Ormai tutti i partiti danno per praticamente certe le elezioni il 4 marzo anche non se è stata ancora sancita in alcuna sede l'intesa tra forze politiche e Quirinale. Al contempo, però, il Centro Destra spinge per l'election day, cioè l'accorpamento delle elezioni politiche con le regionali in posti cruciali come Lombardia, Lazio, Friuli Venezia Giulia, Valle d’Aosta e Molise. Matteo Salvini, convito che il voto delle politiche avrebbe un effetto traino sulle regionali, è tra i maggiori sostenitori dell’ipotesi, più caute le altre formazioni politiche, Pd e Fi in primis.

A mettere invece tutti d'accordo è la data del 4 marzo. Convince tutti l'accelerazione sulla fine della legislatura che il Presidente della Repubblica Sergio Mattarella sembra aver deciso di imprimere ipotizzando uno scioglimento delle Camere dopo la conferenza stampa di Paolo Gentiloni il 28 e prima del discorso di fine anno del Capo dello Stato. Nel concreto però nessuna decisione è stata presa, ma orami la legislatura è agli sgoccioli e dopo l’approvazione della legge di Bilancio ogni momento sarà buono. 

Silvio Berlusconi ha acceso l’ennesima miccia nel cuore del centro destra. Dopo la decisione di FI di votare contro l'iter veloce per la legge Molteni che cancella lo sconto di pena per i reati gravissimi come ad esempio lo stupro, Matteo Salvini ha annunciato di voler sospendere ogni trattativa con i forzisti. La minaccia però non sembra preoccupare Silvio Berlusconi; mentre Giorgia Meloni è tornata a chiedere un incontro per definire una volta per tutte se ci sarà o meno una coalizione.

Il vero nodo sono le strategie post elettorali. Il Cavaliere ha fatto capire di voler essere lui il punto di riferimento del centro destra, coalizione che a suo giudizio potrebbe conquistare la maggioranza. Ma nel caso non ci fosse un vincitore, Berlusconi ha già pronto un piano B: “La soluzione più corretta nel caso nessuno riuscisse ad avere una maggioranza autonoma dopo il voto sarebbe quella di continuare con questo Governo e di consentire un'altra campagna elettorale”. Parole che sono state giudicate dagli alleati di Lega e Fratelli d’Italia con grandissima durezza.

Intanto Berlusconi ha deciso che alle prossime elezioni FI presenterà “600 candidati, 50 di loro sono persone che fanno già politica da qualche tempo, le altre 550 saranno uomini e donne della società civile che nella vita hanno raggiunto un obiettivo”. L’intento dell’ex cavaliere è quindi quello di dare vita a una sorta di rinnovamento della classe politica di Forza Italia.

Dopo la decisione della settimana scorsa di Angelino Alfano di non ricandidarsi e non di non guidare più il suo partito, a nove mesi dalla sua fondazione, Alternativa Popolare mette la parola fine alla sua esistenza. Lo fa in una Direzione lampo in cui i centristi hanno concordato una separazione consensuale. La parte del partito guidata dal Ministro della salute Beatrice Lorenzin si presenterà alleata del Partito Democratico mentre quella di Maurizio Lupi cercherà di avvicinarsi al Centro Destra creando una sorta di raggruppamento che raccolga esponenti come Fitto, Quagliariello e Tosi. Comunque sia, fino alla fine della legislatura nulla cambierà rispetto all’appoggio al Governo di Paolo Gentiloni.

I Sondaggi della Settimana 8 - 15 dicembre 2017

sondaggi_15_12_1.jpg

Nei sondaggi pubblicati dall'Istituto EMG, il Partito Democratico arresta la sua lenta caduta. Questa settimana si attesta al 25,3%. Il Movimento 5 Stelle cresce lo 0,3% e nelle intenzioni di voto raggiunge il 28,6%. Il partito di Grillo e Di Maio è stabilmente il primo partito del Paese e la distanza dal Partito Democratico è di 3,3 punti percentuali.

Nell’area delle sinistre, Liberi ed Eguali, partito fondato da Movimento Democratici Progressisti, Sinistra Italia e Possibile, è dato al 5,4%. Nel Centro Destra, Fratelli d’Italia è al 5,2%, mentre cresce dello 0,4% Forza Italia. Il partito di Berlusconi oggi è dato al 15,7%. Cala leggermente la Lega Nord di Matteo Salvini. Ad oggi il Carroccio si attesta al 12.5%. Forza Italia ormai da settimane è il primo partito del Centro Destra. Ora la distanza con la Lega è del 3,2%.

sondaggi_15_12_2.png

Ad oggi, se l’area di Centro Destra si presentasse unita potrebbe raccoglie il 35,2%, mentre il Centro Sinistra il 29,5%. Distaccato di diversi punti, il Movimento 5 Stelle che è dato al 28,6%, mentre chiude Liberi e uguali al 5,4%

sondaggi_15_12_3.png

Scarica la settimana politica

Settimana Politica 8 - 15 dicembre 2017



SEGUICI SU TELEGRAM

icon-telegram.png

Nomos Centro Studi Parlamentari è una delle principali realtà italiane nel settore delle Relazioni IstituzionaliPublic Affairs, Lobbying e Monitoraggio Legislativo e Parlamentare 

Se vuoi conoscere in tempo reale tutto il monitoraggio parlamentare senza perderti nessun nostro aggiornamento seguici sul nostro canale Telegram