Alla Camera è rush finale sulla legge elettorale, scontro sulla fiducia
Inizia a Montecitorio la settimana decisiva per la legge elettorale che si concluderà giovedì con il voto finale sul provvedimento. L’approvazione è cruciale e il governo ha messo in campo un complesso meccanismo di voto che porterà allo scrutinio segreto, già chiesto da Pd, M5s e Avs, solo sul via libera finale al testo. Di fronte a una manciata di deputati, il ministro per i Rapporti con il Parlamento Luca Ciriani ha posto tre questioni di fiducia su tre dei quattro articoli modificati dal Senato scatenando l'ira delle opposizioni. Le prime due riguardano il cuore della riforma con gli articoli nei quali, tra l'altro, è stato inserito il meccanismo delle preferenze, la terza una ridefinizione territoriale dei collegi di Merano, Bressanone e Bolzano. Si tratta di un punto sul quale le opposizioni non hanno fatto emendamenti ma che poteva essere sottoposto a scrutinio segreto e perciò per “evitare guai” il centrodestra si è blindato anche su quello, un atteggiamento contro il quale le opposizioni vanno all'attacco: “E' una scelta indegna: abbiamo fatto 50 emendamenti in tutto, non c'è ostruzionismo. Mettete la fiducia perché avete paura della tenuta della vostra maggioranza”, attacca il Dem Federico Fornaro.
“Così mettete in soffitta la democrazia parlamentare”, accusa anche la pentastellata Enrica Alifano. Questa scelta, insomma, è uno “schiaffo al Parlamento” protestano in Aula Pd, M5s e Avs, +Europa. Riccardo Magi, al sesto giorno di sciopero della fame per chiedere, tra l'altro, la raccolta delle firme online, manifesta poi anche davanti a Palazzo Chigi contro una legge bollata come “antidemocratica”. Magi, come il segretario di Avanti Psi Enzo Maraio, ha preso carta e penna e scritto anche una lettera al presidente della Repubblica Sergio Mattarella per illustrargli quanto la nuova legge elettorale “segnerebbe l'avvio della nostra democrazia a diventare qualcosa di diverso da una democrazia”. Del resto, se tutto andrà secondo i pronostici, il presidente avrà tra pochi giorni la riforma tra le mani. Per FdI, al momento, non ci sarebbero alle viste elementi che facciano pensare altrimenti. L'alternativa, ha detto a più riprese Giorgia Meloni, è la fine della legislatura. Incidenti a ora non ne vengono messi in conto nemmeno dalle parti di Lega ed FI. Intanto, oggi si terranno le prime due chiame, mercoledì la terza e poi ci sarà il voto (senza fiducia) sull'articolo 8 sul quale non è possibile chiedere il voto segreto e perciò non è stata posta la fiducia, per arrivare a giovedì al D-day del voto finale sul testo a scrutinio segreto.
Malan parla di voto a maggio e di election day con le comunali
L'idea di un voto anticipato in primavera è da tempo al centro dei ragionamenti di Giorgia Meloni e di tutta la maggioranza. Ma mai era stato esplicitato così chiaramente lo scenario dell'election day come ha fatto uno dei suoi fedelissimi, il capogruppo di FdI al Senato Lucio Malan: “Potrebbe esserci l'esigenza di votare a maggio e potrebbe avere un senso votare insieme alle Comunali”. Un'uscita seguita nel giro di un paio d'ore da una puntualizzazione dello stesso Malan: “Per quanto ci riguarda, la legislatura va fino in fondo e cioè fino all'autunno del 2027, ferme restando le prerogative del Capo dello Stato”. Sulla fine della legislatura la premier, intanto, ha già chiarito che per il suo governo un bivio è rappresentato dal voto finale sulla legge elettorale.
Se giovedì la riforma non supererà lo scrutinio segreto alla Camera, si recherà al Quirinale. Al momento a Palazzo Chigi non si registrano particolari tensioni. La premier (che domani sarà in Croazia al Med9 dove potrebbe incrociare lo spagnolo Pedro Sanchez) nel pomeriggio ha ricevuto il primo ministro sloveno Janez Jansa. Poi ha letto le parole di Malan, ospite di Un giorno da pecora. “La scadenza è cinque anni” ha detto il capogruppo “abbiamo votato a settembre e quindi si potrebbe rivotare a settembre. Il difetto per il voto a settembre è che hai poco tempo per la campagna elettorale, e poi c'è da fare la legge di Bilancio che è molto delicata come cosa. Per cui, potrebbe esserci l'esigenza di votare a maggio e potrebbe avere un senso votare insieme alle Comunali”.
I due ragionamenti si rincorrono da tempo nelle riflessioni ai piani alti del governo. Votando con il Melonellum, se nessuna delle coalizioni raggiungesse il 42% che vale il premio di maggioranza, potrebbero servire tempi lunghi per la formazione di un governo. E se capitasse in autunno comporterebbe rischi per la manovra. Inoltre, se le Politiche si tenessero dopo le Amministrative il centrodestra potrebbe pagare lo scotto di un traino negativo, e d'altro canto un election day potrebbe portare effetti positivi nei grandi capoluoghi dove al momento le previsioni non sono ottimistiche, senza contare i costi economici di un doppio appuntamento elettorale. Secondo alcune fonti le parole di Malan avrebbero prodotto il disappunto della leader di FdI. Secondo altre ricostruzioni, tutto potrebbe rientrare in un gioco che ora è diventato a carte scoperte, un tentativo anche di stanare gli alleati, FI e Lega, che invece insistono per votare il più tardi possibile.
Il dato certo è che la campagna elettorale, più o meno lunga si vedrà, è già cominciata. E anche in quest'ottica la premier ha deciso di tutelarsi dai rischi di deepfake, già denunciati in questi mesi per una serie di sue immagini false prodotte con l'Intelligenza artificiale generativa. Lo stesso può accadere con i suoni, e per questo Meloni ha registrato un campione della sua voce all'Euipo, l'Ufficio dell'Unione europea per la proprietà intellettuale: “Io sono Giorgia Meloni”, ripetuto due volte, quattro secondi in tutto, per mettere al sicuro il dna vocale.
Nel campo largo rimane il nodo del programma e delle primarie
La prospettiva di un election day a maggio mette in agitazione il campo largo. Da più parti si chiede un'accelerazione, in primis nella definizione di un programma condiviso e poi nell'individuazione di un leader che possa competere con Giorgia Meloni. In casa Pd, il presidente Stefano Bonaccini mette a verbale la richiesta di “mettere da parte” per ora “la parola primarie, scrivere il programma in qualche settimana e su quello fare un patto” di coalizione. Dal Nazareno nessun commento alla possibile data del voto, ma i dem vicino al dossier spiegano che la finestra indicata per le primarie, tra gennaio e marzo, sarebbe compatibile con le urne a maggio, quindi nulla di nuovo. Il M5S resta convinto che prima si fanno meglio è. Se ancora circolano i nomi di possibili federatori, da Silvia Salis a Gaetano Manfredi, da Roberto Gualtieri a Antonio De Caro, in molti ormai danno per scontata la consultazione per scegliere la leadership del centrosinistra. “In mancanza di un nome terzo autorevole e rappresentativo, non c'è che la strada delle primarie”, ammette Goffredo Bettini che auspica “un accordo deontologico che possa renderle un momento di partecipazione, popolare e democratica, piuttosto che un duello rusticano tra partiti”.
“Gli spazi per terzi nomi credo si siano consumati, il meccanismo si è messo in moto”, concorda l'ex ministro Andrea Orlando, spronando a correre sulla definizione di un programma unitario. Da Avs c'è chi non si rassegna e continua a predicare prudenza: “Le primarie rischiano di dividere piuttosto che unire”, avverte Angelo Bonelli secondo cui “dovremmo essere da tempo già pronti alla costruzione di un programma per il Paese. Noi continuiamo a sostenere che ci si confronta sulle idee, non su chi conta di più o conta di meno, in base ai numeri”, una risposta indiretta alla segretaria dem Elly Schlein e al suo “uno non vale uno” scandito pochi giorni fa nella direzione del partito. L'ipotesi delle primarie anche online, lanciate dal M5S, intanto crea dibattito nel Pd: se l'idea non viene affatto scartata nell'entourage della segretaria Schlein (previa certificazione delle identità e meccanismi seri di autenticazione), tra i riformisti circola molto scetticismo per i rischi di “interferenze esterne”.
Intanto, ancora non si scioglie il nodo dei centristi, con il leader di Più Europa Magi che se la prende con Matteo Renzi: l'eventuale lista comune deve essere paritaria, anche perché secondo “gli ultimi sondaggi +Eu e Iv sono esattamente allo stesso livello”. Riccardo Magi aveva aperto all'ipotesi di lavoro di una lista unitaria dell'area liberal-democratica, europeista, riformatrice. Sempre in chiave centrista, il 24 e 25 ottobre sono previsti gli stati generali di Progetto Civico di Alessandro Onorato. In tanti distinguo, Dario Franceschini riesce a riunire diversi leader dell'alternativa durante la presentazione del suo libro “La fiuma”: ci sono Giuseppe Conte, Elly Schlein e per Iv Maria Elena Boschi. “I programmi si fanno con le idee e questo è il tempo delle idee”, ha detto l'ex ministro della Cultura unendosi al coro di chi spinge per chiudere finalmente sul programma del centrosinistra.
Alla Camera
Dopo che ieri il Governo ha posto la fiducia l’Assemblea della Camera tornerà a riunirsi alle 12.10 per l’esame della pdl sull’elezione della Camera dei deputati e del Senato della Repubblica.
Per quanto riguarda le Commissioni, la Affari Esteri proseguirà l’indagine conoscitiva sull’impegno dell’Italia nella Comunità internazionale per la promozione e tutela dei diritti umani e contro le discriminazioni. La Finanze esaminerà il decreto-legge sugli effetti derivanti dal perdurante aumento del costo dei carburanti e sul bollo auto. Tutte le Commissioni oggi non terranno seduta e torneranno a riunirsi nella giornata di domani.
Al Senato
L’Assemblea del Senato tornerà a riunirsi alle 16.30 per l’esame del decreto-legge sugli impianti d’interesse strategico nazionale, del ddl sulla giornata nazionale del riciclo della carta e del ddl sul registro unico nazionale dei dispositivi medici impiantabili. Infine, si confronterà sul ddl sulla legislazione farmaceutica.
Per quanto riguarda le Commissioni, la Affari Costituzionali svolgerà audizioni sul ddl sulla sicurezza, si confronterà sul ddl sui LEP e sul ddl sull’Inno Nazionale in Costituzionale. La Giustizia svolgerà audizioni ed esaminerà i ddl sulla legittima difesa. Proseguirà, svolgendo audizioni, l’indagine conoscitiva sull’impatto dell’intelligenza artificiale nel settore della giustizia. Si confronterà sul ddl per il rilascio degli immobili, sul ddl per la riforma dell’ordinamento professionale del commercialista e sul ddl sulla disciplina del condominio. Dibatterà sul ddl sulle professioni pedagogiche ed educative e sul ddl sull’allontanamento del minore.
La Affari Esteri e Difesa incontrerà una delegazione di parlamentari della Svizzera, svolgerà audizioni sul ddl sulla difesa nazionale e si confronterà sul ddl di ratifica dell’accordo Italia-Senegal sulla cooperazione nella sicurezza. La Politiche dell’Ue esaminerà il ddl delegazione europea 2026, la relazione programmatica sulla partecipazione dell'Italia all'Unione europea per l'anno 2026 e la relazione consuntiva per il 2025. Dibatterà sull’affare assegnato relativo agli aspetti istituzionali della strategia commerciale dell'Unione europea e sulla decisione sull’elezione dei membri del Parlamento europeo a suffragio universale diretto. La Finanze si confronterà sul ddl sulla tutela dei consumatori e sui ddl sul conto corrente.
La Cultura svolgerà audizioni e inizierà l’esame del ddl sul cinema e discuterà sul ddl sulla Rete nazionale dei presepi viventi. La Ambiente svolgerà audizioni ed esaminerà il ddl sul parco nazionale dell’Etna, proseguirà l’esame del DL sulle attività energetiche strategiche e discuterà sulla proposta di nomina del Presidente dell'Ente parco nazionale d'Abruzzo, Lazio e Molise. Dibatterà sulla proposta di nomina del Presidente dell’Ente parco nazionale del Gargano. Si confronterà sui ddl sulle isole minori e sul ddl sulla cattura della CO2. Svolgerà audizioni nell’ambito dell’indagine conoscitiva sulla qualità dell'aria nella Pianura Padana.
La Industria proseguirà l’esame del DL sugli impianti d’interesse strategico nazionale. Esaminerà il documento conclusivo dell’indagine conoscitiva sugli effetti del cambiamento climatico in agricoltura. Dibatterà sull’affare assegnato sulle aree di crisi industriale complessa in Italia, sul ddl sulle grotte d’Italia e proseguirà l’esame del ddl sulle reti delle città madri del made in Italy, dei ddl sull’attività di acconciatore ed estetista, dei ddl sui prodotti agroalimentari di qualità, dei ddl sul registro nazionale dei pizzaioli e dei ddl sullo spreco alimentare. La Affari Sociali proseguirà l’esame dei ddl sul potenziamento dei servizi sanitari in ambito reumatologico e dibatterà sull’Atto Ue pr un quadro di misure per rafforzare i settori delle biotecnologie e della biofabbricazione dell'Unione, in particolare in ambito sanitario.
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