Nella giornata di oggi l’Assemblea e le Commissioni del Senato non si riuniranno. Nell'arco di questa settimana, l’Aula ha approvato in via definitiva con 184 voti favorevoli, 45 contrari e 44 astenuti il ddl sulle modifiche ai bilanci di Regioni ed enti locali: un risultato importante per la maggioranza, che ha tenuto senza ricorrere ai voti del gruppo di ALA di Verdini. Negli scorsi giorni infatti diversi senatori di Ap avevano minacciato di uscire dal gruppo parlamentare togliendo così voti alla maggioranza e al Governo, ma l’emergenza per il momento è rientrata anche se sembra destinata a riproporsi nei prossimi mesi nonostante l’impegno del leader di Ncd Angelino Alfano. Il provvedimento, che deve essere approvato dalla Camera entro il mese di luglio, ha l’obiettivo di rendere più efficiente la gestione delle risorse a livello locale, tenendo conto delle singole specificità di ciascun ente e nel rispetto degli equilibri di bilancio. Nello specifico si prevede lo stop al patto di stabilità interno per regioni ed enti locali, regole più flessibili, bilanci più snelli passando dai quattro saldi di riferimento dei bilanci ad uno unico non negativo in termini di competenza tra le entrate e le spese finali, sia nella fase di previsione sia di rendiconto.

L’assemblea di Palazzo Madama ha anche approvato in via definitiva, al termine di un lungo iter che ha visto quattro letture tra i due rami del Parlamento, il ddl sulla partecipazione dell'Italia alle missioni internazionali. Il provvedimento, fortemente atteso da diverse legislature, colloca le materie relative alla partecipazione alle missioni internazionali in un quadro di norme definite: sino a oggi infatti nel nostro ordinamento giuridico non esisteva una normativa di carattere generale riguardante le missioni e questa legge pone dunque fine alla prassi dei decreti semestrali di proroga, definendo una procedura parlamentare precisa per la partecipazione italiana alle missioni internazionali.

Ieri mattina al Ministero dello sviluppo economico si è tenuto un delicatissimo incontro Governo-maggioranza sul Ddl Concorrenza, al quale hanno partecipato, oltre al Sottosegretario Antonio Gentile che segue i lavori in Commissione, il Ministro dello sviluppo economico Carlo Calenda e, per la maggioranza, oltre ai relatori Salvatore Tomaselli (Pd) e Luigi Marino (Ap), anche i capigruppo di Senato e Camera. L’obiettivo, compatibilmente con i lavori parlamentari, sarebbe quello di terminare l’esame in Commissione fra martedì e mercoledì della settimana prossima per riuscire così ad approvare il provvedimento, almeno al Senato, entro la pausa estiva e quindi entro la prima settimana di agosto. Ieri mattina i relatori hanno presentato diverse riformulazioni a emendamenti in risposta ai rilievi posti dalla Commissione Bilancio su scatole nere e Ncc-Uber oltre ad un nuovo emendamento, un subemendamento e 2 riformulazioni che nello specifico riguardano gli sconti polizze assicurative, il riordino dell’attività della Cassa conguaglio GPL, la tutela della concorrenza e della trasparenza nel settore della locazione finanziaria e la disciplina IVA delle agenzie di viaggio fuori dall’UE.

Passando all’altro ramo del Parlamento, oggi l’Assemblea della Camera si riunirà alle 9.30 per lo svolgimento delle interpellanze urgenti, mentre le Commissioni non si riuniranno ad eccezione della Bilancio che proseguirà l’esame sul decreto-legge relativo alle misure finanziarie urgenti per gli enti territoriali e il territorio.

Nell'arco di questa settimana, l’Aula di Montecitorio ha approvato, in prima lettura, il decreto-legge sul completamento dellaprocedura di cessione dei complessi aziendali del Gruppo ILVA. Il provvedimento, che ora passa all’esame del Senato, punta a definire la procedura di esame delle offerte presentate per l'acquisizione dell’ILVA, valutando le eventuali modifiche del piano ambientale prima di individuare l'aggiudicatario della gara. In questo quadro s'inseriscono le altre misure del decreto, come l'estensione dello scudo giudiziario, il posticipo del rimborso dei 400 milioni anticipati dallo Stato per l'attuazione del Piano ambientale e la possibile proroga dello stesso di diciotto mesi. Nel corso di questo passaggio parlamentare le principali modifiche apportate hanno riguardato le assunzioni in Arpa Puglia, che sono state sbloccate, e lo scudo giudiziario, per cui è stato posto il limite temporale dell'attuazione del Piano ambientale. Il decreto prevede la creazione di un comitato di esperti, nominati dal Ministro dell'ambiente, che avranno il compito di valutare le eventuali proposte di modifica del Piano ambientale presentati dagli acquirenti, e l'obbligo di rimborso dei 300 milioni di euro erogati dall'ultimo decreto che passa dall'acquirente o affittuario aggiudicatario della procedura di cessione all'amministrazione straordinaria.

L'aula della Camera ha approvato poi, in via definitiva, il ddl di ratifica della Convenzione relativa all'assistenza giudiziaria in ambito penale in materia di estradizione verso l'estero. Il provvedimento delega il Governo a emanare uno o più decreti legislativi per l’attuazione della Convenzione e i necessari provvedimenti volti a garantire l'assistenza giudiziaria anche nei procedimenti per l'applicazione di sanzioni amministrative, a disciplinare la restituzione delle cose pertinenti al reato e la procedura per il trasferimento di persone detenute, a prevedere la possibilità, per Pubblici ministeri e Polizia giudiziaria, di ritardare i provvedimenti di competenza, laddove vi siano delitti per i quali è consentita l'estradizione, al fine di poter procedere alla cattura dei responsabili, a disciplinare la procedura per svolgere le intercettazioni all'estero e a prevedere la responsabilità civile e penale a carico dei funzionari stranieri che causino danni nell'adempimento della missione.

Nel giorno in cui l'Istat comunica che nel 2015 in Italia vivevano in povertà assoluta 1 milione e 582 mila famiglie, pari a 4 milioni e 598 mila persone, il numero più alto dal 2005, la Camera ha approvato, in prima lettura, il disegno di legge delega sulle norme relative alcontrasto della povertà. Il provvedimento, che ora passa all’esame del Senato, prevede 1,6 miliardi di finanziamenti in due anni per erogare contributi economici e servizi alla persona, oltre che per favorire percorsi di inclusione lavorativa e sociale. Viene previsto il reddito d'inclusione, fortemente criticato dal Movimento 5 Stelle, che permetterà di riunire e di razionalizzare tramite una misura unica diversi strumenti tra cui la social card anziani e l'Asdi (l'assegno di disoccupazione) garantendo anche la predisposizione di un progetto personalizzato di attivazione e d'inclusione sociale e lavorativa finalizzato all'affrancamento dalla condizione di povertà. Inoltre viene previsto il riordino delle prestazioni di natura assistenziale finalizzate al contrasto della povertà, il rafforzamento delle forme di gestione associate ai servizi sociali e l’istituzione di un coordinamento per garantire su tutto il territorio nazionale i livelli essenziali delle prestazioni.

Nella giornata di ieri è andato in scena l’ennesimo dramma all’interno di quello che rimane di Scelta Civica. Il suo segretario, il viceministro dell'Economia Enrico Zanetti, ha lasciato il gruppo a Montecitorio insieme a tre fedelissimi, Mariano Rabino, Giulio Cesare Sottanelli e Angelo Antonio D'agostino, dopo il voto dell'assemblea dei deputati del partito che ha eletto un direttivo contrario alla linea dell'intesa con Ala. Zanetti poi nel pomeriggio ha annunciato il patto di fusione dei 4 fuoriusciti con 10 deputati di Ala, il gruppo capitanato da Denis Verdini, ed uno di Fare!. Alla Camera nasce così un nuovo gruppo "Scelta Civica verso Cittadini per l'Italia" con l’ambizioso obiettivo di costruire una vera forza liberaldemocratica. Durissime le reazione dei componenti del Gruppo di Scelta Civica che ora non hanno più i numeri per formare un gruppo parlamentare. Questo passaggio di fatto fa entrare Verdini nella maggioranza e nel Governo fa insorgere la minoranza del Partito Democratico che con Roberto Speranza attacca “Fino ad ora ci è stato detto che Verdini ed Ala non fanno parte della maggioranza parlamentare che sostiene il Governo del Presidente del Consiglio Matteo Renzi. Apprendiamo che il viceministro Zanetti, oggi messo in minoranza nel suo gruppo di provenienza, costruisce un nuovo gruppo con Verdini. Se è vero che, come più volte ribadito da Matteo Renzi, Ala resta fuori dalla maggioranza, allora l'unica naturale conseguenza sono le dimissioni di Zanetti dal Governo". La prima risposta a caldo dei renziani è secca: "Zanetti è stato scelto per le sue competenze e perché era in grado di svolgere il suo lavoro. A quale gruppo parlamentare appartenga non importa". In casa del Pd si annunciano altri giorni molto caldi in attesa che la vicenda si definisca ulteriormente.



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