Asse Macron – Meloni sulla strage di Ustica

Il governo già aveva annunciato che si sarebbe opposto alla richiesta di archiviazione dell'inchiesta sulla strage di Ustica. Lo aveva fatto il 27 giugno, nell'ultimo anniversario della tragedia del Dc9 Itavia. Non a caso, due giorni dopo il vertice intergovernativo Italia-Francia ad Antibes, dove Giorgia Meloni ed Emmanuel Macron, tra abbracci e battute, avevano mostrato che i rapporti Roma-Parigi non erano più glaciali. I leader avrebbero affrontato il discorso anche qualche settimana prima, al G7 di Evian. Sicuramente da qualche mese il dialogo tra Roma e Parigi è tornato fluido. La Meloni, che in questi mesi con la controparte francese si è fatta “portavoce” delle richieste dei familiari delle vittime, si augura che i documenti sulla strage in arrivo dalla Francia bastino alla Procura per ritirare la richiesta di archiviazione. La mossa francese è stata apprezzata a Roma, dove si registra l'auspicio che questo nuovo “entente cordiale” possa essere un viatico positivo anche per affrontare gli altri temi di politica internazionale condivisi.

D'altronde la premier tre anni fa aveva chiarito di non avere problemi a porre la questione all'Eliseo, ma attendeva di avere “elementi oggettivi” dopo che Giuliano Amato, in un'intervista, aveva sostenuto che “la responsabilità dell'aeronautica francese, con la complicità degli americani” fosse la “versione più credibile” della strage del 1980. Parole meritevoli di “attenzione” per la Meloni, che chiese all'ex presidente del Consiglio se avesse “elementi” che permettessero “di tornare sulle conclusioni della magistratura e del Parlamento, e di metterli eventualmente a disposizione, perché il governo” potesse “compiere tutti i passi eventuali e conseguenti”. Dall'opposizione, la leader di FdI per anni aveva sostenuto che su questa vicenda “l'Italia fu succube di potenze straniere” e al governo Conte nel 2020 aveva chiesto “la desecretazione di tutti gli atti e dei documenti che riguardano Ustica e le altre stragi italiane”. “Nessun atto riguardante la tragedia del Dc9 è coperto da segreto di Stato”, avrebbe chiarito più tardi, nel 2023, una volta approdata a Palazzo Chigi, dove il dossier è sempre stato seguito.

Nel centrodestra è braccio di ferro sul candidato per Milano

Una riunione dei leader a pranzo non basta a risolvere il braccio di ferro nel centrodestra sulla scelta del candidato sindaco a Milano. È stato il tema principale del confronto a cui hanno partecipato Giorgia Meloni, Matteo Salvini, Antonio Tajani e Maurizio Lupi. Una riunione lontano da Palazzo Chigi, probabilmente nella residenza romana della premier. Ma filtra qualche nervosismo dal massimo riserbo che circonda l'appuntamento, andato in scena alla vigilia dell'approdo in Aula alla Camera della riforma elettorale e a pochi giorni dal Cdm di venerdì, che dovrebbe varare il Documento programmatico di finanza pubblica. Attesa a Praga con il ministro dell'Economia Giancarlo Giorgetti per la visita ufficiale in Repubblica Ceca, la Meloni dopo pranzo ha congedato gli ospiti poco prima che da Reggio Calabria arrivassero i risultati della vittoria alle Suppletive del centrodestra. Un motivo in più per Meloni per insistere sulla narrazione del “voto utile” per contenere la crescita di Roberto Vannacci verso le Politiche. L'orizzonte più probabile resta la prossima primavera. E ai piani alti dell'esecutivo si continua a valutare l'election day.

Nel centrodestra al momento non c'è grande fiducia sull'esito delle Amministrative nei grandi capoluoghi. A partire da Milano. Anche se “il centrosinistra sta facendo un gran caos e chissà”, il tenore dei ragionamenti che si fanno nella coalizione. Sul candidato Matteo Salvini insiste sulla vicesegretaria della Lega Silvia Sardone, e certo non gli dispiacerebbe arrivare al Congresso federale (dovrebbe essere il 24-25 ottobre) con in mano la sua candidatura. Forza Italia, però, non molla su Matteo Perego. Sul sottosegretario alla Difesa non mancherebbero i dubbi di alcuni colleghi di partito, mentre ci sarebbe il sostegno di una parte di FdI. L'altra segue invece l'indicazione di Ignazio La Russa, che sostiene Maurizio Lupi.

A Reggio Calabria vince le supplettive il centrodestra con Roscioli

Il centrodestra a Reggio Calabria mantiene saldamente le posizioni e resiste alla spallata del generale Vannacci che, comunque, traduce per la prima volta i sondaggi in voto andando oltre l'8% fin qui ipotizzato dalle rilevazioni nazionali. La vittoria di Fabio Roscioli è ampia. Con il 51% delle preferenze stacca Frank Benedetto, candidato del campo largo, che arriva al 36,6%, mentre Domenico Giannetta di Futuro nazionale ottiene il 10,94% dei voti. Francesco Toscano, di Democrazia sovrana e popolare, si ferma all'1,4%. “Vannacci voleva la sua Sassonia? A Reggio ha preso sassate elettorali”, commenta a caldo il presidente della Regione Calabria e vicesegretario nazionale di Forza Italia, Roberto Occhiuto. Usa le stesse parole, sul palco allestito di fronte al comitato di Roscioli, il sindaco di Reggio Calabria, Francesco Cannizzaro, che insieme a Occhiuto ha più volte rivendicato e sottolineato le ragioni della scelta di Roscioli per questa tornata. Ma il commento del generale non si fa attendere ed è un'esultanza per aver infranto il muro del 10% alle prime elezioni col simbolo di FN.

“Senza aver mai rinculato di un millimetro” sui temi che sono al centro del programma del partito, dalla remigrazione allo stop di armi all'Ucraina. “Noi siamo appena decollati voi continuate pure a pensare alle scollature”. Tutto il centrodestra saluta la vittoria come frutto di compattezza, a cominciare dalla presidente del Consiglio, Giorgia Meloni, che spostando il focus da Vannacci al centrosinistra sottolinea come la coalizione si sia imposta “sul campo larghissimo delle opposizioni”. Il fronte a sostegno di Frank Benedetto infatti comprendeva tra gli altri, oltre al Pd e al M5S, anche Casa riformista, Centro democratico, Partito socialista, Avs e Rifondazione comunista. Per Meloni si tratta di “un voto che premia ancora una volta una coalizione compatta, radicata e capace di parlare ai territori”. Occhi puntati anche sull'affluenza con il dato definitivo alla chiusura dei seggi del 22,34%.

Alla Camera

Dopo che ieri ha approvato, in prima lettura e con voto di fiducia, sul decreto-legge per la funzionalità della pubblica amministrazione, nella giornata di oggi l’Assemblea della Camera non si riunirà. L’ Aula di Montecitorio riprenderà i propri lavori domani alle 11.30 per l’esame del decreto-legge sull’obbligo di compostabilità di determinate tipologie di imballaggi e successivamente della proposta sull’elezione della Camera dei deputati e del Senato della Repubblica.

Per quanto riguarda le Commissioni, la Affari Costituzionali proseguirà l’esame in terza lettura della pdl sulla legge elettorale. La Giustizia svolgerà delle audizioni sul ddl in materia di organizzazione e funzionamento della Commissione centrale per gli esercenti le professioni sanitarie e alcune sulla pdl sul patrocinio a spese dello Stato in favore delle persone offese da reati commessi con violazione delle norme per la prevenzione degli infortuni sul lavoro, da cui consegua totale inabilità o decesso. La Cultura terrà delle audizioni sulle sfide educative e culturali e sull'impatto delle nuove tecnologie nella scuola. La Attività Produttive ascolterà i rappresentanti di CGIL, CISL, UIL e UGL, sulla crisi industriale di Radici Chimica e proseguirà l’indagine conoscitiva sulla capacità competitiva del sistema Italia ascoltando, tra gli altri, Fincantieri. Tutte le altre Commissioni torneranno a riunirsi domani.

Al Senato

L’Assemblea del Senato tornerà a riunirsi alle 16.30 per l’esame del ddl sulla riorganizzazione del Consiglio universitario nazionale e del decreto-legge sulla funzionalità della pubblica amministrazione.

Per quanto riguarda le Commissioni, la Affari Costituzionali esaminerà il ddl su Roma Capitale e il ddl sull’Inno Nazionale in Costituzionale. Svolgerà audizioni sul ddl sull’equilibrio tra i sessi, sullo schema di Dlgs sui Vigili del fuoco e si confronterà sul ddl sui LEP. La Giustizia svolgerà audizioni ed esaminerà i ddl sulla legittima difesa. Proseguirà, svolgendo audizioni, l’indagine conoscitiva sull’impatto dell’intelligenza artificiale nel settore della giustizia. Si confronterà sul ddl per il rilascio degli immobili, sul ddl sulle professioni pedagogiche ed educative e sul ddl sull’allontanamento del minore.

La Affari Esteri e Difesa esaminerà il ddl sulla difesa nazionale e svolgerà audizioni ascoltando, tra gli altri, il Ministro della difesa Guido Crosetto. Discuterà sul ddl di ratifica dell’accordo Italia-Senegal sulla cooperazione nella sicurezza. Con la Ambiente ascolterà il Presidente di Assarmatori, Stefano Messina, e del Direttore generale di Confitarma, Luca Sisto, sul traffico mercantile nel Mar Rosso. La Politiche dell’Ue esaminerà il ddl delegazione europea 2026, la relazione programmatica sulla partecipazione dell'Italia all'Unione europea per l'anno 2026 e la relazione consuntiva per il 2025. Dibatterà sull’affare assegnato relativo agli aspetti istituzionali della strategia commerciale dell'Unione europea e sulla decisione sull’elezione dei membri del Parlamento europeo a suffragio universale diretto.

La Finanze si confronterà sullo schema di Dlgs sulle norme IVA per l'era digitale, sul ddl sulla tutela dei consumatori e sul ddl sul tre per mille in favore delle forze armate e delle forze dell'ordine. Infine, si confronterà sui ddl sul conto corrente. La Cultura si confronterà con la Sanità sul ddl sulla cura dei neonati nei luoghi della cultura e sullo schema di DPR sui requisiti per l'ammissione all'esame di stato e delle relative prove per l'esercizio della professione di biologo. La Ambiente esaminerà proposta di nomina del dotto Lucio Zazzara a presidente dell'Ente parco nazionale della Majella e la proposta di nomina del presidente dell’Ente parco nazionale del Gargano. Si confronterà sui ddl sulle isole minori e sul ddl sulla cattura della CO2.

La Industria proseguirà l’esame del DL sugli impianti di interesse strategico nazionale e del ddl sull’agricoltura. Esaminerà il documento conclusivo dell’indagine conoscitiva sugli effetti del cambiamento climatico in agricoltura. Dibatterà sull’affare assegnato sulle aree di crisi industriale complessa in Italia, sul ddl sulle grotte d’Italia e proseguirà l’esame del ddl sulle reti delle città madri del made in Italy, dei ddl sull’attività di acconciatore ed estetista, dei ddl sui prodotti agroalimentari di qualità, dei ddl sul registro nazionale dei pizzaioli e dei ddl sullo spreco alimentare.

La Affari Sociali svolgerà audizioni sul ddl sul garante degli anziani e proseguirà l’esame delle proposte di risoluzione sulla sanità integrativa e dello schema di Dlgs sulle condizioni di lavoro nel lavoro mediante piattaforme digitali. Si confronterà sui ddl sul potenziamento dei servizi sanitari in ambito reumatologico.

 

The Daily Pills’ è il podcast realizzato da NOMOS Centro Studi Parlamentari che racconta ogni mattina le notizie e i temi che stanno cambiando la sanità italiana.

“The Daily Pills” ti aspetta ogni mattina su Spotify

  1. Asse Macron – Meloni sulla strage di Ustica
  2. Nel centrodestra è braccio di ferro sul candidato per Milano
  3. A Reggio Calabria vince le supplettive il centrodestra con Roscioli
  4. Alla Camera
  5. Al Senato