Vittoria Salvini e Di Maio. Tria cede, deficit al 2,4%

Dopo giornate di tensione tra M5S, Lega e il Ministro dell’Economia, giovedì sera, il Consiglio dei Ministri ha approvato la nota di aggiornamento del documento di economia e finanza su cui verrà costruita la prossima legge di bilancio. I due vicepremier Matteo Salvini e Luigi di Maio hanno sfondato l'argine sul deficit che il ministro dell'Economia Giovanni Tria aveva tentato di difendere: il rapporto deficit-Pil è stato fissato al 2,4% nel 2019 e non, come avrebbe voluto Tria, all'1,6%. Al termine dell'ultimo vertice e con il Consiglio dei ministri ancora in corso, è uscita una nota congiunta dei due vicepresidenti che esultavano: “Accordo raggiunto con tutto il governo sul 2,4%. Siamo soddisfatti, è la manovra del cambiamento”.

Per Di Maio sarà la manovra del Popolo

Sotto Palazzo Chigi si è riunito un gruppo di parlamentari pentastellati in attesa che scendesse il loro leader per festeggiare “la manovra del Popolo”. È Di Maio a sottolineare il risultato del M5S: “Abbiamo portato a casa la manovra del popolo che per la prima volta nella storia di questo Paese cancella la povertà grazie al reddito di cittadinanza, per il quale ci sono 10 miliardi, e rilancia il mercato del lavoro anche attraverso la riforma dei centri per l’impiego”. Ma non solo, perché ci saranno i fondi per la pensione di cittadinanza con l’innalzamento delle minime a 780 euro e anche misure per i “truffati delle banche, che saranno risarciti con un 1,5 mld”. Dal canto suo, invece, Matteo Salvini ha evidenziato i risultati dalla Lega: “Tasse abbassate al 15% per più di un milione di lavoratori italiani, diritto alla pensione per almeno 400.000 persone, chiusura delle cartelle di Equitalia, investimenti per scuole, strade e Comuni e nessun aumento dell’Iva”.

Via libera della Vigilanza a Marcello Foa Presidente della Rai

La Commissione di Vigilanza sulla Rai ha espresso parere favorevole alla nomina di Marcello Foa a presidente della tv pubblica. I voti favorevoli sono stati 27, 3 i contrari, una scheda nulla e una bianca. Dopo mesi di incertezze e tensioni, è stato raggiunto il quorum di due terzi previsto dalla legge per rendere efficace la nomina del presidente. A favore di Foa hanno votato Lega, M5S, Forza Italia e Fratelli d'Italia. Il Pd non ha partecipato alla votazione in segno di protesta. Giovedì è tornato a riunirsi il Cda di viale Mazzini per ratificare il via libera a Foa. “Una grande emozione, un grande onore. Grazie alla Commissione di Vigilanza per la fiducia e a tutti voi per il sostegno in questi mesi. E ora al lavoro al 100% per la Rai!”: così su Twitter Marcello Foa.

Scongiurate le dimissioni di Tria. Ora lo sguardo va a mercati, Europa e spread

Se da un lato Di Maio e Salvini esultano, quello che colpisce è il silenzio del presidente Sergio Mattarella e del ministro dell’economia Giovanni Tria, quest'ultimo in attesa della risposta dei mercati. L'altra faccia della vittoria politica del M5S e della Lega, dei festeggiamenti in piazza dei ministri e dei parlamentari pentastellati, è fatta da una certa preoccupazione e attesa per la risposta, attesa per questa mattina, di Borse, Europa e spread. Con un punto fermo, che emerge in serata: il Ministro del Tesoro Giovanni Tria resta al suo posto, ben sapendo che, nella sua scelta, può contare sulla piena sponda del capo dello Stato.

Tensione nel Pd per il Manifesto per una nuova Europa di Renzi

E mentre il Governo si appresta a porre le basi per la “manovra del cambiamento”, il Pd non riesce a staccarsi dalle tensioni interne in vista del congresso. A smuovere le acque ci ha pensato Matteo Renzi con un Manifesto per una nuova Europa firmato assieme ad altri sei leader europei. Il testo guarda alle elezioni europee del maggio 2019, ma incrocia dei temi decisivi del congresso, che si concluderà con le primarie del 27 gennaio, come ha annunciato il segretario Maurizio Martina.

I Sondaggi della Settimana 22 - 28 settembre 2018

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Nei sondaggi pubblicati dall'Istituto SWG, la Lega di Matteo Salvini continua la sua crescita. Questa settimana è cresciuta di un ulteriore 0,4% e si attesta al 32%. Insegue il Movimento 5 Stelle che ha perso lo 0,1% e che si attesta ancora al disotto del risultato elettorale dal 4 marzo. I pentastellati, un po’ in difficoltà nel rapporto con il Carroccio sulla partita della prossima legge di bilancio, si attestano al 28,6%. Il partito di Salvini è stabilmente il primo partito del Paese e la distanza dal M5S è di 3,4 punti percentuali.

Nell’area delle sinistre, Liberi ed Eguali, perde dello 0,1% raggiungendo il 2,4%, mentre in quella di centro, il partito della Bonino, Più Europa, è dato stabile all’2,5%. Prosegue il calo del Partito Democratico che, dilaniato dalle questione interne in vista del Congresso, ha perso lo 0,6 raggiungendo il 16,3% suo minimo storico.

Nel centro destra, Fratelli d’Italia è al 3,7%, mentre guadagna l’1,3% Forza Italia. Il partito di Berlusconi oggi è dato al 15,9%.  Ad oggi il Carroccio si attesta al 8,3%.

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Ad oggi, l’area di Governo raccoglie il 60,6% delle preferenze di voto. Quella di centro destra il 44%, quella di centro sinistra il 21,2%. Il Movimento 5 Stelle è dato al 28,6%.

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Settimana Politica 22 - 28 settembre 2018



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