Draghi ha incontrato Marin: “Subito Finlandia e Svezia nella Nato”

L'Europa e gli Stati Uniti spingono per un veloce ingresso nella Nato di Svezia e Finlandia che ieri, per mano dei rispettivi ambasciatori, hanno consegnato al segretario generale dell'Alleanza Jens Stoltenberg le domande formali di adesione. Sono le 8 di mattina quando gli ambasciatori di Helsinki e Stoccolma incontrano Stoltenberg a Bruxelles: la foto immortala quello che il segretario della Nato definisce “un momento storico in un momento critico per la nostra sicurezza”. Ma l'opposizione di Ankara ha bloccato il primo via libera nella riunione degli ambasciatori Nato e il presidente Recep Tayyip Erdogan ha messo in chiaro quali sono le sue condizioni: o i Paesi scandinavi daranno finalmente l'ok all'estradizione di “30 terroristi” o la Turchia “non potrà dire di sì”.

Intanto, il premier Mario Draghi ha ricevuto alle 11.30 a Palazzo Chigi la prima ministra finlandese Sanna Marin, auspicando un iter “celere”. Il premier garantisce l'appoggio dell'Italia a Finlandia e Svezia e definisce la domanda di adesione “una chiara risposta all'invasione russa dell'Ucraina e alla minaccia che rappresenta per la pace in Europa”. Pur impegnato alla ripresa dei canali diplomatici con Mosca, il premier non sfuma le responsabilità: “Siamo d'accordo per rendere le procedure per le adesioni più celeri: dobbiamo sostenere i Paesi nel periodo di transizione”. Marin ringrazia e garantisce: “Daremo un grande contributo alla sicurezza. Abbiamo un esercito forte e moderno e già collaboriamo con la Nato. La Finlandia sarà un partner affidabile dell'Alleanza”. A sostegno dei due Paesi si schierano anche Boris Johnson e i vertici delle istituzioni europee. Oggi arriverà di persona anche l'appoggio del presidente Usa Joe Biden, che incontrerà alla Casa Bianca la prima ministra svedese Magdalena Andersson e il presidente finlandese Sauli Niinistoe

La Craxi è la Presidente della Commissione Esteri del Senato. Caos M5S

“L'attuale maggioranza di governo esiste solo sulla carta”. L’irritazione del leader M5S Giuseppe Conte trapela con evidenza dalle parole con cui evoca la crisi della maggioranza e dell’esecutivo. Il blitz di centrodestra e Italia Viva, che ha portato all’elezione della senatrice Fi Stefania Craxi a presidente della Commissione Esteri del Senato al posto di un rappresentante dei Cinque Stelle, non è stato affatto digerito del presidente del M5S ed è un fatto che inevitabilmente fa fibrillare la maggioranza ma che soprattutto apre un nuovo fronte interno all’interno del Movimento. L’unica nota positiva è che pare tenere invece l’asse col Pd, che fino alla fine ha sostenuto il candidato M5S Ettore Licheri, sconfitto dalla conta in Commissione. Alla fine il candidato del M5S ha ottenuto 9 voti (M5S, Pd e Fabio Di Micco del Misto) conto gli 11 della Craxi, anche se va rilevata l’astensione, determinante, di Pier Ferdinando Casini e Mario Monti.

Il segretario del PD Enrico Letta, avverte: “Troppi incidenti che si accumulano possono far deragliare una macchina di Governo anche se non si vuole. Serve una seria messa a punto della situazione”. Dopo il voto in Commissione Giuseppe Conte ha convocato immediatamente un Consiglio nazionale straordinario e poi ha attaccato: “Oggi registriamo che di fatto si è formata una nuova maggioranza che spazia da Fdi a Italia Viva”, che ha “violato accordi, patti e regole”, con “il contributo di Fratelli d’Italia che è un'opposizione sulla carta, molto anomala”. A seguire una nota ufficiale del Movimento, secondo la quale “non viene confermata al M5S la presidenza della Commissione non perché non avessimo presentato un candidato di altissimo profilo e di massima garanzia, ma per le nostre battaglie politiche nel rilancio di una prospettiva negoziale concreta per risolvere il terribile conflitto in Ucraina”. Insomma, “nei giorni scorsi avevamo ventilato il sospetto che qualcuno ci volesse fuori dalla maggioranza. Oggi ne abbiamo la conferma”, e non a caso il leader del M5S chiede a Mario Draghi di prendere in mano la situazione.

Italia Viva, con il presidente dei senatori Davide Faraone, risponde che “la maggioranza avrebbe dovuto convergere su un nome condiviso” e “si è voluto invece procedere alla conta in modo del tutto irresponsabile”. “Mi sembra che il M5S si sia incasinato da solo con un presidente che fa la Z, l'altro che fa i libri contro gli americani. Io non devo dare una mano a Conte ma agli italiani”, taglia corto Matteo Salvini, mentre Giorgia Meloni spiega che “non c'è una nuova maggioranza. Fdi tra un candidato M5S e un candidato di centrodestra ha scelto quello di centrodestra”.

La Gelmini rincara la dose: Forza Italia stia con la Nato senza ambiguità

Mariastella Gelmini, Ministra per gli Affari Regionali, dopo le esplosive dichiarazioni a Sorrento seguite alla sostituzione del coordinatore della Lombardia con Licia Ronzulli non fa marcia indietro e non solo ribadisce la richiesta di un cambio di rotta, ma contesta la linea di FI che le appare appiattita sulla Lega, soprattutto dopo le parole, pur se poi addolcite, di Silvio Berlusconisull'Ucraina: “Non potevo credere ai miei occhi quando ho letto quei resoconti”, dice la Gelmini al Corriere della Sera, “Siamo un movimento politico filo atlantista, europeista, siamo nel Ppe e ci siamo chiamati in passato Popolo della libertà”, per la quale gli ucraini stanno combattendo. Il tempo di Pratica di Mare purtroppo è finito e oggi ogni ambiguità di filoputinismo reca danno all'Italia e incrina la necessaria unità del Paese. Io sto dalla parte dell'Ucraina, dell'Ue e della Nato. Bene la precisazione, ma mi spiace non avere ancora sentito un sì forte e convinto all'adesione di Finlandia e Svezia alla Nato, né alla decisione di 40 Paesi democratici del mondo di sostenere anche militarmente gli ucraini”. 

Alla Ministra sembra che “in FI ci sia più la preoccupazione di non dispiacere Salvini che di essere in linea con i nostri partner dell'Ue e della Nato. La nostra posizione in politica estera non è quella della Lega. Salvini legittimamente ha la sua opinione, ma noi non possiamo rinunciare alla nostra identità e storia, con il risultato di farci superare in filo-atlantismo da Giorgia Meloni”. Per Tajani vanno bene le armi ma non per attaccare la Russia: “Forse Tajani è a conoscenza di piani segreti dell'Ucraina per invadere la Russia. Però, allo stato, è la Russia ad avere invaso militarmente l'Ucraina. Un precedente pericolosissimo. Parlando di attacchi alla Russia si fa un favore alla falsa contro-narrazione russa. E poi con cosa dovrebbero contrapporsi gli ucraini? Con le armi bianche? E la capziosa distinzione fra armi di difesa e armi di attacco è lo specchio su cui si arrampica con le unghie il M5S di Conte”.

L’Aula del Senato

L’Assemblea del Senato tornerà a riunirsi alle 9.00 per l’informativa del Presidente del Consiglio dei Ministri Mario Draghi sugli ulteriori sviluppi del conflitto tra Russia e Ucraina e per esaminare il ddl, approvato in sede redigente, relativo alle celebrazioni per il centesimo anniversario della morte di Giacomo Matteotti.

Le Commissioni del Senato

Per quanto riguarda le Commissioni, la Affari Costituzionali, con l’Istruzione, svolgerà delle audizioni sul decreto per l'attuazione del Piano nazionale di ripresa e resilienza (PNRR). La Istruzione esaminerà il ddl per la ridefinizione della missione e dell'organizzazione del Sistema di istruzione e formazione tecnica superiore in attuazione del Piano nazionale di ripresa e resilienza. La Industria esaminerà la legge annuale per la concorrenza. La Salute esaminerà lo schema di decreto legislativo per la prevenzione e il controllo delle malattie animali che sono trasmissibili agli animali o all'uomo e i decreti legislativi per l’adeguamento della normativa nazionale alle disposizioni relative ai dispositivi medici. 

La Territorio esaminerà il disegno di legge sulla rigenerazione urbana, il ddl per la riduzione dell'inquinamento da sostanze poli e perfluoroalchiliche (PFAS) e per il miglioramento della qualità delle acque destinate al consumo umano e l’affare assegnato relativo allo scioglimento dei grandi ghiacciai alpini. La Politiche dell’Ue proseguirà il confronto sulla legge di delegazione europea 2021.

L’Aula della Camera

L’Assemblea della Camera tonerà a riunirsi alle 9.00 per l’approvazione del decreto per contrastare gli effetti economici e umanitari della crisi ucraina. Successivamente esaminerà le mozioni sull’energia nucleare di nuova generazione, la proposta di legge per la tutela del rapporto tra detenute madri e figli minori, le mozioni per la riorganizzazione dell'assistenza sanitaria territoriale, le mozioni per il contrasto della peste suina africana e per il sostegno della filiera suinicola e la pdl per la prevenzione dei fenomeni eversivi di radicalizzazione violenta.

A seguire si confronterà sulle mozioni sulla disciplina di bilancio e governance economica dell’Unione europea, sulle mozioni per il ripristino della festività nazionale del 4 novembre per la celebrazione della Giornata dell'Unità nazionale e delle Forze armate, sulla proposta di modifica del codice del Terzo settore, e su alcune relazioni della Giunta per le autorizzazioni. Alle 11.30 ascolterà l’informativa urgente del Presidente del Consiglio Mario Draghi sugli ulteriori sviluppi del conflitto tra Russia e Ucraina.

Le Commissioni della Camera

Per quanto riguarda le Commissioni, la Affari Costituzionali esaminerà il decreto per lo svolgimento contestuale delle elezioni amministrative e dei cinque referendum sulla giustizia previsti per il prossimo giugno e le pdl per il coordinamento in materia di politiche integrate per la sicurezza e di polizia locale. La Giustizia esaminerà la lo schema di decreto legislativo di modifica del codice della crisi d'impresa e dell'insolvenza e la pdl sulla disciplina dei testimoni di giustizia. La Bilancio, assieme alla rispettiva del Senato, alle 14.00, ascolterà il Ministro per il Sud e la coesione territoriale Maria Rosaria Carfagna in merito alle tematiche e agli obiettivi strategici tra cui saranno ripartite le risorse del Fondo per lo sviluppo e la coesione 2021-2027.

La Cultura svolgerà delle audizioni nell’ambito dell'indagine conoscitiva in materia di innovazione didattica. La Ambiente esaminerà la proposta di legge delega in materia di contratti pubblici. La Affari Sociali esaminerà la pdl di delega per il riordino della disciplina degli Istituti di ricovero e cura a carattere scientifico, i dlgs per l’adeguamento della normativa nazionale alle disposizioni relative ai dispositivi medici. Infine, l’Agricoltura esaminerà la pdl per il contrasto del bracconaggio ittico nelle acque interne.



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