Sui migranti Draghi è chiaro: nessuno sia lasciato solo in acque italiane

Sull’emergenza migranti la bussola che guida il governo di Mario Draghi è un’azione “equilibrata, efficace e umana” perché “nessuno deve essere lasciato solo nelle acque territoriali italiane”. Il premier non nega l'aumento di sbarchi, anzi ne fa una precisa rendicontazione durante il question time alla Camera: “I flussi sono in aumento dall’inizio del 2020, anche a causa della diffusione della pandemia in Nord Africa. La spinta migratoria è alimentata costantemente dall’instabilità della situazione politica in Libia”. Il Governo di fronte anche a questa emergenza è comunque attivo su più fronti mirando a promuovere “le opportune iniziative bilaterali, a condurre un’azione da parte dell’Unione europea affinché le autorità libiche contrastino i traffici di armi e di esseri umani nel rispetto dei diritti umani, e a esercitare una pressione intraeuropea affinché si torni a una redistribuzione credibile ed efficace dei migranti approdati in Italia”; l’obiettivo dell’esecutivo è quello di diminuire la pressione migratoria in vista dell'estate. 

L’approvazione del decreto sostegni bis slitta alla settimana prossima

Il nodo ristori è stato sciolto, ma il nuovo decreto sostegni slitta ancora. Il Consiglio dei ministri che dovrà esaminare il provvedimento non si terrà prima della prossima settimana, accumulando un ulteriore ritardo rispetto alla iniziale tabella di marcia e considerando che il Def lo indicava originariamente addirittura a fine aprile. I Ministeri stanno facendo il punto sulle misure proposte e su quelle che effettivamente troveranno spazio nel provvedimento, a cominciare dal dicastero guidato da Andrea Orlando che punta a nuove tutele per l'occupazione, ma anche a richiamare al suo interno funzioni delle politiche attive finora attribuite all'Anpal. Sul fronte lavoro si sta inoltre valutando un allargamento dei contratti di espansione, un rafforzamento della Naspi, oltre agli sgravi per chi nel turismo abbandona la cig e punta alla rioccupazione. Le misure sono sponsorizzate dai dem che però, dopo l'incasso ottenuto dalla Lega sul fronte indennizzi, rilanciano anche sul tema sport. Un aiuto ad hoc dovrebbe arrivare anche per le attività chiuse nel mese di maggio e proprio a questo aspetto potrebbe essere legata la tempistica dell'approvazione del decreto. Se la cabina di regia di lunedì dovesse optare per nuove aperture, la platea dei beneficiari si restringerebbe, non è per questo escluso che i sostegni possano arrivare sul tavolo del cdm nei giorni successivi, più o meno a metà della prossima settimana. 

L'Italia è pronta per tornare gialla e per le nuove riaperture

Dopo oltre cinque mesi l'Italia torna tutta in zona gialla: è l'effetto sulla diffusione del virus di due fattori concomitanti, le restrizioni e le chiusure delle settimane scorse e l'avanzamento della campagna vaccinale. I dati settimanali, che saranno validati dalla cabina di regia nelle prossime ore, confermano il progressivo miglioramento della situazione epidemiologica. Saranno quindi fondamentali le decisioni che il Governo prenderà nella cabina di regia politica convocata lunedì da Mario Draghi, il quale però ha già fatto capire chiaramente che il coprifuoco rimarrà e che la linea da seguire è quella della gradualità. La posizione ferma del premier un primo effetto l'ha prodotto: la mozione al Senato con cui il centrodestra chiedeva, tra l'altro, proprio di cancellare il coprifuoco, è stata ritirata ed è stata sostituita da un ordine del giorno firmato da tutta la maggioranza con il quale si impegna il Governo a “potenziare e velocizzare le operazioni per il rilascio del green pass” e a “prevedere ogni azione utile a superare progressivamente il regime del cosiddetto coprifuoco”. Lunedì dunque la cabina di regia dovrebbe fissare al 24 maggio l'orario di rientro alle 23.00 e definire la data della ripartenza del settore wedding (probabilmente attorno al 15 giugno) e dei centri commerciali nel fine settimana (l'ipotesi è che possano riaprire già dal 22). Queste scelte dovrebbero essere tradotte in un decreto dal Consiglio dei Ministri che si dovrebbe tenere mercoledì al ritorno del premier da Parigi; per il resto, dovrebbe essere confermata la ripartenza di ristoranti al chiuso e palestre il 1° giugno, delle fiere il 15 e dei parchi tematici il 1° luglio, assieme a congressi e convegni. 

Il Pd rilancia sulla riforma della giustizia Cartabia. Tensione nella maggioranza

Il Pd dà il suo appoggio alla riforma della giustizia cui sta lavorando la ministra Marta Cartabia, ma nella maggioranza si aprono le prime crepe. Se Forza Italia si ritiene “soddisfatta”, il Movimento Cinque Stelle storce la bocca, specie sul tema prescrizione: “La nostra sensibilità è molto diversa”, ha fatto sapere il deputato ed ex sottosegretario pentastellato Vittorio Ferraresi. I dem hanno messo sul piatto una serie di proposte su processo civile e penale chiedendo che vengano accolte ma, garantisce Enrico Letta, il presupposto è che “il Pd sostenga la Ministra in questa coraggiosa riforma”. La riforma Cartabia dovrà prendere corpo in una serie di emendamenti e il Ministro ne ha già tracciato la fisionomia a inizio settimana, in una riunione con i capigruppo nella commissione Giustizia che, alla Camera, sta esaminando il ddl. I punti di partenza della riforma sono il ridimensionamento delle possibilità di ricorrere in appello e le nuove regole per la prescrizione; specie quest'ultimo punto incontra le resistenze del M5S, che è legato allo “Spazzacorrotti”, con la prescrizione che si ferma dopo il processo in primo grado. Una norma che il Pd vuole invece archiviare o almeno correggere con un meccanismo di prescrizione per fasi che parta dall'eliminazione della distinzione tra assolti e condannati. 

Draghi nomina Elisabetta Belloni a capo del Dis 

Con un blitz improvviso il premier Mario Draghi cambia il direttore del Dis Gennaro Vecchione, che sarebbe scaduto nel 2022, e proroga il direttore dell'Aisi Mario Parente, che avrebbe invece concluso il suo mandato a giugno. Al Dipartimento delle informazioni per la sicurezza arriva l'ambasciatore Elisabetta Belloni, prima donna alla guida di una struttura dell'intelligence. A sostituirla come nuovo segretario generale della Farnesina è l'ambasciatore Ettore Sequi, attuale capo di gabinetto del ministro Luigi Di Maio. Esultano Lega e Iv per la sostituzione di Vecchione, uomo dell'ex premier Giuseppe Conte; trapela irritazione, invece, in casa Cinque Stelle. Rivoluzione, dunque, al Dis, l'organismo che coordina le agenzie operative Aise e Aisi. Al Dipartimento era attesa una nomina, ma di un vice, dopo che il generale Carmine Masiello ha ricevuto l'incarico di sottocapo di Stato Maggiore della Difesa. Draghi invece, in accordo con l’autorità delegata all'intelligence, il sottosegretario Franco Gabrielli, ha congedato Vecchione sul quale Conte aveva fatto molto affidamento quando, da premier, aveva mantenuto le deleghe ai servizi. Toccherà ora a Elisabetta Belloni, forte della sua lunga esperienza da segretario generale della Farnesina, porre un freno ai veleni. 

Il Copasir chiederà indagine interna a Draghi sul caso Renzi-Mancini 

L'incontro tra il senatore Matteo Renzi e il capocentro del Dis Marco Mancini in un autogrill deve essere oggetto di un’ispezione interna ai servizi. Il Copasir, guidato, almeno per ora, dal leghista Raffaele Volpi, vuole saperne di più e nella prossima seduta del Comitato porrà all'attenzione dei Commissari la richiesta al premier Mario Draghi di attivare una inchiesta nel Dipartimento delle informazioni per la sicurezza. Nulla di deciso insomma, la proposta del presidente verrà infatti vagliata la prossima settimana, ma quello che trapela è che è proprio quel colloquio a suscitare l'allarme. Volpi vuole capire se i contenuti della conversazione rispettino i presupposti di riservatezza cui un componente dell'intelligence deve attenersi. Il caso, secondo fonti vicine al dossier, potrebbe non essere l'unico e comunque ha aperto diversi interrogativi ai vertici degli 007. Il sottosegretario delegato ai Servizi Franco Gabrielli, proprio a fronte del clamore mediatico avuto dall'incontro Renzo-Mancini, ha richiamato i direttori del Dis, dell'Aise e dell'Aisi al principio che gli appartenenti all'intelligence possono incontrare parlamentari, giornalisti, magistrati solo per motivi di servizio e con la preventiva autorizzazione del vertice dell'Agenzia cui appartengono.

L'alleanza Pd-M5S è in stallo, fa rumore lo stop alle trattative a Roma e Torino

Dopo la rinuncia di Zingaretti a scendere in campo nella Capitale si complica l'intera architettura dell'alleanza tra Pd e M5S in vista delle prossime elezioni amministrative. Non ci sarà nessun patto per Torino e Milano mentre i dem e i pentastellati correranno insieme al primo turno a Bologna, Varese e in qualche modo anche a Napoli: la strada per i capoluoghi emiliano e campano è ancora tutta in salita, così come quella per la Capitale. A Bologna il M5S appoggerà solo il candidato ufficiale del Pd Matteo Lepore e non la renziana Isabella Conti, decisa a correre alle primarie. E a Napoli neppure la scesa in campo di Roberto Fico sarà sufficiente a spianare la strada tra i due partiti: “Noi lavoriamo con il M5S ma è evidente che a Torino e Roma il lavoro è complesso perché il Pd in questi anni era all'opposizione ed ha criticato l'operato delle sindache Raggi e Appendino” spiega Enrico Letta

Il centrodestra si ricompatta sulle comunali: pressing su Bertolaso e Albertini

Gabriele Albertini scioglierà la riserva sabato per Milano, Guido Bertolaso sembra orientato sul no a Roma nonostante il pressing sia continuo: sono queste due le partite più calde nell'ambito del centrodestra in vista delle elezioni Amministrative del prossimo autunno. Se su Torino è già stato trovato l'accordo su Paolo Damilano e su Napoli si punta forte su Catello Maresca, resta ancora l'incognita Bologna nelle grandi città al voto: “La chiudiamo in fretta e uniti dappertutto. Sto lavorando per unire”, dice Matteo Salvini. Mercoledì tornerà a riunirsi il tavolo della coalizione attorno a cui, dopo i nuvoloni degli ultimi giorni, sembra essere tornato il sereno. Certo è che per conoscere lo sfidante di Giuseppe Sala bisognerà aspettare solo un paio di giorni. L'ex sindaco, intanto, incassa anche l'appoggio di Attilio Fontana e Letizia Moratti, dopo aver convinto i leader del centrodestra. Passando da Milano alla Capitale, Guido Bertolaso resta il nome più caldo, anche se il responsabile Enti locali di Forza Italia Maurizio Gasparri lancia una provocazione: “A Roma serve una candidatura di Serie A per il centrodestra, se mettiamo un candidato di grande livello possiamo vincere. Oltre a Bertolaso, ad esempio, anche Antonio Tajani sarebbe un bel candidato”. 

I sondaggi della settimana 

Negli ultimi sondaggi realizzati dall'Istituto SWG, il consenso della Lega di Matteo Salvini torna a salire raggiungendo il 21,3%. Discorso diverso per il Movimento 5 Stelle. Il consenso del partito guidato da Giuseppe Conte scende di quasi un punto (17%). La Lega resta il primo partito del Paese con una distanza dal secondo (PD) di 1,8 punti, mentre il gap rispetto a FdI si attesta a 2,2 punti.

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Nell’area delle sinistre, i Verdi perdono terreno (1,8%) mentre Sinistra Italiana e MDP Articolo Uno si attestano rispettivamente al 3% e all’1,6%. Nell’area centrista, +Europa scende all’1,7%, mentre Italia Viva si ferma all’1,8%. Non fa registrare grosse variazioni Azione che si stabilizza al 3,7%. Situazione diversa per il Partito Democratico che riprende quota arrivando al 19,5%. Nell’area del centrodestra, Fratelli d’Italia continua a crescere in modo deciso (19,1%), Forza Italia rimane stabile al 6,7% mentre Cambiamo! rimane all’1%. 

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Negli ultimi sondaggi, i partiti che appoggiano il Governo Draghi raccolgono il 76,1% nelle intenzioni di voto, mentre il centrosinistra formato da PD, M5S e MDP raggiunge il 38,1%. La coalizione del centrodestra unito, invece, il 48,1%, mentre il rassemblement dei partiti di centro (Azione, IV e +Europa) si attesta al 7,2% dei consensi.

 

 



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