Entro la seduta di oggi il Senato dovrebbe licenziare in prima lettura la legge delega per il recepimento di alcune direttive europee in materia di appalti e concessioni. Gli emendamenti ancora da votare sono qualche decina. Atteso – ad esempio – il via libera all'emendamento dei relatori che sancisce il divieto, che scatta già dall'approvazione della legge delega, di affidare i compiti di responsabile o di direttore dei lavori al contraente generale negli appalti pubblici affidati con la formula del contraente generale stesso; la norma “si applica anche alle procedure di appalto già bandite” alla data di entrata in vigore della legge delega “incluse quelle già espletate per le quali la stazione appaltante non abbia ancora proceduto alla stipulazione del contratto con il soggetto aggiudicatario”. Nel pomeriggio il governo si presenterà nell'aula di Palazzo Madama per rispondere ad una serie di interpellanze e interrogazioni. In mattinata la commissione Affari costituzionali vaglierà i presupposti costituzionali del decreto-legge sul rilancio del settore agricolo; successivamente sarà portato avanti l'esame della legge delega sulla riforma del Terzo settore. Nel pomeriggio il disegno di legge sulla riorganizzazione delle attività di consulenza finanziaria proseguirà il suo iter in seno alla commissione Finanze. I provvedimenti sulle politiche aerospaziali torneranno ad essere al centro dei lavori della commissione Industria. La commissione Sanità continuerà l'analisi del disegno di legge con cui si intende favorire il ricambio generazionale nelle professioni sanitarie.

Per tutta la giornata l'assemblea della Camera sarà impegnata con l'esame delle proposte di legge contenenti “Disposizioni in materia di accesso del figlio adottato alle informazioni sulle proprie origini e sulla propria identità”. Nel pomeriggio la commissione Affari costituzionali porterà avanti il confronto sul ddl in materia di riforma delle Pubbliche amministrazioni. I componenti della Commissione dovrebbero iniziare le operazioni di voto dei numerosi emendamenti presentati. Si comincerà dal primo articolo della delega sulla “Carta della cittadinanza digitale”. Ma il capitolo più atteso è quello sulla dirigenza, che, non a caso, ha raccolto la gran parte delle richieste di modifica (in tutto oltre duemila) arrivate dai deputati. Le votazioni proseguiranno quindi anche per tutta la prossima settimana, con l'obiettivo di approdare in Aula per la fine di giugno o, al massimo, per i primi giorni di luglio. Il ddl, 18 articoli in tutto, è al suo secondo passaggio parlamentare, dopo il via libera ottenuto al Senato, dove è rimasto per circa otto mesi. La commissione Finanze e la commissione Attività produttive audiranno i rappresentanti del Gruppo Unipol nell'ambito dell'esame del disegno di legge annuale sulla concorrenza e il mercato. Precedentemente la sola commissione Finanze sarà chiamata ad esaminare gli schemi di decreti legislativi sull'internazionalizzazione delle imprese e la comunicazioni delle operazioni IVA. La commissione Trasporti analizzerà invece lo schema di decreto legislativo sull'individuazione degli aeroporti di interesse nazionale. Il testo unificato sulle disposizioni in materia di autismo continuerà ad essere al centro dei lavori della commissione Affari sociali.

Il presidente del Consiglio e la maggioranza del Pd vogliono portare a casa la riforma della scuola. I tempi però sono molto stretti e sembra davvero molto difficile che gli uffici territoriali del ministero dell'Istruzione possano riuscire ad effettuare le assunzioni dei “precari storici” entro gli ultimi giorni di agosto. Secondo alcune indiscrezioni, Palazzo Chigi sarebbe tentato dalla presentazione di un maxi-emendamento su cui apporre la questione di fiducia. Extrema ratio che permetterebbe al governo di non subire un duro colpo di arresto nella declinazione del suo programma. La verifica della fiducia servirebbe poi a scoprire quali sono i reali numeri dell'esecutivo a Palazzo Madama, assemblea dove i numeri della maggioranza sono sempre più risicati. Intanto, ieri, Matteo Renzi ha dovuto incassare una sonora bocciatura sul piano internazionale. Il premier britannico David Cameron, in visita in Italia, ha confermato che Londra non accoglierà nessun richiedente asilo giunto sulle coste italiano. Downing Street ha assicurato solo lo stanziamento di risorse aggiuntive per le operazioni di pattugliamento navale nel Canale di Sicilia e di fronte alle coste africane. La richiesta italiana di istituire delle quote europee sta di fatto naufragando. Roma rischia di rimanere isolata.



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