Energia, Giorgetti: su flessibilità non vinto derby, ma sono soddisfatto 

Il ministro dell’Economia Giancarlo Giorgetti, intervenendo al question time a Palazzo Madama in risposta a un’interrogazione del senatore del Partito democratico Antonio Misiani, ha espresso soddisfazione per il risultato conseguito in sede europea in materia di flessibilità, pur precisando che non si tratta di una contrapposizione vinta tra Italia ed Europa. Il ministro ha sottolineato di aver lavorato con continuità e riservatezza, anche attraverso un’intensa attività di confronto in diversi Paesi europei, per ottenere un esito ritenuto favorevole a famiglie e imprese italiane. Ha tuttavia evidenziato che il percorso non può considerarsi concluso, poiché l’annuncio della Commissione europea dovrà essere seguito dall’approvazione del Consiglio europeo e dagli ulteriori passaggi istituzionali previsti.

Nel richiamare l’esigenza di procedere con attenzione, Giorgetti ha spiegato che le eventuali disponibilità dovranno essere impiegate in modo prudente e mirato, con una valutazione delle imprese maggiormente esposte agli effetti dello shock energetico e delle famiglie più vulnerabili. Il ministro ha inoltre osservato che durata e intensità dello shock determinato dal conflitto in Medio Oriente incideranno sull’evoluzione della misura e sulla sua effettiva entità.

Con riferimento alle accise, Giorgetti ha ricordato che le misure in vigore sono in scadenza il 6 giugno e ha confermato l’intenzione del Governo di intervenire attraverso il meccanismo delle accise mobili. Ha precisato che la quantificazione delle risorse disponibili potrà essere definita solo alla scadenza del termine, tenendo conto anche dell’andamento delle condizioni di mercato, sulla cui base sarà valutata la proroga delle forme di intervento. Il ministro ha quindi rivendicato l’iniziativa italiana in sede europea, affermando che il Paese si è assunto la responsabilità di porre una questione condivisa anche da altri Stati membri, ma finora non rappresentata apertamente per il timore di effetti reputazionali. In tale quadro, ha espresso apprezzamento per l’approccio della Commissione europea, ritenuto non meramente burocratico. Quanto alle coperture finanziarie, Giorgetti ha chiarito che il ricorso alla clausola di deroga comporterebbe un incremento dei livelli di deficit. Ha tuttavia evidenziato che l’Italia, anche alla luce della raccomandazione europea del giorno precedente, figura tra i pochi Paesi che nel 2026 hanno rispettato e stanno rispettando il percorso di spesa concordato, circostanza che offrirebbe un ulteriore margine di intervento a sostegno di famiglie e imprese. Il ministro ha infine precisato che l’eventuale utilizzo della clausola di esclusione dal Patto non sarà definito esclusivamente in sede governativa, ma richiederà un confronto con il Parlamento. Giorgetti ha auspicato che, una volta resa effettiva la decisione annunciata dall’Unione europea, tale confronto possa svolgersi in modo serio e costruttivo, con il contributo delle diverse competenze istituzionali.

Eurofer, “con i dazi Usa l'export di acciaio europeo è crollato del 34%”

A un anno dall’introduzione dei dazi statunitensi sull’acciaio europeo, le esportazioni dell’Unione europea verso gli Stati Uniti hanno registrato una contrazione superiore a un terzo. È quanto emerge dai dati diffusi da Eurofer, l’associazione europea dell’acciaio. Nei tre trimestri successivi all’entrata in vigore delle tariffe al 50%, le vendite europee sul mercato statunitense sono diminuite del 34%, passando da 2,93 a 1,94 milioni di tonnellate. Le misure, introdotte dall’amministrazione Donald Trump il 4 giugno 2025, sono state successivamente estese anche ai derivati ad alta intensità di acciaio. Acciaio e alluminio restano attualmente gli unici settori ancora sottoposti a dazi del 50%. Secondo il direttore generale di Eurofer, Axel Eggert, l’impatto delle misure risulta evidente, poiché i dazi stanno comprimendo le esportazioni europee di acciaio verso gli Stati Uniti e la questione dell’accesso al mercato americano resta irrisolta. Eggert ha inoltre osservato che, in assenza di una soluzione specifica per il settore siderurgico, l’accordo raggiunto nel luglio scorso da Donald Trump e Ursula von der Leyen, che prevede un’aliquota generalizzata al 15%, non produce effetti utili per l’industria siderurgica europea.

Leo: approvato in via definitiva il Testo unico sulle imposte sui redditi

Il Consiglio dei ministri ha approvato in via definitiva il Testo unico sulle imposte sui redditi, settimo degli otto provvedimenti di riordino del sistema tributario italiano previsti nell’ambito della riforma fiscale. Lo ha reso noto il viceministro dell’Economia e delle Finanze Maurizio Leo. Il viceministro ha evidenziato che il percorso di riforma è prossimo al completamento e che, dopo l’approvazione definitiva del Tuir, resta da adottare soltanto il Testo unico sull’accertamento per concludere il ciclo dei testi normativi di riordino. Leo ha ricordato che il Testo unico, risalente al 1986, è stato interessato nel corso degli anni da oltre 1.200 modifiche legislative, distribuite in 127 diversi atti normativi. Secondo il viceministro, il nuovo intervento consente di ricondurre la disciplina all’interno di un unico provvedimento, contribuendo a offrire a cittadini, imprese e professionisti un quadro normativo più organico, chiaro e aggiornato. Una volta completata l’approvazione di tutti i testi unici, il Governo proseguirà, secondo quanto ribadito da Leo, con la redazione del Codice tributario. Tale intervento viene indicato come un passaggio rilevante per superare la stratificazione normativa accumulata negli ultimi decenni e rafforzare la certezza del diritto.

Cipollone: l’euro digitale ridurrà la dipendenza dai circuiti internazionali

L’euro digitale consentirà all’Europa di dotarsi di una propria infrastruttura per i pagamenti, contribuendo a ridurre la dipendenza da standard controllati da operatori stranieri. È quanto ha evidenziato il membro del Comitato esecutivo della Banca centrale europea Piero Cipollone, nel corso di un intervento presso la commissione Affari economici del Parlamento europeo. Secondo Cipollone, l’Europa dipende attualmente in misura significativa da standard proprietari gestiti da circuiti internazionali di carte. Tale condizione limita la capacità di sviluppo delle soluzioni europee, che sono chiamate a sostenere costi per l’utilizzo di standard stranieri oppure a promuovere standard europei ancora scarsamente diffusi. Il membro del board della Bce ha spiegato che, in virtù dello status di moneta avente corso legale, l’euro digitale potrà introdurre standard aperti e uniformi in tutta l’area euro, favorendo l’interoperabilità tra carte, dispositivi mobili e terminali di pagamento attraverso un’infrastruttura europea comune.

Cipollone ha inoltre osservato che l’adozione di tali standard consentirebbe anche alle soluzioni private europee di estendersi all’intera area euro, senza richiedere ulteriori aggiornamenti tecnici ai terminali di pagamento. In questa prospettiva, l’euro digitale viene indicato come uno strumento complementare rispetto alle iniziative private, in grado di sostenerne lo sviluppo. Il rappresentante della Bce ha infine ribadito la necessità di procedere tempestivamente sul quadro legislativo, ritenendo che progressi rapidi possano consentire agli operatori europei di aumentare la propria scala operativa già prima dell’eventuale emissione dell’euro digitale, contribuendo al rafforzamento dell’autonomia europea nel settore dei pagamenti.

Bce: Lagarde, serve calendario ambizioso su mercato unico e unione investimenti

La presidente della Banca centrale europea Christine Lagarde ha evidenziato la possibilità per l’euro di rafforzare la propria attrattività a livello globale, a condizione che i decisori politici europei creino le condizioni necessarie e traducano gli impegni assunti in interventi concreti. Nel dossier dedicato al ruolo internazionale dell’euro, Lagarde ha indicato come prioritario il consolidamento dei tre pilastri su cui si fonda il potenziale globale della moneta unica: resilienza economica, integrità giuridica e istituzionale e credibilità geopolitica. Secondo la presidente della Bce, il completamento del mercato unico resta un passaggio essenziale per liberare pienamente il potenziale dell’Europa. Affinché l’euro possa evolvere in una valuta internazionale di dimensione realmente globale, l’area euro deve inoltre rafforzare la propria scala economica e dotarsi di mercati dei capitali più profondi e liquidi, in grado di indirizzare con maggiore efficacia i flussi finanziari verso investimenti produttivi. In tale quadro, Lagarde ha richiamato la necessità di integrare e approfondire i mercati dei capitali europei, attraverso misure concrete per il completamento dell’Unione del risparmio e degli investimenti. A tal fine, ha sottolineato l’importanza di un calendario ambizioso.

La presidente della Bce ha infine evidenziato che la fiducia degli investitori nelle istituzioni e nelle politiche che sostengono la moneta unica, anche attraverso il rispetto dello Stato di diritto, rimane un elemento cruciale per l’attrattività internazionale dell’euro.

  1. Energia, Giorgetti: su flessibilità non vinto derby, ma sono soddisfatto 
  2. Eurofer, “con i dazi Usa l'export di acciaio europeo è crollato del 34%”
  3. Leo: approvato in via definitiva il Testo unico sulle imposte sui redditi
  4. Cipollone: l’euro digitale ridurrà la dipendenza dai circuiti internazionali
  5. Bce: Lagarde, serve calendario ambizioso su mercato unico e unione investimenti



Take The Date