Alle 15 il Parlamento è convocato in seduta comune per l'elezione di due giudici della Corte costituzionale; in un caso si tratta del ventiduesimo scrutinio, nell'altro si tratta invece del primo. Sono quindi previste maggioranze diverse per le due operazioni. Ieri il Movimento 5 stelle ha scritto al presidente del Consiglio per tentare di cercare un'intesa sui nomi ed evitare di dover convocare ad oltranza le Camere in seduta comune. Si tratta, scrivono i pentastellati, di una “elezione non più rinviabile dal momento che, oltre al seggio vacante da oltre 8 mesi, fin dallo scorso 28 giugno 2014, oggi risulta vacante anche il seggio da cui si è dimesso il Presidente della Repubblica Sergio Mattarella” e per la quale ripropongono il “metodo 5 Stelle”. In quell'occasione, ricordano Fabiana Dadone e Andrea Cioffi, “l'azione del M5S ha portato all'elezione della professoressa Silvana Sciarra e a sbloccare i lavori del Parlamento, confermando ancora una volta che il metodo della trasparenza e della condivisione si è dimostrato più efficace e più rapido delle vecchie logiche spartitorie dei partiti”.

L'assemblea del Senato inizierà l'esame del ddl di conversione del decreto-legge su investimenti e banche. Il via libera di Palazzo Madama dovrebbe arrivare entro martedì prossimo. Ieri, il ministro dell'Economia, Pier Carlo Padoan, ha annunciato che l'esecutivo ha allo studio dei provvedimenti per cercare di smaltire i 185 miliardi di euro di sofferenze che gravano sui bilanci di tutte le banche italiane. Non approderà in Aula il ddl anticorruzione: il termine per la presentazione di subemendamenti in commissione Giustizia è slittato alle 11 di oggi, atti che dovranno poi essere vagliati dalla commissione Bilancio. In commissione Affari costituzionali continuerà il confronto sul ddl governativo di riforma della pubblica amministrazione; ieri è stata approvata una norma in cui si prevede di ridurre le Prefetture e di razionalizzare gli uffici ministeriali. Torna intanto la responsabilità per sindaci, presidenti di Regione e Provincia nell'ambito delle società partecipate. Lo prevede la nuova formulazione di un emendamento del relatore, Giorgio Pagliari. Il riferimento alle amministrazioni partecipanti, che era stato tolto, viene invece reinserito. Resta però anche l'accenno alla responsabilità dei dipendenti. In commissione Sanità proseguirà il dibattito sulle comunicazioni dei relatori dell'indagine conoscitiva sulla sostenibilità del Sistema sanitario. Per tutta la giornata la commissione Ambiente porterà avanti l'iter del “collegato ambientale” alla Finanziaria 2014, testo già approvato dalla Camera.

Entro la mattinata di oggi l'assemblea di Montecitorio dovrebbe dare il via libera definitivo alla conversione del decreto-legge sul regime IMU gravante sui terreni agricoli. Il dl scade il 25 marzo. Nel pomeriggio il presidente dell'Autorità garante della concorrenza e del mercato sarà ascoltato dalla commissione Finanze nell’ambito dell’esame dello schema di decreto legislativo recante recepimento di una direttiva europea per quanto concerne l’accesso all’attività degli enti creditizi e la vigilanza prudenziale sugli enti creditizi e sulle imprese di investimento. Successivamente sarà ascoltato il direttore generale della CONSOB, nell’ambito dell’esame dello schema di decreto legislativo in materia di accesso ed esercizio delle attività di assicurazione e di riassicurazione “Solvibilità II”. La commissione Affari sociali porterà avanti l'esame del testo unificato contenente “Nuove disposizioni in materia di indennizzo a favore delle persone affette da sindrome da talidomide”.

Ieri il museo Bardo di Tunisi è stato attaccato da un commando di terroristi islamici che avevano tentato di attaccare invano la vicina sede del Parlamento. Durante l'assalto sono rimasti a terra 24 morti; per il momento sono state confermate dalla Farnesina 4 vittime italiane. Il presidente del Consiglio ha detto che l'Italia sarà pronta a sostenere la democrazia tunisina insieme agli altri Paesi europei. Intanto continua a tenere banco lo scandalo che ha coinvolto la Struttura tecnica di missione del ministero delle Infrastrutture. Il ministro Maurizio Lupi ha confermato di fronte alla Camera di non volersi dimettere. “Il governo mi appoggia. Renzi non mi ha chiesto di lasciare il ministero”, ha spiegato l'esponente Ncd. Il Presidente del Consiglio sembra comunque intenzionato, nel caso in cui la moral suasion esercitata nel confronti di Lupi affinché lasci la guida del MIT, non sortisca effetti, a lasciare libertà di voto sulle mozioni di sfiducia presentate da SEL, Lega e M5S.



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