Al Senato

Nella giornata di oggi e per tutto il resto della settimana, l’Assemblea del Senato non si riunirà per consentire lo svolgimento dell’ultima settimana di campagna elettorale in vista del voto per le amministrative e dei cinque referendum sulla giustizia. L’Aula di palazzo Madama tornerà a riunirsi martedì prossimo alle 16.30 per la discussione della proposta di delega al Governo in materia di contratti pubblici. Per questa settimana anche le Commissioni non si riuniranno.

Alla Camera

Come per il Senato anche l’Assemblea della Camera questa settimana non si riunirà. I lavori dell’Aula di Montecitorio riprenderanno lunedì prossimo alle 16.00 con la discussione della proposta di legge per l’inserimento in Costituzione dell’attività sportiva, delle mozioni per la prevenzione e cura delle malattie oncologiche, anche nel quadro del Piano europeo di lotta contro il cancro e delle mozioni per una strategia nazionale per la prevenzione del suicidio.

Per quanto riguarda le Commissioni, questa settimana si riuniranno solamente la Difesa per ascoltare il Ministro della difesa della Repubblica di Estonia Kalle Laanet e la Bilancio che, assieme alla Finanze, svolgerà delle audizioni ed esaminerà il decreto legge in materia di politiche energetiche nazionali, produttività delle imprese e attrazione degli investimenti, nonché in materia di politiche sociali e di crisi ucraina. Nello specifico oggi alle 12.00 ascolterà il   Ministro dello sviluppo economico Giancarlo Giorgetti e domani alle 18.30 il Ministro delle infrastrutture e della mobilità sostenibili Enrico Giovannini.

Ultima settima prima del voto per le amministrative e referendum

Per la maggioranza che sostiene il Governo di Mario Draghi sarà una settimana estremamente delicata. Come ogni campagna elettorale che si rispetti gli ultimi giorni saranno quelli più caldi e ricchi di tensione. Sono 978 i Comuni chiamati al voto: 142 oltre i 15 mila abitanti, 26 i capoluoghi di provincia tra cui 4 di Regione (Genova, Catanzaro, L'Aquila e Palermo) e il Parlamento è chiuso per permettere a senatori e deputati di sostenere i propri candidati sul territorio. Anche i leader dei partiti saranno impegnati per cercare di ottenere il miglior risultato possibile; le posizioni più critiche sono quelle di Matteo Salvini e Giuseppe Conte: entrambi i leader, fortemente in difficoltà sul piano interno, sono chiamati a fare il massimo per ottenere il miglior risultato possibile non solamente in termini di conquista delle città ma anche da un punto di vista di risultato del partito. 

Giuseppe Conte tenta di uscire dall’angolo e di rilanciare l’azione del M5S

Molti occhi saranno puntati su Giuseppe Conte. Per il numero uno del Movimento 5 Stelle la settimana sarà davvero intensa: domani è attesa la sentenza del tribunale di Napoli, che tornerà a esprimersi sul voto del nuovo Statuto, dopo la sospensione di quello che aveva dato inizio all'era dell'ex premier. Nessun timore, confida ai cronisti napoletani il presidente grillino: “Non sono preoccupato, il percorso che abbiamo fatto è per garantire le rivotazioni nella massima sicurezza giuridica. Siamo fiduciosi che il tribunale ne prenderà atto. Speriamo che possa certificare, come siamo convinti, la piena legittimità del nostro operato”. In via di Campo Marzio, però, non è solo l'ansia per la sentenza a tenere banco: il bilancio del Movimento è stato approvato, ma tante restano le restituzioni dei parlamentari che non sono state fatte, soprattutto tra chi pensa che il prossimo anno non sarà candidato per la nuova legislatura.

Intanto Conte, anche per ricompattare il M5S, è tornato a punzecchiare l'esecutivo “Se vogliamo far cadere il governo? Assolutamente no, lavoriamo per rafforzarne l'azione ma nella direzione giusta”, dice mettendo in fila una serie di paletti. Sul tema Ucraina “ora possiamo essere protagonisti sulla guerra: basta riarmo ed escalation militare. Vogliamo che Draghi sia protagonista in Europa: non per proporre la pace, ma per imporla”, scandisce. Conte poi ha rilanciato la battaglia del Movimento sul salario minimo e ribadito la necessità di intervenire profondamente sul cuneo fiscale per lavoratori e ceto medio. Insomma la strategia sembra quella di portare nella campagna delle amministrative temi di politica nazionale in vista delle politiche della prossima primavera. Rimane il fatto che le previsioni del prossimo fine settimana sembrano non premiare particolarmente il M5S ragion per cui per cui la tensione interna al partito, oltre al forte scontro con l’ala vicino a Ministro Luigi Di Maio, è destinata ad aumentare considerevolmente.

Salvini schiva il caso Russia e si prepara alla voltata finale alle amministrative 

Anche per Matteo Salvini la strada è in salita. I fronti aperti sono molti a partire dalla questione del suo viaggio in Russia e dei rapporti con l’ambasciata russa che saranno aggetto di un approfondimento da parte del Copasir, una questione che negli ultimi dieci giorni è stata al centro di un forte dibattito politico e che ha provocato, oltre alle fortissime critiche del Partito Democratico guidato da Enrico Letta, una grande tensione all’interno alla Lega. La strategia di Matteo Salvini non è piaciuta a molti e ha fatto storcere il naso soprattutto all’ala governista rappresentata dal Ministro dello sviluppo economico Giancarlo Giorgetti. Ma a preoccupare nel Carroccio è la continua emorragia di voti: il partito secondo gli ultimi sondaggi sarebbe al di sotto del 15% e c’è la possibilità che le ormai prossime elezioni amministrative ridimensionino il partito anche a livello territoriale. 

La perdita di consenso potrebbe essere sfruttata da Fratelli d’Italia e da Giorgia Meloni che da settimane gira da nord a sud del paese certa di ottenere un grande risultato. Nella Lega quindi sarà una settimana estremamente delicata che sembra destinata a concludersi con un risultato che in molti annunciano modesto. Se così fosse, la reazione non potrà che tradursi nell’innalzamento della tensione della Lega rispetto al Governo. Matteo Salvini, comunque sia, dovrà cercare di tornare a recuperare consenso e per farlo dovrà uscire dall’angolo per rilanciare il partito in vista delle prossime elezioni politiche. Come lo possa fare e se lo farà rilanciando la federazione con Forza Italia è ancora da capire.

Mattarella lancia l’allarme su Ucraina e crisi umanitarie

Mai come oggi, con l'escalation della guerra in Ucraina e con gli spiragli sempre più stretti per una via diplomatica che viene più citata che resa possibile, sale ancora una volta l'allarme del presidente della Repubblica Sergio Mattarella sulle conseguenze che un conflitto, non sono solo economiche ma anche sociali e umanitarie. Nella Giornata Mondiale dell'Ambiente, il capo dello Stato sottolinea infatti che oggi “il destino dell'uomo e quello dell'ambiente non sono mai stati così strettamente connessi. La scellerata guerra che sta insanguinando l'Europa con l'aggressione della Federazione Russa all'Ucraina sta provocando una conseguenza inevitabile sulla capacità di rispettare l'agenda degli impegni per contrastare il cambiamento climatico ed evitare così, le ulteriori crisi umanitarie conseguenti”. 

Crisi del grano (ma non solo) in testa. Ciò che ormai è sotto gli occhi di tutti è che il mancato approvvigionamento da parte del “granaio d'Europa” va di pari passo con le conseguenze dei cambiamenti climatici che rischiano di creare una crisi umanitaria senza precedenti, così come senza precedenti potrebbe essere il flusso di migranti soprattutto dall'Africa. “Il vero tema in questo momento” spiega il ministro degli Esteri Luigi Di Maio “è quello di ravvivare il negoziato. C'è stato questo tentativo della Turchia di far parlare Zelensky e Putin” ma non sembra aver funzionato. Poi, il nuovo allarme: “Bisogna fare uscire subito il grano dai porti dell'Ucraina. Ci sono 30 milioni di tonnellate ferme nei porti ucraini, bloccate dalle navi da guerra russe. Se non riusciamo a far uscire quel grano avremo nuove guerre in Africa, nuovi colpi di Stato, nuovi fenomeni terroristi e soprattutto nuovi fenomeni migratori dall'Africa verso l'Europa. E questo non possiamo permettercelo”. 



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