Mattarella davanti alle Alte cariche dello Stato rilancia lo spirito costruttivo

Nello scambio di auguri in vista delle festività natalizie, l'ultimo del suo mandato, con le Alte cariche dello Stato, Sergio Mattarella è molto chiaro nel ribadire la necessità che lo “spirito collaborativo”, che tutti i livelli istituzionali hanno messo in atto durante la pandemia, diventi “un tratto stabile dei rapporti istituzionali”. Il Capo dello Stato lancia un appello a “chiarezza e lealtà come premesse indispensabili di una piena, e comune, assunzione di responsabilità di fronte ai rischi che sono tuttora davanti a noi”.  Ci sono tutte le massime cariche istituzionali sedute nella sala dei Corazzieri del Quirinale, anche se in regime ridotto. Rigide le misure anti-contagio a cui non si sottraggono il premier Mario Draghi con tutto il Governo schierato, i presidenti di Camera e Senato Roberto Fico e Maria Elisabetta Alberti Casellati, e il presidente della Consulta Giancarlo Coraggio. Mattarella ha riconosciuto il grande impegno profuso dal normale cittadino come dalle più alte cariche dello Stato, tracciando un “bilancio positivo” di un anno che si sta per concludere “di lavoro intenso”. Il Paese è stato messo in sicurezza di fronte alla minaccia del virus ed è stata avviata “la ripresa della vita economica e sociale del Paese”. I dati sono incoraggianti: “il tasso di crescita del Pil nazionale sarà tra i più alti tra i Paesi dell'Unione”. 

Draghi chiede unità al Paese per le sfide del 2022 

“L'Italia ha dimostrato, ancora una volta, di saper reagire alle crisi più dure con coraggio, determinazione, unità”. Dopo Sergio Mattarella, anche Mario Draghi plaude alle abilità messe in campo da istituzioni e cittadini italiani. L'occasione è la conferenza degli ambasciatori e delle ambasciatrici d'Italia nel mondo, alla Farnesina. Il premier ricorda gli anni “difficili” appena trascorsi, colpiti dalla pandemia e dalla crisi economica. La capacità di reazione, osserva, ha riguardato tutti: i medici e gli infermieri (con oltre 106 milioni di dosi di vaccini somministrate) ma anche lavoratori e imprese. Roma, poi, è il giudizio dell'ex presidente Bce, è tornata ad avere “un ruolo centrale” sulla scena internazionale. Ora, dice sicuro, grazie anche alla sua politica estera, “l'Italia è più forte, più influente, più credibile”. Oltre allo sguardo, fiero, rivolto al recente passato, però, Draghi condivide con il presidente della Repubblica anche l'appello per il futuro. Il premier fa sue le parole di Mattarella: “Lo stesso spirito di collaborazione, la stessa determinazione, lo stesso orgoglio di rappresentare l'Italia ci deve accompagnare anche il prossimo anno. 

Scholz ha incontrato Draghi. Nasce un nuovo asse in Ue

Il Presidente del Consiglio Mario Draghi ha incontrato a Palazzo Chigi il nuovo cancelliere tedesco Olaf Scholz. Il premier è stato chiaro nel definire questo incontro “l'inizio di un percorso” per una relazione più salda tra Italia e Germania. Si parte da un “piano d'azione” comune e consultazioni più serrate tra i due Governi, spiega Scholz. Il nodo resta la riforma del patto di stabilità europeo: il tedesco resta prudente, rinvia all'uso della flessibilità che già c’è, ma sulle regole degli aiuti di Stato per le spese in transizione ecologica c’è apertura: “Le posizioni si avvicineranno”, è ottimista Draghi. E anche sui migranti: spunta un'idea tedesca di concedere la possibilità ai richiedenti asilo di spostarsi dal Paese di prima accoglienza dopo un anno. C’è il Covid in cima alle preoccupazioni dei due presidenti, con l'incalzare di Omicron: in un ribaltamento di ruoli rispetto al passato, è l'Italia il “modello” da seguire dice Scholz. Berlino ha copiato a Roma il Cts e anche la scelta di mettere “un generale alla guida” dell'emergenza. L'Italia è un “esempio luminoso”, afferma, nella campagna di vaccinazione

Draghi fa un passo verso il Colle: Governo avanti indipendentemente da chi c'è

Mario Draghi segna la rotta sin dalla prima delle domande che, nella consueta conferenza stampa di fine anno, i giornalisti gli rivolgono sul suo futuro; esordisce con una risata ma va dritto al punto: “Abbiamo conseguito tre grandi risultati. Abbiamo reso l'Italia uno dei Paesi più vaccinati del mondo, abbiamo consegnato in tempo il Pnrr e raggiunto i 51 obiettivi. Abbiamo creato le condizioni perché l'operato del Governo continui indipendentemente da chi ci sarà, l'importante è che il Governo sia sostenuto da una maggioranza come quella che ha sostenuto questo”. Su chi sarà il successore di Mattarella spetta al Parlamento”, ma il convincimento di Draghi è che l'esecutivo in carica ha fatto “molto di quello che era stato chiamato a fare”. Compito esaurito, o quasi, quindi; Draghi non risponde direttamente ma quello che dice è più di una semplice indicazione di rotta: “Il mio destino personale non conta assolutamente niente, non ho particolari aspirazioni di un tipo o di un altro, sono un uomo e un nonno al servizio delle istituzioni”, dice chiaro, ma “la responsabilità della decisione” sul Colle “è nelle mani delle forze politiche”. 

La palla è ai partiti. “Certamente”, ammette il premier, che la maggioranza di Governo si possa dividere sull'elezione del nuovo capo dello Stato “è uno scenario da temere”. La suggestione che Draghi indirizza a chi in Parlamento deciderà (anche) il suo destino è chiara: “Ci vuole una maggioranza ampia, anche più dell'attuale, perché l'azione di questo Governo continui, e chiedo soprattutto alle forze politiche se è immaginabile una maggioranza che si spacchi sull'elezione del presidente della Repubblica e si ricomponga magicamente quando è il momento di sostenere il Governo. È una domanda che dobbiamo farci”. La risposta lasciata intendere suona più o meno così: se i partiti non trovassero una figura unitaria e iniziassero a farsi la guerra sul Colle, la sua esperienza a Palazzo Chigi sarebbe comunque conclusa. 

Il centrodestra si ricompatta: Berlusconi sarà il candidato della coalizione

Silvio Berlusconi ha deciso: nei primi 10 giorni dell'anno, quando il confronto sul Quirinale entrerà nel vivo, ufficializzerà la sua candidatura. Lo ha annunciato durante il vertice dei leader del centrodestra a Villa Grande, incontro che ha sancito, almeno in questa fase, l'assoluta unità della coalizione. Il Cavaliere si sarebbe detto sicuro di avere numeri certi in Parlamento: sul suo nome, è il suo ragionamento, ci sarebbero addirittura 150 voti di grandi elettori in più di quelli che ha già il centrodestra. Gli alleati non avrebbero posto alcuna obiezione, né si sarebbe parlato di eventuali piani B o C. Via libera da Matteo Salvini: “Sono pronto a impegnarmi e a mediare affinché si arrivi a un voto rapido e il più possibile condiviso, fermo restando che si dovrà fare i conti con una proposta di centrodestra che è maggioranza nel Paese e in Parlamento”. Poi, diretto al Cavaliere, ha aggiunto: “Se deciderai di candidarti, ti appoggeremo”. Stesso discorso per FdI che, tuttavia, avrebbe chiesto a FI e Lega di avere una consultazione permanente su ogni passaggio. Quindi hanno chiesto di spiegare il loro comportamento ove mai Draghi decidesse di correre per il Colle. Alla fine l’incontro è stato positivo. Comunque un incontro interlocutorio, visto che le decisioni verranno prese in una nuova riunione attorno al 10 gennaio. Intanto è stato utile, soprattutto all'esterno, per rilanciare l'immagine di una coalizione divisa sul Governo ma unita più che mai di fronte alle prossime sfide politiche, a partire da quella per l'elezione del Presidente della Repubblica

Il Senato approva la Legge di Bilancio 2022 ma non sono mancate le polemiche

Il Senato ha approvato con 215 voti favorevoli la fiducia posta dal Governo sul maxiemendamento alla Legge di Bilancio 2022. I contrari sono stati 16, nessun astenuto; ora il testo passa alla Camera per il via libero definitivo entro il 31 dicembre. Confermate tutte le misure principali, a partire dal taglio per 8 miliardi di euro dell'Irpef sui lavoratori dipendenti, autonomi, partite Iva e pensionati, per un taglio del cuneo fiscale destinato a favorire in particolare i ceti medi. Inoltre stop all'Irap per quasi un milione di professionisti. Prorogato il Superbonus 110%, esteso alle villette monofamiliari per le quali salta il tetto Isee. Sale il tetto di spesa detraibile del bonus mobili, che passa da 5 a 10mila euro, e viene rifinanziato il bonus televisori per una spesa di 68 milioni. Operai edili e ceramisti potranno andare in pensione tramite Ape sociale con 32 anni di contributi e 63 di età. Per il caro bollette si interviene con altri 1,8 miliardi di euro, oltre ai 2 inizialmente previsti, per un totale di 3,8. Confermato e rifinanziato il reddito di cittadinanza. Molte critiche sono arrivate, più che nel merito, sul metodo di esame della Manovra: il più duro nelle dichiarazioni di voto finali è stato il leader di Italia Viva Matteo Renzi, uno dei sostenitori principali della maggioranza Draghi: “Noi la fiducia la votiamo ma non è accettabile che il Parlamento sia costantemente ignorato. Le leggi di bilancio non si fanno così”. 

Tensione in Cdm sull’obbligo vaccinale, Draghi rinvia

Dopo numerosi momenti di tensione, Mario Draghi decide di prendere tempo sull'ipotesi di estendere a tutti i dipendenti della PA l'obbligo di vaccino. Si valuterà nelle prossime settimane se imporre l'obbligo solo ad alcune categorie o a tutti i lavoratori pubblici e privati. In cabina di regia tiene banco la discussione sulle nuove misure per frenare il contagio da Covid nelle festività: Draghi e il ministro della Salute Roberto Speranza si mostrano favorevoli alla proposta di Renato Brunetta, la Lega e il M5S esprimono da subito le loro perplessità ma ci si prende qualche ora per decidere e intanto gli uffici ministeriali vengono messi al lavoro sulla norma. Poi inCdm il confronto si fa molto acceso, nei contenuti più che nei toni: esprimono dubbi Ministri di ogni partito, inclusi quelli del Pd. Ci sono perplessità sulla scelta di imporre i vaccini solo nella PA e non ad altre categorie, dubbi sulla praticabilità della misura; Draghi ascolta tutti, poi sceglie di mettere la decisione in stand by e approfondire il tema.  

I sondaggi della settimana 

Negli ultimi sondaggi realizzati dall'Istituto SWGil Partito Democratico di Enrico Letta rimane il primo partito italiano con il 22,2%, sopravanzando Fratelli d’Italia di Giorgia Meloni di due punti e mezzo (19,7%)Inoltre, il distacco tra il PD e la terza forza politica nazionale (Lega) è di 2,6 punti. 

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Nell’area delle sinistre, i Verdi rimangono stabili (2,6%) mentre Sinistra Italiana e MDP Articolo Uno si attestano rispettivamente al 2,5% e al 2,2%. Nell’area centrista, +Europa rimane stabile (1,5%) così come Italia Viva (2,2%) mentre Azione rimane immobile (4%). In calo, invece, il consenso del Movimento 5 Stelle di Giuseppe Conte che si attesta al 13,9%. Nell’area del centrodestra, infine, la Lega torna a crescere di più di mezzo punto (19,6%), Forza Italia rallenta (7,4%) mentre Coraggio Italia di Luigi Brugnaro e Giovanni Toti è stimato all’1%.

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Negli ultimi sondaggi, i partiti che appoggiano il Governo Draghi raccolgono il 75,6%, mentre il centrosinistra formato da PD, M5S e MDP raggiunge il 38,3%. La coalizione del centrodestra unito raggiunge il 46,7%; invece il rassemblement dei partiti di centro(Azione, IV e +Europa) si attesta allo 7,7% dei consensi.



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