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Schema Dlgs Mercati interni gas e idrogeno: la 4ª Senato ha concluso l'esame

FERX e riduzione costo bollette: le risposte del Governo in Aula Camera

Tecnologie nucleari con applicabilità militare: la risposta del Governo in Aula Camera

Riqualificazione ed efficientamento Erp, Ritardi progetti Cer, Comuni e Piano nazionale di ripristino: le risposte del Governo in VIII Camera

Rischio idrogeologico e sismico del territorio italiano: la Commissione d'inchiesta ha ascoltato ISPRA

IC Autoproduzione energia FER: l'8ª Senato ha ascoltato Enel

Nuova Transizione 5.0: Decreto interministeriale 7 maggio 2026

Biometano: online il nuovo bando di vendita per l'anno termico 2026-2027

MASE: via libera della Commissione europea al FER X a regime

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Schema Dlgs Mercati interni gas e idrogeno: la 4ª Senato ha concluso l'esame

La Commissione Politiche dell’UE del Senato ha concluso l’esame dello schema di decreto legislativo di attuazione della direttiva europea sui mercati interni del gas rinnovabile, del gas naturale e dell’idrogeno, approvando osservazioni favorevoli con rilievi.

Il relatore Roberto Rosso (FI) ha richiamato il valore del provvedimento, che introduce un quadro giuridico organico per lo sviluppo dei mercati dell’idrogeno, facilita l’immissione del biometano nelle reti esistenti e rafforza le tutele per consumatori finali e clienti vulnerabili. È stato inoltre ricordato il giudizio positivo di ARERA, che ha ritenuto lo schema completo e adeguato rispetto alle nuove competenze attribuite all’Autorità.

La Commissione ha rilevato l’assenza di criticità rispetto alla normativa europea e ha sottolineato che il decreto consente il recepimento tempestivo della direttiva entro il termine del 5 agosto 2026. Nei rilievi approvati, ha invitato a valutare l’estensione ai clienti del gas naturale di maggiori tutele contro modifiche unilaterali sfavorevoli dei contratti, lo sviluppo di meccanismi di acquisto di lungo termine per i settori energivori e il coordinamento tra futuri piani di dismissione e attuali interventi sulla rete gas.

È stata inoltre segnalata l’esigenza di rafforzare la dotazione organica di ARERA, prevedendo professionalità con competenze specifiche per la nuova funzione di regolazione del mercato dell’idrogeno. Sul provvedimento è arrivato anche il parere favorevole della Conferenza Stato-Regioni, con proposte emendative non vincolanti che saranno esaminate dal MASE.

FERX e riduzione costo bollette: le risposte del Governo in Aula Camera

Il ministro dell’Ambiente e della Sicurezza energetica, Gilberto Pichetto Fratin, ha risposto alla Camera su FER X definitivo e riduzione del costo delle bollette energetiche, confermando la linea del Governo su rinnovabili, autoconsumo e contenimento della volatilità dei prezzi.

Sul FER X, Pichetto ha ricordato il via libera definitivo della Commissione europea dell’8 giugno 2026. Il decreto è in fase di registrazione e sarà operativo dopo la pubblicazione sul sito del MASE, mentre i primi bandi sono attesi auspicabilmente in autunno. Il meccanismo prevede 37,15 GW di nuova capacità rinnovabile: 10 GW per impianti fino a 1 MW con accesso diretto e 27,15 GW tramite procedure competitive.

Il ministro ha sottolineato che i contratti per differenza potranno favorire il disaccoppiamento dal prezzo del gas e alleggerire la componente ASOS in bolletta, contribuendo agli obiettivi di decarbonizzazione al 2030. Ha inoltre rivendicato la crescita delle rinnovabili nell’ultimo triennio e il risultato delle ultime aste, collocate intorno alla metà del PUN.

Sulle bollette, Pichetto ha indicato due direttrici: misure immediate e interventi strutturali. Ha richiamato il decreto-legge Bollette, con potenziamento del bonus sociale e riduzione degli oneri per le utenze non domestiche, insieme a interventi su ASOS, produzione termoelettrica, contratti di lungo termine, differenziale PSV-TTF, gas release e biometano.

In conclusione, il ministro ha collegato queste misure al sostegno agli investimenti in rinnovabili, FER X e semplificazioni autorizzative, aprendo alla possibilità di valutare, nella revisione del PNRR e nel bilancio nazionale, il rifinanziamento degli interventi per autoproduzione ed efficientamento energetico rimasti senza copertura.

Tecnologie nucleari con applicabilità militare: la risposta del Governo in Aula Camera

Il sottosegretario all’Ambiente e alla Sicurezza energetica, Claudio Barbaro, ha risposto alla Camera all’interpellanza urgente di Angelo Bonelli sui chiarimenti relativi ad attività di ricerca su tecnologie nucleari con possibile applicabilità militare finanziate dallo Stato.

Barbaro ha chiarito che il disegno di legge delega riguarda esclusivamente gli impieghi civili dell’energia nucleare sostenibile e della fusione, senza alcun riferimento allo sviluppo, alla fabbricazione, all’acquisizione o all’impiego di armi nucleari. Ha inoltre precisato che le tecnologie nucleari per finalità energetiche e propulsive in ambito navale non sono riconducibili a sistemi d’arma.

Il sottosegretario ha poi richiamato il programma Minerva, inserito nel Piano nazionale della ricerca militare e gestito dalla Direzione degli armamenti navali del Ministero della Difesa, specificando che riguarda attività di studio su possibili applicazioni navali avanzate per la generazione di energia e la propulsione. Il programma, finanziato con circa 4,2 milioni di euro, vede la partecipazione di Fincantieri, Cetena, Ansaldo Nucleare, Rina Service e Università di Genova.

Il Governo ha sostenuto che tali attività si svolgono nel rispetto della normativa nazionale e degli obblighi internazionali di non proliferazione nucleare, richiamando il TNP, l’Accordo di salvaguardia con AIEA ed Euratom. Sulla base delle verifiche del CNR e dell’ISIN, Barbaro ha riferito che non risultano progetti di ricerca e sviluppo su tecnologie nucleari per applicazioni nel campo degli armamenti militari.

In conclusione, il Governo ha ribadito il divieto di qualsiasi diversione di materiali, impianti, tecnologie o attività verso finalità incompatibili con gli obblighi assunti dall’Italia, ritenendo insussistenti i presupposti per una relazione alle Camere. Bonelli, in replica, si è dichiarato insoddisfatto, denunciando una persistente ambiguità politica sul rapporto tra nucleare civile, difesa e possibili applicazioni militari.

Riqualificazione ed efficientamento Erp, Ritardi progetti Cer, Comuni e Piano nazionale di ripristino: le risposte del Governo in VIII Camera

Il sottosegretario all’Ambiente e alla Sicurezza energetica, Claudio Barbaro, ha risposto in Commissione Ambiente a tre interrogazioni su efficientamento energetico dell’edilizia residenziale pubblica, ritardi nelle comunità energetiche rinnovabilie attuazione del Piano nazionale di ripristino della natura.

Sull’ERP, Barbaro ha ricordato che la misura PNRR M7-I17 dispone di 1,318 miliardi per ridurre i consumi degli immobili di almeno il 30%, con possibile incremento di ulteriori 200 milioni. Le risorse risultano già sature, ma il portale resterà aperto fino al 30 giugno 2026 per eventuali nuovi finanziamenti, revoche o rinunce. Il contributo PNRR potrà coprire fino al 65% dei costi ed essere integrato con strumenti nazionali come il Conto Termico.

Sulle CER, il sottosegretario ha riferito che sono arrivate oltre 48 mila istanze, per più di 3,4 GW di potenza e quasi 1,5 miliardidi contributi richiesti, a fronte di circa 800 milioni disponibili. Il GSE ha completato l’istruttoria tecnica e amministrativa per circa 26 mila domande e pubblicato a maggio i primi atti di concessione per 18.795 richieste, con l’obiettivo di completare le ulteriori valutazioni entro giugno.

Sul Piano nazionale di ripristino della natura, Barbaro ha ricordato che la bozza è ancora in consultazione pubblica, prorogata al 24 giugno, e che ISPRA cura il coordinamento tecnico-scientifico, le linee guida, la VAS e la comunicazione. Il MASE ha richiamato il coinvolgimento di ANCI, enti locali e Conferenza Unificata, oltre alle risorse europee e nazionali disponibili, tra cui LIFE, PAC, fondi di coesione, PNRR forestazione urbana, Fondo contro il consumo di suolo e oltre 82 milioni del FSC 2021-2027.

Nel complesso, le risposte hanno confermato la centralità di riqualificazione energetica, autoconsumo collettivo, sostegno ai comuni e ripristino degli ecosistemi come leve operative della transizione ecologica, pur evidenziando criticità legate a saturazione delle risorse, tempi istruttori e capacità amministrativa dei territori.

 

Rischio idrogeologico e sismico del territorio italiano: la Commissione d'inchiesta ha ascoltato ISPRA

La Commissione parlamentare d’inchiesta sul rischio idrogeologico e sismico ha ascoltato ISPRA sullo stato della prevenzione e della sicurezza del territorio. L’audizione ha evidenziato il ruolo centrale dell’Istituto come infrastruttura tecnico-scientifica a supporto delle politiche pubbliche, in un quadro nazionale segnato da frane, alluvioni ed eventi estremi aggravati dai cambiamenti climatici.

Alessandra Gallone, presidente di ISPRA, ha richiamato la fragilità strutturale del territorio italiano e la necessità di superare una gestione emergenziale del dissesto. Ha sottolineato che non può esserci prevenzione senza conoscenza, valorizzando il patrimonio di dati ufficiali dell’Istituto, la piattaforma IdroGEO, il programma CARG e gli strumenti di monitoraggio messi a disposizione di istituzioni, enti locali, imprese e cittadini.

Alessandro Trigila ha approfondito il tema delle frane, ricordando i casi recenti di Niscemi e Petacciato e spiegando che molti fenomeni tendono a riattivarsi negli stessi luoghi. Ha evidenziato l’importanza di aggiornare costantemente mappe e inventari, definire criteri di priorità e aumentare le risorse per il monitoraggio, oggi ancora limitato rispetto alle oltre 689 mila frane censite a livello nazionale.

Nel confronto con i commissari sono emerse le esigenze di rafforzare il valore ufficiale delle banche dati, rendere più omogenea la pianificazione territoriale, migliorare la gestione post-evento e avviare una programmazione di lungo periodo. ISPRA ha richiamato anche la necessità di valorizzare il capitale umano, garantire continuità alle professionalità formate con il PNRR e rafforzare il coordinamento tra istituzioni, ricerca, territori e autorità competenti.

In conclusione, l’audizione ha confermato che la prevenzione del dissesto idrogeologico deve diventare una componente strutturale delle politiche di sviluppo, adattamento climatico e tutela del territorio, attraverso dati accessibili, investimenti stabili, campagne informative e una maggiore capacità attuativa delle amministrazioni.

IC Autoproduzione energia FER: l'8ª Senato ha ascoltato Enel

La Commissione Ambiente ed Energia del Senato Senato ha proseguito oggi le audizioni nell’ambito dell’indagine conoscitiva sullo stato dell'arte e sullo sviluppo dell'autoproduzione di energia elettrica da fonti rinnovabili, sia individuale che collettiva, e sui progressi tecnologici e sulla ricerca attuale relativi agli accumuli di energia elettrica.

Fabrizio Iaccarino ha illustrato il quadro del sistema elettrico italiano, ricordando che le rinnovabili coprono oggi il 41% della produzione, a fronte dell’obiettivo PNIEC del 63% al 2030. Ha evidenziato il peso ancora rilevante del gas, che incide sulla formazione dei prezzi, e la quota di energia importata dall’estero. In questo contesto ha indicato come prioritaria l’accelerazione delle nuove installazioni rinnovabili, valorizzando in particolare l’idroelettrico, considerato una risorsa strategica e più programmabile grazie a bacini e pompaggi.

Giuseppe Cicerani ha approfondito il ruolo degli accumuli, necessari per gestire la crescita delle fonti intermittenti e spostare l’energia solare dalle ore centrali del giorno alle ore serali. Ha richiamato il fabbisogno previsto dal PNIEC, le aste MACSE e il ruolo di Terna nella pianificazione centralizzata della capacità. Enel ha indicato una traiettoria di crescita da circa 7 GWh di capacità BESS installata a fine 2025 a 15 GWh entro il 2028, sottolineando anche la forte riduzione dei costi delle batterie e il miglioramento delle performance tecnologiche.

Marco Frattini si è soffermato su autoconsumo, elettrificazione e benefici per famiglie e imprese. Ha evidenziato il ruolo di fotovoltaico, pompe di calore, mobilità elettrica e comunità energetiche rinnovabili, considerate strumenti utili per generare risparmi, nuova capacità rinnovabile e benefici territoriali. Sono state segnalate tuttavia criticità legate a incentivi, burocrazia, tempi attuativi e necessità di maggiore consapevolezza dei consumatori.

Nel confronto con i senatori sono stati affrontati anche nucleare, accumuli di lunga durata, accumuli termici e CSP, intelligenza artificiale, smart grid, Gigafactory di Catania e geotermia. Enel ha ribadito l’esigenza di accelerare sul permitting, rafforzare le competenze della pubblica amministrazione e orientare la transizione verso tecnologie competitive, sostenibili e coerenti con la stabilità del sistema elettrico.

Nuova Transizione 5.0: Decreto interministeriale 7 maggio 2026

A partire dalle ore 12.00 di venerdì 12 giugno 2026, sarà operativa sul portale del Gestore dei Servizi Energetici (GSE), la piattaforma per la prenotazione delle agevolazioni previste dal Piano Transizione 5.0, a supporto degli investimenti in beni strumentali tecnologicamente avanzati e impianti FER.

 

“Con l’apertura della piattaforma rendiamo operativo il nuovo Piano Transizione 5.0: quasi 10 miliardi di risorse nazionali per accompagnare, nel prossimo triennio, gli investimenti delle imprese in innovazione digitale, efficienza energetica e tecnologie avanzate”, ha dichiarato il ministro delle Imprese e del Made in Italy, sen. Adolfo Urso. “Dopo il successo della prima misura, la più popolare tra le imprese, con oltre 4,25 miliardi di progetti attivati e circa 20 mila imprese coinvolte, facciamo un ulteriore passo in avanti, con regole più semplici e una programmazione pluriennale per sostenere al meglio chi investe, innova e produce in Italia, rafforzando la competitività del nostro sistema produttivo”.

Il Piano Transizione 5.0 rappresenta infatti uno degli strumenti più rilevanti della politica industriale nazionale, con uno stanziamento complessivo di risorse pubbliche pari a 9,8 miliardi di euro a sostegno della competitività, dell’innovazione e della sostenibilità del sistema produttivo italiano.

La misura agisce su tre direttrici strategiche: l’adozione di tecnologie avanzate e digitali, la digitalizzazione dei processi aziendali e la transizione verso modelli produttivi a più elevata sostenibilità ambientale. In quest’ultimo ambito rientrano, in particolare, gli investimenti in impianti per la produzione di energia da fonti rinnovabili destinata all’autoconsumo.

Sono agevolabili tutti gli investimenti effettuati a partire dal 1° gennaio 2026 e fino al 30 settembre 2028. La finestra temporale pluriennale consente alle imprese di pianificare con certezza i propri percorsi di investimento e di cogliere le opportunità offerte dalla misura nell’orizzonte di medio periodo.

Biometano: online il nuovo bando di vendita per l'anno termico 2026-2027

È online il nuovo bando per la vendita del biometano per l'anno termico 1° ottobre 2026-30 settembre 2027. Il biometano oggetto del bando è quello ritirato dal GSE e immesso nelle reti con obbligo di connessione di terzi.

Il GSE individuerà gli operatori economici, denominati “Shipper", a cui cederà il biometano prodotto, ritirato e immesso in rete, mediante un'asta pubblica, che sarà aggiudicata ai soggetti in grado di garantire le condizioni economiche più vantaggiose.

Salvo diverse disposizioni normative, è prevista un'opzione di rinnovo per ulteriori 12 mesi, fino ad un massimo di due volte, per un totale di 24 mesi.

Il bando 2026/2027, a differenza del precedente, prevede che, insieme al biometano, venga ceduta anche la Garanzia di Origine associata, in attuazione dell'articolo 46, comma 6, lettera c) del decreto legislativo 8 novembre 2021 n. 199.

Il nuovo bando prevede una procedura articolata in due lotti, definiti sulla base della destinazione d'uso del biometano. In particolare, il primo lotto riguarda il biometano con destinazione d'uso “TRASPORTI"; il secondo lotto riguarda il biometano destinato ad “ALTRI USI". Ogni lotto è suddiviso in un numero di stock pari a tre, ognuno dei quali è relativo a 1.000 GWh, per complessivi 3.000 GWh per lotto.  

Il bando di gara e tutta la documentazione correlata, compreso il modulo per la domanda di candidatura, sono disponibili nella sezione “Bandi di gara" del sito istituzionale del GSE.

MASE: via libera della Commissione europea al FER X a regime

“Il via libera della Commissione europea allo schema di decreto FER X a regime consente di proseguire il percorso di realizzazione degli impianti alimentati da fonti rinnovabili mature. Si tratta di uno strumento strategico per rafforzare l’autonomia energetica del Paese, ridurre la dipendenza dall’estero e garantire continuità al meccanismo transitorio entrato in vigore nel 2025”. Lo dichiara il ministro dell’Ambiente e della Sicurezza energetica, Gilberto Pichetto.

Il provvedimento sostiene lo sviluppo di tecnologie consolidate come il fotovoltaico, l’eolico, l’idroelettrico e gli impianti di trattamento di gas residuati dai processi di depurazione.

Il decreto prevede un contingente massimo di 37,15 GW di nuova capacità rinnovabile, di cui 10 GW riservati agli impianti fino a 1 MW di potenza e i restanti 27,15 GW destinati agli impianti di maggiore dimensione.

Il testo sarà ora trasmesso alla Corte dei Conti per la registrazione, passaggio che precederà la pubblicazione sul sito del Ministero.

Il via libera europeo rappresenta un tassello importante nel percorso di accelerazione della transizione energetica nazionale, favorendo investimenti, innovazione e maggiore sicurezza del sistema energetico italiano.



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