Governo nella Terra dei fuochi, sfida alla camorra e polemiche interne

Pugno duro del Governo giallo-verde sul traffico illecito dei rifiuti. L'esecutivo guidato dal presidente del Consiglio Giuseppe Conte, ha siglato con la regione Campania un protocollo per la Terra dei fuochi. Nessuna bacchetta magica, ha avvertito il premier, ma un gesto concreto che dimostra la determinazione ad andare avanti, come ha spiegato Luigi Di Maio. Matteo Salvini, dopo le polemiche sui termovalorizzatori con il M5S, era assente alla conferenza stampa. Nessun giallo, però: un impegno già preso con il Quirinale gli ha fatto lasciare la città.

Berlusconi vede Mattarella: preoccupazione per manovra

Silvio Berlusconi vuole tornare e benché non abbia ancora deciso se candidarsi o meno alle elezioni europee, tifa per la caduta del Governo. È stato questo il motivo dell’incontro informale con Sergio Mattarella avvenuto qualche settimana fa. L’ex premier avrebbe condiviso con il Capo dello Stato non solo le sue preoccupazioni per la manovra ma anche per i risvolti che questo braccio di ferro con la Commissione Ue potrebbe avere per il Paese. Nel colloquio, Berlusconi non avrebbe fatto mistero della sua convinzione che questo Governo abbia vita breve e che il centrodestra sia pronto a prendere le redini del paese.

Ue boccia la manovra, verso la procedura di infrazione

Non è più solo una guerra di cifre: quello tra la Commissione Europea e il Governo italiano è ormai uno scontro su due visioni opposte dell'economia. Per l’esecutivo la manovra del popolo spingerà la crescita all'1,5% l'anno prossimo, mettendo fine all'austerity. Per la Ue avrà invece un impatto addirittura negativo sul Pil, e porterà il Paese verso nuova austerità. Vista la distanza e visto che la manovra rivista lascia i target invariati, Bruxelles ha deciso di fare il primo passo ufficiale verso l'apertura della procedura d’infrazione per debito eccesivo. Il ministro dell'economia Giovanni Tria ha minimizzato e parlato di “divergenza contenuta sul deficit, di decimali” ed è intervenuto per assicurare che i piani del Governo mantengono “il totale controllo dei conti pubblici, nei limiti della moderata politica espansiva” necessaria per contrastare il rallentamento dell'economia.

Manovra, Conte apre alla rimodulazione di alcune misure

Da una parte la strategia del dialogo, con i quotidiani tentativi di mediazione di Giuseppe Conte e del ministro dell'Economia Giovanni Tria e con l'obiettivo di ottenere tempi lunghi nell'interlocuzione sulla procedura di infrazione. Dall'altra i vicepremier Salvini e DI Maio che fanno sentire la loro voce con toni decisamente forti. Nell'informativa a Montecitorio il premier lo ha detto chiaramente: “spiegheremo che non abbiamo raccolto le raccomandazioni sulla riduzione del deficit perché non compatibili con lo stato congiunturale della nostra economia e con il nostro disegno di politica economica, più orientato alla crescita che non all’austerità”. “Nel caso in cui l'Ecofin dovesse decidere di aderire alla decisione della commissione Ue, chiederemo tempi di attuazione molto distesi”. Guadagnare tempo: “Ci tornerà utile a consentire alla manovra economica di produrre i suoi effetti sulla crescita e grazie a questo ridurre il debito pubblico”.

La Camera approva il ddl anticorruzione. Esulta il M5S, silenzio dalla Lega

Giovedì pomeriggio, l'Aula della Camera ha approvato il ddl Anticorruzione. Il testo passa al Senato dove M5S e Lega sono d'accordo per eliminare la riforma del peculato inserita con un emendamento passato a voto segreto contro il parere del governo. Dopo il via libera dell'Aula di Montecitorio, al quale si è giunti dopo quattro giorni di stop and go ad altissima tensione nella maggioranza con Luigi Di Maio e Matteo Salvini a presidiare l’emiciclo, i deputati del M5S hanno applaudito a lungo. Impassibili, invece, quelli della Lega, che nonostante i malumori interni hanno dovuto votare le norme care all'alleato di governo.

Martina si candida al congresso del PD

Maurizio Martina ha annunciato ufficialmente la propria candidatura al congresso del Pd. La candidatura nasce, ha spiegato Martina, per evitare un congresso polarizzato tra antirenziani, con Zingaretti, e renziani, con Minniti. Secondo un sondaggio pubblicato da Agorà, Nicola Zingaretti è in testa con il 38%, seguito da Marco Minniti con il 28%, da Maurizio Martina con il 15%, nonché da Matteo Richetti con l'8%, Cesare Damiano con il 5%, Francesco Boccia con il 4% e Dario Corallo col 2%.

I Sondaggi della Settimana 17 - 23 novembre 2018

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Nei sondaggi pubblicati dall'Istituto SWG, la Lega di Matteo Salvini continua la sua crescita. A oggi si attesta al 32,7% dei sondaggi, guadagnando l’1% rispetto all’ultima rilevazione. Insegue ancora il Movimento 5 Stelle che, a causa delle fortissime tensioni interne sul decreto sicurezza, perde l’1% attestandosi al 26,4%. I pentastellati, che a livello parlamentare ancora non hanno ottenuto risultati visibili, faticano a trovare la strada del recupero e calano per la quarta settimana di fila.Il partito guidato da Matteo Salvini è stabilmente il primo partito del Paese e la distanza dal M5S è di 6,3% punti percentuali.

Nell’area delle sinistre, Liberi e Uguali, nonostante la possibile scissione, guadagna lo 0,2% raggiungendo il 2,5%, mentre in quella di centro, il partito della Bonino, Più Europa, è dato al 3%. Torna a calare il Partito Democratico. I dem, alle prese con le difficoltà del congresso per la scelta del nuovo segretario, perdono lo 0,6% e si attestano al 17,5% delle intenzioni di voto.

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Nel centro destra, Fratelli d’Italia è in leggero calo e si attesta al 3,5%, mentre torna a crescere Forza Italia. Il partito di Berlusconi oggi è dato all’7,8%.

Ad oggi, l’area di Governo raccoglie il 59,1% delle preferenze di voto. Quella di centro destra il 44%, quella di centro sinistra il 23%. Il Movimento 5 Stelle è dato al 26,4%.

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Settimana Politica 17 - 23 novembre 2018



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