Il Commissario Moscovici: “No rigetto né avvio procedura ora”

Riguardo alla manovra economica dell'Italia “siamo alla ricerca di aggiustamenti e di spiegazioni, che possano permettere di prendere una decisione che non sarà un rifiuto, né l'avvio di una procedura ora”. Lo dice il commissario europeo agli Affari Economici, Pierre Moscovici, presentando in conferenza stampa a Bruxelles le previsioni economiche d'autunno. Il commissario europeo ha sottolineato che lo scambio con il governo Conte bis sulla manovra economica è serio, mentre con il precedente governo, quello targato Lega e M5S, la Commissione ha avuto uno scontro. In Italia, dice Moscovici, “è alla produttività che bisogna provvedere soprattutto. Non commenterò oggi gli scambi che abbiamo nel campo della finanza pubblica con il governo italiano. C'è stato uno scambio di lettere, che non si è svolto affatto nello stesso clima, con lo stesso stato d'animo e gli stessi ragionamenti dell'anno scorso: non abbiamo per niente pensato a respingere la manovra dell'Italia”. Al governo “abbiamo chiesto spiegazioni, abbiamo continuato gli scambi. Le decisioni che prenderemo saranno pubblicate nelle nostre opinioni, che verranno comunicate il 20 novembre: sarò ancora qui, con il vicepresidente Valdis Dombrovskis, e potrò rispondere con maggiore precisione. Ma voglio dire no, non ci sono misure, in alcun caso”. “E non possiamo in alcun modo paragonare il dibattito sul bilancio che abbiamo quest'anno, che è serio, che manifesta anche delle differenze in termini di approccio, con lo scontro che abbiamo avuto un anno fa, che è stato nocivo per i rapporti tra l'Italia, un Paese che amiamo molto, e l'Europa in generale e l'Eurozona in particolare”. 

Braccio di ferro sulla manovra. Conte e Gualtieri chiedono spirito di squadra

Giovedì sera si è tenuto un importante vertice di maggioranza per sminare il percorso della maggioranza sulla legge di bilancio, in giornate già complicate dal dossier delicato dell'ex Ilva, ma la fumata è nera. Sulla manovra Giuseppe Conte e Roberto Gualtieri hanno spiegato che il dialogo sarà massimo ma serve unità: il testo non può essere stravolto. Se Pd e Leu sembrano meno bellicosi, M5S e Italia Viva sembrano essere pronti a salire sulle barricate per ottenere delle modifiche. È sera inoltrata quando circa sessanta persone, tra rappresentanti dei partiti e tecnici, siedono al tavolo di Palazzo Chigi; Conte invoca il lavoro di squadra sulla legge di bilancio e il decreto fiscale, Gualtieri invita alla moderazione negli emendamenti. I toni sono distesi, non si litiga. Ma a dimostrare che i nodi sono pronti a venire tutti al pettine ci sono le dichiarazioni che rimbalzano da fuori, di Matteo Renzi e Luigi Di Maio. Il leader di IV annuncia la sua proposta shock: investimenti da 120 miliardi in tre anni. In ambienti Pd la definiscono una boutade: Paola De Micheli ha già annunciato di essere “al lavoro su 50 miliardi di opere da sbloccare”. Se qualcosa si deve fare, rilancia il vicesegretario Pd Andrea Orlando, è aumentare le risorse per il taglio del cuneo fiscale. Ma Renzi insiste: “Non basta”. E i suoi ribadiscono che IV presenterà tutti i suoi emendamenti no tax, da quelli per abolire sugartax e plastictax, fino a quelli per fermare la stretta sul carcere agli evasori. In questo clima, Roberto Gualtieri può contare sul sostegno del Partito Democratico: riunisce i senatori dem al Senato e spiega loro che di risorse per cambiare o aggiungere interventi ce ne sono poche, per il 95% la manovra dovrebbe essere confermata, mentre si sta lavorando per modificare la plastictax e la tassa sulle auto aziendali; non molto altro. Lo dice col sorriso anche al vertice serale sulla manovra, al quale tra capi delegazione, capigruppo, relatori e capigruppo in commissione partecipano una sessantina di persone. Spazio al lavoro del Parlamento, è il messaggio di Giuseppe Conte e del ministro dell’Economia, ma con spirito di squadra, senza le uscite in solitaria e i distinguo che hanno finora agitato le acque. Per ogni proposta si indichino le coperture, è l'auspicio. Anche perché, spiega il Ministro Federico D'Incà con tanto di slides, ci sono da approvare manovra economica e decreto fiscale mentre si convertono cinque decreti: di tempo ce n’è poco. 

Istat, a settembre la produzione industriale è in diminuzione dello 0,4%

A settembre 2019 si stima che l’indice destagionalizzato della produzione industriale diminuisca dello 0,4% rispetto ad agosto. Nella media del terzo trimestre la produzione mostra una flessione congiunturale dello 0,5%. L’indice destagionalizzato mensile mostra aumenti congiunturali per i beni di consumo (+0,7%) e i beni strumentali (+0,6%); variazioni negative registrano, invece, l’energia (-1,1%) e i beni intermedi (-1,0%). Corretto per gli effetti di calendario, a settembre 2019 l’indice complessivo è diminuito in termini tendenziali del 2,1% (i giorni lavorativi sono stati 21, contro i 20 di settembre 2018). Nella media dei primi nove mesi dell’anno l’indice ha registrato una flessione tendenziale dell’1,0%. Su base tendenziale e al netto degli effetti di calendario, a settembre 2019 si registra una moderata crescita esclusivamente per il comparto dei beni di consumo (+1,2%); al contrario, una marcata diminuzione contraddistingue i beni intermedi (-5,2%), mentre diminuiscono in misura più contenuta i beni strumentali (-2,0%) e lievemente l’energia (-0,1%). I settori di attività economica che registrano i maggiori incrementi tendenziali sono la fabbricazione di coke e prodotti petroliferi raffinati (+9,6%), le industrie alimentari, bevande e tabacco (+7,8%) e la fabbricazione di computer, prodotti di elettronica e ottica, apparecchi elettromedicali, apparecchi di misurazione e orologi (+6,4%). Le flessioni più ampie si registrano nell’attività estrattiva (-11,2%), nelle industrie tessili, abbigliamento, pelli e accessori (-8,1%) e nella metallurgia e fabbricazione di prodotti in metallo (-7,1%).

 

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Settimana Economica 9-15 novembre 2019 



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