Draghi incontra von der Leyen su nuove sanzioni e sicurezza energetica

Lunedì il premier Mario Draghi ha incontrato la presidente della Commissione europea Ursula von der Leyen per fare il punto sulle nuove sanzioni alla Russia e sull’approvvigionamento di gas alla vigilia della presentazione delle azioni della Commissione sulla sicurezza energetica, un pacchetto già in programma da tempo e che ora si è dovuto adattare agli effetti del conflitto in Ucraina. L'obiettivo di tutti in Europa è ridurre la dipendenza dal gas russo, ma le modalità e i tempi variano da Paese a Paese. Non solo: se le sanzioni che l'Ue sta preparando dovessero includere misure energetiche, in molti s’interrogano su quali possano essere gli effetti per l’Italia: “Dobbiamo sbarazzarci della dipendenza da gas, petrolio e carbone russi. So che noi due siamo d'accordo su questo”, ha detto von der Leyen rivolgendosi a Draghi. “Ci sono tre pilastri principali: uno è la diversificazione dell'offerta dalla Russia verso fornitori affidabili”. L'altro è il ripotenziamento dell'Europa dal punto di vista energetico, ossia con “massicci investimenti nelle energie rinnovabili, come solare, eolico e idrogeno”, e “un'accelerazione mirata del Green Deal europeo”. 

Draghi alla Camera assicura che il Governo interverrà per tamponare la crisi

La guerra in Ucraina ha innescato una “crisi umanitaria senza precedenti” e l'Italia, come sempre nei momenti più difficili, è in prima linea per il supporto e l'accoglienza. Ma il conflitto rischia anche di inasprire la crisi energetica e di rallentare la ripresa e il Governo è pronto a intervenire. Mario Draghi torna alla Camera per il Question time e risponde ai partiti sulle conseguenze della crisi ucraina. Cerca di mandare un messaggio rassicurante, il governo “farà di tutto” per mitigare gli effetti sull'economia, e ne approfitta per chiarire che l'emergenza non può comunque “fermare l'azione del Governo”, che non è nato “per stare fermo”, con buona pace delle opposizioni ma anche di una parte del centrodestra nella maggioranza. La strategia dell'esecutivo, ha ribadito Draghi, guarda nel breve periodo all'obiettivo di sostituire in tempi rapidi le forniture di gas russo e nel medio e lungo termine nel diversificare le fonti di energia, spingendo al massimo le rinnovabili con un’operazione di “profonda semplificazione”.

Il vertice Ue apre all’adesione dell’Ucraina all’Unione ma senza fast track

Il vertice dei capi di Stato e di Governo dell'Ue ha approvato a Versailles il testo della sua “Dichiarazione sull'aggressione militare russa all'Ucraina”. Oltre alla durissima condanna espressa nei riguardi di Mosca e alla conferma del sostegno all'Ucraina e della protezione per i suoi profughi che stanno affluendo nell'Ue, i leader dei Ventisette rispondono alla richiesta di Kiev di aderire all'Unione: nella dichiarazione c'è il riconoscimento unanime “dell'appartenenza dell'Ucraina alla famiglia europea”, ma si puntualizza che, dopo la rapidità iniziale con cui i Ventisette hanno chiesto alla Commissione di fornire il suo parere sulla richiesta di adesione (un passaggio fondamentale perché un Paese possa ottenere lo status di candidato), il processo continuerà “senza ritardi” secondo i modi e i tempi previsti dalle “pertinenti disposizioni dei Trattati Ue”. Dunque, niente “fast track” nel processo di candidatura e poi nei negoziati di adesione. Ma, nel frattempo, il vertice Ue ha affermato anche la volontà di “rafforzare i legami con l'Ucraina” e il partenariato già esistente. 

Paesi UE divisi sul piano europeo di emissione di bond per energia e difesa

L'agenda delle discussioni del Consiglio europeo in corso a Versailles non ne fa menzione e l'iniziativa non viene dalla Commissione europea, ma c'è un convitato di pietra di questo vertice dei capi di Stato e di governo dei Ventisette: è la proposta di un nuovo Piano d’investimenti coperto dall'emissione di titoli di debito dell'Ue per finanziare la spesa nei settori della difesa e dell'energia, diventata improvvisamente necessaria e urgente a causa della guerra in Ucraina. L'iniziativa è ancora da precisare nei dettagli, ma ha già provocato una levata di scudi da parte dei Paesi cosiddetti frugali, mentre è certamente destinata a essere ben accolta da quelli mediterranei. “L'Europa deve cambiare più velocemente e con più forza per l'impatto della guerra” in Ucraina, dopo essere “cambiata per la pandemia”; e i Ventisette devono essere “ambiziosi” perché il conflitto li chiama a prendere “decisioni storiche” per “ridefinire totalmente l'architettura della nostra Europa”, ha sottolineato Emmanuel Macron prima dell'inizio del vertice di Versailles. Difficile non vedere in queste frasi un riferimento, per quanto implicito, al nuovo piano; per il presidente francese “Dobbiamo prepararci a tutti gli scenari e definire insieme i nostri piani per i prossimi anni per l'industria, l'agricoltura, l'energia. Dobbiamo essere solidali per costruire un'Europa comune”. 

Draghi lancia l’allarme crescita. Asse con Parigi per risposte comuni

In Cdm le informative di Giancarlo Giorgetti e Stefano Patuanelli non lasciano spazio a molti dubbi. Il titolare del Mise mette in evidenza le problematiche legate all'export e alla carenza e conseguente impennata dei costi delle materie prime. Anche il ministro delle Politiche agricole alimentari e forestali è in allarme e chiede “un confronto urgente in ambito europeo” per arrivare alla creazione di un Energy Recovery Fund e per attivare un regime straordinario sul modello dell'emergenza Covid che autorizzi aiuti di Stato in deroga, in modo da aiutare le imprese agricole in difficoltà, a partire dalla ristrutturazione dei debiti che gravano sulle loro spalle. Serve poi una differenziazione dei mercati di approvvigionamento, insiste, pena una mancata autosufficienza anche sul fronte agroalimentare. La crisi in Ucraina e le sanzioni decise nei confronti di Mosca fanno sentire sempre di più il loro peso sull'economia italiana, Mario Draghi lo sa. Per sbloccare le risposte alla crisi, però, il premier aspetta che qualcosa si muova a livello comunitario: “La risposta a questo dramma non può che essere europea. Il Premier Draghi ne ha parlato a Emmanuel Macron in un lungo incontro bilaterale; Roma e Parigi, assicura, sono assolutamente “allineate”. Anche l'ipotesi di un debito comune europeo per finanziare i nuovi aiuti vede Francia e Italia dalla stessa parte. 

Salvini contestato a Przemyśl al confine con l’Ucraina. Siamo qui per aiutare 

Scoppia la polemica dopo la contestazione a Matteo Salvini, al suo arrivo a Przemyśl, cittadina polacca a 15 km dalla frontiera con l'Ucraina. Il video è stato pubblicato dal sito polacco Nowiny24. Nelle immagini si vede il sindaco della città Wojciech Bakun con a fianco Matteo Salvini; dopo aver ringraziato molte organizzazioni italiane che sostengono i rifugiati, mostra al senatore una maglietta con il volto di Vladimir Putin: “L'iniziativa dell'incontro odierno è nata da Salvini. Stamattina ho ricevuto l'informazione che avrebbe visitato Przemyśl. Lo ritengo insolente da parte sua, così ho deciso di regalargli una maglietta con l'immagine del suo amico Putin e invitarlo a visitare un centro con i rifugiati in cui ci sono migliaia di vittime di questa guerra. A questo punto Salvini decide di allontanarsi dal punto dell'incontro, mentre si sentono alcuni italiani che lo contestano. “Sono qua per aiutare”, risponde il leader della Lega prima di andare via. Sollecitato dai cronisti, chiarisce: “Non vado in Russia da 5-6 anni, sono in Polonia, io voglio la pace. Certo, condanniamo Putin e l'aggressione russa”. La contestazione a Salvini scatena il dibattito. “Ho detto a Salvini in tutti i modi che in questa fase serve la politica, non le pagliacciate” twitta Matteo Renzi

Il Parlamento Ue contro le ingerenze straniere, Lega nel mirino

Il Parlamento europeo ha adottato a larga maggioranza (552 favorevoli, 81 contrari e 60 astenuti) la relazione della Commissione Inge sui tentativi, da parte delle potenze extra-Ue, di minare le democrazie del Vecchio continente, tentativi di ogni tipo, che vanno dalla campagna di disinformazione sul web ad accordi di cooperazione stipulati con alcuni partiti europei. Ed è su questo punto che la Lega è finita nel mirino essendo citata, assieme ad altre forze come il Rassemblement National, tra quelli che hanno collaborato con Russia Unita, il partito di Vladimir Putin. A dire sì alla relazione sono praticamente tutti i partiti tranne la Lega che si è astenuta. A votare sì sono infatti anche gli alleati di FdI. “Il testo contiene parole chiare di condanna per le ingerenze russe in coerenza con la posizione netta assunta da FdI”, ha sottolineato Raffaele Fitto fornendo solo una parziale sponda a Matteo Salvini: “Ci dispiace però che le sinistre abbiano voluto utilizzare questa relazione per colpire avversari politici”. 

La Camera approva la proposta di legge sul fine vita. Ora tocca al Senato

Primo via libera alla proposta di legge sul fine vita: l'Aula della Camera ha dato il via libera al provvedimento sulla morte volontaria medicalmente assistita con 253 voti favorevoli, 117 contrari e un astenuto. Il testo passa adesso all'esame del Senato dove i numeri sono più risicati, l’iter potrebbe complicarsi come accaduto nei mesi scorsi con il ddl Zan affossato dalla tagliola della Lega. Tuttavia, secondo Enrico Letta, la situazione stavolta dovrebbe essere diversa. Alla Camera si è registrato il voto contrario di Lega e FdI e quello favorevole del campo progressista composto da PDM5S e LeU; in FI invece, nonostante il no annunciato in dichiarazione di voto, sono arrivati alla fine 7 voti favorevoli in difformità dal gruppo (tra cui quelli di Elio Vito, Renata Polverini e Stefania Prestigiacomo) oltre a un astenuto. Differenze di vedute anche all’interno di Coraggio Italia, con 5 voti a favore e altrettanti contro, e situazione simile si è verificata in IV (12 sì e 7 no) dopo la decisione di lasciare libertà di coscienza sul provvedimento. 

Il Governo cerca punti d’incontro sulla delega fiscale: nodo flat tax e catasto

Dopo lo strappo sul catasto, lo scontro dentro la maggioranza sul fisco rischia di spostarsi sulla flat tax. Al termine della prima giornata di bilaterali tra il Governo e le forze politiche di maggioranza, è stato proprio il tema del regime forfettario ad alimentare il dibattito: la Lega ha chiesto di aumentare a 100mila euro il limite di redditi per aderire al regime forfettario con un'aliquota al 20%. Sul tema per  il dem Gian Mario Fragomeli “ci sono distanze”: per il PD “deve essere uno strumento temporaneo” che “preveda poi un rientro, anche con modalità agevolate, al sistema progressivo. Siamo aperti al confronto”. Della necessità di una mediazione ha parlato invece IV per la quale l'importante è “portare a casa la Delega fiscale”. Questa mattina FI incontrerà il Governo per l'ultimo bilaterale. Probabilmente il Governo si prenderà tutta la prossima settimana per cercare una sintesi prima delle votazioni.

I sondaggi della settimana

Negli ultimi sondaggi realizzati dall'Istituto SWGFratelli d’Italia di Giorgia Meloni si conferma primo partito italiano con il 21,5%, sopravanzando di un’incollatura il Partito Democratico (21,2%)Inoltre, il distacco tra FdI e la terza forza politica nazionale (Lega di 4,5 punti. 

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Nell’area delle sinistre, i Verdi guadagnano terreno (2,2%) mentre Sinistra Italiana e MDP Articolo Uno si attestano rispettivamente al 2,1% e al 2,4%. Nell’area centrista, l’alleanza tra Azione e +Europa cresce (4,8%) mentre Italia Viva rallenta (2,3%). In calo anche il consenso del Movimento 5 Stelle di Giuseppe Conte che si attesta al 12,6%. Nell’area del centrodestra, la Lega non fa registrare grosse differenze (17%) mentre Forza Italia riprende quota vistosamente (8,1%). Italexit di Gianluigi Paragone, infine, si attesta al 2%

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Negli ultimi sondaggi, i partiti che appoggiano il Governo Draghi raccolgono il 70,6%, mentre il centrosinistra formato da PD, M5S e MDP raggiunge il 36,2%. La coalizione del centrodestra unito raggiunge il 46,6%; invece il rassemblement dei partiti di centro(Azione Più Europa e IV) si attesta al 7,1% dei consensi.



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