Meloni alza il tiro sull'Ue: “Faccia meno, ma meglio”

Giorgia Meloni torna alle origini e mette nel mirino l'Ue. Alla premier non va giù che da Bruxellesstiano rinviando una decisione sulla richiesta di liberare dai vincoli del Patto di stabilità anche gli interventi per fronteggiare la crisi di energia e carburanti, considerandola sicurezza nazionale, quindi europea, al pari delle spese per la difesa; al pressing fa muro anche la Bce. Il rischio è avere “effetti dirompenti”, troppo per Meloni, che dopo aver chiesto informalmente e formalmente, al Vertice di Cipro e con una lettera alla presidente della Commissione, Ursula von der Leyen, di accettare la proposta, e farlo pure in tempi brevi, passa al contrattacco. Sceglie il palco dell'assemblea di Confindustria per lanciare l'offensiva: “Noi chiediamo che l’Europa faccia meno e lo faccia meglio, chiediamo l’applicazione del principio di sussidiarietà, che significa che l’Europa si occupi di quello che gli Stati non possono fare da soli e non di quello che gli Stati fanno meglio da soli. Chiediamo priorità sensate, e velocità nelle decisioni”. 

Per la Premier l'Ue è “un gigante burocratico che troppo spesso ha sacrificato competitività, crescita, visione strategica sull’altare di approcci ideologici e tecnocratici, contribuendo a spingere il Continente verso un progressivo declino economico e geopolitico, inarrestabile nella sua capacità di moltiplicare le regole su ogni aspetto della vita comune, ma esitante, improvvisamente, quando si tratta di far sentire la propria voce nelle dinamiche globali”. La premier cerca di disinnescare preventivamente le controrepliche quando dice che “oggi come ieri chi pone con forza la necessità di un cambio di passo da parte dell’Europa non lo fa perché è il cavallo di Troia di qualche oscuro potere o interesse, ma perché ha a cuore la propria civiltà e la sua capacità di incidere nel futuro”. 

La risposta delle opposizioni è immediata. Elly Schlein ricorda che la Meloni “chiede un cambio di passo in Ue” ma “è la stessa persona che partecipa da 4 anni da premier al Consiglio Ue e che con il suo governo ha proposto Raffaele Fitto che da 2 anni è vice-presidente della Commissione Ue”. Il M5S: “Serve un debito comune europeo, è un’esigenza inderogabile e lo diciamo da tempo” sottolinea Filippo Scerra “ma le azioni della presidente del Consiglio, a partire dalla sottoscrizione del Patto di stabilità, vanno in direzione opposta”. Meloni, però, tira dritto e torna a chiedere a Bruxelles di sospendere l'Ets, che “gonfia artificialmente i costi energetici per gli Stati membri in modo asimmetrico”. Poi avvisa: via lacci, lacciuoli e gabbie normative “che hanno come unica conseguenza quella di soffocare l'iniziativa economica”; le priorità, a suo avviso, sono altre, come quella di “rilanciare il mercato unico europeo” o anche la cooperazione rafforzata “se non c'è la possibilità di trovare soluzioni differenti”. 

I conti si faranno dopo i ballottaggi nel campo largo

Il colpo nel campo largo è stato accusato, al di là delle dichiarazioni ufficiali, perché la vittoria a Venezia era davvero sembrata a portata di mano, ma adesso i partiti di centrosinistra provano a rilanciare per evitare che le comunali finiscano per smorzare la spinta del referendum. La parola d'ordine che tutti nel fronte progressista ripetono è “i conti si fanno dopo i ballottaggi”: l'obiettivo è oscurare il colpo mancato nella laguna con il conteggio finale dei Comuni vinti e dei voti raccolti complessivamente. L’hanno detto Elly Schlein e Matteo Renzi, e ieri lo ripete Giuseppe Conte: “È una tornata elettorale che non si è ancora conclusa, ci sono tanti ballottaggi, aspettiamo a tirare le conclusioni”. È il mantra che ripete anche Igor Taruffi, responsabile organizzazione del Pd, ormai abituato a suggerire una valutazione complessiva quando si vota per regionali e comuni: “Non c'è dubbio che Venezia è il risultato su cui tutta l'attenzione si è focalizzata”. 

“Però noi proviamo a ragionare guardando l'insieme: erano 18 i comuni capoluogo di provincia che sono stati chiamati al voto, di questi cinque sono stati vinti al primo turno dal centrosinistra, tre dal centrodestra e quattro da candidature civiche di cui nessuna comunque di destra. Sei vanno al ballottaggio, in tre è avanti il centrodestra, in tre è avanti il centrosinistra”. Dunque, conclude: “Se stiamo ai numeri questo è. Il computo complessivo secondo me lo vedremo alla fine dei ballottaggi: quanti saranno i Comuni andati al centrosinistra e quanti al centrodestra”. Il Pd è convinto che il conteggio finale premierà i progressisti. Lo sguardo lungo non serve solo sul piano mediatico per contrastare appunto il messaggio dell'assalto fallito che il centrodestra cerca di far passare grazie al voto di Venezia, ma quel risultato apre oggettivamente dei problemi politici che il centrosinistra sembrava superato con il referendum. 

Pina Picierno, Pd, vice-presidente del Parlamento Ue, è una delle poche ad attaccare sui risultati. Anche Nicola Fratoianni avverte: “Se qualcuno pensava che le prossime elezioni politiche fossero già vinte sbagliava. C'è una partita apertissima”. Per il leader Avs “quei 15 milioni di voti (del no al referendum) non possono essere considerati come un voto in cassaforte, vanno conquistati e motivati”, ma “per farlo occorre che la coalizione metta in campo un'anima, un progetto, una proposta e cominci a muoversi nel Paese”. Un'anima e un progetto che, nei ragionamenti di Avs, devono essere ancora più nettamente e radicalmente di sinistra. Dopodiché anche lui rinvia il giudizio a dopo il secondo turno: “Vedremo i ballottaggi”. 

I riformisti del Pd attaccano sugli errori delle amministrative 

Nel day after delle elezioni amministrative la tensione è evidente. Con alert e malumori che riemergono soprattutto in casa Pd. A tenere banco c’è la sconfitta di Venezia, vissuta come una débacle inattesa. In un partito deluso e ancora sotto shock, ad alzare il tiro è l'ala riformista: “I risultati ci aiutano a riportare sulla terra chi aveva già preso il volo costruendo letture nazionali fondate più sulle suggestioni che sulla realtà”, scrive in un post al vetriolo l'eurodeputata dem Pina Picierno con parole che per alcuni sembrano dirette proprio alla segretaria Elly Schlein, indirettamente accusata di aver caricato di eccessivo significato la sfida di Venezia dopo aver dato una “lettura troppo politica” del referendum. La Picierno lancia l'allarme: “Le coalizioni tengono se hanno pragmatismo e classi dirigenti credibili”, critica che appare rivolta alla scelta dei candidati. Altri riformisti dem non escono allo scoperto, ma interpretano il voto come “un salutare richiamo al principio di realtà” che deve giungere ai vertici del partito. Alle critiche replica il responsabile Organizzazione del Pd Igor Taruffi. 

Ma dentro al partito la sconfitta di Venezia fa vacillare anche i più ottimisti. “La vittoria non è scontata, presti attenzione chi preparava già la lista dei sottosegretari”, l'avvertimento più diffuso tra i riformisti, che insistono: è giunto il momento di lavorare con fatica a una coalizione “larghissima e che parli a tutti”. In vista dei ballottaggi, la minoranza tende comunque a non alzare troppo i toni. Nel frattempo, però, anche all'interno della stessa maggioranza dem si accumulano analisi e preoccupazioni. C'è chi sottolinea il “bottino magro al Sud”, chi lamenta una scarsa attenzione al tema della sicurezza e chi punta il dito sulla performance degli alleati, mettendo in guardia soprattutto sui possibili “riflessi identitari dei 5S dovuti agli scarsi risultati”. Insomma, si riapre con forza la partita delle alleanze, a cominciare dalla richiesta dello “scatto in più” sul programma e sulla coalizione che arriva dalle stesse file dem. E di alternativa di governo si torna a discutere anche fuori dal Pd. 

Alla Camera

L’Assemblea della Camera tornerà a riunirsi alle 9.30 per la commemorazione della figura di Giacomo Matteotti. A seguire esaminerà il ddl sulle terapie digitali, la pdl per la tutela delle vittime di reato, la pdl sulla pubblicità delle sentenze di assoluzione o proscioglimento, la relazione della XIV Commissione sul Programma di lavoro per il 2026 e la Relazione programmatica sulla partecipazione dell'Italia all'Unione europea nell'anno 2026, le mozioni per la revisione integrale del Patto di stabilità e crescita e gli investimenti europei e nazionali in armamenti e la mozione per la riduzione del costo dell’energia e politiche a sostegno della crescita. 

A seguire dibatterà sulla pdl per la protezione e l’assistenza dei minorenni e degli adulti di riferimento nei contesti di criminalità organizzata, sul ddl sull’energia nucleare sostenibile e sulla pdl per la prevenzione e la lotta contro il virus dell’immunodeficienza umana (HIV), l’AIDS, il papilloma virus umano (HPV) e le infezioni a trasmissione sessuale. Come di consueto, alle ore 15.00 svolgerà le interrogazioni a risposta immediata (question time).

Per quanto riguarda le Commissioni, la Affari Costituzionali esaminerà le pdl sulla riforma della legge elettorale. Con la rispettiva del Senato ascolterà i presidenti di regione Liguria, Lombardia, Veneto e Piemonte sullo schema d’intesa preliminare su tutela della salute e coordinamento della finanza pubblica. La Affari Esteri, con la Difesa, esaminerà lo schema di DM sulla cessione di piastre balistiche a favore del Comando Operazioni Speciali nigerino. La Difesa discuterà sullo schema di DM sui contributi ad associazioni combattentistiche e d’arma, sulla proposta nomina dell'ammiraglio di squadra (ris.) Giuseppe De Giorgi a presidente della Lega navale italiana e sulla proposta nomina del generale di divisione dell'Arma dei carabinieri Paolo Aceto a presidente della Cassa di previdenza delle Forze armate.

La Bilancio esaminerà lo schema di DM sulle capacità fiscali per singolo comune delle Regioni a statuto ordinario, lo schema di Dlgs sulla revisione del sistema degli incentivi e lo schema di Dlgs sui mercati interni del gas rinnovabile, del gas naturale e dell’idrogeno. Con la rispettiva del Senato ascolterà la sottosegretaria di Stato per l’economia e le finanze, Lucia Albano, in merito alla relazione sul bilancio di genere, riferita all’esercizio finanziario 2024. La Cultura esaminerà il ddl sulle modalità di accesso, valutazione e reclutamento del personale ricercatore e docente universitario e con la Lavoro discuterà sulle pdl sul profilo professionale dell’assistente per l’autonomia e la comunicazione personale degli alunni con disabilità. Si confronterà sulle pdl sul Museo per la memoria del disastro ferroviario di Viareggio.

La Ambiente discuterà sulla risoluzione sulla disciplina della finanza di progetto a seguito della recente sentenza della Corte di giustizia dell'Ue relativa al diritto di prelazione del promotore e ascolterà Guido Castelli, Commissario straordinario del Governo per la riparazione, la ricostruzione, l'assistenza alla popolazione e la ripresa economica dei territori delle Regioni Abruzzo, Lazio, Marche e Umbria interessati dagli eventi sismici verificatisi a far data dal 24 agosto 2016, sulle tematiche riguardanti la ricostruzione nei predetti territori.

La Trasporti discuterà sulla proposta di nomina del dottor Mirco Carloni a presidente dell'Autorità di sistema portuale del Mare Adriatico centrale, sulla pdl sull’introduzione della conoscenza delle tecniche di primo soccorso e di utilizzazione dei defibrillatori semiautomatici e automatici tra i requisiti per il conseguimento della patente di guida e sulla pdl sulla modifica delle caratteristiche costruttive dei veicoli a motore in circolazione. Infine, esaminerà la pdl sull’accertamento dei requisiti per la guida di veicoli da parte di coloro che hanno superato l’ottantesimo anno di età e la pdl sull’identificazione e circolazione dei velocipedi e di sicurezza dei ciclisti.

La Attività Produttive esaminerà lo schema di Dlgs sulla revisione del sistema degli incentivi e la pdl sulla valorizzazione delle attività commerciali nei centri storici. Con la Lavoro svolgerà audizioni sulle ricadute produttive e occupazionali del piano di ristrutturazione annunciato dal gruppo Electrolux. La Lavoro esaminerà il DL sul salario giusto. La Affari Sociali esaminerà il ddl sulla responsabilità dei professionisti sanitari. La Agricoltura svolgerà audizioni sulle pdl sugli equidi e il loro riconoscimento come animali di affezione ed esaminerà il ddl e la pdl sulla produzione e vendita del pane.

Al Senato

L’Assemblea del Senato questa settimana non si riunirà e tornerà a riunirsi mercoledì 3 giugno alle 16.30.

Per quanto riguarda le Commissioni, la Affari Costituzionali esaminerà il DL sui rimpatri volontari assistiti, i ddl sui diritti delle persone con disabilità e i ddl sulle guardie giurate. Dibatterà sul ddl sul personale delle Pubbliche amministrazioni, sul ddl sulla Protezione civile e sui ddl sull’ordinamento della Polizia locale. La Giustizia svolgerà audizioni sul ddl sull’allontanamento del minore. Esaminerà il ddl sulla detenzione domiciliare dei tossicodipendenti e alcoldipendenti, il ddl sulla riforma degli ordinamenti professionali e i ddl sui CTU. Dibatterà sui ddl sulla crisi da sovraindebitamento, sul ddl per il gratuito patrocinio in favore delle famiglie vittime di femminicidio, sul ddl sulla libertà dell’imputato durante l’udienza e sul ddl sulle professioni pedagogiche ed educative. Si confronterà sul ddl sui detenuti sottoposti a regime speciale in aree insulari. 

La Affari Esteri e Difesa si confronterà sul ddl sull’accordo UE-Costa d'Avorio di partenariato economico interinale, sul ddl sull’accordo Italia-Kuwait per la cooperazione nel settore della difesa e sul ddl Italia-Egitto per la proroga del Memorandum d'intesa per la cooperazione nel settore della difesa. Dibatterà sullo schema di DM sui contributi ad associazioni combattentistiche e d'arma, sullo schema di DM su un satellite geostazionario avanzato per telecomunicazioni e sullo schema di DM sulla cessione di piastre balistiche a favore del Comando Operazioni Speciali nigerino. Infine, esaminerà il documento sulla deliberazione del Consiglio dei ministri in merito alla partecipazione dell'Italia a ulteriori missioni internazionali per l'anno 2026 e il documento sulla relazione analitica sulle missioni internazionali in corso e sullo stato degli interventi di cooperazione allo sviluppo a sostegno dei processi di pace e di stabilizzazione, riferita all'anno 2025, anche al fine della relativa proroga per l'anno 2026.

La Politiche dell’Ue esaminerà la relazione programmatica sulla partecipazione dell'Italia all'Unione europea per l'anno 2026 e per il 2025 e dibatterà sull’affare assegnato relativo agli aspetti istituzionali della strategia commerciale dell'Unione europea. La Bilancio si confronterà sullo schema di Dlgs sui tributi regionali e locali e di federalismo fiscale regionale e sullo schema di Dlgs sulla revisione del sistema degli incentivi e sullo schema di Dlgs sui mercati interni del gas rinnovabile, del gas naturale e dell'idrogeno.

  1. Meloni alza il tiro sull'Ue: “Faccia meno, ma meglio”
  2. I conti si faranno dopo i ballottaggi nel campo largo
  3. I riformisti del Pd attaccano sugli errori delle amministrative 
  4. Alla Camera
  5. Al Senato



Take The Date