Da Praga la Meloni ringrazia le società energetiche per le azioni antirincari

Giorgia Meloni coglie l'occasione della sua visita a Praga per dirsi “soddisfatta” e ringraziare pubblicamente le società energetiche, da Eni a Ip e Q8, che hanno scelto di calmierare prima i prezzi di carburanti e ora “anche le bollette”. E lancia il suo appello affinché tutti quelli che possono facciano “del loro meglio”. Il governo certo continuerà a fare la sua parte e probabilmente sfrutterà anche la clausola su energia e difesa concessa da Bruxelles per fare fronte ai rincari nei prezzi. “C'è una risoluzione in commissione” Bilancio alla Camera, “se il Parlamento la vota”, si limita a dire il ministro dell'Economia Giancarlo Giorgetti. La risoluzione, che la commissione voterà domani, si limita a indicare le regole entro cui muoversi in mancanza della riforma della contabilità pubblica per adeguarla alla nuova governance europea, specificando solo che se il governo attiverà la clausola dovrà presentare una apposita risoluzione. Ma di qui a venerdì, quando andrà presentato il documento programmatico di finanza pubblica(Dpfp), il governo dovrà dare una indicazione più chiara.

Nel frattempo, la premier si muove su vari tavoli. A metà ottobre c'è il prossimo Consiglio Ue e in quell'occasione la Meloni, insieme al primo ministro ceco Andrej Babis presenterà delle proposte per una revisione ulteriore del meccanismo degli Ets. L'idea è di utilizzare la riserva di stabilità del mercato per frenare le tensioni sul prezzo della Co2, concedere più flessibilità nelle quote gratuite ai settori energivori, dall'acciaio alla ceramica e al cemento, e spezzare, almeno in parte, il legame tra il costo del carbonio e i prezzi all'ingrosso dell'elettricità. Sul mercato delle quote, inoltre, si chiede una sorveglianza più stretta di Commissione, Esma e Acer. Ma nel pacchetto entra anche il regolamento europeo sul metano. Poi c'è l'Ets2.

Italia e Repubblica Ceca vogliono ridiscutere la partenza nel 2028 del nuovo sistema per trasporto stradale ed edifici, temendo che possa tradursi in un'ulteriore spinta sui prezzi dei carburanti e sul potere d'acquisto. Altra leva, che trova spazio anche nel Piano d'Azione 2026-2030 siglato nell'ufficio del governo nel centro di Praga, è la scelta di medio periodo di investire sul nucleare. Un ambito nel quale Italia e Repubblica ceca potranno “sfruttare la complementarietà di sistemi produttivi e diventare partner tecnologici e industriali”. Praga “investe sullo sviluppo dei piccoli reattori modulari, l'Italia ha appena ripreso il cammino penso che sia un settore in cui potremmo lavorare molto bene”, sottolinea Meloni nelle dichiarazioni congiunte con Babis che a sua volta ringrazia la premier italiana.

Tensioni sul caso Regeni dopo le parole di Tajani. La Meloni prende posizione

La richiesta di verità e giustizia della famiglia Regeni “è anche la nostra”, il governo ha utilizzato “tutti i canali”, anche quelli “politici e diplomatici con il Cairo: un po' dubito che chiudendo quei canali ci avviciniamo ai nostri obiettivi piuttosto che allontanarci”. Giorgia Meloni da Praga difende la strategia del suo esecutivo al termine di una giornata dominata dagli attacchi delle opposizioni ad Antonio Tajani per le parole sulla sentenza. Il centrosinistra preme perché il ministro degli Esteri si presenti a riferire in Aula in Senato. “Non ho mai problemi ad andare in Parlamento”, la replica del vicepremier, “stupito” di essere finito al centro delle polemiche per aver detto che “c'è stata una condanna, non è stato condannato l'Egitto, sono state condannate tre persone”. La linea è quella di perseguire la verità sull'omicidio di Giulio Regeni con gli strumenti giudiziari, mantenendo chiara la necessità di rispettare gli impegni della geopolitica e quindi tenere aperti i canali con l'Egitto, Paese decisivo nel mondo arabo e nel Mediterraneo, che ha una lunga serie di dossier aperti con l'Italia, inclusa la vicenda di Nessy Guerra.

È una linea in continuità con il passato della politica estera italiana, la dottrina dell'equilibrio per cui Mario Draghi inserì Abdel Fattah Al Sisi tra “i dittatori” di cui “però si ha bisogno”, con cui “bisogna essere franchi”. Lo fa intendere anche la Meloni quando, al termine della visita a Praga, le viene chiesto se il governo intenda chiedere al Cairo l'estradizione e il pagamento dei danni e quali sarebbero le conseguenze diplomatiche se non ci fosse collaborazione. Parte dalla “vicinanza alla famiglia di Giulio Regeni e alla loro richiesta, che è anche la nostra, di verità e giustizia”. La premier ricorda che lo Stato è parte civile e “quindi anche noi siamo assolutamente determinati a cercare la verità sulla vicenda”. “La sentenza non è ancora passata in giudicato, tutto andrà fatto nei modi e nei tempi in cui sarà necessario farlo”. Ogni discorso sulle estradizioni, quindi, è rinviato al terzo grado. Intanto vanno lasciati “aperti” i canali politici e diplomatici con il governo egiziano.

Vannacci attacca, FN supera i sondaggi e noi siamo indispensabili al centrodestra

Roberto Vannacci esulta: in Calabria è stata “comunque una vincita”, oltre i sondaggi nazionali. Per Forza Italia, invece, il trionfo è tutto del suo candidato, Fabio Roscioli, e quindi del centrodestra. Oltre che la conferma che non c'è bisogno dei futuristi nella squadra. Il giorno dopo le elezioni suppletive, è scontro di numeri tra i due partiti di destra che si sono sfidati a Reggio Calabria. Domenico Giannetta, primo candidato vannacciano in campo (anche se scippato a FI) è arrivato terzo. Ma ha sfiorato l'11%. E tanto basta all’ex generale per dire che è oltre la media dei sondaggi, precisamente “+ 3,4%”. Sorvola invece sulla bassa affluenza, ferma al 22%, segno che non ha vinto il voto di protesta attirando gli astensionisti. Un'argomentazione che i forzisti brandiscono, insieme alla conferma che l'alleanza con FN non “s'ha da fa”.

Lo dicono in coro i vertici di FI e la più efficace è la sottosegretaria Matilde Siracusano: “Sarebbe un grandissimo autogol”. Agli antipodi l'eurodeputato, convinto invece che “FN è indispensabile al centrodestra per vincere”. Vannacci dà la sua versione del voto a “Porta a porta”. Ma appena entrato nel salotto di Bruno Vespa storce il naso per il titolo: “Vannacci perde, festeggia, siamo appena decollati”. Non è d'accordo sul verbo perdere e spiega il perché: “Per me il voto a Reggio Calabria è una situazione di vincita” e “come dicono gli anglosassoni, è una situazione win-win”. A Vespa che sorridendo gli chiede quale sarebbe stata allora la perdita, risponde secco: “se FN fosse sceso sotto quelli che sono i sondaggi. Invece ha preso l'11%, che è il 3,4% in più della media dei sondaggi nazionali”. Negli oltre 20 minuti di intervista sciorina altri numeri e fa distinguo rispetto al collegio delle ultime Regionali in Calabria quando Giannetta, che era capogruppo azzurro in regione, aveva preso 10.500 voti. Ma il collegio allora era composto da 97 Comuni, alle suppletive ne ha 26 in meno riducendo così i voti “reali” di Giannetta a 5500 voti. E tenendo conto anche della minore affluenza, conclude: “Ciò significa che 2.500 voti sono del candidato e 6.000 di Futuro nazionale”.

Cifre che stridono con quelle dei concorrenti che, parlando di 8000 voti per Giannetta e il resto a FN, ne deducono che il valore aggiunto di Vannacci non superi il 4%. Ridimensiona l'esito del voto pure Ignazio La Russa definendolo “un test marginale”, per cui ammette: “Non credo che facciano salti di gioia gli elettori di Vannacci, ma è errato farlo nella direzione opposta”. L'eurodeputato che non fa previsioni per il 2027, va oltre. E attacca la coalizione di Meloni rilanciando: “FN è indispensabile al centrodestra per vincere”, convinto che l'effetto domino arriverà con le prossime Politiche.

Alla Camera

L’Assemblea della Camera tornerà a riunirsi alle 11.30 per l’esame del decreto-legge sull’obbligo di compostabilità di determinate tipologie di imballaggi. Alle 15.00 svolgerà, come di consueto, le interrogazioni a risposta immediata (question time) e a seguire inzierà l’esame della pdl sull’elezione della Camera dei deputati e del Senato della Repubblica.

Per quanto riguarda le Commissioni, la Affari Costituzionali proseguirà l’esame in terza lettura della pdl sulla legge elettorale e dibatterà sul ddl per il contrasto all’antisemitismo. La Giustizia svolgerà audizioni sul ddl per la riforma della disciplina degli ordinamenti professionali. La Affari Esteri incontrerà una delegazione della Commissione Affari esteri del Parlamento della Finlandia. La Cultura proseguirà le audizioni, nell’ambito dell’indagine conoscitiva sulle sfide educative e culturali e sull'impatto delle nuove tecnologie nella scuola, come: la dipendenza dagli schermi e dai social media, l'utilizzo dell'intelligenza artificiale, il contrasto dell'abbandono scolastico e il ruolo della comunità educante per il benessere degli studenti.

La Trasporti proseguirà l’esame del ddl sulla governance portuale e rilancio degli investimenti in infrastrutture strategiche di trasporto marittimo di interesse generale. La Attività Produttive ascolterà rappresentanti di Ericsson Telecomunicazioni sulla crisi aziendale e svolgerà audizioni sulla pdl per il sostegno dell’erogazione dei servizi pubblici nei comuni soggetti a rilevanti variazioni della popolazione per la pressione turistica. La Affari Sociali svolgerà audizioni sulla pdl sull’istituzione del fisioterapista di comunità e sulle pdl per la promozione della ricerca sulla disprassia.

Al Senato

L’Assemblea del Senato tornerà a riunirsi alle 10.00 per l’esame del ddl sulla riorganizzazione del Consiglio universitario nazionale e del decreto-legge sulla funzionalità della pubblica amministrazione.

Per quanto riguarda le Commissioni, la Affari Costituzionali si confronterà sul ddl sui LEP. La Giustizia svolgerà audizioni ed esaminerà i ddl sulla legittima difesa. Si confronterà sul ddl per il rilascio degli immobili, sul ddl sulle professioni pedagogiche ed educative e sul ddl sull’allontanamento del minore. La Affari Esteri e Difesa incontrerà una delegazione della Commissione per gli affari esteri del Parlamento della Finlandia. La Politiche dell’Ue esaminerà il ddl delegazione europea 2026, la relazione programmatica sulla partecipazione dell'Italia all'Unione europea per l'anno 2026 e la relazione consuntiva per il 2025. Dibatterà sull’affare assegnato relativo agli aspetti istituzionali della strategia commerciale dell'Unione europea e sulla decisione sull’elezione dei membri del Parlamento europeo a suffragio universale diretto.

La Bilancio dibatterà sulla proposta di risoluzione sul contenuto del Documento programmatico di finanza pubblica 2026. La Finanze si confronterà sullo schema di Dlgs sulle norme IVA per l'era digitale, sul ddl sulla tutela dei consumatori e sul ddl sul tre per mille in favore delle forze armate e delle forze dell'ordine. Infine, si confronterà sui ddl sul conto corrente. La Cultura dibatterà sul ddl sul cinema ed esaminerà il ddl sulla rete dei Presepi viventi e il ddl sui teatri italiani. La Ambiente esaminerà la proposta di nomina del presidente dell’Ente parco nazionale del Gargano. Si confronterà sui ddl sulle isole minori e sul ddl sulla cattura della CO2. Proseguirà l’esame dei ddl sulla riforma della RAI e del DL sui carburanti e le attività energetiche strategiche

La Industria proseguirà l’esame del DL sugli impianti di interesse strategico nazionale e del ddl sull’agricoltura. Esaminerà il documento conclusivo dell’indagine conoscitiva sugli effetti del cambiamento climatico in agricoltura. Dibatterà sull’affare assegnato sulle aree di crisi industriale complessa in Italia, sul ddl sulle grotte d’Italia e proseguirà l’esame del ddl sulle reti delle città madri del made in Italy, dei ddl sull’attività di acconciatore ed estetista, dei ddl sui prodotti agroalimentari di qualità, dei ddl sul registro nazionale dei pizzaioli e dei ddl sullo spreco alimentare. La Affari Sociali svolgerà audizioni sul ddl sul garante degli anziani e proseguirà l’esame delle proposte di risoluzione sulla sanità integrativa. Si confronterà sui ddl sul potenziamento dei servizi sanitari in ambito reumatologico.

 

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