Gianroberto Casaleggio è stato il primo in Italia a predire che il futuro della politica sarebbe stata la democrazia diretta. Il figlio Davide si è spinto anche oltre il pensiero del padre, profetizzando che da qui a qualche anno il Parlamento sarà addirittura inutile. In un'intervista al quotidiano La verità ha dichiarato che “il superamento della democrazia rappresentativa è inevitabile”. Immediate le reazioni delle opposizioni. In difesa di Casaleggio si schiera Luigi Di Maio: “Davide, come ogni cittadino, può dire ciò che vuole. Starà a noi, con i provvedimenti che vareremo in questa legislatura, dimostrare che il Parlamento è ancora utile”.

Lunedì, in casa del PD, si è tenuta la prima Direzione nazionale della segreteria targata Maurizio Martina e alla fine è stata evitata la rottura fra la minoranza e i renziane. A creare l’ennesima tensione è stato un emendamento del PD al decreto dignità nel quale veniva previsto di non aumentare a 36 mesi le indennità ai lavoratori illegittimamente licenziati: la proposta è stata duramente attaccata da Cuperlo, Damiano e Orlando e alla fine verrà ritirata per essere riformulata e ripresentata in aula. Ieri si è riunita anche la segreteria del PD, in cui si è anche fatto cenno alla road map in vista del congresso: i congressi locali si dovrebbero tenere subito, tra settembre e ottobre.

Giovedì pomeriggio Silvio Berlusconi ha riunito Forza Italia e lanciato il progetto L'altra Italia. Nelle intenzioni del Cavaliere il nuovo contenitore politico, che già da tempo era nel cassetto, potrebbe avere il battesimo ufficiale con le prossime elezioni europee. Nel suo intervento, l'ex premier ha tracciato il quadro della situazione politica e ha annunciato per settembre un appuntamento per continuare il percorso di rinnovamento del partito che inizierà con la convocazione dei congressi. Ma parallelamente il Cavaliere ha bocciato il Governo bollandolo come mediocre. Per l'ex capo del governo l'esecutivo è composto da “sessantottini in ritardo”. Berlusconi ha puntato il dito contro “l'incapacità dei grillini di saper governare” ma in certi passaggi ha chiamato in causa anche l'alleato Matteo Salvini.

Mercoledì il Ministro ai trasporti Danilo Toninelli ha pubblicato un post su Facebook a proposito della Tav Torino – Lione in cui ha affermato: “Rifarsi al Contratto di governo significa voler ridiscutere integralmente l'infrastruttura in applicazione dell'accordo con la Francia. Senza preclusioni ideologiche, ma senza subire il ricatto che ci piove in testa e che scaturisce dalle scandalose scelte precedenti. Ecco perché adesso nessuno deve azzardarsi a firmare nulla ai fini dell'avanzamento dell'opera. Lo considereremmo come un atto ostile”. Immediata la risposta della Lega che con Matteo Salvini incalza Di Maio e Conte: “Occorre andare avanti e non tornare indietro”

È scontro nel Governo sul riconoscimento dei figli delle coppie gay. Il Ministro Fontana, illustrando le linee del suo Dicastero alla prima audizione della Commissione Affari sociali, ha sottolineato che la “maternità surrogata, alla quale ricorrono coppie gay all'estero per avere figli, è vietata in Italia, come è vietato riconoscere i bambini concepiti all'estero da parte di coppie dello stesso sesso”. Parole che hanno scatenato inevitabili polemiche, e lo scontro attraversa anche il Governo. Di Maio, che concede a Fontana il fatto che la legge italiana vieta l'utero in affitto, aggiunge però che “poi ci sono i bambini e questi bisogna tutelarli”. Fontana ha ricevuto invece l'endorsement di Matteo Salvini: “Fino a quando io sarò Ministro gameti in vendita e utero in affitto non esisteranno come pratica, sono reati. Difenderemo in ogni sede immaginabile il diritto del bambino di avere una mamma ed un papà”.

Alla fine i primi a salire sull'AirBus di Stato fortemente voluto dall’ex presidente del consiglio Matteo Renzi sono stati Luigi Di Maio e Danilo Toninelli. Dopo l'annuncio del premier Giuseppe Conte dell'imminente rescissione del contratto di leasing per l'aereo di Stato, i due ministri hanno convocato una conferenza stampa a Fiumicino per dare l’annuncio della dismissione del velivolo. L’occasione è stata utile per attaccare l’ex inquilino di palazzo Chigi accusandolo di arroganza politica e di aver sprecato oltre 150 milioni di euro, una cifra che rappresenta “il simbolo dell'arroganza del potere che i cittadini hanno mandato a casa il 4 marzo, l'arroganza di Matteo Renzi, l'arroganza di chi mette i soldi in questo aereo e non negli autobus”.

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Settimana Politica 21 - 27 luglio 2018



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