L’Assemblea del Senato si riunirà dalle 9.30 per esaminare la relazione dalla Giunta delle elezioni e delle immunità parlamentari nell'ambito di un procedimento penale nei confronti del senatore del Movimento 5 Stelle Mario Michele Giarrusso e successivamente per confrontarsi sulla legge di delegazione europea 2015, già approvata dalla Camera.

Nella giornata di ieri l'Aula di palazzo Madama, con voto a scrutinio segreto, non ha dato l'autorizzazione all'utilizzo d' intercettazioni telefoniche di Silvio Berlusconi relativamente alla vicenda giudiziaria sulle cosiddette “Olgettine”. I voti favorevoli sono stati 120, i contrari 130 e 8 gli astenuti. La Giunta per le immunità parlamentari aveva chiesto il via libera all'autorizzazione, ma solo per tre delle 11 intercettazioni inviate al Senato dalla magistratura milanese e che erano state effettuate nel quadro di un'altra indagine con al centro una presunta truffa su finanziamenti pubblici, poi archiviata. In Senato si è quindi aperto un durissimo scontro politico sul voto segreto con scambio di accuse tra M5S e PD. Subito dopo la votazione dell'Assemblea, i senatori grillini hanno protestato tanto che il presidente Pietro Grasso ha sospeso la seduta. Il capogruppo del Movimento Stefano Lucidi ha dichiarato "Il Pd con il voto segreto salva Berlusconi e prova a puntellare la sua sempre più scricchiolante maggioranza. Un modo subdolo, dando la colpa ad altri come già accaduto in altre occasioni, giocato sulla pelle della giustizia, per provare ad assicurarsi anche un comportamento benevolo da parte dei berlusconiani e del loro potente sistema mediatico nel referendum costituzionale". Uscendo dall'emiciclo, esponenti del Pd hanno replicato sostenendo che, complice il voto segreto, a votare per il no all'utilizzo delle intercettazioni sono stati i grillini: "Prove di alleanza in Aula tra M5S e destre".

Per quanto riguarda i lavori delle Commissioni, la Affari costituzionali esaminerà lo schema di decreto legislativo sul testo unico in tema di servizi pubblici locali, quello relativo alle modifiche e le integrazioni al codice dell'amministrazione digitale e il ddl editoria. La Giustizia proseguirà l’esame del ddl sul codice antimafia e del ddl di riforma del Codice penale, per il rafforzamento delle garanzie difensive e la durata ragionevole dei processi. La Commissione Esteri, in sede congiunta con l'omologa della Camera, ascolterà il rappresentante permanente d'Italia presso l'Unione europea, ambasciatore Maurizio Massari, sulle priorità dell'agenda politica europea, con particolare riferimento al processo di uscita del Regno Unito dall'Unione europea. La Commissione Bilancio esaminerà la proposta di modifica, già approvata dalla Camera, della legge di bilancio. La Commissione Finanze ascolterà i rappresentanti dell’INPS nell’ambito dell’esame del ddl sulle misure fiscali a sostegno della famiglia. Da rilevare che nella seduta di ieri la Commissione Istruzione, dopo settimane di intensa discussione, ha approvato il ddl relativo alla disciplina del cinema, dell'audiovisivo e dello spettacolo.

La Commissione Industria, in sede riunita con la Territorio, si confronterà sul decreto-legge, approvato dalla Camera la settimana scorsa, sul completamento della procedura di cessione dei complessi aziendali del Gruppo ILVA. Per quanto riguarda l’esame del ddl concorrenza, nella giornata di ieri non c'è stato nessun voto ma sono stati esaminati solo alcuni ordini del giorno; la seduta pomeridiana, mancando ancora i pareri della Commissione Bilancio impegnata su altri fronti, è stata un nulla di fatto. Com'era da immaginarsi, l'orientamento emerso tra Governo e maggioranza di far slittare a settembre l'approdo del disegno di legge in Aula, si riflette sui lavori della Commissione. Alle 14 la Commissione riprenderà l’esame del provvedimento nella speranza che in mattinata la Bilancio esprima i pareri sugli ultimi emendamenti che restano da votare. Se così sarà, potrà concludere i lavori sul ddl, in caso contrario tutto verrà rimandato a martedì prossimo.

La Commissione Lavoro proseguirà l’esame degli emendamenti del ddl collegato sul lavoro autonomo. La Commissione Sanità ascolterà Vincenzo Pomo, coordinatore SISAC, nell’ambito dell’indagine conoscitiva relativa agli incarichi direttoriali nel Sistema Sanitario Nazionale. La Commissione Territorio riprenderà il ddl sulle aree protette.

Dopo che nella giornata di ieri il Ministro per i rapporti con il Parlamento Maria Elena Boschi ha posto la questione di fiducia sul decreto-legge sullemisure finanziarie urgenti per gli enti territoriali e il territorio, l’Assemblea della Camera è tornata a riunirsi alle 8.30 per le dichiarazioni di voto, mentre a partire dalle 10.30 inizierà la prima chiama. Alle 13 si svolgeranno le dichiarazioni di voto finali e intorno alle 15 l’Aula dovrebbe dare il via libera al provvedimento.

Ieri mattina si è svolta la Conferenza dei Capigruppo nella quale è stato deciso che la settimana prossima saranno esaminati il decreto-legge che proroga il processo telematico, la mozione sul regime dei farmaci, la pdl che legalizza la cannabis e la proposta di legge sulla videosorveglianza in asili e strutture per anziani e disabili, oltre a diverse ratifiche di trattati internazionali. Nella prima settimana di agosto verranno invece discussi il ddl che modifica la legge di bilancio degli enti locali, la pdl sul registro dei tumori e successivamente il bilancio interno della Camera.

Passando ai lavori delle Commissioni, la Affari costituzionali si confronterà sull’istituzione di una commissione d’inchiesta monocamerale sullo stato della sicurezza e del degrado delle città italiane, sullo schema di decreto legislativo sul testo unico sui servizi pubblici locali e su quello relativo alle modifiche e integrazioni al codice dell'amministrazione digitale. La Commissione Giustizia, in sede riunita con la Affari sociali, proseguirà l’esame delle pdl per la legalizzazione della coltivazione, lavorazione e vendita della cannabis. La Commissione Cultura tratterà le pdl relative al riconoscimento e la promozione della funzione sociale dello sport. LaCommissione Trasporti esaminerà la pdl sulla promozione dell'uso condiviso di veicoli privati. La Commissione Attività produttive, nell'ambito dell'esame dell’Atto europeo relativo alla strategia dell'UE in materia di gas naturale liquefatto e stoccaggio del gas dell'energia, ascolterà i rappresentanti di Assogasliquidi e della Conferenza GNL. La Commissione Lavoro esaminerà lo schema di decreto legislativo recante disposizioni integrative e correttive al Jobs Act.

Sulla delicatissima questione della legge elettorale, anche Giorgio Napolitano scende in campo per chiedere di rimettere mano all' Italicum mentre Pier Luigi Bersani lo lega al referendum: "Il combinato disposto tra Italicum e riforma crea dubbi in tante persone. Ci si metta a lavorare sul serio per cercare un'intesa. Nessuno pretende che la legge sia approvata prima del referendum. Ma si può avere un'intesa politica, almeno dentro la maggioranza". Proprio quello che, a quanto pare, Renzi non ha intenzione di fare. Sondaggi alla mano, il premier ha capito che al voto del prossimo autunno si rischia e che bisogna fare qualcosa per evitare il muro contro muro. A questo, spiega più di un renziano, serve il confronto sull'Italicum: dare un segnale di disponibilità a quanti, non solo in Parlamento, stanno legando il sì alla riforma alla modifica della legge elettorale. Una disponibilità che, però, il premier non avrebbe intenzione di tradurre in alcun fatto concreto prima del referendum, almeno a sentire i parlamentari a lui più vicini.

E' Ettore Rosato, capogruppo Pd alla Camera, a dire parole chiare al riguardo: "Il tema della legge elettorale esiste, ma è molto difficile farla. Noi siamo disponibili al dialogo ma rilevo che ci sono molte difficoltà. Ma se Forza Italia dice che prima del referendum non discute, Sinistra Italiana dice che vuole il proporzionale, M5S dice che l'unica proposta è la loro, mi sembra che il campo sia un po’ bloccato. Vediamo se ci sarà una disponibilità vera". Di sicuro le moltissime proposte già in campo aiutano il premier a prendere tempo: il Mattarellum corretto dei bersaniani, il sistema greco di Orfini, il premio alla lista di Franceschini, la variante del premio alla coalizione ma con turno unico di Alfano, il democratellum del M5S. In ogni caso, per ora Renzi resta alla finestra. Il dibattito sull'Italicum-bis è avviato e proseguirà per diverse settimane, anche dopo l'estate, ma con scarse possibilità di approdare ad un risultato concreto. Anche perché Renzi un paletto lo tiene fisso: la correzione del sistema di voto deve comunque garantire la governabilità.



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