Oggi il voto finale sulla legge elettorale. La Meloni si dice tranquilla
C’è ottimismo ma un po’ di scaramanzia nella maggioranza in vista del voto finale a scrutinio segreto sulla legge elettorale. Tranquilla? “Lo sono sempre”, risponde la premier Giorgia Meloni. Certo, il passaggio è cruciale e, in vista dell'appuntamento alle 12.30, le opposizioni hanno chiesto alla presidenza della Camera di mettere in atto tutti gli strumenti possibili per garantire la segretezza del voto, compreso il ritorno al sistema delle palline e delle urne per la votazione. Ma la replica da parte del presidente Lorenzo Fontana, è che, da regolamento, questo tipo di votazione viene utilizzata solo in caso di malfunzionamento del sistema. Si vota a procedimento elettronico, dunque, con un appello alla “responsabilità di ciascuno”.
È chiaro, ad ogni modo, che una vigilanza e un’attenzione estrema verranno messe in campo. Non è possibile però impedire spostamenti di banco all'ultimo come accaduto durante il voto delle pregiudiziali con le opposizioni che hanno protestato parlando di vedette dai banchi più alti dell'emiciclo. Dalla scorsa votazione segreta, inoltre, è stato impedito agli staff dei partiti di avere accesso alla tribuna stampa, quella dalla quale è anche più facile controllare le postazioni dei deputati, in particolare quelle centrali di FI e Lega. Lo stesso accadrà con il voto finale. Nonostante il pressing, i controllori e qualche tensione, comunque, l'ipotesi di sorprese sembra residuale. Tanto più che la maggioranza ha mostrato numeri notevoli con 228 voti favorevoli (su 232 del centrodestra) alla fiducia sull'articolo 3 della riforma, numeri che si sono ripetuti anche sull'approvazione dell'articolo 8 che ha visto l'astensione delle opposizioni e che ha confermato il voto fuorisede per le politiche, esteso, al Senato, anche ai caregiver.
Niente da fare per l'odg a firma di Riccardo Magi per la raccolta digitale delle firme. Ad ogni modo, a dimostrazione della sostanziale tranquillità dei più nel centrodestra sono anche i discorsi che si moltiplicano nei capannelli in Transatlantico che hanno già come refrain la composizione delle liste che, se la legge supererà anche il vaglio della Consulta, non saranno esattamente di facile costruzione visto, tra l'altro, il meccanismo misto di capilista e preferenze e la possibilità di fare fino a cinque pluricandidature. Nei ragionamenti della maggioranza resta poi aperto anche quello sull'election day anche se questo tema è destinato ad essere ancora lungamente dibattuto.
La premier punta sulla flessibilità e vede la von der Leyen al Med9
Da una parte le misure interne, a partire dalle valutazioni di un nuovo ricorso alle accise mobili sui carburanti, dall'altra il pressing sull'Ue per maggiore flessibilità a fronte della spirale inflattiva. Giorgia Meloni gioca una partita doppia contro il caro energia, urgenza che accomuna i leader al Med9 di Spalato. La premier torna dal vertice con la convinzione che ci sia “interesse” in Europa rispetto alla sua richiesta di “tenere conto dei fattori rilevanti nella valutazione ex ante del rispetto della regola sulla spesa” e di affrontare il tema al Consiglio Ue della settimana prossima. In Croazia ne parla anche con Ursula von der Leyen che, dopo un bilaterale con Emmanuel Macron, indica come priorità del summit di Bruxelles le misure contro l'aumento dei prezzi dell'energia e il bilancio europeo. La premier a Spalato ha avuto un breve colloquio con Macron e con gli altri leader dei Paesi Ue mediterranei si è confrontata anche su Medio Oriente e migranti, ma soprattutto su competitività ed energia. E, come sottolinea il padrone di casa, il croato Andrej Plenkovic, il Med9, fonte del 41% del Pil europeo, “può portare una prospettiva mediterranea integrata nelle più ampie scelte strategiche dell'Ue”.
La Grecia, ad esempio, ricorda Meloni, è tra i Paesi che sostengono la richiesta di flessibilità per l'inflazione contenuta nella lettera inviata a von der Leyen nei giorni scorsi. Il dibattito, ammette, è ancora “lungo” e “si deve trovare una convergenza tra la Commissione Ue, gli Stati membri e il Consiglio ma sicuramente c'è interesse ad ascoltare”. L'obiettivo, chiarisce, non è avere “spesa libera e allegra” ma tenere in considerazione che l'inflazione programmata tre anni fa all'1,8% è schizzata al 4%, e che quindi, tra pensioni, assegno unico e materie prime per i cantieri del Pnrr, “avremo nei nostri bilanci miliardi in più che dovremo spendere senza averlo deciso: questo va oggettivamente valutato nei limiti di aumento della spesa consentita”, una richiesta “legittima”, secondo Giancarlo Giorgetti. Prima del Consiglio Ue, il ministro dell'Economia porterà il tema all'Eurogruppo e all'Ecofin.
Il gasolio cresce ancora, Meloni pensa ad accise mobili dopo price cap
Finito lo sconto fiscale, il gasolio continua a salire. La premier Giorgia Meloni usa allora la moral suasion per chiedere il “pieno” rispetto del price cap alle compagnie e sottolinea che il governo ha in cassa 170 milioni per le accise mobili che sta valutando quando utilizzare. In Ue, intanto, si accende invece il dibattito sulla tassazione degli extraprofitti delle società energetiche. Il film della giornata inizia con il Mimit che registra la diminuzione del costo della benzina e un ulteriore rialzo di quello del gasolio. Ad alzare la media del diesel sono i piccoli operatori, le “pompe bianche”, che non hanno le dimensioni per fare sconti: il loro prezzo medio è di 2,28 euro al litro. Ieri però Eni ha deciso di abbassare il costo del suo gasolio di 4 centesimi, portandolo a 2,21 euro al litro. La premier Giorgia Meloni, che a metà settembre si era impegnata a proseguire gli sconti fiscali dal 6 ottobre con il meccanismo delle accise mobili, torna sul tema: “Noi siamo sempre pronti a intervenire di nuovo, particolarmente con il meccanismo delle accise mobili. Al mese di settembre abbiamo circa 170 milioni che possono essere spesi per questo obiettivo. Ci stiamo interrogando se sia più efficace spenderli in questo momento, in cui comunque ci sono misure di contenimento, o tenerle come provvista quando dovessero terminare quelle misure.
Dipende anche dalla tenuta del cap. Vediamo cosa accade nelle prossime ore”. La premier aggiunge così al proprio impegno una certa moral suasion sulle compagnie. In ogni caso, il problema non è solo italiano, tanto che per evitare rialzi eccessivi, gli Stati membri dell'Agenzia internazionale dell'Energia hanno annunciato da Parigi di essere “pronti a rilasciare ulteriori riserve strategiche di carburante, se necessario” e Parigi ha annunciato il rilascio di 10 milioni di barili di gasolio dalle sue riserve strategiche. La presidenza di turno irlandese della Ue intanto ha rimesso sul tavolo l'ipotesi di una tassazione degli extraprofitti delle società energetiche: parlando al Parlamento europeo di Strasburgo, il ministro Thomas Byrne ha detto che, visti “i prezzi dei combustibili fossili che crescono a non finire e il costo della vita che è aumentato in modo significativo, è necessario mitigare le conseguenze negative per cittadini e bisogna tassare le società energetiche”. Se ne parlerà domani all'Ecofin in Lussemburgo.
Conte, Bonelli e Fratoianni si vedono a pranzo ma senza la Schlein
C'è stato un tempo che a tavola c'erano tutti i leader del campo largo, con i visi sorridenti per il post sui social: era giugno. Poi gli incontri sono continuati, ma senza foto e perlopiù senza la squadra al completo: qualche giorno fa un faccia a faccia fra il presidente del M5S Giuseppe Conte e la segretaria del Pd Elly Schlein. Ultimo, un pranzo alla Camera, alla vigilia del voto finale sulla legge elettorale, con una formazione ancora diversa: Conte e i leader di Avs, Angelo Bonelli e Nicola Fratoianni senza la Schlein. Pochi giorni dopo l'avviso della segretaria Pd agli alleati: “Uno non vale uno, noi abbiamo il doppio dei voti”, quell'incontro senza di lei è suonato un po' come una risposta. Anche perché M5S e Avs hanno posizioni analoghe, e diverse da quelle del Pd, su diversi punti. Chiedono lo stop all'invio di armi all'Ucraina e farebbero volentieri a meno di un accordo con Matteo Renzi.
Insomma: il Pd ha il doppio dei voti, ma al tavolo di programma M5S e Avs possono fare massa. Senza considerare che c'è da definire il passaggio delle primarie e Avs, che non le vuole, ancora non ha deciso come le affronterà, se con un proprio candidato o sostenendo chi. Alla fine dell'incontro, risposte evasive. “Non abbiamo parlato di politica”, ha provato a dribblare Conte. Ci sarà un tavolo anche con Schlein? “Certo sul programma”. Fratoianni e Bonelli hanno spiegato che quel pranzo non era programmato. In giornata c'è stato un voto di fiducia e quindi massima affluenza alla Camera. Bonelli e Conte si sono incontrati in Transatlantico, hanno parlato un po' sulle poltroncine e poi si sono diretti insieme al ristorante di Montecitorio. A quel punto, Bonelli ha chiamato Fratoianni, che già aveva pranzato. Un'ora e mezzo d’incontro a tre, tempo per parlare ce n'è stato. Alla fine, nessuno ha voluto fare polemiche o tirare la corda, sia in Avs sia nel M5S: “Hanno parlato del voto delle opposizioni sulla legge elettorale”, hanno riferito gli staff. Acqua sul fuoco anche fra i generali del Pd: “E' normale che i partiti alleati si parlino. E poi la segretaria era molto raffreddata, deve riguardarsi per l'intervento in Aula sulla fiducia”.
Nelle truppe parlamenti Pd, però, l'umore era meno gandhiano: quel pranzo senza la leader del maggior partito di opposizione non è piaciuto, è stato vissuto come uno sgarbo. Il senatore Filippo Sensi, della minoranza rifomista del Pd, non ha gradito: “Il problema non sono i vertici, il punto è se ai vertici corrisponde una base. Non sarà il gioco delle sedie a dotarci di un programma convincente e di un profilo di governo. Diamoci una mossa”. Ecco un altro tema. Anche Avs e M5s chiedono di accelerare, nel Pd si dicono pronti, ma mostrano meno premura. Il ragionamento è semplice: se anche si andrà a votare a maggio, mancano ancora quasi nove mesi. Tempo ce n'è e non si parte da zero, è la convinzione.
Alla Camera
L’Assemblea della Camera tornerà a riunirsi alle 10.30 per il voto finale, a scrutinio segreto, della pdl sull’elezione della Camera dei deputati e del Senato della Repubblica.
Per quanto riguarda le Commissioni, la Affari Costituzionali con la Lavoro proseguirà l’esame del ddl sulla protezione civile. Dibatterà sulla pdl sulla revoca della cittadinanza e sul ddl sull’intesa tra il Governo della Repubblica italiana e l’Unione Buddhista Italiana. La Giustizia esaminerà il ddl sulle circoscrizioni giudiziarie e la pdl sequestro di dispositivi, sistemi informatici o telematici o memorie digitali. Alle 9.00 la Affari Esteri con la Difesa e la rispettiva del Senato ascolterà il Ministro della Difesa Guido Crosetto sull’attacco alla base di Ta’if e sulla presenza di militari italiani in Arabia Saudita.
La Difesa con la Affari Esteri e con la Affari Esteri e Difesa del Senato ascolterà il ministro della Difesa Guido Crosetto sull'attacco alla base di Ta'if e sulla presenza di militari italiani in Arabia Saudita. A seguire, audirà i rappresentanti di Save the Children, sulla situazione umanitaria in Afghanistan. La Lavoro esaminerà le pdl sulla riduzione dei termini per la liquidazione del trattamento di fine servizio dei dipendenti delle Amministrazioni pubbliche e rivalutazione dei limiti d’importo per l’erogazione rateale del medesimo trattamento. Tutte le altre Commissioni torneranno a riunirsi la settimana prossima.
Al Senato
Dopo che ieri ha approvato, in prima lettura, il DL sugli impianti di interesse strategico nazionale, il ddl sul registro unico nazionale dei dispositivi medici impiantabili e il ddl sulla legislazione farmaceutica, nella giornata di oggi l’Assemblea del Senato tornerà a riunirsi alle 10.00 per lo svolgimento delle interrogazioni e alle 15.00 per quello delle interrogazioni a risposta immediata.
Per quanto riguarda le Commissioni, la Affari Costituzionali svolgerà audizioni sul ddl sulla sicurezza. La Giustizia svolgerà audizioni ed esaminerà i ddl sulla legittima difesa. Si confronterà sul ddl per il rilascio degli immobili, sul ddl per la riforma dell’ordinamento professionale del commercialista e sul ddl sulla disciplina del condominio su cui svolgerà anche audizioni. Dibatterà sul ddl sulle professioni pedagogiche ed educative e sul ddl sull’allontanamento del minore. La Affari Esteri e Difesa svolgerà audizioni sul ddl rafforzamento e adeguamento della capacità di difesa nazionale. La Finanze si confronterà sul ddl sulla tutela dei consumatori e sui ddl sul conto corrente. Tutte le altre Commissioni torneranno a riunirsi la settimana prossima.
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