In Cdm la Meloni avvisa tutti i ministri sulla legge elettorale
Il richiamo ai ministri è arrivato direttamente nel Cdm che ha approvato il decreto scuola. A Palazzo Chigi Giorgia Meloni ha affrontato il nodo della legge elettorale, chiedendo alla maggioranza di garantire il via libera alla Camera, dove sul provvedimento è stata posta la fiducia. La premier ha invitato i partiti del centrodestra a assicurare presenza e voti, avvertendo che senza approvazione anche la legislatura avrebbe rischiato uno stop anticipato.
Meloni ha definito lo Stabilicum “un discreto lascito” perché avrebbe consentito ai cittadini di scegliere partito, coalizione, candidato premier, programma e parlamentare, dopo anni senza preferenze. La premier ha sostenuto la necessità di chiudere la stagione dei “giochi di Palazzo” e dei governi di coalizione variabile, criticando l’opposizione e chiedendo chiarezza sul candidato premier del centrosinistra. Sul fronte fiscale, Meloni ha difeso il taglio del bollo auto e ha criticato le forze politiche favorevoli a nuove patrimoniali, sostenendo che la linea del governo sia quella della riduzione delle tasse e non dell’aumento della pressione fiscale. Ora la responsabilità è passata ai partiti della maggioranza, chiamati a garantire i numeri necessari per l’approvazione definitiva della riforma elettorale.
Via libera dal Cdm al decreto scuola. Le opposizioni e FN attaccano
Il governo e Giorgia Meloni hanno presentato il decreto scuola come uno strumento per fermare le “classi ghetto” e favorire l’integrazione. Il ministro Giuseppe Valditara ha chiarito che nel provvedimento non è prevista la norma sull’allontanamento dei figli dai genitori che non conoscono l’italiano, oggetto delle critiche delle opposizioni.
Il decreto ha introdotto un limite del 30% di studenti stranieri per classe, il divieto di indumenti che coprono il volto come burqa e niqab, fondi per il potenziamento linguistico, corsi di italiano per i genitori e sanzioni fino a mille euro per le violazioni. Meloni ha definito le misure strumenti di integrazione basati su regole comuni, mentre Matteo Salvini ha rivendicato il provvedimento come una battaglia storica della Lega. Le opposizioni hanno criticato duramente il decreto. Elly Schlein ha accusato il governo di affrontare i problemi della scuola con una nuova “caccia alle streghe” invece di investire su edilizia e servizi. Anche M5S, +Europa, Avs e altri esponenti del centrosinistra hanno contestato le norme, definendole discriminatorie e ideologiche. Anche FN ha espresso riserve: Rossano Sasso ha apprezzato il tetto del 30% agli studenti stranieri e il divieto di burqa e niqab, ma ha chiesto ulteriori interventi contro quella che ha definito “islamizzazione delle scuole”, citando temi come Ramadan, imam negli istituti e simboli religiosi.
Tajani participa alla riunione Europa-Paesi del Golfo a New York
Il vicepresidente del Consiglio e ministro degli Esteri Antonio Tajani ha partecipato a New York alla riunione “Promuovere i partenariati Europa-Golfo per la sicurezza e la prosperità regionale”, organizzata nell’ambito dello Europe Gulf Forum. L’incontro ha riunito rappresentanti europei e dei Paesi del Golfo per discutere cooperazione economica, energetica, infrastrutturale e sicurezza. Tajani ha confermato l’impegno italiano per la libertà di navigazione attraverso le missioni Aspides, Atalanta e Irini, sottolineando l’importanza del rafforzamento della missione Aspides nello scenario del Mar Rosso e dello Stretto di Bab al-Mandeb. Il ministro ha evidenziato il ruolo delle connessioni logistiche, portuali, energetiche e digitali tra Europa e Golfo, ribadendo il sostegno italiano al Corridoio Imec e al rafforzamento dei rapporti Ue-Golfo attraverso nuovi accordi di libero scambio, incluso quello in negoziazione con gli Emirati Arabi Uniti. Il prossimo vertice Ue-Consiglio di Cooperazione del Golfo è stato indicato come occasione per rilanciare i negoziati bilaterali.
Noi Moderati lancia Lupi nella corsa per Milano ma da Fi frenano
Dal consiglio nazionale di Noi Moderati è arrivata la candidatura di Maurizio Lupi a sindaco di Milano per il centrodestra. Il nome si è aggiunto a quelli di Silvia Sardone, sostenuta dalla Lega, e Matteo Perego di Cremnago, indicato da Forza Italia. Lupi ha spiegato che la coalizione dovrà individuare i candidati delle grandi città entro l’inizio di ottobre, sottolineando la necessità di evitare divisioni e di puntare su una proposta competitiva per una città amministrata dal centrosinistra da quindici anni.
Alessandro Colucci ha ribadito che Noi Moderati non vuole partecipare a una strategia rinunciataria, mentre Mariastella Gelmini ha indicato Lupi come una candidatura forte per il centrodestra. Nel frattempo Perego di Cremnago ha già avviato una campagna di ascolto nei quartieri milanesi, soprattutto nelle periferie.
Il 2 ottobre ci sarà la direzione nazionale del Pd: nodi primarie e programma
Il Pd si è preparato ad affrontare due passaggi decisivi: la riunione della direzione nazionale al Nazareno e l’Assemblea Nazionale, chiamata a definire la proroga del mandato di Elly Schlein, in scadenza nel 2027, quando potrebbe essere già iniziata la campagna elettorale per le politiche.
Tra i temi in discussione sono rientrati la cosiddetta “norma Anti Gori”, il programma del campo largo, il perimetro dell’alleanza e le divisioni sulla politica estera, in particolare sulla guerra in Ucraina. Sullo sfondo sono rimasti anche i rapporti con i riformisti dem e lo scontro interno sul ddl antisemitismo. L’ala moderata del partito ha espresso contrarietà alla scelta della segreteria di votare contro il provvedimento del centrodestra. Graziano Delrio ha definito un errore la mancata convergenza sul tema dell’antisemitismo e ha evidenziato i rischi di una radicalizzazione del centrosinistra sulla politica estera. Sul fronte del M5S,Giuseppe Conte ha confermato la disponibilità a discutere il programma del campo largo, ma ha atteso il confronto con gli alleati.
Giorgetti da priorità al taglio delle tasse sul ceto medio
Il ministro dell’Economia Giancarlo Giorgetti ha indicato come priorità della prossima legge di Bilancio il taglio delle tasse per il ceto medio, attraverso la riduzione dell’Irpef, il taglio strutturale del bollo auto e una flat tax sugli aumenti salariali dei giovani. Il governo ha dovuto però confrontarsi con il dato sul deficit/Pil 2025, confermato dall’Istat al 3,1%, che ha ridotto le possibilità di uscita anticipata dalla procedura europea. La decisione sull’eventuale utilizzo della clausola di salvaguardia per energia e difesa è rimasta nelle mani dell’esecutivo.
Nella maggioranza sono emerse posizioni diverse. Matteo Salvini ha chiesto maggiori risorse per investimenti e interventi infrastrutturali, mentre FdI ha richiamato alla prudenza sui conti pubblici. Forza Italia ha posto il tema del contrasto alla sugar tax, mentre Noi Moderati ha proposto incentivi fiscali per i giovani al primo contratto di lavoro. Giorgetti ha assicurato che il governo avrebbe mantenuto insieme crescita e sostenibilità finanziaria, rinviando la definizione della manovra all’aggiornamento del quadro di finanza pubblica. Il ministro ha rivendicato la solidità dei conti italiani e ha sottolineato che il Paese non è tra i peggiori in Europa sul fronte della crescita.
Il deficit resta al 3,1%: rimane la procedura d’infrazione Ue
L’Italia non ha ottenuto l’uscita anticipata dalla procedura di infrazione europea perché il deficit è rimasto al 3,1% del Pil, sopra la soglia necessaria. Il ministro dell’Economia Giancarlo Giorgetti ha preso atto del dato con rammarico, puntando comunque all’obiettivo di chiudere la procedura nel 2027.
Il risultato ha ridotto i margini per una manovra espansiva, soprattutto rispetto agli interventi richiesti dalla maggioranza sul taglio delle tasse. Matteo Salvini ha ribadito la necessità di maggiori risorse, chiedendo un possibile scostamento di bilancio e un contributo anche ai grandi operatori energetici e finanziari. Le posizioni nella maggioranza sono rimaste differenziate: Forza Italia ha ipotizzato il ricorso anche agli avanzi del Pnrr, mentre esponenti del governo hanno mantenuto un atteggiamento più ottimista. Antonio Tajani ha definito marginale lo scostamento dello 0,1%, mentre Adolfo Urso ha confermato l’obiettivo di uscire dalla procedura europea nell’anno successivo.
Salvini attacca: conto che al congresso si candidi qualcun altro
Il Consiglio federale della Lega ha confermato il percorso verso un Congresso straordinario previsto entro ottobre. Matteo Salvini ha spiegato di voler affidare agli iscritti e ai territori la decisione finale sulla leadership, pur rivendicando la fiducia ricevuta dal partito.
Il leader leghista ha respinto l’ipotesi di una divisione tra Lega del Nord e del Sud, sostenendo che il partito rappresenti l’intero territorio nazionale. Ha inoltre escluso una maggiore rappresentanza lombarda, ricordando la presenza di cinque ministri lombardi nel governo. Salvini ha ribadito che il congresso dovrà concentrarsi sui problemi degli italiani e non sulle dinamiche interne. Tra le priorità indicate al governo sono emerse sicurezza e pensioni: sulla prima ha chiesto il rafforzamento dell’operazione Strade Sicure, mentre sulla seconda ha sollecitato il superamento della legge Fornero nella prossima legge di Bilancio. Nel confronto interno non sono mancate tensioni con alcuni esponenti lombardi critici verso la gestione del partito. Salvini ha però confermato la volontà di rilanciare la Lega e di affrontare il congresso come occasione di chiarimento politico.
Avs rilancia su una figura alternativa a Conte e Schlein
Nel campo largo è iniziato il confronto sul programma e sulla leadership in vista delle elezioni politiche del 2027. Giuseppe Conte ha confermato la disponibilità del M5S a lavorare al tavolo programmatico, mantenendo però la posizione contraria all’invio di armi all’Ucraina.
Il confronto con il Pd è rimasto complesso, anche perché Conte ed Elly Schlein si sono trovati al centro del dibattito sulla possibile guida della coalizione. Avs, attraverso Angelo Bonelli, ha proposto invece una soluzione alternativa: evitare le primarie e individuare una terza figura condivisa alla guida dell’alleanza. Nel frattempo, i partiti hanno iniziato a discutere dei contenuti del programma comune. Riccardo Magi ha chiesto un confronto politico tra gli alleati, ma il dialogo è rimasto condizionato dalle divergenze sulla politica estera e dal mancato allineamento tra Pd e M5S sull’Ucraina. All’interno del Pd alcuni esponenti hanno criticato le posizioni emerse dalla manifestazione del M5S, considerate troppo distanti dalla linea del partito sul sostegno all’Ucraina. La proposta di Bonelli ha quindi aperto un nuovo fronte nel confronto sulla futura leadership del centrosinistra.
Riparte lo scontro sulla legge elettorale, opposizioni “faremo muro”
La legge elettorale è tornata al centro dello scontro politico con il calendario della Camera che prevede il voto sulle pregiudiziali di costituzionalità delle opposizioni e il successivo voto finale sulla riforma. Entrambi i passaggi sono previsti a scrutinio segreto.
Nella maggioranza è prevalso l’ottimismo, ma la premier ha ribadito che un eventuale passo falso sulla fiducia avrebbe comportato una presa d’atto da parte del governo. Resta da definire il numero delle fiducie, che potrebbero riguardare tutti gli articoli modificati dal Senato oppure concentrarsi sui punti più rilevanti, come il nodo preferenze.
Le opposizioni hanno annunciato battaglia. Elly Schlein ha parlato di un “muro” contro una riforma giudicata negativa, mentre in Commissione Affari Costituzionali sono stati presentati 63 emendamenti, tutti dell’opposizione. Circa quaranta sono stati sottoscritti unitariamente dal centrosinistra e riguardano preferenze, parità di genere e raccolta firme. Le proposte sono state firmate dai rappresentanti del campo largo in commissione, tra cui Simona Bonafè, Alfonso Colucci, Filiberto Zaratti, Riccardo Magi e Maria Elena Boschi.
Meloni difende il tetto a stranieri in classe
Giorgia Meloni ha difeso la proposta del governo di introdurre per legge un tetto agli studenti stranieri in classe, respingendo l’interpretazione secondo cui le parole del presidente della Repubblica Sergio Mattarella all’inaugurazione dell’anno scolastico avrebbero rappresentato una critica all’esecutivo.
Intervenendo da Bruno Vespa, la premier ha ricordato che anche Mattarella, quando era ministro dell’Istruzione, aveva emanato circolari per evitare la concentrazione di studenti stranieri nelle stesse classi. Il governo punta quindi a una distribuzione più equilibrata degli alunni, con particolare attenzione a chi non conosce la lingua italiana.
Sul tema sono in corso interlocuzioni tra gli uffici del Quirinale e quelli del ministero competente sulle misure che l’esecutivo intende adottare. Meloni ha definito l’intervento una questione di buonsenso, collegandolo anche al divieto del burqa nelle scuole e nei luoghi pubblici, sostenuto da FdI anche per ragioni di sicurezza.
I sondaggi della settimana
Nei sondaggi realizzati dall’Istituto SWG il 21 settembre, tra i partiti del centrodestra Fratelli d’Italia sale al 27,1%. In seconda battuta, il Partito Democratico scende al 20,8%. Terza forza nazionale il Movimento 5 Stelle che guadagna 0,2 punti attestandosi al 12,8%. Tra le altre forze del centrodestra, Forza Italia sale al 7,0%, la Lega cala al 5,3% e Noi Moderati resta stabile all’1,0%. Nel campo largo, AVS è in calo al 6,5%, Italia Viva scende al 2,4%. I centristi vengono rilevati singolarmente con Azione (3,1%) e +Europa (1,5%). Infine, Futuro Nazionale, che registra una crescita dello 0,1% e si attesta all’ 8,0%.

La stima di voto per la coalizione di centrodestra (FdI, Lega, FI, Noi Moderati) è stabile al 40,4%. Il centrosinistra (Pd, M5S, All. Verdi Sinistra, Italia Viva) scende al 42,5% delle preferenze; fuori da ogni alleanza, il Centro si attesta al 4,6%, e Futuro Nazionale cresce all’ 8,0%.

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