Bce: Lagarde, tasso ideale è quello che riporta l'inflazione al 2%
La presidente della Banca centrale europea, Christine Lagarde, ha indicato che il tasso d’interesse preferibile è quello idoneo a mantenere l’inflazione al 2 per cento nel medio termine, in coerenza con l’obiettivo di stabilità dei prezzi assegnato alla Bce. Nel corso dell’audizione presso la Commissione Affari economici e monetari del Parlamento europeo, Lagarde ha inoltre affrontato il tema del cosiddetto tasso neutrale, precisando che si tratta di un riferimento teorico non direttamente osservabile, poiché presuppone l’assenza di shock economici. La presidente ha ricordato che gli economisti della Bce individuano attualmente una fascia orientativa compresa tra l’1,75 e il 2,25 per cento, pur rilevando che in passato era stata considerata anche l’ipotesi di un limite superiore più vicino al 2,5 per cento. Lagarde ha chiarito che tale parametro non determina automaticamente le decisioni di politica monetaria, che restano fondate sulla valutazione delle prospettive di inflazione, dell’inflazione di fondo e della trasmissione della politica monetaria. La presidente della Bce ha infine ribadito che l’istituto deve mantenere la propria azione autonoma rispetto alle esigenze della politica fiscale e dei mercati finanziari, rimanendo concentrato sull’obiettivo primario della stabilità dei prezzi.
Via libera definitivo Ue ad accordo sui dazi con gli Usa
Il Consiglio dell’Unione europea ha adottato formalmente i due regolamenti finalizzati ad attuare gli impegni tariffari previsti dalla Dichiarazione congiunta Ue-Usa del 21 agosto 2025. L’adozione conclude l’iter legislativo e conferma l’orientamento dell’Unione europea a favore di relazioni commerciali transatlantiche stabili, prevedibili e reciprocamente vantaggiose, nel rispetto delle garanzie necessarie alla tutela degli interessi economici europei. I due regolamenti prevedono l’eliminazione dei restanti dazi doganali dell’Unione europea sui prodotti industriali statunitensi. Le misure introducono inoltre un accesso preferenziale per alcuni prodotti ittici e agricoli statunitensi non sensibili, mediante quote tariffarie e riduzioni dei dazi, ed estendono la sospensione dei dazi sulle importazioni di aragoste, comprese quelle lavorate, provenienti da tutti i Paesi sulla base del principio della nazione più favorita.
Le norme includono anche meccanismi rafforzati di salvaguardia e sospensione. In particolare, viene previsto uno strumento specifico che consente alla Commissione europea di intervenire rapidamente in caso di aumenti significativi delle importazioni tali da causare, o minacciare di causare, gravi danni agli operatori dell’Unione europea. Viene inoltre rafforzata la capacità dell’Ue di sospendere le preferenze tariffarie qualora gli Stati Uniti non rispettino gli impegni assunti, compromettano gli obiettivi della Dichiarazione congiunta o incidano negativamente sull’equilibrio delle relazioni commerciali, anche mediante eventuali misure discriminatorie. I regolamenti saranno ora firmati e pubblicati nella Gazzetta ufficiale dell’Unione europea. L’entrata in vigore è prevista per il giorno successivo alla pubblicazione.
BCE: a maggio inflazione al 3,2%, in aumento rispetto al 3% di aprile
La Banca centrale europea segnala, nel proprio Bollettino economico, che il conflitto in Medio Oriente sta determinando pressioni inflazionistiche e che la decisione di aumentare i tassi si conferma solida rispetto a diversi scenari riguardanti la possibile evoluzione dello shock e le sue implicazioni sulle prospettive di medio termine per l’area dell’euro. Secondo la BCE, le prospettive dell’Eurozona restano caratterizzate da un quadro di incertezza, con rischi al rialzo per l’inflazione e al ribasso per la crescita economica. I rischi per l’attività economica sono orientati prevalentemente al ribasso, soprattutto a causa della guerra in Medio Oriente, che ha ulteriormente irrigidito un contesto politico internazionale già segnato da elevata variabilità. Per quanto riguarda l’inflazione, i rischi risultano invece orientati al rialzo. Un eventuale aumento dei prezzi dell’energia superiore, per intensità o durata, alle attuali attese potrebbe determinare un ulteriore incremento dell’inflazione nell’area dell’euro. Nel Bollettino si evidenzia inoltre che, tenuto conto dell’aggiustamento legato a un fattore temporaneo in Irlanda, l’economia dell’area dell’euro è cresciuta nel primo trimestre del 2026, sostenuta dalla domanda interna e dalle esportazioni. Il mercato del lavoro si mantiene solido: la disoccupazione, pari al 6,3% ad aprile 2026, resta prossima ai minimi storici. Nel primo trimestre sono stati creati nuovi posti di lavoro, sebbene a un ritmo inferiore rispetto all’ultimo trimestre del 2025. Sul fronte dei prezzi, l’inflazione nell’area dell’euro è salita al 3,2% a maggio 2026, rispetto al 3% registrato ad aprile. Anche l’inflazione dei beni energetici è aumentata, attestandosi al 10,9% dopo il 10,8% del mese precedente. L’inflazione dei beni alimentari è invece diminuita, passando dal 2,4% al 2,0%.L’inflazione al netto dei beni energetici e alimentari è cresciuta al 2,5%, rispetto al 2,2% di aprile. L’incremento riflette una variazione pari allo 0,9% per i beni e un aumento della componente dei servizi, passata dal 3,0% al 3,5%.
Il DL accise è stato approvato in Senato ed è legge: cosa prevede
Il Senato ha approvato in via definitiva il decreto-legge in materia di accise, con 79 voti favorevoli e 51 contrari, questi ultimi espressi prevalentemente dai gruppi di opposizione. Il provvedimento conclude così il proprio iter parlamentare e diventa legge, dopo essere tornato all’esame dell’Aula a seguito delle modifiche apportate dalla Camera, dove alcune disposizioni inizialmente approvate erano state stralciate o riviste. Tra le misure principali rientra una nuova proroga della riduzione delle aliquote delle accise applicate ai carburanti, introdotta a partire dal 19 marzo e confermata con l’obiettivo di contenere gli effetti del caro energia su cittadini, imprese e attività economiche. Il testo interviene inoltre sulle scadenze fiscali per circa 4,5 milioni di partite Iva soggette agli indici sintetici di affidabilità fiscale, prevedendo lo slittamento del termine per i versamenti dal 30 giugno al 20 luglio e consentendo il pagamento dal 21 luglio al 20 agosto con una maggiorazione dello 0,80%. Un ulteriore ambito di intervento riguarda i pagamenti digitali: il decreto precisa l’obbligo, per chi vende beni o presta servizi, comprese le attività professionali, di accettare pagamenti anche tramite app e wallet. Restano confermate le sanzioni già previste in caso di mancata accettazione, pari a un importo base di 30 euro, cui si aggiunge il 4% del valore della transazione rifiutata. Il provvedimento modifica anche il calendario della rottamazione quinquies relativa a multe, Imu, Tari ed entrate patrimoniali di Comuni ed enti locali. Il termine entro il quale gli enti possono aderire alla procedura viene spostato dal 30 giugno al 31 luglio, mentre la scadenza per la dichiarazione dei contribuenti interessati passa dal 16 ottobre al 15 dicembre. Viene inoltre differito il termine per il pagamento della prima rata, o della rata unica, che slitta dal 31 gennaio al 31 marzo 2027. Nel corso dell’esame parlamentare è stato confermato anche l’intervento sul credito d’imposta contro il caro carburante per l’autotrasporto, esteso agli autobus destinati al trasporto di passeggeri. Secondo quanto riportato da Il Sole 24 Ore, l’ampliamento della platea avverrebbe tuttavia a risorse invariate, con la possibilità che l’importo effettivo del beneficio venga ridotto per i soggetti che ne faranno richiesta, una volta definite le procedure operative. Nel decreto è stata infine inserita una disposizione relativa all’ex Ilva, riguardante lo scudo erariale per i commissari straordinari in relazione a un nuovo prestito statale da 100 milioni di euro destinato a garantire la continuità aziendale in attesa della cessione. La norma limita la responsabilità dei commissari nell’utilizzo delle risorse, escludendo la colpa grave e mantenendo rilevanti soltanto eventuali omissioni compiute con dolo. L’intervento si inserisce nel quadro delle misure finalizzate a sostenere la gestione dell’azienda durante la fase di transizione.

