Il Senato potrebbe pronunciarsi nella notte sul disegno di legge con cui si intende modificare la seconda parte e il Titolo V della Costituzione, anche se è più facile che il voto finale slitti a domani. La Conferenza dei capigruppo ha deciso di tenere una seduta no-stop per arrivare al più presto possibile all'approvazione. Renzi potrebbe scegliere di presentarsi nell'aula di Palazzo Madama durante l'ultimo scrutinio, un'operazione che rimane comunque carica di incognita. Anche ieri il voto segreto ha favorito l'approvazione di un emendamento presentato da Sel, che pone sotto competenza delle Regioni la rappresentanza in Parlamento delle minoranze linguistiche e votato, su richiesta della Lega, a scrutinio segreto: l'esecutivo va sotto per 5 voti e il sospetto che i franchi tiratori continuino a stazionare nella maggioranza torna a farsi prepotentemente avanti.  L'emendamento “è privo di portata normativa, è illogico”, si è affrettata a precisare la relatrice Pd Anna Finocchiaro invitando a “non insistere più su emendamenti in contrasto con i principi dell'ordinamento”. Dopo i rinvii delle ore scorse è arrivata invece l'apertura dei relatori su alcuni dei punti più delicati del testo. Sui referendum, Finocchiaro e Calderoli hanno presentato un emendamento per riportare le firme da 800mila a 500mila, relegando tuttavia l'abbassamento del quorum per l'approvazione - pari alla maggioranza dei votanti alle ultime elezioni - solo al primo caso. E trovando, per questo, il parere negativo di Sel, che ha già annunciato la presentazione di diversi subemendamenti. Con un altro emendamento, i relatori hanno invece introdotto la possibilità di referendum propositivi e d'indirizzo ed hanno abbassato da 250mila a 150mila le firme necessarie per le leggi d'iniziativa popolare. Ieri è stato comunque approvato l'articolo 30 del testo, decisione che permette di rivedere la legislazione concorrente tra lo Stato e le Regioni. Lo Stato potrà esercitare una “clausola di supremazia” verso le Regioni a tutela dell'unità della Repubblica e dell'interesse nazionale. I numeri del voto finale potrebbero essere inferiori rispetto alle aspettative di governo e maggioranza. Il testo dovrebbe passare ma, al momento delle dichiarazioni di voto, potrebbero dichiarare il proprio voto in dissenso dal gruppo i frondisti di Forza Italia, la sinistra del Pd e la Lega nord. Il ddl voluto da Renzi rischia quindi di essere approvato con i soli voti della maggioranza del Pd, del Nuovo centrodestra e di una parte di Fi.

Le commissioni Industria e Territorio riprenderanno l'esame del decreto-legge competitività, già approvato dal Senato e modificato dalla Camera. La commissione Sanità riprenderà invece l'analisi delle “Deleghe al Governo in materia di sperimentazione clinica dei medicinali, di enti vigilati dal Ministero della salute, di sicurezza degli alimenti, di sicurezza veterinaria, nonché disposizioni di riordino delle professioni sanitarie, di tutela della salute umana e di benessere animale”, testo che sta incontrando qualche difficoltà durante l'istruttoria.

La Camera sarà impegnata con la votazione della questione di fiducia apposta dal governo sulla conversione del decreto-legge “Pubblica amministrazione”, il via libero definitivo dovrebbe arrivare entro le 14. Le opposizioni hanno infatti rinunciato al termine delle 24 ore tra l'apposizione della fiducia ed il relativo voto previsto dal regolamento di Montecitorio. Nel pomeriggio il governo illustrerà, con un'informativa urgente, gli interventi in materia di revisione della spesa pubblica alla luce degli attuali vincoli di bilancio, documento sul quale potrebbero riverberarsi le tensioni legate alla diffusione degli ultimi dati sul prodotto interno lordo. Renato Brunetta, capogruppo di Forza Italia, ha già fatto intendere che cercherà di mettere Palazzo Chigi alle strette, i numeri sulla mancata crescita costringeranno infatti a rivedere tutti i saldi di finanza pubblica vanificando gli sforzi fatti sul fronte della razionalizzazione della spesa. Ad esempio, il rapporto tra deficit e Pil tornerà pericolosamente vicino a quel limite del 3 per cento imposto dai Trattati Ue. L'assemblea sarà quindi impegnata con l'analisi del rendiconto generale dell'Amministrazione dello Stato per l'esercizio finanziario 2013 e le “Disposizioni per l'assestamento del bilancio dello Stato e dei bilanci delle Amministrazioni autonome per l'anno finanziario 2014”.

La commissione Affari costituzionali e la commissione Ambiente riprenderanno l'analisi della proposta di legge sulla modifica all'articolo 17 del codice dei contratti pubblici relativi a lavori, servizi e forniture in materia di contratti segretati o che esigono particolari misure di sicurezza. La commissione Finanze proseguirà l'esame dello schema di decreto legislativo sulle semplificazioni fiscali.

Il presidente del Consiglio ha rinsaldato il Patto del Nazareno con Silvio Berlusconi. Il centrodestra resta il migliore alleato del Pd sul fronte della riforma della legge elettorale, una condizione che potrebbe creare scontento nella coalizione di governo e all'interno dello stesso Pd. Durante la discussione dell'Italicum a Palazzo Madama potrebbero essere modificate le soglie di sbarramento e introdotte le preferenze; scelta che non piace agli alfanianio dell'Ncd decisi a puntare solo sul ribasso delle percentuali per accedere alla ripartizione dei seggi. Intanto Palazzo Chigi e il ministero dell'Economia confermano che non ci sarà bisogno di nessuna manovra correttiva durante l'autunno. 



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