Il Senato inizierà a votare gli emendamenti presentati alla legge delega con cui si intende recepire alcune direttive europee in materia di appalti e concessioni. Il testo contiene anche alcune norme particolarmente contestate. Nel pomeriggio il governo illustrerà una relazione sugli effetti finanziari derivanti dalla sentenza della Corte costituzionale n. 70 del 2015, in materia di indicizzazione delle pensioni. La commissione Affari costituzionale porterà avanti l'istruttoria della legge delega sulla riforma del Terzo settore. Il disegno di legge sulla riorganizzazione delle attività di consulenza finanziaria continuerà ad essere al centro dei lavori della commissione Finanze. In commissione Lavori pubblici proseguirà l'illustrazione degli emendamenti presentati ai provvedimenti di riforma del sistema radiotelevisivo. Secondo il relatore di maggioranza, Raffaele Ranucci del Pd, i nuovi vertici della Rai potrebbero essere nominati con la nuova normativa. Ipotesi abbastanza irrealistica se solo si considera che le Camere non si sono espresse nemmeno in prima lettura. Le commissioni Industria e Giustizia si riuniranno per analizzare lo schema di decreto legislativo recante attuazione della direttiva Ue sulla risoluzione alternativa delle controversie dei consumatori. In commissione Sanità proseguirà la discussione generale dei disegni di legge sull'assistenza sanitaria ai senza fissa dimora. La commissione Ambienta riprenderà le votazioni degli emendamenti presentati al Collegato ambientale, testo già licenziato in prima lettura dall'altro ramo del Parlamento.

La Camera continuerà l'esame del testo unificato sulle “Disposizioni in materia di accesso del figlio adottato alle informazioni sulle proprie origini e sulla propria identità”. Successivamente sarà portata avanti la discussione della relazione sulle azioni adottate per la gestione dei flussi migratori e sull'impiego di lavoratori immigrati in Italia, nel periodo ottobre 2013-aprile 2015, della mozione concernente iniziative di competenza in merito al personale del Servizio sanitario nazionale, al fine di assicurare i livelli essenziali di assistenza e della mozione sul contrasto del terrorismo islamico. Alle 16 l'esecutivo si presenterà a Montecitorio per illustrare una relazione sull'andamento dei conti pubblici per gli anni 2015 e seguenti in considerazione degli effetti della sentenza n. 70/2015 della Corte Costituzionale. Il disegno di legge sulla riforma delle Pubbliche amministrazioni continuerà ad essere al centro dell'ordine del giorno della commissione Affari costituzionali. I rappresentanti del Consiglio nazionale forense saranno ascoltati dalle commissioni Finanze e Attività produttive in relazione all'esame della legge annuale sul mercato e la concorrenza. La commissione Ambiente svolgerà l'audizione dei rappresentanti del Forum italiano dei movimenti per l'acqua in relazione all'istruttoria della proposta di legge contenente “Principi per la tutela, il governo e la gestione pubblica delle acque e disposizioni per la ripubblicizzazione del servizio idrico”. Il testo unificato sull'autismo proseguirà il suo iter in seno alla commissione Affari sociali.

Matteo Renzi ha deciso di voler tornare a vestire i panni del “rottamatore” capace di archiviare tutti i maggiorenti della “ditta”. Solo così, secondo l'inquilino di Palazzo Chigi, sarà possibile ridare vigore al Partito democratico. Il cambio di passo potrebbe essere molto netto, basti pensare che l'ex sindaco di Firenze intende mettere in discussione anche lo strumento delle primarie per la selezione dei candidati a livello locale. Con un doppio ultimatum, il presidente del Consiglio ha avvertito il sindaco di Roma Ignazio Marino: “Se sa governare vada avanti o torni a casa”. E sulla tormentata riforma della Scuola, inchioda tutti alle proprie responsabilità: “Con tremila emendamenti non si fa tempo ad assumere per settembre”, è stata la minaccia alle opposizioni e alla minoranza dem che apprezza la convocazione di una conferenza sulla scuola, a inizio luglio, ma denuncia “lo scaricabarile sui precari”. All'assemblea del gruppo, che ieri ha eletto Ettore Rosato nuovo capogruppo, ha ammesso che “è il momento più duro di una legislatura da brividi” ma questo non cambia la determinazione ad andare avanti fino al 2018. “Vado a casa se perdo il congresso nel 2017 o le elezioni – ha chiarito Renzi - Capita di perdere ma un anno fa il Pd aveva il segno più del 40% ed il segno meno sul lavoro, ora invece abbiamo 260mila posti di lavoro in più”.



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