Il Parlamento EU dà il via libera alla Lagarde presidente della BCE

La plenaria del Parlamento Europeo ha dato il via libera alla nomina di Christine Lagarde alla guida della Banca Centrale Europea. Nella votazione a scrutinio segreto, 394 deputati hanno votato a favore, 206 contro e 49 si sono astenuti. Il Parlamento, precisa la nota dell'Eurocamera, esprime un parere non vincolante sull'idoneità o meno di un candidato a ricoprire il ruolo di Presidente della BCE, mentre la decisione finale spetta al Consiglio Europeo. La Lagarde sostituirà l'attuale titolare, Mario Draghi, dal primo novembre. Il voto, però, ha segnato la spaccatura tra Partito Democratico, favorevole alla nomina dell’ex numero uno del Fondo Monetario Internazionale ed il Movimento 5 Stelle che, alla fine e non senza polemiche, ha deciso di astenersi. Il pentastellato Nicola Pedicini ha chiarito la posizione del movimento: “Abbiamo cercato un motivo per sostenere la nomina di Lagarde senza successo, perché è responsabile delle politiche che hanno fatto aumentare il debito pubblico nella UE per salvare le banche tedesche e francesi in primo luogo, politiche che hanno portato alla compressione dei salari, al taglio dei servizi e delle pensioni, a una gigantesca redistribuzione dal basso verso l'altro. È troppo tardi adesso: non daremo la fiducia, aspettiamo di vedere come procederà e poi dopo, forse, potremo riparlarne”.

Il Governo a caccia di risorse per la legge di bilancio

Il cantiere della manovra economica è ufficialmente aperto. Completata la squadra di Governo, parte il countdown per la nota di aggiornamento al Def, che deve essere pronta entro il 27 settembre e dovrà tenere conto dell'ennesimo record del debito pubblico, arrivato a luglio a 2.409,9 miliardi. Ma “sarà una manovra espansiva”, assicura il sottosegretario all'Economia Pierpaolo Baretta. La manovra giallorossa è già oltre i 32 miliardi di euro: 23,1 servono per disinnescare le clausole Iva, circa 3 per le spese indifferibili. E poi ci sono le misure annunciate dall'esecutivo, a partire dal taglio del cuneo fiscale a totale vantaggio dei lavoratori e dall'asilo nido gratis annunciato come priorità dal presidente del Consiglio, passando per l'introduzione del salario minimo, il giusto compenso anche per i lavoratori non dipendenti e l'aumento di cento euro in busta paga per gli insegnanti lanciato dal ministro per l'Istruzione Lorenzo Fioramonti. E poi il piano straordinario per il Sud, su cui Conte ha posto ampiamente l'accento in questi primi giorni del suo secondo mandato. Molto più fumoso l'elenco delle coperture: il discorso con l'Europa è appena avviato, l'Italia spera in una flessibilità da 10 miliardi per realizzare riforme e investimenti, a partire dal green new deal sbandierato qui e a Bruxelles. Ma tutto è ancora da vedere, così come è da vedere quanto effettivamente frutterà l'ennesima spending review, le privatizzazioni, la dismissione del patrimonio immobiliare, il riordino degli sgravi fiscali. C'è poi la lotta all'evasione, anche questo tema più o meno evergreen, su cui il nuovo esecutivo promette di insistere con una nuova stretta all'uso del contante e l'inasprimento delle pene, incentivando dall'altro lato carte e bancomat.

Conte ai sindacati: Remiamo insieme per il Paese. Priorità tasse e lavoro

Un patto di ferro per la manovra 2020, l'inizio di una nuova fase di concertazione “remando insieme per il bene del Paese”. Tra i primi passi del governo giallorosso c'è subito un incontro a Palazzo Chigi tra il premier Giuseppe Conte e i leader di Cgil, Cisl e Uil. Il premier tende la mano, puntando anche sui temi cari dei sindacati, sicurezza e tasse sul lavoro, e le parti sociali sorridono: “È un buon inizio, il canale di dialogo si è riaperto”. Il rendez-vous, durato un'ora e mezza circa, si apre subito con una promessa sulla manovra: i conti saranno tenuti in ordine. E sarà fondamentale una seria lotta all'evasione fiscale. Conte, accompagnato dai titolari di Mef e Lavoro, ne approfitta per tracciare le priorità della legge di bilancio: alleggerimento della pressione fiscale, una nuova agenda d’investimenti verdi e un piano strutturale d’interventi per il Mezzogiorno, il tutto inquadrato in un arco temporale di tre anni necessario, spiega il neo ministro Roberto Gualtieri, “per rilanciare la crescita e l'occupazione”. I sindacati ascoltano il Governo e sembrano mettere un grande like ai nuovi propositi economici. Per la Uil di Carmelo Barbagallo “si è visto un cambiamento di passo, soprattutto sul fisco” ma avverte: “Se è un governo di svolta deve prima alzare la freccia e poi girare nella direzione giusta”. Il leader Cgil Maurizio Landini apprezza il nuovo metodo di confronto e sottolinea l'impegno del Governo per un altro incontro “prima di arrivare alla definizione della legge di stabilità a metà ottobre”, un mesetto quindi per limare il quadro generale, con la speranza dei confederali che le istanze della piattaforma comune vengano ascoltate maggiormente rispetto alla scorsa manovra. In un post su Facebook, il premier Giuseppe Conte conferma che “in seguito alla pubblicazione della prossima Nota di Aggiornamento al Def di fine settembre, il confronto con i sindacati e le parti sociali tutte proseguirà approfondendo nel dettaglio i singoli provvedimenti”.

Cresce l’inflazione ad agosto +0,4%

Ad agosto l'inflazione è salita dello 0,4% sia a livello congiunturale sia a livello tendenziale. Lo afferma l'Istat diffondendo i dati definitivi riguardo allo scorso mese. La stabilità dell'inflazione è il risultato di un quadro con pochi scostamenti rispetto al mese di luglio; da segnalare solamente la lieve accelerazione dei prezzi dei beni non durevoli (da +0,2% a +0,6%). Sia l'inflazione di fondo, al netto cioè degli energetici e degli alimentari freschi, sia quella al netto dei soli beni energetici sono stabili rispetto al mese di luglio, rispettivamente a +0,5% e a +0,6 per cento. L'inflazione acquisita per il 2019 è +0,8% sia per l'indice generale sia per la componente di fondo. Secondo l’Istat l'inflazione rimane contenuta, con la componente di fondo che registra nuovamente una variazione solo di poco più elevata di quella riferita all'intero paniere. Quasi tutti i comparti confermano sostanzialmente il dato di luglio, con l'eccezione dei prezzi dei beni non durevoli, che risultano in accelerazione di quattro decimi di punto. L'aumento dei prezzi su base congiunturale, tipico del mese di agosto, è imputabile prevalentemente a fattori stagionali, legati per lo più alla filiera dei servizi turistici e in particolare dei trasporti.

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Settimana Economica 14-20 settembre 2019



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