Alle 19 il Parlamento è convocato in seduta comune per l'elezione di due giudici della Corte costituzionale e di otto componenti del Consiglio superiore della magistratura.

Palazzo Madama continuerà i propri lavori sulla seconda parte della Costituzione e sul Titolo V. Da lunedì prossimo il Senato analizzerà e voterà gli emendamenti presentati al ddl costituzionale con sedute ad oltranza che dovrebbero andare avanti sino all'8 agosto, lavori che proseguiranno in modalità notturna anche nel fine settimana. Ci sarà solo un'ora e mezza di pausa per consentire ai parlamentari di pranzare. Accorgimento che potrebbe comunque non essere sufficiente a evitare un rinvio della discussione a settembre. Secondo alcuni dei senatori intervenuti ieri, le sedute necessarie ad esaminare adeguatamente tutti gli emendamenti sarebbe oltre trecento. Maggioranza e governo – al netto delle scorciatoie previste dal Regolamento e dalla prassi – hanno capito che il muro contro muro con le opposizioni può riservare tantissime insidie.  Il “canguro”, evocato dal capogruppo del Pd Luigi Zanda, consiste in una prassi già usata di votare gli emendamenti. Vengono raggruppati non solo quelli uguali, ma anche quelli di contenuto analogo: una volta approvato o bocciato il primo, decadono tutti gli altri. Secondo quanto ha detto il presidente del Senato Pietro Grasso durante la Conferenza dei capigruppo di ieri, con il “canguro” cadrebbero quasi il 40 per cento degli emendamenti alle riforme, ma ne rimarrebbero comunque quasi 5.000, definiti, con un discutibile neologismo, “incangurabili”. L'ipotesi del contingentamento dei tempi sembra ormai definitivamente tramontata. Renzi – convocato ieri al Quirinale – ha nuovamente rassicurato Napolitano che non ha la minima intenzione di brandire l'arma della richiesta del voto anticipato avendo impostato la sua campagna dei 1000 giorni. Ma una cosa è certa: la riforma del Senato va fatta al più presto. Napolitano e Renzi sono assolutamente d'accordo che il bicameralismo paritario è “sempre più indifendibile e fonte di gravi distorsione del processo legislativo”. Spingere troppo sulle riforme potrebbe però dare l'impressione di aver perso di vista le altre priorità del Paese. Ci sono quattro decreti-legge che rischiano concretamente di decadere se non convertiti prima di Ferragosto e sono fermi anche i provvedimenti essenziali come quello sul lavoro, indispensabile per allentare la morsa della disoccupazione giovanile, o la piena attuazione della Delega fiscale. Provvedimenti sempre al centro dell'agenda politica di Palazzo Chigi ma lontanissimi dalla promulgazione.

La commissione Finanze porterà avanti la discussione generale sullo schema di decreto legislativo contenente semplificazioni fiscali e attuativo della prima parte della Delega fiscale. Le commissioni Industria ed Territorio continueranno l'esame del dl sulla competitività, testo che ieri è stato al centro di un duro scontro tra i ministeri dell'Ambiente e dello Sviluppo economico. Materia del contendere le norme sul futuro dell'ILVA di Taranto e la strategia per risolvere l'emergenza rifiuti a Roma e nel Lazio.

La commissione Sanità proseguirà la sua indagine conoscitiva sul “Caso Stamina”.

La Camera riprenderà l'esame degli emendamenti presentati al ddl di conversione del decreto-legge sui rimedi risarcitori a favore dei detenuti che abbiano scontato la propria pena in condizioni contrastanti con la Carta europea dei diritti dell'uomo. La commissione Affari costituzionali porterà avanti l'esame del decreto-legge sulla PA. La commissione Finanze proseguirà i propri lavori sulle proposte di legge per favorire il rientro dei capitali detenuti all'estero e il potenziamento della lotta all'evasione fiscale. Il Comitato ristretto della commissione Ambiente porterà avanti l'analisi del disegno di legge collegato all'ultima legge di stabilità e contenente “Disposizioni in materia ambientale per promuovere misure di green economy e per il contenimento dell’uso eccessivo di risorse naturali”. La commissione Affari sociali porterà avanti l'iter delle “Disposizioni in materia di assistenza in favore delle persone affette da disabilità grave prive del sostegno familiare”.

Nonostante l'ostruzionismo, Matteo Renzi è ancora fiducioso in merito alla realizzazione del programma dei “Mille giorni”. Le riforme costituzionali rimangono il primo passo di un cammino che porterà a rivedere ogni aspetto dell'organizzazione statale. Intanto è convocato per le 18 un Consiglio dei ministri in cui dovrebbe essere licenziato il decreto-legge di proroga delle missioni internazionali. Saranno inoltre esaminati il decreto legislativo inerente la tassazione dei tabacchi lavorati e il decreto del Presidente del Consiglio sui “fabbisogni standard” di Province e Comuni.



Seguici sui Social


2

Nomos Centro Studi Parlamentari è una delle principali realtà italiane nel settore delle Relazioni IstituzionaliPublic Affairs, Lobbying e Monitoraggio Legislativo e Parlamentare 

Vuoi ricevere tutti i nostri aggiornamenti in tempo reale? Seguici sui nostri canali social