Dopo mesi di aspri dibattiti e scontri sempre più duri, siamo arrivati all’ultima settimana prima del referendum sulle riforme costituzionali del prossimo 4 dicembre. Per tale ragione, per tutto l’arco della settimana l’ Assemblea del Senato non si riunirà. Stesso discorso anche per le Commissioni ad eccezione della Sanità che nella giornata di mercoledì svolgerà diverse audizioni sullo schema di DPCM relativo alla definizione e l'aggiornamento dei livelli essenziali di assistenza (LEA).

Per quanto riguarda l’altro ramo del Parlamento, non avendo concluso la settimana scorsa l’esame in prima lettura della legge di bilancio 2017, l’Assemblea della Camera dei Deputati tornerà a riunirsi questa mattina per approvare, in prima lettura, il provvedimento. Venerdì si è svolta la discussione generale al termine della quale, la Ministra per i rapporti con il Parlamento Maria Elena Boschi ha posto, a nome del Governo, la questione di fiducia che successivamente, dopo le dichiarazioni voto, è stata votata ottenendo 348 voti favorevoli e 144 contrari.

Questa mattina si riunirà il Consiglio dei ministri per approvare la nota di variazione al bilancio di previsione dello Stato che recepisce gli effetti degli emendamenti approvati. La nota verrà votata dall’Aula di Montecitorio intorno alle 13; successivamente saranno svolte le dichiarazioni di voto e la votazione finale che è prevista indicativamente verso le 16. Dopo il primo via libera della Camera, la manovra passerà all'esame del Senato. A palazzo Madama la sessione di bilancio si aprirà martedì 6 dicembre, solamente due giorni dopo il referendum costituzionale; a tal proposito, il Ministro dell’economia Pier Carlo Padoan ha assicurato che in ogni caso, sia che vinca il SI' sia che vinca il NO, non ci saranno impatti sulla legge di bilancio: "Tutto sarà concluso entro la fine dell'anno, come richiede la legge".

Passando ai lavori delle Commissioni, nella giornata di oggi la Affari costituzionali si confronterà sul documento conclusivo dell’indagine conoscitiva sulla gestione associata delle funzioni e dei servizi comunali. La Commissione Bilancio intorno alle 12 esaminerà la nota di variazione al bilancio di previsione dello Stato per l'anno finanziario 2017 e il bilancio pluriennale per il triennio 2017-2019 presentati dal Governo. La Commissione Cultura esaminerà la pdl sugli interventi per il sostegno della formazione e della ricerca nelle scienze geologiche e lo schema di decreto ministeriale sul riparto dello stanziamento dello stato di previsione della spesa del Ministero dell'istruzione, dell'università e della ricerca per l'anno 2016, relativo a contributi a enti, istituti, associazioni, fondazione e altri organismi.

La Commissione Affari sociali svolgerà diverse audizioni nell’ambito dell’esame dello schema di DPCM sulla definizione e aggiornamento dei livelli essenziali di assistenza (LEA). La Commissione Agricoltura esaminerà la pdl, già approvata dal Senato in seconda lettura, sulla disciplina organica della coltivazione della vite e della produzione e del commercio del vino, e si confronterà sullo schema di decreto interministeriale relativo all'indicazione dell'origine in etichetta della materia prima per il latte e i prodotti lattiero-caseari. Mercoledì invece si riunirà la Commissione Ambiente, per iniziare l’esame del decreto, approvato la settimana scorsa dal Senato, relativo agli interventi urgenti in favore delle popolazioni colpite dal sisma del 24 agosto 2016.

Nella giornata di venerdì, la Corte Costituzionale, con la sentenza numero 251, ha dichiarato illegittima la legge delega sulla Pubblica Amministrazione, la cosiddetta riforma Madia, che prevedeva una serie di decreti legislativi di attuazione. La norma violerebbe la Costituzione laddove prevede di riformare l'assetto pubblico solo "previo parere" e non "previa intesa" con le Regioni, in materie da cui queste non possono essere solo consultate: dai dirigenti della sanità allepartecipate e ai servizi locali come trasporti, rifiuti, illuminazione. A pochi giorni dal referendum la sentenza rappresenta una bocciatura estremamente rumorosa e una vera e propria doccia gelata per il Governo che solamente nel Consiglio dei Ministri del giorno prima aveva varato cinque decreti attuativi della riforma Madia, tra cui quelli importantissimi sulla dirigenza e sui servizi pubblici locali.

Da Vicenza, il commento del Presidente del Consiglio Matteo Renzi alla sentenza: "Pensate che abbiamo fatto una legge delega con i decreti legislativi, per rendere licenziabile un dirigente pubblico che non si comporta bene, e la Corte costituzionale ha detto che, siccome non c'è l'intesa con le Regioni, e avevamo chiesto i pareri, il decreto è illegittimo. E poi mi dicono che non devo cambiare le regole del Titolo V. Siamo circondati da una burocrazia opprimente".

Dopo mesi di silenzio è tornato attivamente sulla scena della politica nazionale e del centro destra l’ex Presidente del Consiglio Silvio Berlusconi. Nella settimana passata non solo ha partecipato a numerosi programmi televisivi ma ha annunciato la sua ferma intenzione di ricandidarsi. Ai microfoni di RaiParlamento ha affermato "Sono in attesa spasmodica di una sentenza della Corte europea di Strasburgo che, purtroppo, ci mette troppo tempo, 3 anni, per esaminare un caso che non riguarda un solo cittadino, ma un importante Paese europeo. Credo che questa sentenza dovrà arrivare. Sono assolutamente sicuro che metterà in chiaro come non ci sia stata nessuna evasione da parte mia. E quindi io dovrei ritornare nella possibilità di ricandidarmi. In quel caso il centrodestra non avrebbe la necessità di cercare altri leader".

Successivamente il Cavaliere ha parlato anche del referendum: "Se vince il SI' si continua con questa Italia che non è in buona condizione. Se vince il No non accade niente di strano ma avremo il tempo per sederci tutti a un tavolo con le altre forze politiche per mettere in chiaro quale legge elettorale avere e poi per scrivere una riforma che sia positiva e non pericolosa come questa. Che preveda un limite alla pressione fiscale, la diminuzione dei parlamentarida 630 a 300 e da 315 a 150 senatori, che introduca il vincolo di mandato e l'elezione diretta del Capo dello Stato". Queste parole hanno riacceso il dibattito interno al centro destra sul futuro dell’area che da diversi anni è alla ricerca di un leader politico capace di riunificare l’intero popolo dei moderati. I giorni successivi al referendum saranno determinanti: sono diversi mesi che Matteo Salvini, con l’appoggio di Fratelli di Italia, ha lanciato la scalata alla leadership, mentre in Forza Italia, fatto fuori Parisi, il ritorno di Berlusconi sembra l’unica soluzione percorribile per la tenuta del partito, ostaggio dei colonnelli ma allo stesso tempo alla ricerca di una via efficace per il proprio rilancio e rinnovamento.

Intanto all’interno della Lega Nord è tornato a parlare, dopo diversi mesi di silenzio, Umberto Bossi che ha invocato un nuovo congresso del partito affermando che la base del Carroccio, in particolare in Veneto e Lombardia, non vuole più come segretario Matteo Salvini. Il mandato di Salvini scade il prossimo 16 dicembre e a pesare sarebbe soprattutto l’idea di trasformare il Carroccio in un partito nazionale abbandonando, forse definitivamente, l’idea alla base stessa del partito, dicostruzione della Padania. Il Senatur e fondatore della Lega è da sempre stato un grande oppositore dell’ascesa diSalvini e per la corsa alla guida del partito ha parlato esplicitamente della possibile discesa in campo di Roberto Castelli. In via Bellerio la minaccia di Bossi non viene comunque vista con preoccupazione. Il congresso ci sarà, probabilmente a gennaio; nel frattempo, una vittoria del No al referendum sarà una conferma delle scelte del segretario. Lo stesso Salvini non ha replicato direttamente a Bossi, sicuro che la base blandita da un Senatur da tempo senza truppe sia in realtà schierata senza esitazione con lui.

 



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