La maggioranza al lavoro sulle riforme costituzionali. Malumori su taglio eletti

Sarà messo nero su bianco al massimo entro martedì prossimo il documento di maggioranza sulle riforme che faranno da contrappeso al taglio dei parlamentari, con tanto di impegni concreti e precisi sui singoli interventi e un timing concordato, che si svilupperà attraverso tre step. Subito, entro il mese di ottobre, gli emendamenti da presentare al ddl costituzionale sul voto ai 18enni per l'elezione del Senato, all'esame di palazzo Madama. Entro dicembre, la riforma costituzionale per modificare la platea che elegge il presidente della Repubblica, con la riduzione dei delegati regionali, e la modifica dell'elezione del Senato non più a base regionale. Infine, sempre entro l'anno, l'avvio della riforma elettorale.

A fine anno inizierà il dibattito sulla riforma della legge elettorale

Sulla legge elettorale il dibattito è ancora apertissimo e le stesse forze politiche sono alle prese con un complesso dibattito interno su quale possa essere il modello migliore. Nonostante la presa di posizione di Nicola Zingaretti contro il proporzionale, nel Partito Democratico ancora non c’è una linea definita. E il favore del M5S e di Italia Viva verso un modello proporzionale agita non poco quella parte dei dem fortemente schierata per un sistema maggioritario. Molto probabilmente la vera battaglia politica che si giocherà nelle prossime settimane sarà tutta rivolta ai correttivi come la grandezza dei collegi, la possibilità o meno di inserire un doppio turno, ecc.

Bonafede rilancia la riforma della giustizia. Perplessità sulla prescrizione

La maggioranza va avanti sulla riforma della giustizia ma tra i giallorossi restano le distanze sullo stop alla prescrizione dopo il primo grado di giudizio. Alla Camera il ministro Alfonso Bonafede ha riunito i capigruppo dei partiti che sostengono il Governo; il guardasigilli ha esposto la riforma e aperto al contributo di tutti. Con ogni probabilità il pacchetto sarà diviso in due disegni di legge: uno riguarderà la riforma del processo penale e le nuove regole per il Csm, l'altro la riforma del processo civile. Non tutti i nodi, però, sono sciolti.

Zingaretti contro le troppe polemiche avvisa Renzi e Di Maio

Il rischio di gettare tutto il lavoro alle ortiche per un po' di visibilità personale è ben presente in Nicola Zingaretti: i distinguo e le impasse viste nelle ultime ore, a cominciare dal dialogo sulla riforma della giustizia, stanno a dimostrarlo. E per questo il segretario dem ha lanciato un appello agli alleati, Matteo Renzi e Luigi Di Maio: “Attenti perché ogni distinguo e ogni polemica è un favore a Salvini che dice che è un governo inutile. La maggioranza ha il dovere di dimostrare che i problemi enormi possono essere risolti attraverso il nostro buon governo e non pensando ognuno al proprio strapuntino”. L'esempio più recente è quanto visto sull'Iva, con il tira e molla riguardo l'innalzamento delle aliquote.

Salvini è certo della vittoria del centrodestra in Umbria

Matteo Salvini continua a battere a tappeto l’Umbria in attesa del 27 ottobre quando, secondo i suoi piani, Donatella Tesei diventerà il nuovo presidente della Regione. “Ho sbirciato qualche sondaggio e mi sembra chiaro ed evidente che bisogna solo capire di quanto vinceremo. Sento che c’è una voglia di cambiamento incredibile”. La mente del leader del Carroccio è già proiettata in avanti. Salvini assapora già il primo passo di una lunga marcia attraverso le varie elezioni regionali per tornare al governo. L’alleanza giallorossa trasportata su base locale con il candidato civico Vincenzo Bianconi, a suo dire, non andrà molto lontano, “né a Roma, né in Umbria”.

I sondaggi della settimana

Nei sondaggi pubblicati dall'Istituto SWG, la Lega di Matteo Salvini arretra leggermente e torna al 33,6%. In arretramento di mezzo punto invece il Movimento 5 Stelle. Il partito guidato da Luigi Di Maio si ferma al 20% nelle intenzioni di voto. La Lega si conferma il primo partito del Paese e la distanza dal secondo partito (M5S) è di 13,6 punti percentuali, mentre quella con il PD cresce a 14,2 punti percentuali.

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Nell’area delle sinistre, l’alleanza tra Sinistra Italiana e Rifondazione comunista arriva al 2,3%, mentre i Verdi si fermano al 2%. Nell’area centrista, +Europa perde terreno e si arena all’1,7%. Il nuovo partito di Matteo Renzi, Italia Viva, alla sua prima rilevazione, viene dato al 5,4%. Di contro, Partito Democratico sconta una perdita dei consensi, quasi tutti in direzione di Italia Viva, scendendo al 19,4%. Nel centrodestra, Fratelli d’Italia si attesta stabilmente come la seconda forza della coalizione totalizzando il 6,7%. Insegue Forza Italia a circa un punto e mezzo di distanza (5,1%) anche a causa della scissione del gruppo legato a Giovanni Toti: Cambiamo!, il partito del Governatore ligure, è dato al 2% nelle intenzioni di voto degli italiani.

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Ad oggi, l’area di Governo raccoglie il 47,1% delle preferenze di voto. Quella di centrodestra il 47,4%, quella di centrosinistra il 28,8%. Il Movimento 5 Stelle è dato al 20%.

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Settimana Politica 28 settembre 4 ottobre 2019



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