Giorgetti, “Cooperazione Italia-Usa si estende alla sicurezza economica”
Il ministro dell'Economia Giancarlo Giorgetti ha sottolineato, intervenendo al Wilson Center di Washington, che la cooperazione tra Italia e Stati Uniti si estende anche alla sicurezza economica, con la resilienza delle catene di approvvigionamento indicata come elemento cruciale per la sicurezza nazionale. Giorgetti ha evidenziato che le tensioni geopolitiche, la crescente competizione tecnologica e le interruzioni del commercio globale hanno reso evidente la necessità di reti di approvvigionamento più sicure, diversificate e affidabili, rafforzando il ruolo centrale della resilienza economica nel garantire la stabilità nazionale. Il ministro ha sottolineato come i legami economici e industriali tra Italia e Stati Uniti siano profondamente integrati. Gli Stati Uniti rappresentano uno dei partner più significativi dell’Italia sia nel commercio che negli investimenti. Lo scorso anno, gli scambi bilaterali hanno raggiunto livelli senza precedenti, superando i 100 miliardi di dollari, con gli Stati Uniti come principale destinazione extra-Ue per le esportazioni italiane, a testimonianza della stretta interconnessione tra i sistemi produttivi dei due Paesi.
Giorgetti ha osservato che gli investimenti italiani negli Stati Uniti continuano a sostenere decine di migliaia di posti di lavoro qualificati, mentre gli Stati Uniti restano tra i principali investitori esteri in Italia, in particolare nei settori a più alto valore aggiunto. Le aziende americane trovano nel Paese un ambiente industriale altamente avanzato, una base manifatturiera di livello mondiale, competenze tecniche consolidate e una crescente apertura all’innovazione. Allo stesso tempo, le imprese italiane individuano negli Stati Uniti un mercato dinamico, un ecosistema tecnologico di riferimento e un partner strategico per la crescita internazionale. Questa complementarità favorisce la collaborazione in settori chiave come manifattura, difesa e aerospazio, sanità e innovazione, rafforzando così le relazioni economiche e industriali tra i due Paesi. Il ministro ha inoltre menzionato il prossimo Forum Usa-Italia su imprese, investimenti, scienza e innovazione, previsto a Miami nel mese di giugno. L’evento, ha spiegato Giorgetti, riunirà aziende, istituzioni di ricerca e decisori politici con l’obiettivo di consolidare e ampliare le partnership economiche, scientifiche e tecnologiche, confermando la centralità della cooperazione industriale e tecnologica nell’agenda bilaterale tra Italia e Stati Uniti.
Mps: nominato Cda e Collegio sindacale, approvato bilancio 2025
L’Assemblea ordinaria degli azionisti di Banca Monte dei Paschi di Siena, con una partecipazione pari al 65,152 per cento del capitale sociale, ha approvato il bilancio relativo all’esercizio 2025 e ha nominato il nuovo Consiglio di amministrazione e il Collegio sindacale. In particolare, l’Assemblea ha designato i 15 membri del Consiglio di amministrazione per il triennio 2026-2028, conferendo due cariche di vicepresidente. Tra i componenti nominati figurano Cesare Bisoni, Luigi Lovaglio, Flavia Mazzarella, Livia Amidani Aliberti, Massimo di Carlo, Patrizia Albano, Carlo Corrardini e Antonella Centra, scelti dalla lista presentata dagli azionisti Plt Holding Srl e Plt Spa, che complessivamente detengono l’1,0329 per cento del capitale sociale e hanno ottenuto il 49,953 per cento dei voti dei presenti. Dalla lista del Consiglio uscente sono stati nominati Nicola Maione, Fabrizio Palermo, Corrado Passera, Carlo Vivaldi, Paolo Boccardelli e nuovamente Antonella Centra, mentre Paola De Martini è stata eletta dalla lista presentata da investitori istituzionali, che rappresenta lo 0,78045 per cento del capitale sociale e ha ottenuto il 6,945 per cento dei voti dei presenti. A seguito della rinuncia di Nicola Maione alla candidatura a presidente, comunicata direttamente in Assemblea, e in assenza di altre proposte da parte dei soci, il Consiglio di amministrazione eleggerà il proprio presidente tra i membri nella prima riunione successiva all’Assemblea. La nomina dei due vicepresidenti è stata delegata al Consiglio stesso. Per quanto riguarda il Collegio sindacale, sono stati nominati membri effettivi Pierluigi Pace (presidente), indicato dalla lista degli investitori istituzionali e votato dalla minoranza, e Monica Vecchiati, scelta dalla lista Plt Holding Srl e Plt Spa, risultata maggioritaria. Il terzo sindaco effettivo, Lavinia Linguanti, già in carica, è stata confermata a maggioranza su proposta del socio Pier Luigi Tortora. I sindaci supplenti nominati sono Francesca Sandrolini e Alberto Sodini. L’Assemblea ha inoltre approvato il bilancio al 31 dicembre 2025 con il voto favorevole del 99,625 per cento dei presenti, chiudendo l’esercizio con un utile pari a 3,104 miliardi di euro. Sono state respinte le azioni di responsabilità promosse dal socio Bluebell Partners Ltd contro l’ex presidente e l’ex amministratore delegato della banca, con percentuali di voti contrari rispettivamente del 94,494 e del 96,501 per cento.
Bce, “Serve schema comune dei depositi per un mercato unico bancario”
La Banca centrale europea ha ribadito che il completamento di uno schema comune di garanzia dei depositi rappresenta un passaggio cruciale per la creazione di un vero mercato bancario unico nell’Eurozona. Nel contributo alla consultazione della Commissione europea sul settore bancario, la Bce ha sottolineato l’esigenza di compiere “passi concreti” con un calendario chiaro, al fine di proteggere tutti i depositi in maniera uniforme e rafforzare la stabilità finanziaria dell’area. Secondo l’istituto, senza una rete europea di garanzia dei depositi rimane difficile trattare l’Eurozona come un mercato bancario unico, capace di consentire la libera circolazione di capitale e liquidità tra i Paesi membri. Il vicepresidente della Bce, Luis de Guindos, ha evidenziato che la competitività del settore bancario europeo dipende dalla creazione di un mercato unico in cui tutti i depositi siano protetti allo stesso modo. La presidente della Vigilanza, Claudia Buch, ha aggiunto che mercati più integrati e una maggiore concorrenza transfrontaliera permetterebbero alle banche di sfruttare meglio le economie di scala e di diversificare le attività. Attualmente, i depositi fino a 100.000 euro sono garantiti dai singoli schemi nazionali nei 21 Paesi dell’Eurozona, con gli Stati membri come garanti di ultima istanza in caso di crisi bancaria. Il rapporto dell’Eurosistema sottolinea che un sistema europeo comune di garanzie ridurrebbe il rischio di esaurimento delle risorse e contribuirebbe a distaccare il legame tra banche e debito sovrano nazionale, nodo critico durante le crisi finanziarie. Il negoziato legislativo sull’European deposit insurance scheme è però in stallo da quasi un decennio, principalmente a causa delle resistenze di alcuni Paesi, in particolare della Germania e più in generale del Nord Europa, a farsi carico dei rischi bancari altrui. Il documento indica inoltre che la frammentazione del mercato bancario europeo costituisce un freno alla competitività e sottolinea la necessità che l’area euro operi come una giurisdizione unica, con capitale e liquidità liberi di circolare tra gruppi bancari transfrontalieri. Viene dedicato un intero capitolo agli ostacoli all’integrazione bancaria transfrontaliera, individuando barriere sia prudenziali sia non prudenziali che limitano l’attività delle banche europee. Tra le proposte di semplificazione vi è anche la riduzione dei buffer di capitale, dai cinque attuali a due, per snellire i requisiti aggiuntivi necessari ad assorbire perdite e prevenire crisi.
Euro digitale, nel negoziato al Pe emerge intesa per ridurre commissioni
Al Parlamento europeo si sta delineando un’intesa politica sul regolamento relativo all’euro digitale, finalizzata a ridurre i costi dei pagamenti per cittadini e imprese, garantendo al contempo la sostenibilità del modello per le banche. Fonti parlamentari riferiscono che, a seguito di una nuova riunione tra i relatori dell’Eurocamera, si è consolidata una maggioranza tra Ecr, Socialisti e Democratici (S&D) e Partito popolare europeo (Ppe) su un modello di commissioni più contenuto rispetto agli strumenti di pagamento attuali, come carte di debito e pagamenti istantanei. Secondo le stesse fonti, le commissioni applicate agli esercenti dovrebbero essere fissate facendo riferimento ai livelli di mercato, ma con una riduzione per riflettere il fatto che l’infrastruttura pubblica dell’euro digitale non comporta i costi tipici dei circuiti privati. Per evitare che il nuovo sistema penalizzi le banche e gli altri operatori dei pagamenti, il regolamento prevederebbe un meccanismo di compensazione: un contributo dell’Eurosistema, comprensivo della Bce e delle banche centrali nazionali, coprirebbe parte dei costi di adattamento, in particolare quelli legati ai sistemi informatici e alla connessione alla nuova piattaforma. L’obiettivo politico della proposta è rendere i pagamenti con l’euro digitale più economici e accessibili, senza compromettere la sostenibilità finanziaria del settore bancario. Nell’impianto in fase di definizione, la Bce non solo fornirebbe l’infrastruttura pubblica per la gestione dell’euro digitale, ma contribuirebbe anche alla condivisione di una parte dei costi sostenuti dalle banche per l’adeguamento al nuovo sistema.

