L'assemblea di Palazzo Madama continuerà a confrontarsi con le migliaia di emendamenti presentati al ddl di riforma costituzionale fortemente voluto da Matteo Renzi. Oggi saranno votate con il voto segreto due proposte di modifica della Lega, entrambe firmate da Stefano Candiani. Il primo allarga le competenze del Senato ai temi etici e ai diritti, e il secondo taglia il numero dei deputati a 500, norme in grado di minare irrimediabilmente il cammino del nuovo “Senato delle Autonomie”. Camera alta che – almeno per il momento – non potrà più essere eletta dai cittadini. Tra gli emendamenti bocciati ieri c'è infatti anche quello presentato dal forzista Augusto Minzolini con cui si proponeva di ritornare al bicameralismo paritario. Intanto entra anche nel vivo la trattativa sulla legge elettorale, come aveva auspicato il presidente Giorgio Napolitano che, nonostante i giorni di relax sulle Dolomiti, vigila con attenzione sul dibattito. “L'Italicum sarà cambiato”, assicura Renzi, ma da questa partita sembra sfilarsi Sel che mira ad andare al voto con il proporzionale puro uscito dalla sentenza della Consulta. Ipotesi fortemente avversata da Forza Italia che invece punta a risultare decisiva nei colloqui per arrivare ad una nuova normativa per l'elezione della Camera. “Approveremo tutto in prima lettura, nonostante le urla e gli insulti di queste ore”, afferma Renzi parlando di “riforme ad ogni costo”. “Non stiamo parlando del capriccio di un premier autoritario. Ma l'unica strada per far uscire l'Italia dalla conservazione, dalla palude, dalla stagnazione che prima di essere economica rischia di essere concettuale. Io non lo lascio il futuro ai rassegnati. Questa è la volta buona, costi quel che costi”, rimarca il segretario del Pd. Sempre nella giornata di ieri, gli animi meno accesi hanno dato la possibilità ai relatori, Anna Finocchiaro e Roberto Calderoli, di limare le proposte di mediazione su alcuni punti ancora aperti, come le firme per i referendum e per i disegni di legge di iniziativa popolare, nonché le modalità di elezione del presidente della Repubblica. Proprio l'attuale inquilino del Colle, la scorsa settimana aveva sollecitato ad affrontare il tema delle garanzie come strada per recuperare un minimo di dialogo. Colloqui incrociati che non appaiono comunque in grado di far rispettare il nuovo scadenzario delle riforme. Sono ancora pochi i senatori che ritengono possibile terminare la discussione degli emendamenti entro l'8 agosto per poi passare al voto finale in prima lettura entro i primi tre giorni di settembre. L'istruttoria per la riscrittura della nostra forma di governo parlamentare e del Titolo V della Costituzione si annuncia ancora carica di incognite.

Nel pomeriggio la commissione Finanze riprenderà l'esame dello scherma di decreto legislativo sulle semplificazioni fiscali. La commissione Industria porterà avanti la discussione sulle comunicazioni della Commissione europea relative alla “Rinascita industriale europea” e alle prospettive del mercato industriale interno, potrebbe inoltre essere fatta ripartire l'istruttoria dei disegni di legge istitutivi del marchio “Italian Quality”. La commissione Sanità continuerà a confrontarsi sulle “Deleghe al Governo in materia di sperimentazione clinica dei medicinali, di enti vigilati dal Ministero della salute, di sicurezza degli alimenti, di sicurezza veterinaria, nonché disposizioni di riordino delle professioni sanitarie, di tutela della salute umana e di benessere animale”.

Dopo aver rinnovato la fiducia al governo sul decreto-legge relativo all'efficienza della pubblica amministrazione, Montecitorio si prepara al voto finale del disegno di legge di conversione ma solo dopo aver esaminato i 167 ordini del giorno presentati al testo. Nel pomeriggio riprenderà la discussione generale sulle proposte di legge istitutive dei reati di depistaggio e inquinamento processuale. La commissione Finanze continuerà l'esame dello schema di decreto legislativo sulle semplificazioni fiscali. Le commissioni Ambiente e Attività produttive si confronteranno con l'esame del documento conclusivo dell'indagine conoscitiva sulla green economy e con il disegno di legge di conversione del dl “competitività”, provvedimento che potrebbe subire poche e limitate modifiche rispetto al testo licenziato da Palazzo Madama, a patto che il fittissimo calendario dell’Aula del Senato consenta di aprire una finestra per la terza lettura del decreto. Le proposte contenenti “Disposizioni in materia di assistenza in favore delle persone affette da disabilità grave prive del sostegno familiare” continueranno ad essere discusse dalla commissione Affari sociali.

Il Consiglio dei Ministri di oggi prevede l'esame preliminare del decreto-legge “sblocca Italia”, provvedimento che secondo gli ambienti vicini al premier dovrebbe essere capace di muovere 43 miliardi di euro. Il testo, come già avvenuto con la riforma della pubblica amministrazione, sarà sottoposto al vaglio dei cittadini che avranno un mese di tempo per inviare idee, critiche o suggerimenti. Sempre oggi dovrebbe essere licenziata la proposta di modifica delle accise sui tabacchi.



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