Manovra, avviato il confronto MEF-Regioni su Sanità, Trasporti e impatto dell'esenzione del bollo auto

È iniziato ufficialmente il percorso di definizione della prossima Legge di Bilancio con il primo vertice programmatico tra il Ministero dell'Economia e delle Finanze e la Conferenza delle Regioni e delle Province Autonome. L'incontro ha visto protagonisti il Ministro dell'Economia, Giancarlo Giorgetti, e una delegazione degli enti territoriali guidata dal Presidente della Conferenza, Massimiliano Fedriga. Al centro dei colloqui, focalizzati sull'impostazione della manovra di finanza pubblica, è emersa in via prioritaria la questione della sostenibilità della spesa sanitaria locale. La Conferenza delle Regioni ha sollecitato un incremento delle risorse per il Fondo Sanitario Nazionale (FSN) e l'adozione di maggiore flessibilità gestionale. Nello specifico, i governatori hanno chiesto la riduzione delle quote vincolate, da ricondurre al finanziamento indistinto, e il definitivo superamento dei tetti di spesa relativi al personale del Servizio Sanitario Nazionale per favorire il piano di reclutamento nei presidi territoriali. In ambito sociale, le Regioni hanno evidenziato la criticità delle dinamiche finanziarie del Fondo Nazionale per la Non Autosufficienza. La richiesta verte sul riassetto delle modalità di erogazione dei fondi per evitare la necessità, in capo ai bilanci regionali, di anticipare liquidità – stimata in circa un miliardo di euro annui – in attesa dei trasferimenti e rimborsi da parte dello Stato. Relativamente alla mobilità e alle infrastrutture territoriali, le Regioni hanno ribadito l'esigenza di potenziare la dotazione del Fondo Nazionale Trasporti. Parallelamente, il tavolo ha affrontato gli effetti legati all'attuazione del federalismo fiscale e il coordinamento delle entrate locali. Il tema finanziario più urgente emerso dalla discussione riguarda la misura approvata il 16 settembre dal Consiglio dei ministri, che prevede l'esenzione dal pagamento del bollo auto e moto per l'anno 2027 per i veicoli di piccola e media potenza (fino a 80 kW) e per le motociclette. Essendo la tassa automobilistica un tributo regionale con un gettito complessivo stimato in circa 2,36 miliardi di euro, i governatori hanno aperto il confronto sulle ricadute finanziarie dirette e sulle modalità di ristoro statale necessarie per garantire l'invarianza di bilancio e la copertura dei servizi essenziali gestiti dagli enti locali. Il Presidente della Conferenza delle Regioni, Massimiliano Fedriga, ha definito l'incontro un momento d'interlocuzione fondamentale in vista della predisposizione del testo di bilancio, sottolineando la tempestività e la disponibilità dimostrate dal MEF. Le parti hanno concordato di proseguire le verifiche tecniche nelle prossime settimane per definire i quadri finanziari di dettaglio e coordinare i trasferimenti perequativi legati alle riforme fiscali in itinere.

Finanza globale: cresce la diffidenza dei mercati verso gli Stati Uniti tra debito pubblico e de-dollarizzazione

Il predominio economico e finanziario globale degli Stati Uniti sta affrontando una fase di crescente incertezza e sfiducia da parte dei mercati internazionali, con l'accumulo del debito pubblico statunitense e l'impiego sistematico del dollaro come leva geopolitica che spingono investitori, istituzioni finanziarie e banche centrali a riconsiderare l'esposizione verso gli asset e la divisa americana. Il segnale più evidente di questa trasformazione proviene dal mercato dei titoli di Stato americani, dove la crescita del deficit federale e i dubbi sulla capacità delle autorità fiscali e monetarie di contenere l'inflazione nel lungo periodo hanno generato un aumento significativo dei tassi di rendimento richiesti dagli investitori per sottoscrivere i Treasury bond. Il rendimento del Treasury decennale ha superato la soglia critica del 5%, toccando i livelli più alti registrati dal 2007, e questa spinta verso l'alto dei tassi si è verificata a dispetto dell'intervento diretto del Dipartimento del Tesoro, che aveva promosso un riacquisto di titoli della durata compresa tra i 10 e i 20 anni per un valore pari a 5,2 miliardi di dollari con l'obiettivo di iniettare liquidità e calmierare la curva dei rendimenti. L'operazione non è bastata a rassicurare un mercato obbligazionario caratterizzato da elevata volatilità, nonostante il Segretario al Tesoro Scott Bessent abbia ribadito la solidità fondamentale dell'economia americana invitando gli operatori a non scommettere contro la tenuta finanziaria del Paese, mentre le attese per le imminenti decisioni della Federal Reserve in materia di tassi di interesse riflettono la persistente preoccupazione circa la sostenibilità delle finanze pubbliche. Accanto alle tensioni sul debito emerge la progressiva perdita di centralità del dollaro all'interno delle riserve detenute dalle banche centrali mondiali: sebbene la divisa americana continui a intermediare quasi il 90% delle transazioni valutarie globali nei mercati FX, la sua quota relativa nelle riserve ufficiali è passata dal 64% del 2015 al 56% calcolato alla fine del 2025. Questa tendenza alla de-dollarizzazione è alimentata dalla crescente politicizzazione dello strumento finanziario, dal momento che gli Stati Uniti hanno progressivamente ampliato il ricorso alle sanzioni economiche e al blocco dell'accesso ai sistemi di regolamento transfrontaliero per perseguire obiettivi di politica estera, spingendo numerosi governi a cercare piattaforme di pagamento alternative per tutelarsi da eventuali limitazioni unilaterali. In questo contesto si inseriscono anche le valutazioni della Presidente della Banca Centrale Europea, Christine Lagarde, la quale ha sottolineato come le politiche imprevedibili degli Stati Uniti abbiano creato le premesse per un potenziale momento euro globale, favorendo un ruolo più rilevante per la moneta unica negli scambi internazionali. I rischi legati a un'eccessiva pressione sanzionatoria hanno infine condotto l'amministrazione statunitense a tentare un ridimensionamento nell'uso della guerra finanziaria, guidata dalla consapevolezza che l'arma del dollaro possa accelerare la frammentazione del sistema finanziario e favorire l'emergere di blocchi concorrenti, anche se la ricerca di architetture finanziarie autonome e indipendenti dall'influenza americana rimane ormai un trend consolidato nel panorama economico globale.

Banche, monito del Parlamento UE sui rischi dell'uso geopolitico del dollaro: la strategia per rafforzare l'euro

Il Parlamento europeo ha lanciato un monito strategico sui rischi connessi all'uso strumentale e geopolitico delle linee di swap in dollari della Federal Reserve, evidenziando le vulnerabilità delle banche e del sistema finanziario dell'Unione di fronte alla dipendenza dai circuiti statunitensi e all'applicazione extraterritoriale delle sanzioni da parte di Paesi terzi. Attraverso una risoluzione approvata a Strasburgo, pur priva di valore giuridico vincolante ma dotata di un forte significato politico, gli eurodeputati hanno sottolineato la necessità di trasformare l'euro da rifugio passivo per gli investitori in una valuta globale a pieno titolo, sulla scia delle indicazioni espresse dalla Presidente della BCE Christine Lagarde. Nonostante il dollaro mantenga la leadership globale, rappresentando il 50,5% dei pagamenti internazionali, il 57,1% delle riserve valutarie e il 60% dell'emissione di debito, l'euro si conferma saldamente come seconda moneta mondiale con una quota del 21,9% nei pagamenti, del 20% nelle riserve e del 30% sul debito internazionale, oltre a coprire oltre il 40% della fatturazione globale delle esportazioni inclusi i commerci intra-UE. L'Eurocamera ravvisa una finestra di opportunità strategica legata alle recenti anomalie del mercato finanziario americano, dove la domanda di titoli del Tesoro USA è accompagnata da rendimenti in aumento anziché in calo, fattore che ne mette in discussione la tradizionale funzione automatica di bene rifugio. Tuttavia, la piena affermazione dell'euro come alternativa strutturale riscontra ancora limiti intrinseci: lo stock di asset sicuri europei, inteso come la somma delle emissioni sovranazionali e dei titoli di Stato con rating pari ad almeno AA, è rimasto fortemente limitato e pari a circa un terzo rispetto alla massa di titoli del Tesoro statunitensi in circolazione nel terzo trimestre del 2025. Per superare la condizione attuale in cui l'area euro assorbe gli shock finanziari esterni subendo passivamente le pressioni al rialzo sulla moneta unica senza trarne benefici geopolitici o monetari, la risoluzione sollecita le istituzioni pubbliche a predisporre un piano organico per affrancare banche e imprese dalla dipendenza dal credito all'ingrosso in dollari e dai sistemi di pagamento americani, promuovendo una politica di sovranità finanziaria paragonabile alle strategie adottate da Washington e Pechino.

  1. Manovra, avviato il confronto MEF-Regioni su Sanità, Trasporti e impatto dell'esenzione del bollo auto
  2. Finanza globale: cresce la diffidenza dei mercati verso gli Stati Uniti tra debito pubblico e de-dollarizzazione
  3. Banche, monito del Parlamento UE sui rischi dell'uso geopolitico del dollaro: la strategia per rafforzare l'euro