Calano i morti, Governo proroga misure fino a Pasquetta

Con la curva dei contagi che resta ferma e l'incremento del numero delle vittime che si è dimezzato in una settimana ma resta comunque alto, il Governo prolunga la quarantena dell'Italia fino al 13 aprile, il giorno di Pasquetta. “Non bisogna abbassare la guardia” ripetono sia il presidente del Consiglio sia il Ministro della Salute Roberto Speranza sapendo bene qual è l'indicazione che arriva dagli esperti: mantenere rigide le misure di contenimento e il distanziamento sociale per evitare che i risultati ottenuti vengano vanificati e il virus riprenda la sua folle corsa, soprattutto nelle regioni del Sud. “Se iniziassimo ad allentare le misure, tutti gli sforzi sarebbero vani, pagheremmo un prezzo altissimo e saremmo costretti a ripartire di nuovo”, dice Conte. Dunque, disagi e sacrifici devono proseguire. Fino a quando? “Non siamo nelle condizioni di dire che il 14 aprile allenteremo le misure restrittive. Quando gli esperti ce lo diranno, entreremo nella fase 2 di allentamento graduale”, una fase che sarà “di convivenza con il virus; per poi passare alla fase 3 di uscita dall'emergenza e di ripristino delle normalità lavorative, sociali, della ricostruzione e del rilancio”. Insomma, “dobbiamo programmare un ritorno alla normalità che deve essere fatto con gradualità e deve consentire a tutti, in prospettiva, di tornare a lavorare in sicurezza”. Il nuovo decreto del presidente del Consiglio, che sarà in vigore dal 4 aprile alla scadenza dei precedenti provvedimenti, conferma dunque tutte le misure già in atto, dalle limitazioni agli spostamenti alla chiusura delle attività non essenziali.

Per Conte se l’Europa non sarà unità perderà la partita

Sugli Eurobond, il Presidente del Consiglio Giuseppe Conte è molto chiaro; in un’intervista alla tv tedesca Ard dichiara: “Vorrei ricordare che questo meccanismo, le obbligazioni in euro, non significa che i cittadini tedeschi dovranno pagare anche solo un euro di debito italiano. Significa solo che agiremo insieme per ottenere migliori condizioni economiche, di cui tutti beneficeremo”. E aggiunge: “Anche se il numero di persone infette sta diminuendo, non dobbiamo vanificare gli sforzi finora compiuti”. Per Conte “in questo momento stiamo combattendo una battaglia contro un nemico comune e invisibile. Tutti i Paesi sono colpiti, tutti sono in prima linea. Se un avamposto si ritira, il nemico invisibile all'interno può diffondersi e tutti gli sforzi sarebbero vani”. Sui coronabond Conte prosegue: “Dobbiamo spiegare ai nostri cittadini che non abbiamo problemi finanziari di singoli Paesi. Si tratta di un'emergenza che riguarda tutti, di cui nessun singolo Paese è responsabile”. Il premier italiano conclude: “L'Europa deve dimostrare di poter trovare una risposta appropriata, parlo dell'Europa come la intendevano Robert Schumann, Konrad Adenauer e Alcide de Gasperi”.

Il decreto aprile varrà 40mld; quasi pronto il decreto liquidità da 20mld

La roadmap del Governo sembra tracciata: nel fine settimana, il decreto liquidità per una garanzia da circa 20 miliardi per le imprese medio-grandi, poi, entro Pasqua, un nuovo decreto che potrebbe arrivare anche a 40 miliardi, con misure a sostegno di sanità, aziende, lavoratori, enti locali e famiglie: oltre 60 miliardi in totale se si sommano alle misure del decreto Cura Italia. La nuova manovra anti Coronavirus prende forma in un susseguirsi di riunioni di maggioranza e con l'opposizione. Il Governo s’impegna a prorogare la cassa integrazione, rinviare le tasse, finanziare i primi ristori, aumentare il bonus per gli autonomi e aiutare chi non ha reddito. Le richieste dei partiti sono tantissime e gli spazi di manovra, avverte Gualtieri, “non illimitati”. Si attende di capire in concreto che aiuto arriverà dall'Ue, per non caricare tutto il peso sul debito italiano. Il decreto per garantire liquidità alle imprese sarebbe dovuto arrivare in Consiglio dei ministri oggi ma il testo non è pronto: il Cdm dovrebbe riunirsi tra sabato e domenica e, a mercati chiusi, potrebbe anche vagliare l'annunciato rafforzamento del golden power in difesa delle aziende italiane. Nella riunione con l'opposizione il ministro Roberto Gualtieri annuncia che il decreto sulla liquidità aggiungerà una garanzia per circa 200 miliardi di credito, fino al 25% del fatturato, per le imprese a partire da quelle medie e grandi. Un ombrello che si aggiunge ai 100 miliardi garantiti dal Fondo centrale di garanzia, che verrà ulteriormente rafforzato e semplificato, e ai 290 interessati dalla moratoria.

Le opposizioni chiedono al Governo risposte e fatti

Va avanti il dialogo tra governo e opposizioni in vista del decreto di aprile che conterrà le misure economiche. Ma è stallo sulle misure da mettere in campo: seppure il centrodestra apprezzi la disponibilità mostrata dall'esecutivo, resta l'insoddisfazione per le mancate risposte da parte del Governo su alcune questioni ritenute fondamentali da Lega, FdI e FI, che, quindi, chiedono di passare dalle parole ai fatti. Quali saranno le misure? Di quale cifra si parla? E quali proposte avanzate dal centrodestra saranno recepite? Tutte domande cui, lamentano i partecipanti alla seconda riunione della cabina di regia convocata dal ministro Federico D'Incà, non è stata ancora data risposta. Forza Italia parla di riunione interlocutoria e, soprattutto, non registra passi avanti al Senato, “zero aperture” sul decreto Cura Italia, sul quale il Governo ha chiesto sia alla maggioranza sia alle opposizioni di mantenere solo gli emendamenti a costo zero. Oggi alle 17.00 si riunirà nuovamente la cabina di regia: il Ministro D’Incà torna quindi a garantire “tutta la volontà di accogliere le indicazioni delle opposizioni”. Stessa disponibilità è stata offerta da Roberto Gualtieri. Ma il titolare del Mef ha solo illustrato i capitoli principali: rinnovo della cassa integrazione e dei bonus previsti nel decreto di marzo, rinvio del pagamento delle imposte per le imprese che hanno subito un calo del fatturato. Per Renato Brunetta, “il Governo deve darci delle risposte che, ad oggi, ancora non ci ha fornito”. Prima fra tutte quella relativa “all'entità del nuovo scostamento di bilancio”. Anche la Lega apprezza la disponibilità del Governo, ma “per ora abbiamo ascoltato tante belle parole, ma noi e gli italiani aspettiamo fatti concreti, tempi certi, garanzie per le partite Iva, soldi veri e non mance ai sindaci, cassa integrazione immediata, stop automatico dei mutui, linee di credito garantite dallo Stato per le aziende, sospensione delle bollette”, affermano i capigruppo Massimiliano Romeo e Riccardo Molinari.

Salvini e Meloni difendono Orban, scoppia polemica. Pd insorge

I pieni poteri concessi dal parlamento ungherese al premier Viktor Orban per combattere l'emergenza Coronavirus sono piaciuti a Matteo Salvini e non hanno scandalizzato Giorgia Meloni. Il più imbarazzato a destra è sembrato Berlusconi, amico personale dell'uomo forte di Budapest; mentre Lega e FdI hanno difeso Orban, dagli esponenti azzurri non è arrivato che un commento di Antonio Tajani: “Il Parlamento è sovrano”. Per una volta, invece, Pd e Italia Viva hanno parlato con una voce sola: “A Orban diciamo che bisogna combattere il Coronavirus, non la democrazia”, ha detto il segretario del Pd Nicola Zingaretti, mentre per il suo vice Andrea Orlando ha affermato che “quel che sta avvenendo in Ungheria è inaccettabile”. Matteo Renzi ha invitato l'UE a battere un colpo '”per fargli cambiare idea o, più semplicemente, per cacciare l'Ungheria dall'Unione”. Per il presidente della Camera Roberto Fico (M5S) “quello di Orban e del Parlamento ungherese è un comportamento non consono con le democrazie europee”. La destra italiana coltiva da tempo un rapporto privilegiato con Orban: Berlusconi e Forza Italia sono suoi alleati anche a livello europeo, malgrado la permanenza burrascosa del premier magiaro nel Ppe. Salvini ha salutato “con rispetto la libera scelta del parlamento ungherese (137 voti a favore e 53 contro), eletto democraticamente dai cittadini'” di dare pieni poteri a Orban, ma l'uscita ha dato il destro a Renzi per ricordare che la medesima richiesta, l'estate scorsa, precedette la decisione di Salvini di far cadere il governo. Giorgia Meloni ha sottolineato le analogie fra Italia e Ungheria: “Ci sorprende che qualcuno si scandalizzi oggi perché Orban adotta provvedimenti straordinari, non particolarmente diversi da quelli adottati dall'Italia con addirittura un minor mandato da parte del Parlamento”.

Il Papa ha incontrato il Premier Conte

Papa Francesco apre le porte della biblioteca del palazzo apostolico al premier Giuseppe Conte. Dopo averlo sostenuto più volte, in questi giorni in cui l'Italia è in lotta contro il tempo per frenare il contagio da Coronavirus, il Pontefice si è trovato faccia a faccia con il capo dell'esecutivo italiano. Intanto, il suo vicario alla diocesi di Roma, il cardinale Angelo De Donatis, risultato positivo, è stato ricoverato al Policlinico Gemelli: ha la febbre, ma le condizioni generali sono buone e ha iniziato una terapia antivirale. Dopo l’udienza in forma privata, il Vaticano non ha diffuso nulla sul contenuto del loro terzo incontro ma, ha scritto Vatican News, “è noto quanto l'Italia sta affrontando a causa del Covid-19 e quanto Francesco abbia a cuore la situazione della Penisola e non solo”.

Berlusconi si vede all’opposizione e strizza l’occhio a Draghi

Torna a parlare Silvio Berlusconi. Secondo l’ex premier “Siamo e rimarremo all'opposizione del governo Conte, verso il quale non posso che ribadire le critiche che abbiamo mosso fin dal giorno del suo insediamento. Non credo però che questa discussione sia attuale mentre tante famiglie piangono i loro morti e medici e infermieri rischiano la vita. Siamo in guerra e in guerra ci si stringe intorno a chi ha la responsabilità di decidere”. Sull'ipotesi di un esecutivo guidato da Mario Draghi, Berlusconi sottolinea che “sono stato io a volere Draghi prima alla guida della Banca d'Italia e poi della Bce perché sapevo che avrebbe agito responsabilmente, con rigore ma anche con flessibilità, usando tutti gli strumenti necessari per contrastare le situazioni di crisi. Sono convinto che anche ora la sua competenza e la sua autorevolezza sarebbero molto utili per attenuare la recessione e far ripartire l'Italia.

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