ddl sull’attività di acconciatore ed estetista, sul ddl per l’introduzione della rete delle Città madri del made in Italy, sul ddl per la produzione e la vendita del pane, sul ddl sul registro nazionale dei pizzaioli professionisti e sul ddl per la riduzione dello spreco alimentare.
La Affari Sociali esaminerà il ddl sull’assistenza sanitaria per i cittadini italiani residenti all’estero, il ddl per il potenziamento della medicina di genere del SSN e i ddl sull’inserimento lavorativo di persone con il disturbo dello spettro autistico. Dibatterà sui ddl sulla salute mentale e sui ddl sulla sostituzione mitocondriale. Infine, dibatterà sullo schema di Dlgs sul riordino della disciplina degli Istituti di ricovero e cura a carattere scientifico.

