La strage di Bologna torna a dividere la politica

In occasione della commemorazione della strage di Bologna il Presidente della Repubblica Sergio Mattarella ha chiarito che: “La matrice neofascista della strage è stata accertata nei processi e sono venute alla luce coperture e ignobili depistaggi”. Ma ancora c'è da lavorare: “La ricerca della verità completa è un dovere che non si estingue”. Un impegno che Giorgia Meloni ha fatto suo, ricordando come il governo abbia continuato e velocizzato l'opera di “desecretazione” degli atti. Quel 2 agosto 1980, ha continuato la premier, “il terrorismo ha sferrato all'Italia e al suo popolo uno dei suoi colpi più feroci”. Una frase che le opposizioni hanno giudicato “ipocrita”. “Si è dimenticata una parola” ha fatto notare il capodelegazione Pd in Ue, Brando Benifei “Ma per fortuna l'ha ricordata il presidente Mattarella: terrorismo di matrice neofascista. No alle rimozioni”. Sarcastico Stefano Bonaccini: “Non dice neofascista? Speriamo lo pensi e lo aggiunga la prossima volta. Questo farebbe del bene”. 

Eppure, nel campo della maggioranza, e fra i vertici di FdI, parole chiare ne sono state dette. Il presidente del Senato Ignazio La Russa ha sottolineato come vada “doverosamente ricordata la definitiva verità giudiziaria che ha attribuito alla matrice neofascista la responsabilità di questa strage”. E anche il presidente della Camera Lorenzo Fontana lo ha ricordato. Nei giorni scorsi è stato il ministro della Giustizia Carlo Nordio a ribadirlo, per cercare di placare una polemica nata alla vigilia dell'anniversario del 2 Agosto con il presidente dell'associazione dei parenti delle vittime della strage di Bologna, Paolo Bolognesi. Al centro dello scontro, c'era l'affermazione del ministro su una norma, poi chiarita nel ddl ora all'esame del Senato, che ha rischiato di far saltare il processo di appello all'ex Nar Gilberto Cavallini. In ogni caso la frase di Meloni ha acceso lo scontro con le opposizioni.  A fine giornata il segretario di FI Antonio Tajani ha chiesto di “evitare polemiche, quando si parla di morti e di ricerca della verità, perché ancora la verità non è stata scoperta”. 

La maggioranza prepara lo sprint prima della pausa estiva

Giorgia Meloni ha chiesto ai suoi ministri di preparare dei dossier su tutti i provvedimenti fatti dal governo, per poterli presentare a ottobre in un evento, a un anno dalla vittoria del centrodestra. Intanto la premier lavora allo sprint finale prima della pausa estiva. Ci sarà un Cdm oggi pomeriggio che discuterà un ddl sugli armamenti e la riorganizzazione di alcuni dicasteri. Ma i fari sono già puntati sul Cdm di lunedì prossimo. In ballo tre decreti. Il Cdm del 7 agosto dovrebbe affrontare, oltre ad un decreto omnibus con misure di diversi ministeri, un decreto contro il caro-voli e un provvedimento sul rafforzamento della golden share per alcuni asset strategici. Mentre non è ancora certa la tempistica sulle misure che riguardano i taxi, oggi a palazzo Chigi dovrebbe esserci una riunione tra i ministri interessati. Sempre all'inizio della prossima settimana potrebbe andare in Cdm un decreto criminalità, ma il provvedimento potrebbe non contenere alcuna norma legata alle intercettazioni. 

Sempre per lunedì, non si esclude che arrivi una norma per adeguare al rialzo i limiti elettromagnetici, mentre si starebbe valutando di portare in Cdm anche l'emendamento sulla riorganizzazione del Mic che era stato tolto al decreto Pa e una misura per allungare il mandato del presidente del Coni Giovanni Malagò che scade nel 2024 per permettere all'attuale gestione l'organizzazione delle Olimpiadi Milano-Cortina. A settembre poi arriveranno i dossier più delicati, a partire dal tema delle riforme istituzionali a quello della legge di bilancio. Alla ripresa dei lavori delle Camere, invece, ci saranno i dossier sul salario minimo, sul Mes, la riforma della giustizia oltre al provvedimento sull’autonomia differenziata che la Lega vorrebbe vedere approvato entro le elezioni europee del prossimo anno. 

La Camera conferma la stretta su vitalizi e il nuovo dress code

Via libera dell'Aula della Camera al proprio bilancio interno con la conferma della stretta sui vitalizi e con qualche novità sul dress code dei parlamentari. Il sì dell'Aula è arrivato all'unanimità con 290 voti favorevoli e la sola astensione di Piero Fassino. L'ex ministro Dem ha manifestato in Aula il proprio dissenso sull'odg sui vitalizi parlando di “un impianto demagogico e populista, che consente di continuare ad alimentare una campagna contro il Parlamento e contro la politica”. Il bilancio, come ha spiegato il questore Filippo Scerra, prevede una dotazione finanziaria di 943,16 milioni di euro, “cifra che è rimasta invariata negli anni e che confermiamo anche nel triennio che stiamo analizzando, al netto quindi delle difficoltà derivanti dalla congiuntura economica”. Diversi i risparmi dovuti, in particolare, al taglio del numero dei parlamentari, al mancato adeguamento agli stipendi dei magistrati e alla stretta sui vitalizi degli ex parlamentari che ha comportato minori uscite per 17 milioni. 

Confermata la stretta sulle pensioni. Il via libera arriva con un ordine del giorno di FdI e di uno di M5S per mantenere il meccanismo di calcolo contributivo anche a quanti sono andati in pensione prima del 2012, anno della riforma Fornero. “Ora il taglio torni anche in Senato”, dice l'ex presidente della Camera, Roberto Fico. Ma mentre si discute di salari, retribuzioni e pensioni a tenere banco è anche la questione del dress code. Due ordini del giorno, uno di FdI e uno di Noi Moderati chiedono infatti un intervento a garanzia del decoro delle istituzioni. Nella prima versione, poi riformulata, quello del partito della Meloni arrivava a proporre l'obbligo di cravatta per gli uomini come al Senato e lo stop alle sneakers per tutti. Per il resto sono molte le richieste, quasi tutte accolte anche se in parte riformulate, che arrivano dai deputati. Si va dallo spazio per le biciclette per i deputati-ciclisti all'utilizzo del Qr code al ristorante al posto dei menu per risparmiare carta. Sì al ripristino dei distributori automatici d'acqua e anche all'integrazione con alimenti biologici dei distributori automatici di snack. 

Il Terzo Polo sembra al capolinea. Calenda chiede una verifica

Sembrano stretti, nel Terzo Polo, i margini per continuare la legislatura con un gruppo comune Azione e Iv. Nelle ultime ore, infatti, complici alcuni differenze di valutazione politica su dossier come giustizia e salario minimo, e una polemica sulle cene al Twiga di esponenti renziani, si è assistito ad una vera e propria escalation di tensione, che è culminata nelle dichiarazioni di Roberto Giachetti su Radio Leopolda. Il parlamentare di Iv, infatti, si è chiesto se abbia “ancora senso che Azione e Italia viva continuino a stare insieme”. “Diamo un elemento di chiarezza, ognuno starà dalla sua parte e sapremo che abbiamo anche un altro avversario politico. Ma continuare così mi sembra assolutamente non solo devastante ma anche deprimente”. Il tutto mentre non si erano ancora esauriti i veleni incrociati dopo le dichiarazioni di Matteo Renzi, il quale aveva parlato di “grillismo degli antigrillini” rivolgendosi a Carlo Calenda e agli altri esponenti di Azione che avevano attaccato in particolare Maria Elena Boschi e Francesco Bonifazi per avere cenato al Twiga di Daniela Santanchè

Ivan Scalfarotto, su twitter, replicando a Matteo Richetti ha scritto che “forse è il momento di prendere atto che non si può continuare così, noi non abbiamo mai attaccato nessuno sulle vicende personali, mai”. A questo punto, è stato il leader di Azione Carlo Calenda a intervenire direttamente nella querelle e a sintetizzare la situazione, preannunciando decisioni importanti per i prossimi giorni: “Roberto Giachetti oggi ha chiesto la separazione dei gruppi parlamentari di Azione e Italia Viva. I gruppi lavorano bene insieme su molte questioni di merito. Ma non vi è dubbio, dal salario minimo alla Commissione Covid e all'elezione diretta del premier, stanno emergendo differenze rilevanti. Nei prossimi giorni verificheremo con i vertici di Italia Viva le loro intenzioni. Del Twiga non ci importa nulla. Di chi lo frequenta meno ancora. Ma se persone appartenenti al Gruppo Azione Italia Viva vanno a cena con un Ministro di cui abbiamo chiesto le dimissioni c’è un problema di opportunità evidente”. 

Alla Camera

Dopo che ieri ha approvato definitivamente il decreto infrazioni, l’Assemblea della Camera tornerà a riunirsi alle 9.30 per votare la sospensiva sulla pdl per il salario minimo. A seguire esaminerà la pdl per la prevenzione delle discriminazioni e la tutela dei diritti delle persone che sono state affette da malattie oncologiche e la pdl per l’introduzione dello sviluppo di competenze non cognitive e trasversali nei percorsi delle istituzioni scolastiche e dei centri provinciali per l'istruzione degli adulti nonché nei percorsi di istruzione e formazione professionale.

Per quanto riguarda le Commissioni, la Finanze esaminerà la delega al Governo per la riforma fiscale approvata dal Senato in seconda lettura. La Cultura esaminerà la risoluzione per contrastare la diffusione delle sfide di resistenza (challenge) nelle reti sociali telematiche, la risoluzione per l’istituzione del vincolo monumentale per la tutela delle mura della città di Treviso, la pdl per il finanziamento della spesa per la partecipazione a viaggi d’istruzione, la pdl sulle manifestazioni di rievocazione storica e la pdl per il riconoscimento dell'interesse storico, culturale e ambientale dell'area della Magna Grecia. La Attività Produttive esaminerà la proposta di deliberazione di un'indagine conoscitiva sull'intelligenza artificiale con riferimento alle opportunità e rischi per il sistema produttivo italiano. La Affari Sociali esaminerà la pdl per la prevenzione e la cura dell'obesità. 

Al Senato

Dopo che ieri ha approvato in seconda lettura e con modifiche la delega fiscale, l’Assemblea del Senato tornerà a riunirsi alle 9.30 per l’esame decreto in materia di organizzazione delle Pubbliche amministrazioni, di agricoltura, di sport, di lavoro e per l’organizzazione del Giubileo della Chiesa cattolica per l’anno 2025 e del decreto per la tutela dei lavoratori in caso di emergenza climatica. Alle 15.30 ascolterà l’informativa del Ministro del lavoro e delle politiche sociali Marina Elvira Calderone sul reddito di cittadinanza.

Per quanto riguarda le Commissioni, la Affari Costituzionali esaminerà il ddl per la modifica dell'articolo 116 della Costituzione, in materia di attribuzione di ulteriori forme e condizioni particolari di autonomia alle regioni a statuto ordinario, e dell'articolo 117 della Costituzione e in materia di legislazione esclusiva dello Stato, i ddl per l’elezione diretta dei presidenti delle province, dei sindaci metropolitani e dei sindaci, il ddl per l’attuazione dell'autonomia differenziata delle Regioni a statuto ordinario e il ddl per la modifica dell'articolo 117 della Costituzione sulla tutela della salute.

La Giustizia esaminerà il ddl sulla sottrazione o trattenimento anche all'estero di persone minori o incapaci, il documento conclusivo dell’indagine conoscitiva sulle intercettazioni, il ddl per l’elezione componenti del Consiglio superiore della magistratura, il ddl relativo alla geografia giudiziaria, i ddl sulla diffamazione a mezzo stampa e lite temeraria, il ddl sulla delinquenza minorile, il ddl sul legittimo impedimento del difensore, il ddl sul reato di tortura e il ddl sulle spese della giustizia per il recupero dei crediti professionali. 

La Finanze esaminerà il ddl sulla competitività dei capitali. La Cultura dibatterà sulla proposta di nomina di Marco Mezzaroma a presidente del Consiglio di amministrazione della società Sport e salute e dibatterà sul ddl per la promozione della pratica sportiva nelle scuole. La Industria e Agricoltura esaminerà il ddl per la revisione del sistema d’incentivi alle imprese. La Affari Sociali e Lavoro esaminerà il ddl per il riordino del sistema emergenza-urgenza e il ddl per l’istituzione di una Commissione parlamentare d’inchiesta sull’emergenza da SARS-CoV-2.



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