Manovra: incontro con le banche, il nodo aumento Irap. Si allungano tempi per l'esame

Dopo il vertice di maggioranza, il Governo accelera sulla manovra economica convocando rappresentanti di banche, assicurazioni e imprese. L’incontro, annunciato nei giorni precedenti, si è reso necessario alla luce delle modifiche condivise dai gruppi di maggioranza, riguardanti l’articolo 18 sui dividendi societari e l’estensione della possibilità di compensare anche i crediti previdenziali. Sul tavolo rimane inoltre la ricerca di ulteriori coperture finanziarie, inclusa l’ipotesi di un nuovo incremento di mezzo punto dell’Irap per gli istituti bancari e le compagnie assicurative, che si aggiungerebbe al 2% già previsto. Nonostante la rassicurazione del Governo secondo cui tali misure non sarebbero state anticipate dalla stampa, è seguita una rapida convocazione a Palazzo Chigi delle associazioni Ania, Abi e Confindustria, ricevute in incontri separati protrattisi per tutto il pomeriggio. Sul dossier è intervenuto anche il chief executive officer di Intesa Sanpaolo, Carlo Messina, il quale, in un’intervista, ha sostenuto che il sistema bancario avrebbe manifestato sin da subito disponibilità a collaborare. Messina avrebbe inoltre sottolineato che, grazie al lavoro svolto dalla Presidente del Consiglio Giorgia Meloni sui conti pubblici, la fuoriuscita dell’Italia dalla procedura di infrazione potrebbe migliorare le condizioni strutturali del Paese, generando benefici anche per il settore bancario. Al tempo stesso, avrebbe rilevato come ciò non dovesse tradursi in una pressione costante sulle banche, che negli ultimi mesi sarebbero state accusate di perseguire unicamente utili immediati. Da qui la richiesta di un maggiore equilibrio nel dibattito pubblico, ritenendo non giustificata la frequente esposizione degli istituti di credito sui media in qualità di presunti imputati. Nel frattempo, il lavoro parlamentare procede con lentezza, in attesa della definizione dei nodi politici ancora aperti. Secondo le previsioni del presidente della Commissione Bilancio del Senato, Nicola Calandrini (FdI), le votazioni sulla manovra dovrebbero iniziare dopo l’8 dicembre. Martedì è previsto un nuovo ciclo di incontri tra l’Esecutivo e i senatori della commissione, sulla scia delle riunioni già svolte su enti locali e calamità naturali. Tra gli obiettivi principali vi è la garanzia di risorse certe per la Capitale, con la prospettiva di escludere, dal prossimo anno, il Comune di Roma dal meccanismo di riparto del Fondo di solidarietà comunale. A questo scopo, FdI, Pd, Forza Italia, M5s e Avs hanno presentato un emendamento che assegnerebbe alla città una quota fissa, non più calcolata in base alla capacità fiscale e ai fabbisogni standard. La misura comporterebbe un costo stimato di 15 milioni di euro per il 2026 e di 5 milioni per il 2027.

La sottosegretaria al Mef Sandra Savino ha inoltre annunciato il raggiungimento di un accordo con i Comuni per l’adozione di un modello finanziario definito più coerente con le funzioni svolte dagli enti locali e in grado di apportare benefici all’intero sistema municipale. Parallelamente, le Regioni hanno intensificato la pressione sul Governo in materia di trasporto pubblico locale, evidenziando, in una nota della Conferenza delle Regioni, la necessità di reperire 120 milioni di euro per garantire l’erogazione dei servizi nella maggior parte dei territori nel corso del prossimo anno. Rientrano nel fascicolo delle modifiche da sottoporre al voto anche numerosi emendamenti in precedenza dichiarati inammissibili. La Lega, tra gli altri, ha ripresentato – in forma riformulata – la proposta relativa alla cessione di quote del Mes. Dopo la bocciatura motivata da carenze di copertura finanziaria, il nuovo testo non indica più un obiettivo di incasso, ma si limita ad autorizzare la cessione delle quote di contribuzione al capitale del Meccanismo europeo di stabilità, destinando i proventi al rifinanziamento del Fondo per la riduzione della pressione fiscale. Il presidente Calandrini ha escluso l’avvio delle votazioni il 3 dicembre, come inizialmente ipotizzato, precisando che il lavoro riprenderà soltanto dopo la festività dell’Immacolata. Ha infine rilevato che la settimana successiva sarà decisiva per razionalizzare l’ampio numero di proposte presentate, in modo da rendere possibile la votazione in un’unica seduta, qualora si riesca a sciogliere i nodi ancora pendenti.

Bankitalia, riforma Tuf passaggio importante

La Banca d’Italia considera la riforma del Testo unico della finanza un passaggio rilevante per la crescita e la competitività del mercato finanziario nazionale. In un intervento pubblico, Siani ha affermato che le innovazioni introdotte dalla riforma sarebbero coerenti con l’obiettivo di rafforzare l’attrattività del settore a livello internazionale e di contribuire allo sviluppo del più ampio mercato dei capitali europeo. Sul versante del governo societario, Siani ha valutato positivamente le previsioni contenute nello schema di decreto, in particolare il rafforzamento dell’autonomia statutaria e la valorizzazione delle diverse forme di amministrazione societaria. Ha inoltre sottolineato che l’introduzione di discipline autonome per i modelli tradizionale, monistico e dualistico renderebbe il quadro normativo maggiormente comprensibile per gli investitori, soprattutto internazionali, che hanno familiarità con i sistemi monistico e dualistico. Secondo Siani, anche le disposizioni relative allo svolgimento delle assemblee rappresentano un elemento significativo della riforma, poiché consentirebbero una partecipazione flessibile dei soci e permetterebbero di adeguare i procedimenti decisionali alle caratteristiche delle deliberazioni e alle istanze degli azionisti. Sarebbe inoltre giudicato importante il riconoscimento, a una percentuale qualificata di soci, del diritto di chiedere la celebrazione dell’assemblea secondo modalità tradizionali in presenza, per preservare il ruolo dell’adunanza quale sede di confronto e composizione degli interessi. Tale aspetto risulterebbe particolarmente rilevante per le banche quotate costituite in forma cooperativa, caratterizzate da un forte impianto di democrazia societaria. In materia di risparmio gestito, Siani ha osservato che le scelte del legislatore allineerebbero il sistema italiano alle principali giurisdizioni europee. Si è soffermato, in particolare, su due istituti innovativi introdotti dalla riforma: la società di partenariato, la cui introduzione sarebbe stata valutata favorevolmente, e il nuovo regime di registrazione, anziché autorizzazione, dei gestori sotto soglia, ossia operatori di piccole dimensioni che non superano determinati livelli di attivi gestiti. Tale regime, a suo giudizio, risulterebbe coerente con l’obiettivo strategico di favorire gli investimenti nelle piccole e medie imprese innovative, oltre che proporzionato alla dimensione e al profilo di rischio mostrato nel tempo dagli intermediari, potenzialmente sostenendone la crescita.

Dazi, Bce: Crescita eurozona modesta ma economia resiliente

La Banca centrale europea ha evidenziato come l’economia dell’area euro continui a mostrare una crescita modesta, pur mantenendo una resilienza superiore alle attese. Nei verbali della riunione del Consiglio direttivo del 29 e 30 ottobre, l’istituto ha fatto sapere che i membri avrebbero confermato in larga misura lo scenario di base delineato nelle proiezioni di settembre, sia sotto il profilo numerico sia sotto quello narrativo. Pur riconoscendo la presenza di segnali contrastanti, ritenuti in parte positivi e in parte negativi, non sarebbero emersi elementi tali da modificare sostanzialmente la valutazione complessiva sulle prospettive economiche. Secondo la stima preliminare diffusa da Eurostat durante la riunione, il Pil dell’area euro sarebbe cresciuto dello 0,2% nel terzo trimestre, registrando un dato lievemente superiore alle attese e già anticipato nel corso della discussione a causa delle sorprese positive provenienti da alcune delle principali economie dell’area. Anche gli indicatori di indagine più recenti avrebbero mostrato un andamento più favorevole del previsto. Le ultime rilevazioni Pmi, in particolare, avrebbero segnalato un miglioramento generalizzato, suggerendo un potenziale rafforzamento del ritmo di crescita. L’indice composito Pmi avrebbe raggiunto quota 52,2 in ottobre, con un incremento di 2,1 punti rispetto a maggio, trainato soprattutto dal settore dei servizi. Il miglioramento avrebbe coinvolto la maggior parte delle economie dell’area, inclusa quella di dimensioni maggiori, dove l’indice composito avrebbe toccato 53,8, il livello più elevato dalla primavera del 2023.

Nei verbali si fa inoltre riferimento a una recente ripresa degli investimenti immobiliari e alla presenza di segnali più consistenti di sostegno fiscale, in particolare nella principale economia dell’eurozona, con aumenti rilevanti della spesa destinata alla difesa e alle infrastrutture. Parallelamente, sul fronte meno favorevole, alcuni membri del Consiglio direttivo avrebbero osservato come le speranze di ripresa del settore manifatturiero non fossero state confermate dai dati sulla produzione industriale di agosto, che avrebbero evidenziato una contrazione nella produzione di beni strumentali e di consumo durevoli. Tali risultati avrebbero riportato la produzione industriale al livello più basso da gennaio 2025, con valori ancora inferiori di circa il 4% rispetto a quelli registrati nel giugno 2023.

In un quadro più ampio, è stato sottolineato come l’economia dell’area euro si sia mantenuta persistentemente al di sotto delle proiezioni degli ultimi anni. La considerazione si basa sulle ampie deviazioni cumulative osservate nell’arco di due anni tra i valori realizzati di Pil, consumi privati e investimenti delle imprese al termine del secondo trimestre 2025 e le corrispondenti proiezioni formulate dagli esperti due anni prima. Tali divergenze risultano particolarmente rilevanti se si considera che, nello stesso periodo, i tassi di interesse sono diminuiti più rapidamente rispetto alle ipotesi originarie contenute nelle stime.

  1. Manovra: incontro con le banche, il nodo aumento Irap. Si allungano tempi per l'esame
  2. Bankitalia, riforma Tuf passaggio importante
  3. Dazi, Bce: Crescita eurozona modesta ma economia resiliente