Meloni ricompatta la maggioranza sulla legge elettorale. Stallo nomine

Il comunicato finale mette agli atti due soli temi: la “situazione internazionale” e “soprattutto la crisi energetica”. Ma nel vertice di maggioranza che Giorgia Meloni ha convocato a palazzo Chigi prima di andare a Gemona per le cerimonia dell'anniversario del terremoto in Friuli, una buona fetta della discussione ha l'obiettivo di serrare i ranghi sulla riforma della legge elettorale. All'ora di pranzo la premier mette intorno al tavolo i suoi due vice premier, Antonio Tajani e Matteo Salvini, e il leader di Noi moderati Maurizio Lupi. Tra gli argomenti trattati, appunto, quello della crisi energetica. Tutti si sarebbero trovati d'accordo, come dice il leader leghista, nel continuare a perorare con l'Europa la richiesta “di spendere per l'energia quello che ci permetterebbe di spendere per le armi”. L'esigenza principale è quella “di ridurre la dipendenza da fonti esterne” e tra le linee d'azione individuate c'è “l'accelerazione del percorso verso il nucleare”. In particolare, si sarebbe ragionato di andare avanti spediti con la delega al Governo “in materia di energia nucleare sostenibile” che è calendarizzata in aula alla Camera il 26 maggio. È “ragionevole” ipotizzare la conclusione dell'iter “entro la fine dell'anno”, commenta Gilberto Pichetto Fratin

Nell'incontro si è parlato anche della situazione internazionale, in particolare dell'evoluzione del conflitto in Iran, ma anche dell'incontro che la premier e i ministri Tajani e Crosetto avranno con il segretario di Stato americano Marco Rubio domani. Non si sarebbe invece parlato delle nomine dei presidenti di Consob e Antitrust: la premier, che pure aveva sostenuto che la pratica sarebbe stata chiusa entro questa settimana, avrebbe subito rinviato la discussione nella consapevolezza che ancora manca un accordo anche perché resta l'obiezione di FI su Federico Freni a presidente dell'Autorità sulla Borsa. E tuttavia il focus della riunione sarebbe stato proprio la legge elettorale. La premier, viene spiegato, avrebbe sondato la reale intenzione degli alleati di andare avanti in maniera compatta. Nello specifico, avrebbe chiesto conto di indiscrezioni che raccontano di malumori nella Lega e Forza Italia, in un caso per l'addio ai collegi uninominali e nell'altro per dubbi che la famiglia Berlusconi

Alla fine, tutti avrebbero garantito la loro intenzione di andare avanti con l'obiettivo di un primo via libera della Camera entro l'estate. Ma se questa è la volontà politica, molti sono i tecnicismi su cui in realtà non è stata ancora trovata intesa. Che la legge elettorale vada cambiata, fermo restando l'impianto proporzionale con premio di maggioranza, è infatti ormai dato per assodato. Altro discorso è come e su cosa intervenire. Meloni avrebbe ribadito l'intenzione di introdurre le preferenze, anche per una questione di “coerenza” rispetto alla posizione sempre avuta, punto sul quale però la Lega non è intenzionata a cedere. Allo stesso tempo, invece, Forza Italia ha messo in dubbio il listone attraverso il quale si dovrebbe assegnare il premio di maggioranza chiedendo che si opti per un meccanismo proporzionale invece che basarsi su una spartizione fatta prima. Il timore sarebbe quello di essere danneggiati, magari proprio a vantaggio del Carroccio, che farebbe la voce grossa sui posti in cambio della rinuncia agli uninominali. Ed è proprio per provare a sciogliere questi nodi che la settimana prossima si terrà una riunione degli esperti della maggioranza. La premier ha però voluto anche che dall'incontro emergesse la volontà di un’apertura nei confronti dell'opposizione: “Purché non si tocchi l'impianto siamo disposti a discutere di tutto, anche dell'entità del premio”. L’opposizione per il momento rimanda al mittente la proposta giudicandola irricevibile.

Si gioca la mediazione di Unterberger sul ddl violenza sessuale

Somiglia sempre più a un'agonia la sorte del disegno di legge sulla violenza sessuale. Da novembre aspetta il via libera definitivo del Senato, incagliato nello scontro tra maggioranza e opposizione sul “consenso” o dissenso delle donne e ora appeso, per altri 15 giorni, a una nuova mediazione, con il sospetto che sia un'attesa vana e una mossa per prender tempo, sperando di uscire dall'angolo. A tentare di rianimare la legge è ora la senatrice Julia Unterberger: la capogruppo autonomista mette sul tavolo un testo che combina i cardini delle due versioni contrapposte. Al primo comma ripesca il principio del “consenso libero e attuale” rispetto a un atto sessuale che, voluto da Laura Boldrini del Pd e sancito dal patto tra Giorgia Meloni ed Elly Schlein, ha portato all'ok unanime della Camera. Parallelamente, però, contempla “l'assenza di consenso” che “deve essere riconoscibile e valutata tenendo conto della situazione e del contesto in cui il fatto è commesso”, un passaggio, quest'ultimo, che ricorda un po' il testo della relatrice al Senato, la leghista Giulia Bongiorno

È suo il copyright della “volontà contraria” introdotta al posto del consenso tout court che non andava giù alla destra. Una parola, il consenso, che ha finito per identificare la norma e da gennaio causa di barricate dentro e fuori il Palazzo. Bongiorno ribadisce che “non è mia intenzione far votare un testo di maggioranza” e intanto rilancia la sua proposta iniziale fondata sul “consenso riconoscibile”. Dopo un lungo ciclo di audizioni e due mancati approdi in aula (a febbraio e aprile), la maggioranza gioca la carta della mediazione con Unterberger, che si definisce “di sinistra e femminista”. Il comitato ristretto della Commissione Giustizia ha 2 settimane per valutare il suo testo. Ma a caldo le distanze restano: “Per noi l'unico testo possibile è quello sul consenso libero e attuale - insiste Valeria Valente del Pd - Solo così il nostro ordinamento farebbe un passo in avanti rispetto alla legislazione vigente”. 

Netta Ilaria Cucchi di Avs: “Non c'è nessuna possibilità di arrivare a una sintesi”. Entra nel dettaglio Ada Lopreiato del M5S, disponibile solo a “limature tecniche” e convinta che la proposta Unterberger abbia “un'evidente ambiguità”: richiamando il concetto di dissenso, farebbe intendere una “capacità della vittima di opporsi o manifestare contrarietà”. Nel centrodestra, a parte il pressing della Lega con Giulia Bongiorno, gli alleati restano possibilisti ma cauti. Per FI, la proposta Unterbeger è un'ipotesi “accettabile” su cui si può ragionare. FdI, con la senatrice Susanna Campione, si riserva di approfondire il testo ma chiarisce: “Per noi non si può convergere sul ddl della Camera perché nel frattempo sono emersi problemi che non ci consentono di votarlo. Non si può ledere il diritto di difesa. Speriamo comunque si arrivi a una soluzione condivisa”. 

C’è fermento nel centro sinistra. La Schlein punta alle amministrative

La scommessa è sui Comuni al voto il 24 e 25 maggio, specialmente su città come Venezia, che il centrosinistra spera di sfilare al centrodestra e in cui in corsa per il campo largo c'è il senatore Pd Andrea Martella che sfida Simone Venturini, assessore nella giunta dell'attuale sindaco Luigi Brugnaro. Una vittoria a Venezia farebbe gioco nella campagna elettorale contro il Governo e sarebbe una nuova spinta per la segretaria Pd Elly Schlein che, dopo l'uscita di Marianna Madia dal partito, è di nuovo alle prese col redivivo dibattito sul centro del centrosinistra. L'area è inflazionata da una galassia di realtà, manca la spinta, o la figura aggregatrice, capace di far confluire in un'unica forza le iniziative sparse. Il viavai però c'è e i calendari fanno da bussola. Il primo appuntamento è sabato 16 all'Antonianum a Roma, dove il senatore Pd Graziano Delrio e il segretario di Demos Paolo Ciani, deputato ed esponente della comunità di Sant'Egidio, hanno organizzato un dibattito con Romano Prodi e varie altre personalità, fra cui il sindaco di Napoli Gaetano Manfredi

Un'altra data è il 12 giugno, quando a Roma si terrà l'assemblea di Progetto civico Italia, la rete di amministratori promossa dall'assessore romano Alessandro Onorato. “È una classe dirigente di sindaci, assessori, consiglieri” ha detto Onorato “che può mettere in campo una nuova forza politica”. Sono attesi tutti i leader di centrosinistra. Agli scorsi appuntamenti ha partecipato anche la sindaca di Genova Silvia Salis; il suo nome, come quello di Manfredi, circola nelle discussioni su papabili federatrici o federatori. Entrambi, però, si sono tirati fuori dalle primarie. Onorato no: “Qualora ci fossero, è evidente che qualcuno di noi deve partecipare”. Anche i Riformisti, la minoranza Pd, sta lavorando a un paio di iniziative nel mese di maggio: una su immigrazione e una sulla sicurezza. Non sono le prime e lo scopo è parlare di contenuti per contribuire alla linea politica del Pd. 

L'appuntamento al momento più attenzionato è quello del 16 perché il nome di Delrio compare sempre nell'elenco degli esponenti Pd considerati più insofferenti. E perché i partecipanti fanno tornare in mente un incontro avvenuto prima di Natale a Bologna, con Delrio, Ciani, Prodi, il sindaco di Milano Giuseppe Sala e Ernesto Maria Ruffini, il fondatore di un'altra realtà centrista, Più uno. Insomma, c'è già chi vede spuntare una Margherita 4.0. E magari all'Antonianum potrebbe farsi vedere anche la Madia. Scenari a parte, la settimana successiva c'è il test del voto. Venezia è nel mirino del centrosinistra. Ma un altro risultato potrebbe pareggiare i conti: schierando il deputato di FI Francesco Cannizzaro, sostenuto anche da Azione, il centrodestra punta a Reggio Calabria, ora guidata dal sindaco facente funzioni Domenico Battaglia, del Pd. 

Mattarella e Meloni celebrano l’anniversario del sisma in Friuli 

In un solo interminabile minuto la sera del 6 maggio 1976 tutto venne giù. Una scossa di magnitudo 6.4 della Scala Richter seminò distruzione lungo tutta la fascia collinare a nord di Udine, causando quasi mille morti e oltre tremila feriti. Una tragedia che si portò via tutto, ma non la forza di rialzarsi. Il presidente della Repubblica Sergio Mattarella ieri al Cinema Teatro Sociale di Gemona del Friuli (Udine) ha parlato di “solidarietà” e “coesione”: “Nell'80/o anniversario del voto che volle la Repubblica oggi, qui a Gemona, ribadiamo il patto di non lasciarci fuorviare nel cammino dei valori di solidarietà e di coesione che qui sono stati realizzati”. Alla seduta straordinaria del Consiglio regionale, a 50 anni esatti dal terremoto, il focus è sulla ricostruzione esemplare per mano dei friulani, il Modello Friuli, quel “Fasin di besoi” (“Facciamo da soli”) citato anche dalla presidente del Consiglio, Giorgia Meloni. Ma Mattarella insiste sulla prevenzione: “Non bisogna limitarsi alla mitigazione” degli effetti delle catastrofi naturali ma bisogna, “per quanto possibile, prevenirli”. 

Mattarella e Meloni parlano entrambi dell'Orcolat, il mostro che secondo la tradizione vivrebbe nelle viscere del Monte San Simeone e che avrebbe scatenato il disastro, e dicono che i friulani sono più forti di lui. Questo terremoto ha segnato la storia “dell'intera Italia”, sottolinea Mattarella, plaudendo alla “rete delle autonomie locali” che “hanno contribuito a costruire” il modello Friuli. Il primo “modello di autonomia e vera collaborazione istituzionale del Paese”, secondo il presidente del Friuli Venezia Giulia Massimiliano Fedriga. “La ricostruzione qui si concluse rapidamente, senza sprechi e ruberie”, dice Meloni, il “dolore fu breve”, “non c'era tempo per piangere, per commiserarsi, bisognava agire, reagire”. In sala ci sono, tra gli altri, i ministri dell'Economia Giancarlo Giorgetti e per i Rapporti con il Parlamento il friulano Luca Ciriani

Alla Camera

Dopo che ieri è stata votata la fiducia, l’Assemblea della Camera tornerà a riunirsi alle 9.30 per l’approvazione definitiva del decreto-legge sui commissari straordinari e le concessioni.

Come di consueto, martedì alle ore 11.00 svolgerà le interpellanze e le interrogazioni, mercoledì alle ore 15.00 svolgerà le interrogazioni a risposta immediata (question time) e venerdì alle 9.30 le interpellanze urgenti

Per quanto riguarda le Commissioni, la Affari Costituzionali esaminerà il ddl sulla tutela delle vittime di reato. La Giustizia dibatterà sul ddl per la riforma dell’ordinamento forense e sulle pdl sulla pubblicità delle sentenze di assoluzione o proscioglimento. La Affari Esteri esaminerà lo schema di DM per l'attribuzione di contributi a progetti di ricerca proposti dagli enti internazionalistici. La Finanze proseguirà l’esame della pdl per la cessione di territori del demanio marittimo al comune di Praia a Mare. La Cultura esaminerà la pdl sulla disciplina delle società di gestione di beni culturali e proseguirà le audizioni sulla pdl di delega al Governo per l’introduzione, in via sperimentale, dell’insegnamento curricolare dell’educazione musicale negli asili nido e nelle scuole di ogni ordine e grado. La Ambiente esaminerà la proposta di nomina del signor Matteo Arcenni a presidente dell'Ente parco nazionale dell’Arcipelago toscano e, con la Attività Produttive, si confronterà sulla proposta di nomina a componente della Consulta dell'Ispettorato nazionale per la sicurezza nucleare e la radioprotezione (ISIN) dell’ingegnere Giorgio Graditi. 

La Attività Produttive esaminerà la pdl sulla valorizzazione delle attività commerciali nei centri storici, lo schema di Dlgs sulla revisione del sistema degli incentivi e lo schema di Dlgs sulle norme per i mercati interni del gas rinnovabile, del gas naturale e dell’idrogeno. La Lavoro ascolterà le sigle sindacali sulla pdl per l’istituzione del salario minimo e inizierà l’esame del decreto-legge in materia di salario giusto, di incentivi all'occupazione e di contrasto del caporalato digitale il cosidetto decreto 1° maggio. La Affari Sociali discuterà esaminerà il ddl sulle terapie digitali e il ddl sul servizio civile universale.

Al Senato

L’Assemblea del Senato non si riunirà questa settimana e tornerà a riunirsi martedì 12 maggio alle 16.30 per la discussione del decreto-legge fiscale. Anche le Commissioni torneranno a riunirsi la settimana prossima.

  1. Meloni ricompatta la maggioranza sulla legge elettorale. Stallo nomine
  2. Si gioca la mediazione di Unterberger sul ddl violenza sessuale
  3. C’è fermento nel centro sinistra. La Schlein punta alle amministrative
  4. Mattarella e Meloni celebrano l’anniversario del sisma in Friuli 
  5. Alla Camera
  6. Al Senato



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