Governo in allerta su speculazioni prezzi carburanti e bollette
Il governo ha attivato le misure di cautela previste dall’ordinamento per fronteggiare possibili fenomeni speculativi sui prezzi dell’energia e dei carburanti, in un contesto segnato dagli effetti della crisi tra Stati Uniti e Iran. L’attenzione dell’esecutivo si concentra in particolare sull’andamento dei listini, giudicato da più parti anomalo per rapidità e intensità, soprattutto alla luce del fatto che parte dei rincari sarebbe stata applicata su scorte acquistate mesi prima a prezzi sensibilmente inferiori. Le associazioni dei consumatori sottolineano infatti che alcuni marchi petroliferi hanno aumentato nell’arco di una sola notte il prezzo del gasolio fino a 10 centesimi al litro, alimentando il sospetto di dinamiche speculative. Sul piano politico, Giorgia Meloni ha prospettato la possibilità di un intervento fiscale nei confronti degli operatori che dovessero trarre vantaggio improprio dall’aumento delle bollette. In termini analoghi si è espresso anche Gilberto Pichetto Fratin, il quale ha fatto sapere che il governo intende mantenere alta l’attenzione su eventuali utilizzi fraudolenti della congiuntura e valutare, se necessario, misure di carattere fiscale. L’ipotesi richiamata è quella di colpire gli extraprofitti, vale a dire i maggiori utili derivanti da un incremento dei prezzi non riconducibile soltanto alle normali dinamiche di mercato. Si tratta di un tema già affrontato durante la discussione della manovra, ma successivamente accantonato, che potrebbe ora tornare al centro dell’azione di governo. Nel frattempo, sono stati attivati tre distinti fronti di controllo. Il Ministero delle Imprese e del Made in Italy ha convocato per il giorno successivo la commissione di allerta prezzi, alla quale prenderanno parte anche la Guardia di finanza e le associazioni dei consumatori. Sul comparto dei carburanti risulta già trasmesso un dossier alle Fiamme gialle. Parallelamente, Arera ha annunciato l’attivazione dell’Unità di vigilanza energetica, descritta come un presidio permanente finalizzato al monitoraggio in tempo reale dei prezzi all’ingrosso e al dettaglio di gas ed elettricità, con l’obiettivo di valutare gli effetti sui corrispettivi applicati ai clienti finali e fornire agli organi istituzionali gli elementi di analisi utili per le decisioni di competenza. Anche l’Antitrust è chiamata a svolgere un ruolo potenzialmente rilevante, dal momento che sono già pervenuti numerosi esposti e che l’Autorità potrebbe verificare l’eventuale esistenza di pratiche anticoncorrenziali, compresa l’ipotesi di un coordinamento tra operatori per mantenere elevati i prezzi. Tra le opzioni allo studio vi è anche una revisione del decreto bollette appena approvato, i cui benefici, secondo alcune valutazioni, rischierebbero di essere rapidamente assorbiti dall’impennata dei costi energetici. A questa prospettiva si affianca la richiesta, avanzata da più soggetti, di riattivare il meccanismo delle accise mobili già previsto dalla normativa vigente. Il Codacons ricorda infatti che il governo dispone già di uno strumento che consentirebbe di utilizzare il maggior gettito IVA generato dall’aumento dei carburanti per ridurre le accise su benzina e gasolio, attenuando così l’impatto dei rincari sui prezzi finali alla pompa. Secondo tale ricostruzione, il provvedimento potrebbe essere adottato dal Ministero dell’Economia, di concerto con il Ministero dell’Ambiente e della Sicurezza energetica.
Bankitalia: Panetta, dazi e guerra aggiungono incertezze a economia globale
Nel nuovo Piano strategico 2026-2028 la Banca d’Italia delinea una linea d’azione centrata sul rafforzamento della propria capacità di risposta ai mutamenti del contesto economico e finanziario, in una fase segnata da crescente instabilità internazionale e da profonde trasformazioni tecnologiche. L’impostazione del piano si sviluppa attorno a quattro direttrici principali, concepite per adeguare l’istituzione alle sfide del sistema finanziario contemporaneo e consolidarne il ruolo in ambiti considerati cruciali, dai pagamenti digitali alla resilienza operativa. Una prima direttrice riguarda la necessità di agire in modo più proattivo di fronte ai cambiamenti di scenario e agli shock esterni, con l’obiettivo di rafforzare al tempo stesso l’efficacia della comunicazione istituzionale verso il Paese. A questa si affianca l’attenzione al capitale umano e all’organizzazione interna, con il ricorso all’intelligenza artificiale come leva per razionalizzare i processi operativi e renderli più agili, efficaci ed efficienti. Un terzo asse strategico è rappresentato dal rafforzamento del ruolo della Banca d’Italia nei sistemi di pagamento, sia nazionali sia transfrontalieri, con un impegno indicato come prioritario nella realizzazione della moneta digitale di banca centrale. L’ultimo pilastro riguarda invece il presidio dell’evoluzione tecnologica, con particolare attenzione alla resilienza operativa digitale e ai rischi connessi a tecnologie dirompenti, come il calcolo quantistico e la stessa intelligenza artificiale, considerate strumenti di sviluppo ma anche possibili fonti di vulnerabilità se non adeguatamente regolate.
Questa impostazione strategica si inserisce in un quadro internazionale che, secondo il governatore Fabio Panetta, appare segnato da un aumento delle incertezze economiche e geopolitiche. Aprendo a Palazzo Koch i lavori del convegno dedicato alle condizioni infrastrutturali e di contesto necessarie alla creazione di occupazione in Africa, promosso dalla Banca Mondiale e dalla Presidenza del Consiglio, Panetta ha osservato che negli ultimi tre decenni la globalizzazione aveva contribuito a ridurre la povertà, ampliando le opportunità economiche e creando posti di lavoro in molte aree del mondo, ma ha rilevato che tale progresso si è rivelato fragile. Il governatore ha ricondotto questa fragilità agli effetti della pandemia, all’aumento delle controversie commerciali, al ritorno del protezionismo e all’intensificarsi delle tensioni geopolitiche, fattori che a suo avviso hanno accresciuto l’incertezza sul quadro economico globale. Nella stessa occasione, Panetta ha richiamato anche il peso crescente dei conflitti armati, sottolineando che in alcune regioni la guerra non rappresenta più una minaccia remota ma una realtà concreta, con costi umani elevatissimi e conseguenze economiche potenzialmente molto ampie. In questo contesto, il Piano strategico di Bankitalia appare come il tentativo di attrezzare l’istituzione a un ambiente più instabile, in cui la transizione digitale, la ridefinizione degli equilibri commerciali e l’emergere di nuovi rischi sistemici impongono una capacità di adattamento più rapida, una maggiore solidità operativa e una presenza più incisiva nei nodi centrali dell’infrastruttura finanziaria.
Euro digitale, dalla Bce via alle manifestazioni d'interesse per il progetto pilota
La Banca centrale europea ha avviato ufficialmente la raccolta delle manifestazioni di interesse rivolte ai fornitori di servizi di pagamento per la partecipazione al progetto pilota dell’euro digitale, aprendo una nuova fase operativa nel percorso di sperimentazione della futura valuta digitale europea. L’iniziativa, prevista per la seconda metà del 2027 e destinata a protrarsi per dodici mesi, ha l’obiettivo di testare in un ambiente controllato sia le funzionalità tecniche sia l’esperienza d’uso dello strumento. Il programma coinvolgerà il personale delle banche centrali dell’Eurosistema, commercianti selezionati e attività di uso quotidiano, consentendo ai partecipanti di effettuare pagamenti digitali online e offline, sia tra privati sia verso esercizi commerciali, compresi i pagamenti mobili. La Bce ha reso disponibile la documentazione tecnica e operativa necessaria per sostenere la candidatura degli operatori interessati. La decisione finale sull’emissione dell’euro digitale resta subordinata all’adozione della relativa legislazione dell’Unione europea. L’avvio della fase pilota si colloca in un quadro più ampio di riflessione sul ruolo delle istituzioni monetarie in una fase segnata da cambiamenti profondi e da crescente instabilità. In questo contesto, Christine Lagarde ha sottolineato che il mondo sta entrando in una fase dominata dall’incertezza, intesa non come semplice oscillazione congiunturale ma come trasformazione della struttura stessa del sistema economico. Secondo la presidente della Bce, gli shock degli ultimi anni stanno infatti determinando mutamenti strutturali di lungo periodo: la pandemia ha evidenziato la fragilità delle catene globali di approvvigionamento e ha innescato una tendenza durevole verso la rilocalizzazione produttiva, mentre l’invasione russa dell’Ucraina ha modificato profondamente la geografia della sicurezza europea. Da un lato, l’istituzione sta rafforzando la capacità dei propri modelli di gestire l’incertezza attraverso un uso più sistematico dell’analisi di scenario, così da esplorare futuri possibili senza dipendere esclusivamente dai dati storici. Dall’altro, viene ritenuto necessario ampliare l’orizzonte dell’osservazione oltre il recente passato, tornando a episodi storici in cui agivano forze analoghe a quelle attuali, nella consapevolezza che ciò non consente di prevedere con precisione gli sviluppi futuri ma può aiutare a comprendere meglio le dinamiche in corso e i rischi emergenti. Nel collegare la fase di sperimentazione dell’euro digitale al contesto economico e geopolitico generale, emerge così una strategia in cui innovazione monetaria e adattamento all’incertezza risultano strettamente connessi. La trasformazione tecnologica, che procede insieme a un indebolimento dell’integrazione globale, viene letta dalla Bce come una condizione strutturale con cui l’Europa dovrà misurarsi nei prossimi anni. In questo quadro, il progetto pilota dell’euro si configurando come uno degli strumenti attraverso cui l’istituzione monetaria europea intende prepararsi a un ambiente economico più frammentato e instabile.

