letta renziIl Senato procederà con il voto finale sul ddl di conversione del decreto-legge con cui si prevede di abolire ogni forma di finanziamento pubblico a favore dei partiti ed imporre lo sviluppo di dinamiche democratiche al loro interno. Nella seduta di ieri sono stati approvati gli emendamenti in cui si chiedeva di abolire l'esenzione Imu sugli immobili posseduti da partiti politici e rendere più consistente il taglio sui “rimborsi elettorali” che saranno riconosciuti nel corso dei prossimi tre anni. Non ci sarà alcuna agevolazione per le scuole di partito; il finanziamento volontario con il due per mille scatterà dal 2017 e non è previsto alcun fondo per le elezioni Europee di maggio e per le elezioni regionali in Sardegna e Abruzzo. Un insieme di norme che ha causato la forte reazione critica di Ugo Sposetti, storico tesoriere dei Ds ed esperto conoscitore della normativa sul funzionamento dei partiti. L’Assemblea si occuperà poi del dl con cui il Governo ha inteso rifinanziare le missioni internazionali. In commissione Lavori pubblici si registreranno le comunicazioni del Ministro dell'economia e delle finanze sulle operazioni di privatizzazione di Poste Italiane S.p.A. e di ENAV S.p.A. La crisi dell’Elettrolux sarà il tema dell’audizione del Ministro dello sviluppo economico in Commissione Industria. Le commissioni riunite Lavoro ed Affari sociali proseguiranno l’esame dei disegni di legge in materia di assistenti sociali. In mattinata, la commissione Territorio proseguirà il vaglio delle proposte di direttive UE sulla riduzione di determinati inquinanti atmosferici e la limitazione degli inquinanti di combustione medi.

Dopo l'impasse sulla legge elettorale, Montecitorio sceglie di ripartire da un ordine del giorno che prevede la discussione di alcune mozioni sull'IVA e il question time fissato per le 15. Programma di lavoro molto scarno che potrebbe essere arricchito dalla prossima riunione della Capigruppo. Le commissioni Ambiente e Trasporti svolgeranno l'audizione del ministro delle Infrastrutture, Maurizio Lupi, in merito al “sistema delle concessioni autostradali, con particolare riferimento all’adeguamento tariffario annuale”. La commissione Affari sociali continuerà ad analizzare le proposte di legge per il contrasto alla ludopatia, punto all'ordine del giorno a cui farà seguito quello relativo alla relazione sullo stato di attuazione della legge n. 194 del 1978, concernente norme per la tutela sociale della maternità e sull’interruzione volontaria della gravidanza.

Il premier Enrico Letta vede materializzarsi molto concretamente il pericolo di una staffetta con il segretario del Pd Matteo Renzi; il suo Esecutivo sembra infatti incapace di reggere di fronte agli appuntamenti previsti dal calendario della politica nazionale. Sono in tanti ora a chiedere, nel Pd e in Scelta Civica, che l'inquilino di Palazzo Chigi lasci e si apra una nuova fase con Renzi Primo Ministro. Tanto che diversi parlamentari del centrosinistra si sono sentiti in dovere di rievocare pericolosi parallelismi con le vicende che caratterizzarono i governi guidati da Prodi e D'Alema. Dal canto suo, Letta non è disposto a mollare la presa, anzi, ieri è salito al Colle per confermare a Napolitano di avere le idee chiare e di possedere i numeri necessari ad evitare una eventuale sfiducia di fronte alle Camere. Nelle prossime ore potrebbe anche essere illustrato “Impegno 2014”, il nuovo patto di coalizione con cui Letta spera di incassare il sostegno delle forze politiche della maggioranza, ma il redde rationem è previsto per domani, con la riunione della Direzione del PD. Nella sede di via del Nazareno si dovrà decidere se continuare a puntare su Letta o scegliere di appoggiare la nascita di un governo a guida Renzi. “Un governo Renzi potrebbe essere una buona soluzione per il paese solo se avrà il tempo necessario per fare le riforme indispensabili, e serve un tempo più lungo di quello concesso al governo di servizio di Enrico Letta”, ha spiegato Graziano Delrio, ministro per gli Affari regionali e vicinissimo al sindaco di Firenze.

Dalle parti di Forza Italia si sta scegliendo di sposare una linea attendista: si cerca di centellinare le dichiarazioni per meglio comprendere le mosse di Renzi e dei suoi. Sullo sfondo resta aperta la partita delle riforme istituzionali; la legge elettorale è stata rinviata di una settimana ed i lavori per la riforma del Senato e del Titolo V della Costituzione sembrano destinati ad una lunga agonia.



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